Vite parallele di John e Sergio (che nacquero nello stesso anno)

John (d’ora in poi abbreviato in J) è nato nella contea di Franklin (Illinois) il 9/12/1953.

Sergio (d’ora in poi, S) è nato sulle rive del Tevere il 18 agosto del 1953.

J inizia col teatro, prima a Chicago poi a Broadway. La sua prima grande interpretazione (1984) è Biff Loman in MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE (nei panni di Willy c’era Dustin Hoffman).

Anche S ha fatto molto teatro. Lavorando nel Teatro Stabile di Genova conosce Margaret Mazzantini (hanno recitato insieme nelle TRE SORELLE)

Elencare tutti i ruoli cinematografici di J sarebbe lungo. Riassumendo, noto che i ruoli drammatici gli riescono meglio di quelli brillanti (ma ha duettato anche con Rowan “Mr. Bean” Atkinson); è stato il generale Wellington, l’ispettore Javert, Mr. Hyde, Athos, il regista Murnau e il visconte di Valmont; è stato re, prete, agente della CIA, comandante di una nave, avventuriero in un lager giapponese.

S è stato Fausto Coppi, Enzo Ferrari, padre Pio e don Milani. E’ stato il nipote di Gassman (LA FAMIGLIA, 1987), ha truffato aspiranti attori (L’UOMO DELLE STELLE, 1995), ha subito la persecuzione antisemita (CONCORRENZA SLEALE, 2001), è scappato da casa (CATERINA VA IN CITTA’ 2003), ha duellato con il re di Narnia (IL PRINCIPE CASPIAN, 2008) e ha mangiato Francesca Dellera (LA CARNE, 1991). Direi che i ruoli da “cattivo” gli riescono benissimo.

Quale ruolo di J è più convincente? Hard to say. Mi ha colpito molto in CHANGELING (2008): è il rev. Briegleb.

C è veramente bravo in NON TI MUOVERE (2004), in cui dirige se stesso. E aggiungo O’ PROFESSORE (tv movie del 2008).

La pubblicità. J lavora molto in questo settore (come quasi tutti gli attori americani) e anche in Italia lo abbiamo visto accogliere George Clooney sulla porta del paradiso, luogo dove (com’è noto) si veste di bianco e si beve continuamente caffè in compagnia di angeliche biondone.

Aperta parentesi. C’è plagio (come sostengono i legali della Lavazza S.p.A) negli spot Nespresso? Mah… comunque la coppia Clooney-Malkovich batte la coppia Bonolis-Laurenti 6-1 6-1. Chiusa parentesi.

Naturalmente anche S fa la pubblicità. Qualche anno fa era la TIM, adesso è SKY ATLANTIC (S. parla ai telespettatori da un terrazzo dove si alternano le vedute di Manhattan, Londra, Parigi e Roma). Non c’è da meravigliarsi. I soldi con la reclame piacciono a tutti: Gassman (cioccolatini), Fo (elettrodomestici), Beppegrillo (yogurt), per non parlare di Manfredi che con “più lo mandi giù più ti tira su” ci ha campato per anni.
nespresso
sky

 

Published in: on settembre 23, 2014 at 2:58 pm  Comments (3)  
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Mi chiamo Laura. Laura Morante.

Con questo post il Bibliofilo inizia a proporre le interpretazioni di attrici italiane.

(la prossima sarà Giovanna Mezzogiorno)

