Da OLTRE IL GIARDINO a SOLE A CATINELLE passando per LA RICERCA DELLA FELICITA’

Come promesso, torno a occuparmi di SOLE A CATINELLE, filmuzzo che ha rimesso Medusafilm in attivo (più di 7 milioni di biglietti staccati: ci sono molti partiti politici che a 7 milioni di voti non arriveranno mai…)
checco

Ci sono analogie tra il filmuzzo in questione e LA RICERCA DELLA FELICITA‘ (2006, Muccino). Ma anche notevoli differenze.

Là c’è un padre che precipita sul fondo della scala sociale, viene mollato dalla moglie e deve trascinarsi uno spaurito figlioletto (6 anni) tra le mense dei poveri e i gabinetti della metropolitana di San Francisco.

Qui il padre è mollato dalla moglie (che però tiene il figlio con sé) e si limita a prendere detto figlio (che ha 11 anni e dimostra un’intelligenza e una saggezza eccezionali) per una breve vacanza. Poi tutto finisce a tarallucci e vino (nel film muccinesco col cavolo che marito e moglie tornano insieme) e vivono felici e contenti.

Qualcuno ha tirato in ballo OLTRE IL GIARDINO (H. Ashby, 1979).

SIGNORE, PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE DICONO…

Rivedetevi i duetti tra Peter Sellers e Shirley MacLaine, o tra Sellers e M. Douglas (che meritò un Oscar… vedremo mai Checco a Hollywood?) e confrontate con il breve scambio di battute tra il protagonista e Marco Paolini (piuttosto sprecato in questa occasione).

Nel quale scambio Checco si qualifica come esperto di “pulizie” (infatti vende aspirapolveri) e l’altro crede di trovarsi davanti a un esperto riciclatore di danaro sporco.

L’analogia con Chance Giardiniere (che straparla di piante e radici e viene scambiato per un vero genio dell’economia dal Presidente USA) è alquanto stiracchiata.

Tanto vale trovare analogie tra Barbra Streisand e Raffaella Carrà (sono nate nello stesso anno e hanno inciso dei dischi) o tra un cigno e un tacchino (entrambi sono uccelli).

Questo è tutto, gente! Dopo l’immagine (padre e figlio hanno fiutato l’aria che tira e si sono buttati a sinistra) 3 attrici americane si presenteranno (saranno l’oggetto del prossimo post)
guevara

  1. Sono nata a Vicenza (Italy) e il mio first name comincia per A. Posso vantare 4 nomination all’Academy Award
  2. Sono nata a Louisville (Kentucky) e potete chiamarmi J. Ho vinto un Oscar e al secondo sono andata vicino
  3. Sono nata nel Delaware e le mie iniziali sono E. S. Una sola nomination (la statuetta l’hanno data a quella smorfiosa di Susan Sarandon)

Saltando dal proverbiale palo all’ancor più proverbiale frasca, disserterò su un filmuzzo che ha un successo enorme (sproporzionato al suo reale valore), su un quartetto di renitenti all’obitorio e su un attore che (per me) è entrato nella leggenda.

come ho scritto nell’altro blog SOLE A CATINELLE è un film banale.

Però ha qualcosa da dire.

Anzitutto che il vento sta cambiando: le bandiere della CGIL sventolano vittoriose (e sono viste con simpatia), gli affaristi finiscono in manette e il protagonista (nel finale) saluta col pugno chiuso sulle note dell’Internazionale.

Ma questo non basta a spiegare i quasi 6 milioni di biglietti staccati…

(scusate, mi chiamano al telefono… “se voglio cambiare compagnia? NON MI ROMPETE LO SFERISTERIO!!!!!!” ma come si fa a lavorare con questi sbragamaroni…)palle!

Stavo dicendo? Ecco, Checcozalone è stato paragonato a Totò… SIGNORE, PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE DICONO!!!!!

Totò era una stupenda maschera teatrale. Recitava anche senza parlare. E poi era capace anche di commuovere, di coprire ruoli drammatici…

(di nuovo il telefono… “buongiorno, sono Ludmilla; è lei che si occupa della bollett… BASTAAAAAAA”)

Oggi è così. Lasciatemi staccare il telefono… Ma Beghelli non riesce a inventare un congegno che filtri le chiamate di questi §#&***^%§ç&?

Uffa, non riesco a concentrarmi. Volevo tirare in ballo OLTRE IL GIARDINO e certe analogie (Chance viene scambiato per un guru della politica perché usa metafore vegetali, Checco per un esperto nel riciclare denaro perché parla di aspirapolveri), ma il discorso richiederebbe spazio e tempo adeguati.

Magari un’altra volta.

Lasciatemi dire qualcosa, invece, sui DELITTI DEL BARLUME. Ieri sera l’ho visto su Skycinema. Ben fatto, ma resto della mia idea (già espressa nella recensione de LA CARTA PIU’ ALTA): l’intreccio poliziesco vale poco, sono i 4 vecchietti terribili che bucano lo schermo. Sentirli bisticciare tra loro e malignare sul resto del mondo è un vero spasso.

Tornerò presto su di loro.

E prometto di tornare presto anche su questo attore che, più che alla storia, appartiene alla leggenda del cinema. Nel 1960 era il capo di una banda di desperados messicani, nel 1978 era un boss mafioso, nel 2010 è a capo di una grande banca di New York (sempre e comunque un malavitoso).

Lo riconoscete?eli

Published in: on novembre 12, 2013 at 4:45 pm  Comments (3)  
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