Ti hanno diretto Spielberg, Soderbergh, Visconti, Bernardo Bertolucci e tanti altri… ma ti ricorderanno come ER MONNEZZA

Avresti Potuto Essere Grande, Tomàs. Ma quando, dopo aver recitato con Romy Schneider e Romolo Valli, ti metti con Bombolo e Marina Punturieri il titolo di APEG non te lo toglie nessuno…

Hola!
tomas
bombolo

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Published in: on marzo 24, 2017 at 12:15 am  Lascia un commento  
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Continuerò a occuparmi delle attrici? O volterò pagina, dedicando qualche post agli attori? (con qualche previsione per gli Oscar… e per il Papa)

22 orizzontale: SI SPAZZA PERCHE’ TIRI (sei lettere).

Ma questo non c’entra una cippa con la domanda: i lettori di questo blogghino si sono stufati di attrici straniere e italiane?

Preferite parlare di ATTORI? Ditemi voi…

Nel qual caso confronterò gli italiani ai colleghi d’oltreconfine? NAAAAA… lotta troppo impari!

  • Sarà bravo Castellitto, ma con Sean Connery non c’è gara.
  • Sarà simpatico Abatantuono, ma vuoi mettere Robin Williams?
  • Villaggio avrà lavorato anche con Fellini (non solo con Neri Parenti), ma Anthony Hopkins se lo mangia vivo.

Vorrei conoscere la vostra opinione, careamiche/cariamici.

Dopo le immagini (se vi interessa) potrete leggere le mie previsioni sulle statuette e sul futuro conclave.
rob

conneryanton

  • FILM: Lincoln o Argo? Very hard to say… direi Argo. E’ patriottico (i buoni sono USA, i bastardi sono iraniani) e soprattutto satireggia bonariamente Hollywood (“anche un macaco può dirigere un film…”)
  • REGIA: Spielberg o Ang Lee? Premieranno Spielberg (in assenza di Affleck).
  • ATTORE PROTAGONISTA: Daniel Day-Lewis (non ho visto Flight, ma non credo che ci saranno sorprese)
  • ATTRICE PROTAGONISTA: Jessica Chastain o Jennifer Lawrence? Direi Jessica (ha una parte veramente complessa). L’86enne Emmanuelle Riva sarebbe la menogiovane premiata della storia, ma ci credo poco.
  • ATTORE NON PROTAGONISTA: Ch Waltz o Alan Arkin? Certamente Waltz.
  • ATTRICE NON PROTAGONISTA: il Golden Globe porta spesso all’Oscar, perciò dico Hathaway. Ma non mi stupirebbe una statuetta a Sally Field.
  • PAPA: Francesco Coccopalmerio. Non so neanche chi sia, ma mi piace troppo il cognome. Mi ricorda i fumetti di Jacovitti.

Riassumo i film visti a gennaio (come? non ve ne può fregare di meno? ah…)

Sto diventando un pigrone. Sarà l’età..

Adesso mi concentro e butto giù un po’ di minirecensioni.

LOVE IS ALL YOU NEED (S. Bier) – I Beatles non c’entrano. C’entrano i limoni, il sole e il mare di Sorrento. L’amore trionferà? Sì e no. Un matrimonio salta all’ultimo momento, uno degli addetti al catering (faccia già vista in GOMORRA) bacia sulla bocca… (non ve lo voglio dire)

LA MIGLIORE OFFERTA (G. Tornatore) – Se non c’è un colpo di scena che thriller è? E qui, nel sottofinale, c’è una sorpresona con la S maiuscola. Grandissimo G. Rush. Chi ama la bellezza femminile in un quadro si metta in fila (fila non metaforica: in meno di un mese più di un milione di biglietti staccati)

CLOUD ATLAS (A. e L. Wachowski) – Perché non fate come P. Jackson che con un romanzo solo ci fa 3 film? Qui è il contrario: sei film fusi in uno (ovviamente lunghissimo). Mi chiedevo, uscendo dal cinema, come sarebbe riuscita S. Sarandon vestita da Santippe e T. Hanks come Ponzio Pilato. Dagli autori di MATRIX mi aspettavo qualcosa di meno noioso.

A ROYAL WEEKEND (R. Michell) – Roosevelt dietro le quinte. Mentre Hitler prepara il guerrone, lui beve, fuma come un turco e si fa fare le pippe. I reali inglesi sono due macchiette divertenti: lui (ovviamente) balbetta, lei inorridisce all’idea di mangiare gli hot dogs in mezzo a quei plebei. Belle le immagini della campagna, film tutto sommato dimenticabile.

