C’è un momento in cui persino noi italiani diventiamo gente civile

Sotto casa mia passano spesso le autoambulanze. Qualcuna va verso l’Ospedale Maggiore, qualcuna verso l’Istituto Ortopedico Rizzoli.
rizzol

Si sente la sirena, si vede lampeggiare il segnale d’emergenza… e le auto sul viale danno spazio, chi accostando a destra chi a sinistra.
ambul
Voi mi direte che questo è perfettamente normale e che non c’è bisogno di parlarne.

Ma di questi tempi, quando si vincono le lezioni sbattendo la porta in faccia agli immigrati e facendo del cinismo una religione, a me sembra quasi un miracolo che gli automobilisti facciano il loro dovere senza prima chiedere se chi è trasportato dall’ambulanza sia indigeno o forestiero.

Published in: on luglio 9, 2019 at 8:46 am  Lascia un commento  
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TEMA DELLA MATURITA’: TIPOLOGIA D

Come il mazzo (della briscola) ha 40 carte ci sono 40 luoghi comuni che in un tema sono sempre utili.

Li ho elencati qui evidenziandoli: se non vi sembrano usati bene poco male. Rimescolate il mazzo.

Usateli e sfangherete la sufficienza, qualsiasi argomento (storico-artistico-letterario-socioeconomico-scientifico-tecnologico-ecc) i cervelloni del ministero avranno scelto.
ministero
Noi giovani abbiamo ereditato una situazione difficile: “il mondo è fuori dei cardini ed è un dannato scherzo della sorte ch’io sia nato per rimetterlo in sesto..” (Shakespeare funziona sempre; la commissione apprezzerà).

E’ così in tutto il mondo, ma sopratutto in Italia, un meraviglioso paese che non riusciamo a non amare. Pur disponendo di un patrimonio artistico impressionante, di ricchezze ambientali affascinanti, di una gloriosa tradizione, siamo in braghe di tela.

Colpa del malcostume politico? Della millenaria collusione tra malavita organizzata e istituzioni? Della mancanza di senso morale dell’itala stirpe? (anche citare Mazzini non guasta)

Aperta parentesi. Pare che l’uccisione di Remo da parte di Romolo sia stata commissionata dal clan dei Casalesi. Le indagini seguono una nuova pista. Chiusa parentesi.

Occorre dunque ritrovare e consolidare il senso del dovere. Dobbiamo sentire l’esigenza di un profondo rinnovamento della società.

Una società più giusta, fondata sull’onestà, sul reciproco rispetto, sulla solidarietà, sulla tolleranza.

Perché proprio dall’anarchia morale a tutti i livelli derivano i problemi economici del mondo globalizzato. A partire dalla crisi delle banche del 2008, a sua volta provocata dall’eccessiva cartolarizzazione dei mutui subprime (non preoccupatevi se non è chiaro: chi correggerà il vostro tema ne sa meno di zero), si è attuata una perversa spirale recessiva che ha causato ondate di licenziamenti, di delocalizzazione di industrie nel terzo mondo, di truffe e di colossali evasioni fiscali.

Per non parlare dei problemi ambientali, causati dal fatto che in molti paesi (mancando la democrazia e quindi l’opinione pubblica) non esistono efficaci controlli sull’inquinamento e sulla iperproduzione di CO2, con conseguente vertiginoso aumento dell’effetto serra.

Interi continenti sono ridotti alla fame. Milioni di profughi lasciano le loro terre in una disperata, inarrestabile migrazione biblica verso l’opulento occidente. (un po’ di retorica ci vuole sempre)

Questi sono solo alcuni problemi causati dalla ingiusta distribuzione delle ricchezze. Si calcola che il 79% dei capitali mondiali sia nelle mani del 4% della popolazione (i dati statistici fanno sempre colpo… e poi chi controllerà?)

E in gran parte le conseguenze ricadono sulle nuove generazioni. La mancanza di sicurezza e la crisi dei valori spingono molti sulla via della depressione e della droga.

Nonostante tutto ciò, io non perdo il mio ottimismo. 

Per quanto gravi siano le difficoltà che dovrò affrontare, non dimentico che in questo momento storico i giovani comunicano tra loro come mai prima d’ora. Internet e i social networks ci permettono di conoscerci tra noi e conoscere il mondo.

Possiamo accedere a un’enorme massa di informazioni e questo ci aiuterà a migliorare la società. Saremo liberi dalle paure e dai pregiudizi che hanno causato tante sciagure nel passato.

