Freud, Berlusconi e la Merkel a Casablanca (sogno di una notte di metà febbraio)

L’altra notte ho sognato di tornare a Manderley; il cancello era chiuso; suonai per farmi aprire…

Scusate, ho sbagliato incipit. Quello era REBECCA, LA PRIMA MOGLIE.
mander
Daccapo.

L’altra notte ho sognato di entrare nel night club di Rick Blaine a Casablanca. In un angolo il pianista suonava You must remember this: a kiss is just a kiss…
sam
A un tavolo erano seduti Siegmund Freud, Ingrid Bergman, Angela Merkel e Martin Schulz.
sigisangelabergm

Stavano parlando del successo mondiale di 50 SFUMATURE DI GRIGIO

Ingrid chiedeva a Sigmund: “Dottore, tante donne si immedesimano in Anastasia Steel. Ma come si spiega… voglio dire, anch’io sono stata strapazzata qualche volta da Bogart, ma è tutta un’altra cosa! Quello era amore! Essere frustata, ammanettata… non lo chiamo amore!”

“Cara miss Bergman, molte donne non riescono a distinguere amore e sesso (il masochismo è una delle manifestazioni dell’istinto sessuale). Mentre agli uomini questa distinzione riesce benissimo; ad esempio, quel cialtrone seduto là (lo indicò con una taliata) quello con la faccia deformata dal lifting… da quando è entrato non fa che spogliarla con gli occhi…”

“Anche se ha spianato le rughe io lo riconosco lo stesso: è quello che mi chiamava culona inchiavabile (sussurrò la Merkel)”

“E’ vero, Angela! (aggiunse Schultz) E a me disse davanti a tutto il Parlamento Europeo che avevo la faccia da nazista! Forse è venuto qui per chiederci come si fanno le Grosse Koalitionen. Mi vien voglia di andare là e rompergli il muso!”

“Non è il caso, amici! Non vale la pena di cedere all’ira. Ora concentratevi e, al mio segnale, scatenate il pernacchio!”

Freud si girò verso il cialtrone…

“Silvio?”

“Sì?”
prrrrrrr

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(riprendendo il filo del post precedente) cosa mi disse Freud a proposito di INSIDE OUT e di SICARIO

Come dicevo la volta scorsa dopo il terzo Cartizze si sedettero al nostro tavolo Louis Lumière, Arthur Conan Doyle e Sigmund Freud (con la sua caratteristica salopette)
sigmund
Mentre Sir Arthur e Monsieur Louis si scambiavano le figurine dei calciatori dell’Empoli, io mi rivolsi all’attaccapann al celebre maestro.

IODottore, cosa si potrebbe fare per Riley, con quel casino che ha in testa?

LUI – Non c’è bisogno di alcuna terapia, meno che mai di analizzarla. Non ha veri problemi, padre e madre non la opprimono (e vanno d’accordo tra loro, cosa rara di questi tempi); le mancano nuove amicizie, maschili e femminili; tutto qui. Piuttosto ci dobbiamo occupare di Kate…

IOLa protagonista di SICARIO?

LUI – E chi sennò? Un caso serio. Depressa (sintomo: non cambia la maglietta per una settimana) e oppressa da un super-io grande come un Tir. Desidera giustizia, rispetta le leggi, ma si trova immersa nel caos della droguerra (crasi di Droga e Guerra), dove non ci sono regole e non alcun senso distinguere tra chi è più bastardo e meno bastardo. Forse le conviene farsi aiutare da Maya, quella di ZERO DARK THIRTY. Ci sono analogie tra la guerra ad Al Qaida e quella al Cartello Messicano.

IOCredo che sia più facile sconfiggere Al Qaida…

A. C. DOYLE (intervenendo)- Se questo non c’è dubbio, vecchio mio! Lei ricorda la storia della Donna che chiede al Saggio se tornare dal primo amore, ma poi è uccisa dal brigante?

IOOf course, sir. Era di moda quando studiavo psicologia…

FREUD – Beh, era una gran cazzata. Quella Donna voleva scegliere tra il Primamore (altra crasi) e il Secondamore, ma avrebbe dovuto tenerseli tutti e 2. E avrebbe dovuto farsi anche il Saggio!

