Avrebbero Dovuto Essere OSCAR (ADEO) – parte seconda

Passata la festa (degli Oscar)… riprendo il vecchio elenco degli ADEO.

1961. PSYCHO non vinse alcuna statuetta (anzi non fu neanche nominato come miglior film); nomination al regista (un certo A. Hitchcock) a Janet Leigh e a J. L. Russell (fotografia); quell’anno vinse L’APPARTAMENTO, un bel esempio di commedia amara, ma vi sembra che fosse meglio di Psycho? gli altri 4 film non li nomino nemmeno…

1965. DOTTOR STRANAMORE non vinse alcuna statuetta; fu nominato, come lo furono il regista (un certo Kubrick) e Peter Sellers; miglior film fu decretato essere MY FAIR LADY, bella trasposizione di una commedia musicale (si ritenne meglio premiare una serie di canzoni orecchiabili che riflettere sul rischio dell’apocalisse nucleare)

1971. MASH non fu premiato come miglior film; fu premiata la sceneggiatura di Ring Lardner; ebbero l’onore della nomination il regista (R. Altman), l’attrice S. Kellerman e il montaggio di D. B. Greene; la statuetta andò invece a PATTON, GENERALE D’ACCIAIO (la vittoria che mancò in Corea e nel Vietnam bisognava cercarla nella WW2)

1977. TAXI DRIVER non vinse alcuna statuetta; nomination al film, alla colonna sonora, a De Niro e a Jodie Foster; come miglior film fu premiato ROCKY…

1980. APOCALYPSE NOW non fu premiato come miglior film (premiarono il lagnoso KRAMER CONTRO KRAMER); il capolavoro di Coppola ebbe molte nominations, ma due sole statuette: fotografia (Storaro) e sonoro.

1983. BLADE RUNNER non vinse alcuna statuetta; il premio andò a GANDHI; 2 sole nominations: effetti speciali e scenografia.

1996. SEVEN non vinse alcuna statuetta; una sola nomination a R. Francis-Bruce (montaggio); oscar per il miglior film all’enfatico BRAVEHEART

1999. THE TRUMAN SHOW non vinse alcuna statuetta; 3 sole nominations, tra cui la regia e la sceneggiatura; oscar per il miglior film a SHAKESPEARE IN LOVE (bello, come no? ma troppo comodo onorare il glorioso passato elisabettiano piuttosto che il cupo presente televisivo)

nel 2014, il caso limite:

viene premiato il melodrammatico 12 ANNI SCHIAVO piuttosto che HER; e anche THE WOLF OF WALL STREET (pur non essendo particolarmente edificante) era grandioso; una sola statuetta a HER (sceneggiatura), nessuna al lupo!

Sono stato ucciso in un duello, sono scappato con mia nuora (ho spesso soffiato la donna d’altri, ma un pompiere ha soffiato la mia) ho tentato di ingannare i servizi segreti, ho desiderato di uccidere un attore, sono stato un famoso pittore…

Anche se ha interpretato personaggi commoner e addirittura (orrore!) marxisti, Colin Firth si è ormai specializzato in personaggi upper class.

E’ stato Visconte, Duca, Lord e infine Re (beccàndosi un Oscar)

Andiamo con ordine.