E concludo con le parole di un profeta del nostro tempo: “Stay hungry, stay foolish”. Dobbiamo essere sempre coraggiosi, sereni e ottimisticamente folli.
jobs

Non ho inserito nell’elenco la pace nel mondo, il razzismo, il neo femminismo, il disagio giovanile, il trionfo dei San Antonio Spurs e la precessione degli equinozi.

Metteteceli voi se vi sembra il caso.

film visti al cinema in settembre (andando a scuola tra mostri, re, regine, Gagarin e Fellini)

Che sia finita l’estate me ne accorgo dalle foglie per terra, dai rigori regalati al Milan e dal ritorno di Lilli Strudel.

E in sala si vede qualcosa di buono.

  • di FELLINI VISTO DA SCOLA ho già parlato; gran bel film!
  • idem di A ROYAL AFFAIR; lo abbiamo visto in pochi (è uscito in pochissime sale, chissaperché…); comprerò il dvd
  • ho provato profonde emozioni al cinema Rialto con VADO A SCUOLA; quattro storie, ambientate ai 4 angoli del mondo, descrivono la durezza della vita e quanto la solidarietà umana possa alleviarla; guardo la fierezza del piccolo Jackson mentre fa salire la bandiera (del Kenya) sull’asta e penso a quanto sarebbe diverso da noi (me li immagino, i nostri viziatissimi alunni impegnati a confrontare i reciproci smartfon mentre il Tricolore va su…)
  • niente male MONSTER UNIVERSITY; Luciana ce ne aveva parlato tanto che l’abbiamo “dovuto” vedere; piace ai ragazzini per le goliardate e i bellissimi colori; chi conosce ANIMAL HOUSE (e chi non lo conosce si affretti a farlo) noterà analogie tra i 2 film (ad es, quando la squadra degli sfigati viene invitata a una megafesta, ma solo per essere bersaglio di uno scherzo crudele)
  • infine (qualche gradino più sotto) una commedia francese, intitolata in Italia UN PIANO PERFETTO, su una francesina tuttopepe; le serve un matrimonio pro forma; cerca un marito a Copenhagen, poi in Kenya; si innamora a Mosca (una volta tanto i russi non fanno una brutta figura, anzi…)

Dopo le immagini, se proprio volete sapere a chi dedicherò il prossimo post, qualche indizio.

scuola
Avete presente quel candidato alla Casa Bianca che, tra una conferenza stampa e un appello ai valori etici, ingravida una stagista?

Lo interpreta quell’attore che, quando si presentava a un party senza una bottiglia di Martini, gli sbattevano la porta in faccia.

Do you remember?

Dopo il trasloco (in appendice, qualche parola su un film che se Calderoli lo vede gli viene un infarto)

Sto riemergendo da un trasloco particolarmente stressante.

Non tanto per le difficoltà tecniche (in fondo siamo rimasti nello stesso condominio) quanto per asperità esistenziali.

Mi spiego.

Ci siamo ristretti, mia moglie e io, in un appartamento più piccolo. La casa era diventata troppo grande. soprattutto da quando nostro figlio si è sistemato a Cambridge.

Necessario svuotare armadi e ripostigli.  Tanti vecchi maglioni, cappelli e sciarpe hanno preso la via dei cassonetti della solidarietà (vicino a casa c’è quello dell’Unione Ciechi, un po’ più in là c’è la Caritas e poi la Croce Rossa ecc). Quasi metà dei libri li ho regalati alla biblioteca della mia scuola: se avrò voglia di rileggerli so dove sono.

E ho scoperto che tante altre cose non erano indispensabili

Il ripostiglio era intasato da ricordini e depliants turistici vecchi di decenni: una vecchia e inservibile valigia acquistata a Marshfield (Mo), una maglietta aragonese, una mappa di Spalato…

Attaccarsi troppo al passato è da vecchi. Svuotate gli armadi e resterete giovani! O almeno vi sentirete meno vecchi…

Cambiamo discorso.

Dopo l’immagine (immagine di repertorio, perché in realtà il nostro trasloco non è stato così difficile) citerò un film visto ieri. Dedicandolo alla società multietnica in cui viviamo e vivranno i nostri figli e nipoti.
stress
Titolo del film: ITALIAN MOVIES

Motivo per cui quel ritardato mentale di Calderoli non lo apprezzerà (ammesso che lo veda): una compagnia di stranieri (perennemente ricattati dalla minaccia di espulsione) riesce a lavorare e a guadagnare bene in quel di Torino.

Peggio ancora. Quando il padrùn padano (interpretato da Filippo Timi) scopre la loro attività semiclandestina non solo non li prende a calci in culo, ma si mette in affari con loro, pieno di entusiasmo.

Ne riparlerò nel prossimo post. Per oggi basta così.

Ve l’ho detto. Sono stressato.