  • BIANCA (1984; mi chiamo Bianca e sono una prof di Francese; si innamora di me un collega di matematica che, credete a me, è meglio perdere che trovare)
  • FERIE D’AGOSTO (1995; mi chiamo Cecilia e trascorro movimentate vacanze a Ventotene insieme a mia figlia e al mio compagno, interpretato da Silvio Orlando)
  • LIBERATE I PESCI (1999; mi chiamo Mara e sono la ex-moglie di un giornalista; mia figlia torna incinta dagli USA e mi ritrovo consuocera di un boss, interpretato da Michele Placido)
  • LA STANZA DEL FIGLIO (2001; mi chiamo Paola e sono sposata a uno psichiatra -interpretato da Nanni Moretti, che era il prof di matematica di cui sopra-; un lutto terribile mi sconvolge)
  • UN VIAGGIO CHIAMATO AMORE (2001; mi chiamo Sibilla Aleramo e sono affascinata dalle poesie di Dino Campana, interpretato da Stefano Accorsi; non aspettatevi il lieto fine)
  • L’AMORE E’ ETERNO FINCHE’ DURA (2004; mi chiamo Tiziana e sono bravissima in cucina; mio marito -interpretato da Carlo Verdone- non è un modello di fedeltà e lo caccio)
  • LA BELLEZZA DEL SOMARO (2010; mi chiamo Marina e sono psicologa; io e mio marito -interpretato da Sergio Castellitto- abbiamo una figlia, innamorata di Enzo Iannacci, che ci crea molti problemi)
  • CILIEGINE (2012; mi chiamo Amanda e vivo a Parigi -lo sapete che questo film l’ho anche diretto? ah, lo sapete già…-; sono spaventata dall’egoismo e dalla stupidità degli uomini, ma forse ho trovato la persona giusta)

Dopo le immagini, se proprio volete, sarete edotti dei risultati provvisori del TORNEO DELLE ATTRICI.

laurasibillasomaroSia noto a tutti (guelfi e ghibellini, crociati e saracini, bersaniani e renziani) che, per quanto riguarda JUDI DENCH, la miglior interpretazione è la regina ELISABETH I (Shakespeare in love) con punti 40. Molto distanziata l’ARMANDE di Chocolat (punti 32).

Per quanto riguarda RENEE ZELLWEGER la sua miglior interpretazione è la RUBY di Ritorno a Cold Mountain (40 punti contro i 38 di Bridget Jones).

Infine, HELENA BONHAM-CARTER. La sua interpretazione di ELISABETH (il discorso del Re) ha ottenuto finora 24 punti dai commentatori di questo blog. 23 punti sono andati a MARLA (Fight club).

I “cattivi”: un ruolo che riesce bene agli attori italiani

In America si chiama THE VILLAIN ROLE. In italiano, il ruolo del cattivo, della carogna, di quello “che quando muore il pubblico è contento”.

Gli attori (per lo più) non lo amano. Alcuni GRANDI ATTORI lo hanno fatto molto bene: Orson Welles, Eli Wallach, Christopher Lee, Al Pacino, ecc.

Lo faceva BENISSIMO Gian Maria Volontè. Ve lo ricordate in “Indagine su un cittadino ecc?”

E a Hollywood spesso hanno pensato di affidare questo ruolo ad attori italiani.

Dopo farò alcuni esempi. Ma la domanda è: perché hanno pensato agli italiani?

Credo che nell’immaginario collettivo degli americani (non gli intellettuali, voglio dire gli americani “medi” dei paesotti e delle periferie, tutti TV birra e Reader’s Digest) l’italiano sia visto istintivamente come quello che ti pugnala alle spalle, BUGIARDO, DOPPIOGIOCHISTA E (naturalmente) MAFIOSO.

C’è una lunga, secolare tradizione di stereotipi che risale al teatro elisabettiano, alle leggende anticattoliche: noi siamo i MACHIAVELLI, le LUCREZIE BORGIE, i CAGLIOSTRO, i GESUITI ecc.

Ho in mente un post sulla saga del PADRINO. Mi servirà per approfondire il concetto. Per oggi mi limito a citare tre grandi attori italiani che hanno “fatto i cattivi” oltreoceano.

Vittorio Gassman – Andò in America alla fine degli anni ’70 e interpretò (benissimo) alcuni villain roles: ve li ricordate Quintet (Robert Altman), La Tempesta (Paul Mazursky) e Pelle di sbirro (Burt Reynolds)?

Adolfo Celi – Un grande attore, per lo più noto per ruoli brillanti, ma capace di mettersi la maschera del Supercattivo contro James Bond in Thunderball Operazione tuono (1965).

Sergio Castellitto – Lo abbiamo visto di recente nella parte del malvagio re Miraz (e accanto a lui c’era Pierfrancesco Favino, un’altra bella “faccia da cattivo”) in un film mediocre. Ne ho parlato nel post https://ilbibliofilo.wordpress.com/2008/11/30/il-principe-caspian-contro-i-conquistadores/trackback/  e penso che l’interpretazione di Sergio basti da sola a giustificare il prezzo del biglietto.