  • in VALMONT (1989) è appunto il Visconte De Valmont, libertino e cinico seduttore di ingenue fanciulle (in lombardo, spurcaciùn); arriva a provare un tale disgusto per se stesso da presentarsi a un duello completamente ubriaco (in pratica, un suicidio assistito)
  • in IL PAZIENTE INGLESE (1996) è Lord Geoffrey Clifton, marito dell’appassionata Katherine (Kristin Scott Thomas); un triangolo di lusso con il misterioso Conte (Ralph Fiennes)
  • in FEBBRE A 90° (1997) è Paul Asworth, anticonformista prof di lettere e tifosissimo dell’Arsenal (squadra per cui Colin tifa davvero); in una magica sera del maggio 1989 urla di gioia per un gollasso all’ultimo minuto e conquista definitivamente il cuore di miss Sarah; da un bel romanzo di Nick Hornby
  • in SHAKESPEARE IN LOVE (1998) è Lord Wessex, uno stronzo (elisabettiano) che più stronzo non si può; le corna (da parte di mastro Shakespeare) gli stanno bene
  • in IL DIARIO DI BRIDGET JONES (2001) è Mark Darcy; sfondo una porta aperta se faccio notare il perfetto parallelismo con la storia di ORGOGLIO E PREGIUDIZIO? la protagonista sbaglia completamente a giudicare gli uomini (càpita quando si vive troppo in famiglia) e si innamora del bastardo Daniel (Hugh Grant), ma poi le si aprono gli occhi…
  • in L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO (2002) è Jack Worthing, un gentleman di campagna che, per amore della bella Gwendolen, finge di chiamarsi Earnest; complicazioni a catena; dal capolavoro di O. Wilde
  • in LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA (2003) è J. Vermeer, platonicamente innamorato della servetta Griet (Scarlett Johansson); l’aver ritratto Griet con quegli orecchini causerà non pochi inconvenienti
  • in LOVE ACTUALLY (2003) è Jamie, scrittore deluso dall’amore; ma capace di imparare il portoghese pur di chiedere ad Aurelia “mi vuoi sposare?” (se credete che sia facile non avete mai studiato il portoghese)
  • in CHE PASTICCIO, BRIDGET JONES (2004) è ancora mr. Darcy; stavolta deve tirar fuori Bridget da un carcere thailandese (e non è facile, no davvero); sequel in arrivo (è un’oca dalle uova d’oro)
  • in NANNY McPHEE -TATA MATILDA (2005) è Cedric Brown, vedovo con 7 figli (indisciplinati anzichenò); una governante alla Maripoppins risolve i suoi problemi; qualche analogia con il Von Trapp di THE SOUND OF MUSIC, ma il vedovo e la governante non si sposeranno
  • in UN MARITO DI TROPPO (2008) è Richard, un piccolo editore di NYC in procinto di sposare la bella Emma (Uma Thurman); ma all’anagrafe si sente dire che lei è già sposata con un certo Sullivan (è stato un hacker a combinare questo scherzo); dopo molte piroette Richard fa un bel gesto, tipo finale di CASABLANCA
  • in MAMMA MIA! (2008) è Harry, uno dei tanti che persero la testa per Donna (Meryl Streep); può anche essere il padre di Sophie, la ventenne figlia di Donna? Pare difficile, essendo lui gay…
  • in UN MATRIMONIO ALL’INGLESE (2008) è Jim Whittaker, nobiluomo con una moglie ingombrante (Kristin Scott Thomas) e una nuora americana (Jessica Biel) mooolto spregiudicata; sconvolto dalla Guerra Mondiale (ha visto morire troppa gente) e disgustato dal suo ambiente sociale, saluta tutti e parte con la nuora
  • in IL DISCORSO DEL RE (2010), il balbuziente Be-be-be-bertie, secondogenito del Re, si avvale della terapia del non-dottore Lionel (Geoffrey Rush) e riesce a domare una terribile timidezza; diventato (suo malgrado) re Giorgio VI, affronterà quel simpaticone di Hitler; premio Oscar per Colin Firth
  • in LA TALPA (2011) è Bill Haydon, alto funzionario dei Servizi segreti di Suamaestà; intelligentissimo e profondamente convinto della bontà del comunismo, lavora da sempre per il KGB, ma viene scoperto e ucciso (così impara a fare la spia); storia ispirata dalla figura di Kim Philbyvalmont

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e di GWYNETH PALTROW non vogliamo parlare?

Premessa di notevole spessore. In questa gallery sto evitando con cura le star italiane.

C’è più d’una ragione (posterò, posterò…). Anticipo soltanto che la prima sarà la SANDRELLI. E poi? Monicabellucci? Però in questo caso più che elencare i nomi dei personaggi mi sembra meglio scrivere con chi va a letto (Fabrizio Bentivoglio, Depardieu, Elio Germano, De Niro, ecc). Fine della premessa di notevole spessore.

Ecco dunque la filmografia di una DEA quarant (non si dice l’età, screanzato!)

  • JEFFERSON IN PARIS (1995; interpreta Patsy J.)
  • SEVEN (1995; interpreta Tracy)
  • EMMA (1996; interpreta, ovviamente, Emma)
  • SLIDING DOORS (1997; interpreta Helen)
  • SHAKESPEARE IN LOVE (1998; interpreta Viola; premio OSCAR)
  • IL TALENTO DI MR. RIPLEY (1999; interpreta Marge)
  • I TENENBAUM (2001; interpreta Margot)
  • AMORE A PRIMA SVISTA (2001; interpreta Rosemary)
  • PROOF – LA PROVA (2005; interpreta Catherine)
  • INFAMOUS – UNA PESSIMA REPUTAZIONE (2006; interpreta la cantante Kitty Dean)
  • IRON MAN (2008; interpreta Pepper)
  • CONTAGION (2011; interpreta Beth)

So long.

