Riassunto del mese di Maggio – 3 BAH e 2 AL DI SOPRA DEL BAH

nemica
Non è stato un gran mese. Qualche cosa di bello, tuttavia, s’è visto.

BAH: “i pregi pareggiano i difetti”

AL DI SOPRA DEL BAH: “più lodi che infamie”

  • I PEGGIORI – Ero tentato di commentare “Peggiori di nome e di fatto”; però il film ha dei pregi: ironia, buona recitazione del duo Alfieri-Guanciale… e poi fa sempre piacere rivedere Paolantoni. Due fratelli in mezzo ai guai (con una sorellina che rischia di finire male) diventano “giustizieri a pagamento” in una Napoli totalmente sgarrupata. VALUTAZIONE GLOBALE: BAH
  • THE CIRCLE – L’idea era buona, ma è stata realizzata male. Io normalmente stravedo per Emma Watson; non infierisco. BAH, BAH e poi ancora BAH (insomma, appena sufficiente). La trama, se proprio volete conoscerla, la trovate qui.
  • LA TENEREZZA – Molti stravedono per questo film (fantastico, magnifico, sublime ecc). A me non ha detto molto. Diciamo che i pregi (la fotografia, la recitazione di R. Carpentieri, Giovanna Mezzogiorno) pareggiano i difetti (trama alquanto improbabile, mancanza di ritmo). Un famigerato avvocato di Napoli (specializzato in truffe alle assicurazioni) si rinchiude in se stesso; ma di colpo si affeziona a una famigliola di vicini. Per metà film siamo convinti che sia una commedia. Poi il dramma, anzi la tragedia. BAH
  • TUTTO QUELLO CHE VUOI – Sembra il seguito di SCIALLA! (il balordo, la compagnia dei coatti, il vecchio saggio, la slovacca ecc) e infatti il regista è lo stesso. Trama assurda (non ci si improvvisa sommozzatori!!!) ma tono poetico talmente commovente che fa scattare l’applauso finale. C’è un tesoro sepolto nel fondo di un laghetto sotto il Corno alle Scale (Appennino tosco-emiliano) ma di che natura? AL DI SOPRA DEL BAH
  • ADORABILE NEMICA – Chi ha tradotto così THE LAST WORD merita la gogna. Comunque il film è davvero godibile. Riccastra dispotica pronta per i crisantemi si accorge che la detestano tutti. Chiede a una giovane giornalista di scrivere il “coccodrillo” sul foglio locale. Finale coi botti. Shirley è irresistibile. AL DI SOPRA DEL BAH
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Published in: on giugno 1, 2017 at 9:31 am  Comments (5)  
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VITE PARALLELE (nel senso che non si incontrano mai) di SS e di BB

Vite parallele di 2 attrici che (dopo aver affascinato intere generazioni) compiranno HH anni tra poco.

Sofia Villari Scicolone (d’ora in poi abbreviata con la lettera S) nasce a Roma il 20 settembre 1934.

Brigitte Bardot (d’ora in poi abbreviata con la B) nasce a Parigi il 28 settembre 1934.

S inizia giovanissima con i fotoromanzi. Non occorre recitare, basta la bella presenza. La sua carriera cinematografica inizia con ruoli molto marginali; il primo film importante è DUE NOTTI CON CLEOPATRA (1953) accanto ad Alberto Sordi.

B esordisce giovanissima come ballerina (gambe lunghe e robuste). Anche lei gira qualche filmuzzo, tra cui MIO FIGLIO NERONE (1956) accanto ad Alberto Sordi.

S diventa presto una star internazionale. Piace molto agli americani. Protagonista in decine di film, diretta da registi come George Cukor, Sidney Lumet, Stanley Donen, Vittorio De Sica… persino Charlie Chaplin. L’elenco dei partners internazionali (da Clark Gable a Marlon Brando, Gregory Peck, Cary Grant, Peter O’Toole, Richard Burton, John Wayne ecc) richiederebbe un post a parte.

B, al contrario, non rientra negli stereotipi del pubblico anglosassone. Era troppo bionda e a Hollywood una francese non poteva essere bionda (vogliono una “francese disinibita”? prendono Shirley MacLaine!). Piace moltissimo in Italia: il suo unico premio internazionale è il David di Donatello per LA VERITA’ (Clouzot, 1959). Mi domando: se Woody Allen l’avesse conosciuta 50 anni fa, le avrebbe dedicato un film tipo MIDNIGHT IN PARIS?