DJANGO UNCHAINED (Q. Tarantino) – Gli ho dedicato una recensione e mezza. Voglio solo aggiungere che LO DEVI VEDERE (a meno che tu aderisca al buddismo o altra religione/ideologia nonviolenta). Scommetto su 2 OSCAR: fotografia e Cristoforo Waltz.

QUELLO CHE SO DELL’AMORE (G. Muccino) – Diversamente da LA MIGLIORE OFFERTA qui tutto è perfettamente prevedibile. Indovini subito che i due divorziati si rimetteranno insieme, che lui sarà assediato da tutte le 40enni del quartiere, che la partita finale sarà vinta con un golletto del figlioletto… Un regista dovrebbe ottenere il massimo dagli attori, ma qui C. Zetagions, U. Thurman e J. Biel sono assolutamente sprecate.

LINCOLN (S. Spielberg) – Bellissima la scena sul campo di battaglia disseminato di morti, ma poi la noia prevale. Le interminabili discussioni sul 13° Emendamento lasciano piuttosto freddo lo spettatore europeo. Però dobbiamo tener conto che in America Lincoln è venerato come un secondo Messia (il colpo mortale fu sferrato la sera di un venerdì santo).

PAZZE DI ME (F. Brizzi) – Se il Luca di NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI collezionava figuracce, ma era protetto da un gruppo di amiche/amici, questa volta il protagonista vive in un vero inferno di sorelle, mamme e nonne senza uno straccio di amico. Brizzi, devi impegnarti di più.

QUARTET (D. Hoffman) – Pepe, sorrisi e lacrime in una casa di riposo per cantanti e orchestrali (ne avessimo in Italia di case così…). Se in Francia hanno descritto la vecchiaia con una tragedia da Oscar (AMOUR), in GB il tema è trattato con i toni leggeri della commedia.

Domanda finale: quale mi è piaciuto di più? 

Se proprio volete saperlo, oltrepassate le immagini…giangousarush

quat

Siete già qui? Complimenti per la costanza.
QUALE IL MIGLIORE? Per me, LA MIGLIORE OFFERTA: il colpo di scena mi ha spiazzato completamente e questo fattore mi sembra decisivo.

DJANGO e QUARTET secondi ex-aequo.

Per la GIORNATA DELLA MEMORIA vi sconsiglio di usare a scuola SCHINDLER’S LIST

Un anno fa elencavo i film più famosi dedicati all’Olocausto e chiedevo agli eventuali lettori di scegliere il migliore.

Tra parentesi ha vinto TRAIN DE VIE.

Ma anche il filmone di Spielberg ha riscosso consensi. Piace molto anche a me.

  • Soprattutto NON E’ RETORICO; il protagonista è descritto come era nella realtà: un furbacchione, un figlien von mignotten, inizialmente cinico e capace di sfruttare le disgrazie altrui per procurarsi manodopera a bassissimo costo; poi, commosso dalla tragedia che si consumava attorno a lui, abilissimo nel proteggere i suoi dipendenti ebrei; insomma, un eroe senza frasi ad effetto, senza primi piani enfatici.
  • Inoltre mostra come IN TANTISSIMI CASI (a Cracovia, ma anche a Parigi, a Belgrado, a Salonicco) la deportazione degli ebrei NON suscitasse particolare dolore nei vicini di casa ariani: si liberava un appartamento, restava lì un buon mobilio, parte del guardaroba, una radio…  NON SEMPRE: ci sono stati casi in cui gli ebrei erano nascosti, c’è stato il caso della famiglia Frank, ma la crudele massima HOMO HOMINI LUPUS ha trovato puntuali conferme.

Ripeto: SCHINDLER’S LIST è’ un’opera di grandissimo valore, forse la migliore di Spielberg.

Ma è troppo, dannatamente troppo, LUNGO. Più di 3 ore. So, per esperienza personale, che l’attenzione della scolaresca non supera i 20 minuti, a meno che i protagonisti non siano loro coetanei (in lotta contro improbabili alieni, zombie o, come usa da un po’ di tempo, vampirelle innamorate).

Se proprio volete servirvi del dvd e siete bravi col telecomando, vi consiglio di eliminare tutta la parte centrale.