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HAMLET vs SHAKESPEARE IN LOVE (con sensazionali rivelazioni sul duello precedente)

Quale dvd rimarrà nello scaffale-dei-preferiti?

  • Branagh 1996, che riproduce quasi alla lettera (con grande, britannico, mestiere e sontuosa messinscena) il testo teatrale?
  • Madden 1988, che racconta “all’americana” (cioè con uno tsunami di anacronismi) come fu scritto Giulietta e Romeo?
Non si potrebbero immaginare modi più diversi di ispirarsi al Bardo (chiunque fosse in realtà).
Come ho detto, l’Amleto di Branagh non taglia una sola scena dei 5 atti. La sola libertà che si concede è ambientare la tragedia nel primo ‘900 (l’esercito che invade la Danimarca nel finale usa uniformi e armi da Prima Guerra Mondiale).
Nella caotica Londra ricostruita da Madden, invece, i costumi sono perfetti (uno dei 7 oscar), altrettanto per la ricostruzione dell’ambiente; ma gli anacronismi sono addirittura goliardici
  • Will va ogni settimana a sdraiarsi sul divano di una specie di psicanalista (nel 1593!!!!)
  • i provini per la parte di Romeo hanno il sapore dei moderni teatri di Broadway
  • lord Wessex vuol coltivare tabacco in America (precorre i tempi: solo nel secolo seguente il business fu preso in considerazione, anzi nel 1604 re Giacomo I proibì per decreto l’uso del tabacco)
  • INCONCEPIBILE a quell’epoca che la Regina (la interpreta Judi Dench -l’unica attrice in comune tra i due film- beccandosi l’Oscar) andasse a teatro come una comune mortale! erano gli attori che recitavano a corte…
Gli inglesi hanno preferito Hamlet (nonostante le quasi 4 ore di durata). Gli americani (e buona parte del pubblico internazionale) Shakespearecc, forse ricordando di aver recitato al liceo le parti di Romeo e Giulietta (sperando che dalla finzione si passasse alla realtà).


Quanto al confronto tra ESSERE E NON ESSERE e THE PRODUCERS ho deciso di rinviarlo sine die.

Anzi, colgo l’occasione per fare la mia AUTOCRITICA.

Non ha senso chiedere ai lettori di questo blog pareri su film di nicchia.

D’ora in poi proporrò solo film molto conosciuti, da CASABLANCA in su.

Published in: on agosto 13, 2011 at 7:56 pm  Comments (6)  
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il discorso del re

Ovvero, come realizzare un signor film senza

  • scene di sesso (in quasi due ore di proiezione c’è un solo bacio, un castissimo bacio tra Helena Bonham Carter e Colin Firth)
  • mostri spaziali, licantropi, vampiri, zombies & affini
  • star di fama mondiale (gran parte del pubblico italiano non ha mai sentito parlare di Tom Hooper, a malapena conoscono la Bonham Carter)
  • comici dialettali, storie di corna e torte-in-faccia
  • adolescenti e/o quarantenni in crisi ormonale

La crisi la conosce invece il povero Bertie, Alberto il Balbuziente, costretto dalla crisi della dinastia Windsor a improvvisarsi Re. Ma non occorre nutrire simpatie per l’istituzione monarchica per “tifare” con tutta l’anima per questo spaurito nicotinadipendente.

TUTTI NOI che ci sentiamo inadeguati, insicuri, ansiosi, sfortunati TIFIAMO PER TE, BERTIE, nel commovente finale.

Concludo lodando l’ottima prova degli attori.

Potrebbe scapparci una tripletta di oscar per Colin Firth (formidabile), Geoffrey Rush (si sforza di recitare male nel provino shakespeariano; e questa volta non deve nascondere l’accento australiano) e la Bonham-Carter (non ha moltissime battute, ma non ne spreca una).

Adesso che ci penso, Rush ha sfiorato l’Oscar in SHAKESPEARE IN LOVE (era Henslowe, l’impresario senza soldi). Altri attori che ho riconosciuto:

    • Timothy Spall nelle vesti di W. Churchill (nell’Amleto di Branagh era Rosencrantz, in Harry Potter era Peter Minus)
    • Michael Gambon (Albus Dumbledore, preside di Hogwarts), il vecchio Re che pronuncia la battuta chiave del film: “In passato ai sovrani bastava non cadere da cavallo, ora dobbiamo essere degli attori!”

king's

Colin Firth

Sono curioso di vedere IL DISCORSO DEL RE.