S, a differenza di B, non ha mai tentato il suicidio. E’ una donna solare, piena di vitalità: ve la immaginate con un flacone di barbiturici in mano? No, davvero non è il tipo. Ha passato qualche guaio (è stata ospite del penitenziario di Caserta per reati fiscali, ma per pochi giorni…) e ne è sempre uscita senza drammi. Un solo marito, due figli.

B, invece, di mariti ne ha avuti 4. Un solo figlio (dire che non vanno d’accordo è un eufemismo). Non ha ricevuto nessun Oscar (S l’ha vinto nel 1962 per LA CIOCIARA), ma ha ricevuto un’enorme pubblicità gratuita dal Vaticano, che usò una sua foto (vedi sotto) per simboleggiare il Male.

S non invecchia mai (grazie a qualche aiutino) e continua a recitare. Nel 2010 ha interpretato Romilda, sua madre, nel film tv LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI.

B ha chiuso col cinema nel 1974 (DON JUAN di Vadim è stato il suo ultimo film e, secondo me, è stato un vero flop); non ha arricchito i maghi della chirurgia plastica e ha lasciato che le rughe la invadessero, tra un’invettiva contro l’Islam e una crociata animalista.

Auguro comunque buon compleanno a tutte due.

Se poi volete sapere quale film dell’una e dell’altra abbia più giovato al mio morale… ne parliamo la prossima volta.
lorenbardo

Published in: on settembre 2, 2014 at 7:25 am  Comments (7)  
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Da OLTRE IL GIARDINO a SOLE A CATINELLE passando per LA RICERCA DELLA FELICITA’

Come promesso, torno a occuparmi di SOLE A CATINELLE, filmuzzo che ha rimesso Medusafilm in attivo (più di 7 milioni di biglietti staccati: ci sono molti partiti politici che a 7 milioni di voti non arriveranno mai…)
checco

Ci sono analogie tra il filmuzzo in questione e LA RICERCA DELLA FELICITA‘ (2006, Muccino). Ma anche notevoli differenze.

Là c’è un padre che precipita sul fondo della scala sociale, viene mollato dalla moglie e deve trascinarsi uno spaurito figlioletto (6 anni) tra le mense dei poveri e i gabinetti della metropolitana di San Francisco.

Qui il padre è mollato dalla moglie (che però tiene il figlio con sé) e si limita a prendere detto figlio (che ha 11 anni e dimostra un’intelligenza e una saggezza eccezionali) per una breve vacanza. Poi tutto finisce a tarallucci e vino (nel film muccinesco col cavolo che marito e moglie tornano insieme) e vivono felici e contenti.

Qualcuno ha tirato in ballo OLTRE IL GIARDINO (H. Ashby, 1979).

SIGNORE, PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE DICONO…

Rivedetevi i duetti tra Peter Sellers e Shirley MacLaine, o tra Sellers e M. Douglas (che meritò un Oscar… vedremo mai Checco a Hollywood?) e confrontate con il breve scambio di battute tra il protagonista e Marco Paolini (piuttosto sprecato in questa occasione).

Nel quale scambio Checco si qualifica come esperto di “pulizie” (infatti vende aspirapolveri) e l’altro crede di trovarsi davanti a un esperto riciclatore di danaro sporco.

L’analogia con Chance Giardiniere (che straparla di piante e radici e viene scambiato per un vero genio dell’economia dal Presidente USA) è alquanto stiracchiata.

Tanto vale trovare analogie tra Barbra Streisand e Raffaella Carrà (sono nate nello stesso anno e hanno inciso dei dischi) o tra un cigno e un tacchino (entrambi sono uccelli).

Questo è tutto, gente! Dopo l’immagine (padre e figlio hanno fiutato l’aria che tira e si sono buttati a sinistra) 3 attrici americane si presenteranno (saranno l’oggetto del prossimo post)
guevara

  1. Sono nata a Vicenza (Italy) e il mio first name comincia per A. Posso vantare 4 nomination all’Academy Award
  2. Sono nata a Louisville (Kentucky) e potete chiamarmi J. Ho vinto un Oscar e al secondo sono andata vicino
  3. Sono nata nel Delaware e le mie iniziali sono E. S. Una sola nomination (la statuetta l’hanno data a quella smorfiosa di Susan Sarandon)