Fate vedere l’inizio, con le due candele che lentamente si spengono e SALTATE ALLA MEZZ’ORA FINALE: i dipendenti della fabbrica, ormai salvi, regalano un anello a Schindler (arriva l’Armata Rossa, tocca a lui nascondersi) con la scritta WHOEVER SAVES A LIFE SAVES THE WORLD ENTIRE
list

Ecco le magnifiche 14!!!!!!

Doveroso chiarimento. Come dicevo ieri ho il progetto di DESCRIVERE le trilogie cinematografiche che più mi acchiappano. Proverò anche ad abbinarle secondo miei personalissimi criteri. Per dare punteggi c’è tempo…

Però già un commentatore (Gegio) ha spezzato una lancia a favore della TRILOGIA DEL PADRINO. Che devo fare?

Facciamo così. Chi vuol dare un voto DA 1 A 10 può farlo e ne terrò conto nel punteggio finale.

Ora elenco le trilogie. Fine del doveroso chiarimento.

Usando l’ordine alfabetico (per il cognome dei registi) comincio da

  1. ADAMSON, LE CRONACHE DI NARNIA (il leone la strega e l’armadio, il principe Caspian, il viaggio del veliero)
  2. ARGENTO, LE TRE MADRI (suspiria, inferno, la terza madre)
  3. CAMERON, TERMINATOR’S TRILOGY (terminator, terminator 2, terminator 3)
  4. COPPOLA, (il padrino 1, 2 e 3)
  5. JACKSON, IL SIGNORE DEGLI ANELLI
  6. LEONE, (per un pugno di dollari, per qualche dollaro in più, il buono il brutto e il cattivo)
  7. LUCAS 1977-83, GUERRE STELLARI (una nuova speranza, l’impero colpisce ancora, il ritorno dello jedi)
  8. LUCAS 1999-2005, GUERRE STELLARI (la minaccia fantasma, l’attacco dei cloni, la vendetta dei sith)
  9. MILLER, MAD MAX (interceptor, il guerriero della strada, oltre la sfera del tuono)
  10. SONNENFELD, MEN IN BLACK
  11. SPIELBERG, INDIANA JONES (i predatori dell’arca perduta, il tempio maledetto, l’ultima crociata)
  12. TARANTINO, (le iene, una vita al massimo, pulp fiction)
  13. WACHOWSKI, (matrix, matrix reloaded, matrix revolutions)
  14. ZEMECKIS, RITORNO AL FUTURO I, II e III

Postscriptum. Avrei aggiunto volentieri un match tra SHREK e TOY STORY, ma devo confessare che NON ho mai visto Shrek 2….

Tutti alla guerra! Ma per riderci su…

APOCALYPSE NOW è l’unico film di guerra PROPRIAMENTE DETTO presente nella mia raccolta.

(ci sarebbe anche BARRY LYNDON, ma lì solo 30′ su 184′ riguardano eventi bellici)

Non mancano invece i film che hanno come oggetto la guerra, ma STRAVOLGENDONE I TONI DRAMMATICI. Insomma le parodie.

Eccoli in ordine cronologico:

  1. DUCK SOUP (1933; nell’ediz. italiana LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX). La guerra tra Freedonia e Sylvania è solo un pretesto per una indiavolata rumba di gags surreali, tra le quali la parodia della Cavalcata di Paul Revere (che per gli Americani è una sintesi di Ettore Fieramosca, Nino Bixio e la piccola vedetta lombarda).
  2. BABETTE VA ALLA GUERRA (1959). I Francesi hanno abbastanza spirito per scherzare sulla loro Resistenza. NOI NO. Vi immaginate una commedia con Pieraccioni partigiano e Belen Rodriguez che si fa paracadutare dietro le linee tedesche?
  3. 1941 – ALLARME A HOLLYWOOD (1979). Steven Spielberg rischiò molto, realizzando un film così poco patriottico. Nel pandemonio successivo all’attacco di Pearl Harbour gli unici che riescono a colpire almeno parzialmente i loro obiettivi sono i marinai del sottomarino giapponese. I militari e i civili americani sono ugualmente ridicoli.
  4. STURMTRUPPEN (1976). Da noi è facile ridicolizzare le forze armate (vi lascio indovinare il perché) per lo più con farse trucide (Lino Banfi, Montagnani, Franco&Ciccio ecc ecc). Questo è forse l’unico film che meriti rispetto in questo campo (a parte che me l’ha regalato mia moglie) con le sue battute sarcastiche e la bravura degli interpreti: Cochi, Renato, Toffolo, Andreasi, Teocoli, Boldi…

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