Tra l’altro, voglio vedere come recita C. Firth nell’interpretare un Re suo malgrado, insicuro e balbuziente.

Firth è un attore veramente versatile. Lo ricordo come l’arrogante Lord Wessex di SHAKESPEARE IN LOVE, il pittore Vermeer in LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA, l’amaro Mr. Whittaker in EASY VIRTUE, il cinico lord Wotton in DORIAN GRAY.

E se la cava alla grande anche nei ruoli brillanti: L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNEST (è Jack Worthing), LOVE ACTUALLY, BRIDGET JONES, UN MARITO DI TROPPO, MAMMAMIA! ecc.

Vedremo.

Intanto un post scriptum. All’inizio di ogni mese mi chiedo: chi avrà preso di mira il grande Stefano? quale film verrà parodiato su CIAK?

Probabile bersaglio: LA BELLEZZA DEL SOMARO, con quella consorteria di ricconi di sinistra (Disegni li sbeffeggia spesso) complicati e velleitari.

Ma non trascurerei SKYLINE (chi l’ha visto me lo descrive come mostruosamente brutto) o IMMATURI (ma è uscito solo 8 giorni fa e forse non c’era tempo).


Romeo, Othello e Shylock

Una blogger (cuius nomen Godot est) mi fa giustamente notare che i personaggi “cattivi” di Shakespeare sono sistematicamente più riusciti di quelli buoni. Che Romeo (per dirne uno) è noioso, mentre Riccardo III ecc.

Vero. Verissimo. Romeo è noioso.

Non importa se tutti gli adolescenti anglosassoni lo interpretano almeno una volta nella vita, sperando che la compagna di corso che interpreta Juliet si lasci prendere dalla parte.

Per vivacizzare il personaggio hanno dovuto inventarsi una storia complicatissima come SHAKESPEARE IN LOVE, con una donna che si finge uomo per interpretare una donna… Vabbè, sapete tutti come va a finire Shakespeare in love, no?

Ma voglio aggiungere un paio di altri esempi. Anzitutto, la tragedia di OTELLO.

Otello è un personaggio “buono”, ma patetico: sostanzialmente un BABBEO, ingannato dal demoniaco Iago, che se lo gira intorno al mignolo con una facilità sconcertante.

Iago ha il doppio delle battute di Otello, è sempre in scena. Mi sembra evidente che mastro Shakespeare è affascinato da questo genio del Male, che invoca continuamente le “divinità dell’inferno” e che dimostra un’astuzia e una conoscenza della psiche umana (a cominciare dalla gelosia, naturalmente) degne di miglior causa….

Infine, IL MERCANTE DI VENEZIA: il protagonista dovrebbe essere il mercante Antonio (che rischia la vivisezione per un ritardo nei pagamenti); eppoi ci sono Bassanio e Porzia (con la storia d’amore, gli scrigni, gli anelli ecc), ma…

…ma il vero protagonista (secondo me) è l’usuraio Shylock, un personaggio da tragedia innestato in una commedia.

Apro parentesi. L’antisemitismo non l’hanno inventato i tedeschi. Agli spettatori di Londra piaceva moltissimo un ebreo sulla scena, un ebreo da insultare e spernacchiare. Shakespeare li accontentò, come li aveva accontentati Marlowe. Ma lo trattò con insolità dignità, come vedremo. Chiudo parentesi.

Intendiamoci, Shylock è un “cattivo” (infatti è stato interpretato da Orson Welles, Al Pacino, Paolo Stoppa, ecc: attori capaci di grandi performance “cattive”): presta a usura (è il precursore delle BANCHE che ti negano il mutuo se non dai garanzie e ti strozzano se non paghi le rate in tempo) e pretende ferocemente il pagamento della penale, cioè la morte di Antonio.

Ma la sua durezza  è resa umana (commovente, direi) dalla famosa tirata del terzo atto. Leggete con attenzione queste parole: sono le parole di un “cattivo”, ma lasciano trasparire una lunga storia di sofferenze.

“Un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, membra, sensi, affetti, passioni? Non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stesse armi, non va soggetto alle stesse malattie? …..se ci pungete, non sanguiniamo? se ci fate il solletico, non ridiamo? se ci avvelenate, non moriamo?

E se ci offendete, non dobbiamo vendicarci?”

Published in: on settembre 9, 2009 at 8:26 am  Comments (6)  
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