A questo punto sono finito sotto il tavolo e ho perso il resto della conversazione. Peccato. Volevo fare altre domande a Sigismondo, ad esempio sull’inspiegabile (per me) successo dei film dell’orrore. C’entra l’invidia del pene? Ad esempio gli zombies ce l’hanno?

Published in: on ottobre 6, 2015 at 2:42 pm  Comments (2)  
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Ci stanno un film americano, uno francese e uno italiano….

Io ne ho visti film che voi umani non potreste immaginare…. ometti gialli trasformati in mostriciattoli viola da uno scienziato rincoglionito, famiglie sterminate dalla mafia per un errore del codice postale, aspiranti vedovi in caduta libera al largo dei bastioni di Milano…

E, nel mese di Ottobre, ho visto film così insignificanti che non ricordo di averli visti. Si tratta del meccanismo della rimozione, che (come ci ha spiegato Freud) è una forma di autodifesa della psiche.

Cominciando dal meglio (e scendendo poi verso la cantina) qualche parola su CATTIVISSIMO ME 2

Come ho già detto se togli i Minions del film resta ben poco. Sono i parenti francesi dei compassati Umpa-Lumpa britannici: sono più vivaci e si sfottono tra loro in continuazione. Qualche volta si menano di brutto e non sembrano fare molta fatica (siringati a dovere) a trasformarsi in veri e propri mostri.minion

Domanda: perché nessun disegnatore italiano ha mai pensato cose simili?

Eppure da noi i disegnatori non mancano. Primo tra tutti Bruno Bozzetto (WEST AND SODA, 1965, MIO FRATELLO SUPERUOMO, 1968).

Forse non sanno indovinare i gusti dei bambini. Anzi, azzardo un’ipotesi a largo respiro, è la società italiana in generale a non occuparsi dei bambini: la pubblicità li vede unicamente come divoratori di merendine o come precocissimi utilizzatori di tablet, al cinema proprio non li pensano…

Non si creano favole adatte a loro (queste di Gru e i suoi gialli aiutanti sono appunto favole); sarà un caso che in Italia (soprattutto al nord) ci sono i tassi di natalità più bassi del mondo?

Dopo una produzione americana (ma disegnata dai francesi) ecco un film francese (Luc Besson dirige in Francia una troupe mista): THE FAMILY

A quanto già detto 15 giorni fa aggiungo solo che

  • se (come dice il proverbio) un orbo ha successo in un mondo di ciechi questa famiglia di italomafiosi appare sostanzialmente a posto perché intorno ci sono criminali molto più sanguinari
  • ho proposto il joke GODUNOV – GOOD ENOUGH a più di un’insegnante di inglese e non hanno capito una beneamata mazza (cosa debbo dedurre?)

Medaglia di bronzo a ASPIRANTE VEDOVO, remake di una nota commedianera del 1959 (regia di D. Risi, con Alberto Sordi e Franca Valeri).

La Littizz è bravina e regge il confronto. Ma la sua parte è, se ci pensate, quella della “spalla” del protagonista.

Ed è qui che casca l’asino.

Fabio, non te la prendere se ti dico la verità: hai dato il meglio di te (oltre che negli spot del detersivo) negli sketch di LOVE BUGS, quelli che duravano 90 secondi l’uno. Qui c’è tutto un film che pesa sulle tue spalle… e non lo reggi.

C’è comunque un particolare di questa storia che ho molto apprezzato. Gli operai romeni che il protagonista sfrutta nel suo cantiere (sono 2 mesi che non li paga) sono sinceramente rattristati quando si sparge la notizia (falsa) della morte di Susanna.

Sono perciò i soli a dimostrare sentimenti disinteressati in tutto il film.vedovo

cosa diceva Woody Allen della Regina cattiva di Bancaneve?

Ci sono 2 considerazioni da fare sulla favola di Biancaneve.

La prima l’ho accennata nel titolo. Nel film ANNIE HALL (in Italia, IO E ANNIE) Woody confessa di essere sempre stato attizzato dalla cattivissima Grimilde più che dalla pallida Snow White.

E non aveva visto MIRROR MIRROR, dove tra Julia Roberts e tale Lily Collins (già vista in una fetecchia incredibile, intitolata PRIEST) il fascino sta tutto dalla parte di Julia.

