POSTILLA (a guisa di chiarimento)

Ieri mi sono successe cose strane, inquietanti.

Mi sono accorto di essere spiato.
spi
Lungo la strada qualcuno mi seguiva. Prima mentre camminavo, poi mentre guidavo. Un’auto nera, coi vetri oscurati…

Cercavo di telefonare. Una strana voce (inequivocabilmente straniera) mi interrompeva di continuo.

“Lei parla troppo in fretta! Ripeta quello che ha detto, scan-den-do bene le parole!”

Sono preoccupato.

Penso che queste attenzioni dei Servizi Segretissimi siano dovute al mio post precedente. Quindi, prima che mi succeda qualcosa di spiacevole, tengo a precisare quanto segue:

  1. Stavo scherzando. Voleva essere un omaggio-citazione alle pochades ottocentesche, al teatro boulevardier.
  2. Non ho nulla contro i personaggi citati nel post. Nutro profondo rispetto per i coniugi Macron, per il Kancelliere tedesco e per lo Zar.
  3. Quanto al Presidente americano (il migliore degli ultimi 150 anni) mi prostro di fronte alla sua eccelsa statura umana e intellettuale.
  4. Nessun animale è stato maltrattato nella stesura di questo (e dei precedenti) post.

drag

Published in: on maggio 18, 2017 at 9:39 am  Comments (2)  
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SECRET AGENT: in cosa consiste il “tocco alla Hitchcock”?

Sono tornato in città. Dopo una lunga astinenza mi ributto a vedere vecchi film.

Tra i miei preferiti c’è SECRET AGENT (in italiano, AMORE E MISTERO) di AH.

1936, con John Gielgud e Peter Lorre.
alfred
Se non lo conoscete ve lo riassumo… anzi, no: lo riassumo dopo la prossima immagine.

Rispondo prima alla domanda del titolo.

Nelle sue storie c’è sempre

  • una o più sorprese che spiazzano completamente lo spettatore, come quando devi parare un rigore e credi che la palla andrà da una parte e invece no (in questo caso tu credi che Edgar sia nella bara… e che Gaynor sia una spia tedesca…)
  • un innocente che tutti credono colpevole (Gaynor, appunto)
  • la suspense, creata con un abilissimo montaggio (una pagina memorabile: un cane, in una stanza d’albergo, è sempre più inquieto… il suo padrone, a molti kilometri, cammina su un sentiero di montagna… il cane abbaia… il padrone si avvicina al burrone… il cane abbaia sempre più forte… qualcuno si muove alle spalle del padrone… bau! bau! bau! aaaahhhhhhh!)

alfr
Beh, se proprio ci tenete, vi riassumo la storia.

I guerra mondiale. I servizi segreti inglesi devono uccidere una spia tedesca che si nasconde in Svizzera. Un’ inglese si innamora della persona sbagliata. Edgar, affiancato dal sedicente generale messicano Pompilio Montezuma de La Villa la insegue per mezza Europa. Tutto si conclude su un treno turco mitragliato da un aereo.

Bang! bang! ta-ta-ta-ta-ta-ta-tà!!!! bang!

Published in: on agosto 14, 2015 at 8:10 am  Lascia un commento  
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alto gradimento per QUINTA COLONNA, romanzo di A. Christie

I tornei di BOOKLAND stanno arrivando alla conclusione. Giovedì 3 giugno ci sarà la finale tra la II A delle Rolandino e la II F delle Zanotti.

Ma ho già un risultato definitivo. IL ROMANZO PIU’ APPREZZATO DALLE CLASSI TERZE E’…..

Premessa metodologica. Ogni anno CHIEDO alle lettrici e ai lettori di DARE UN VOTO da 1 a 10 ai singoli romanzi e racconti contenuti nell’elenco. Ad esempio “alzi la mano chi ha letto LA TREGUA… date SINCERAMENTE il vostro parere (non l’ho scritto io)… 6, 7, 6, 8, 9, 6… media 7…. GRAZIE!”

Per parecchi anni nelle classi terze il titolo con la media più alta è stato FAHRENHEIT 451. Fine della premessa metodologica.

Questa volta ha avuto più successo (tra i 37 che lo hanno letto e hanno votato) il romanzo QUINTA COLONNA.

Un romanzo ben strutturato. Tommy e Tuppence (incidentalmente, marito e moglie) devono scoprire N e M, superspie naziste che nell’estate 1940 si nascondono in un alberghetto sulla Manica.

Naturalmente non vi dico chi sono gli agenti N e M. Come sempre la sorpresa è assicurata: nessuno riesce mai a indovinare.

Considerazione finale. Agatha Christie era particolarmente orgogliosa di questo romanzo, anche perchè le serviva a ribadire il suo patriottismo e a dissipare spiacevolissimi sospetti.

Negli anni ’30 si era diffusa l’odiosa diceria che la scrittrice inglese nutrisse una malcelata ammirazione per la Germania di Hitler, nonchè idee antisemite o comunque razziste.

Se pensate a TEN LITTLE NIGGERS (poi tradotto con Dieci piccoli indiani) e al personaggio “Morris”, capite che qualche indizio (in tal senso) c’era.