L’ho visto a Malta (multisala Empire): v. o. senza sottotitoli (qui tutti understand english) e confesso che qualche battuta l’ho capita a metà, anche perché coperta dalle risate del pubblico.

Sì, è sostanzialmente un film comico. Pregevoli le gags della Regina che sbava per il “peloso torace” del principeazzurro e si sottomette a terrificanti cure di bellezza.

Adesso, comunque, vi dico quelle 3 o 4 cose che ho capito. La SECONDA CONSIDERAZIONE la metto in fondo.

  • la regina vanitosa spende e spande in un lusso che neanche Maria Antonietta; il terzo stato geme sotto la pressione fiscale; sa molto di NO TAXATION WITHOUT RAPPRESENTATION o di rivoluzione francese (anche se alla fine la monarchia è più forte di prima)
  • non è il principe a sciogliere l’incantesimo baciando Biancaneve; è l’esatto contrario!
  • i 7nani sono “bandits”, fuorilegge paciocconi (alla fine, dopo il balletto INDIA-STYLE, vedremo come si sono reinseriti nella società, ciascuno a modo suo)
  • non riconoscete l’attore che interpreta il cortigiano Brighton, quello che porta il cuore di Biancaneve alla Regina (in realtà sono salsicce comprate dal macellaio)? Tranquilli. Dopo vi dico chi è.

SECONDA CONSIDERAZIONE. Non occorre chiamarsi Sigmund Freud per sapere che la “matrigna” che odia la “figliastra” è solo un eufemismo.

In realtà questo mito (parallelo a quello di Edipo e Laio) risale al primordiale conflitto MADRE-FIGLIA.

Fatevi portare dalla macchina del tempo nel Neolitico (o anche prima) e osservate l’odio che la femmina adulta prova per la di lei figlia che ancora giovanissima attira le attenzioni dei maschi. E pensare che da poco tempo ha smesso di nutrirla e di pulirle il culo!

Alla fine, come insegna la favola, vince la figlia… (oggi naturalmente TUTTO E’ CAMBIATO: conosco cinquantenni che, grazie alla chirurgia estetica, sembrano -o credono di sembrare- adolescenti).

roberts
SIETE ANCORA QUI? E allora vi svelo il mistero: l’attore si chiama Nathan Lane, ottimo caratterista americano (era Bialystock, il furfantesco produttore, in THE PRODUCERS)

Published in: on aprile 8, 2012 at 2:55 pm  Comments (4)  
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PRENDIMI L’ANIMA, film di Roberto Faenza

Un film del 2003. Non proprio un film memorabile, ma merita di essere visto.

Anzitutto perché si basa su una storia vera, ben nota agli studiosi di psicanalisi.

Sabina Spielrein, figlia di un ricco rabbino russo, fu davvero ricoverata in una clinica di Zurigo nel 1904 e guarita da Carl Gustav Jung. Si laureò in medicina (sempre a Zurigo) e diventò psicanalista. I suoi rapporti con Jung non erano soltanto professionali, per cui lo stesso Freud da Vienna ordinò a Jung di lasciarla tornare in Russia. A Mosca la Spielrein fondò un asilo prescolare, talmente moderno nella sua concezione pedagogica da riuscire sospetto alla burocrazia staliniana. Costretta a chiudere l’Asilo Bianco, si trasferì a Rostov dove venne uccisa dai nazisti nel 1942.

Tutto ciò viene raccontato da due studiosi, una francese e uno scozzese, che ricostruiscono la sua vita con i documenti ritrovati negli archivi della Russia attuale.

Una scena particolarmente commovente: i due studiosi ritrovano un vecchio, ultimo superstite dei bambini dell’Asilo Bianco, che racconta tra le lacrime di essere stato guarito dalla Spielrein (soffriva di una forma di autismo).

Interessante anche la visita che Sabina e il dottor Jung fanno (mano nella mano) a un museo di Zurigo. Davanti a un quadro che rappresenta Giuditta che decapita Oloferne, lei esclama: “Lo ha ucciso perchè lo amava!”  Non sono un esperto del ramo, perciò non posso valutare questa ipotesi. Mi sa un po’ di sadomaso.

Quanto al personaggio di Giuditta (al di fuori della psicanalisi) segnalo http://allemanda.blog.kataweb.it/2009/06/30/modello-giuditta/