Le coppie indimenticabili 7: BIBI e INGMAR

Prima di elencare i film con cui Bibi Andersson e Ingmar Bergman hanno scritto la storia del cinema, due parole sui premi Oscar.

Tutto come previsto. Le vittorie di 12 ANNI SCHIAVO, CUARON, CATE BLANCHETT e MATTHEW MacComesiscrive erano prevedibili come il panettone a Natale.

Resta il mistero Di Caprio. Un successo dopo l’altro e nessun Oscar.

Ormai è ufficiale. Di Caprio sta all’Oscar come Bòrges stava al Premio Nobel della Letteratura. Tutti gli anni a chiedersi se ce l’hanno con lui o è pura fatalità.

ingmar
Tornando a Bibi e Ingmar (compagni per qualche anno anche nella vita) ecco i film che ho visto. Non li visti tutti, lo ammetto.

  • IL SETTIMO SIGILLO (1957)
  • ALLE SOGLIE DELLA VITA (1958)
  • IL POSTO DELLE FRAGOLE (1958)
  • L’OCCHIO DEL DIAVOLO (1960)
  • A PROPOSITO DI TUTTE QUESTE… SIGNORE (1963)
  • PERSONA (1966)
  • PASSIONE (1969)
  • SCENE DA UN MATRIMONIO (1973)

IL BLOGGER, UNA SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE? (ma prima espongo qualche dato sui migliori film della storia)

Sono molto riconoscente a Gegio per il suo lavoro. Combinando autorevoli punteggi (IMDB, Filmtv, Mereghetti, Morandini) dei film da Buster Keaton al 2010, ha ottenuto una classifica veramente condivisibile sui film migliori della storia.

Sono sempre opinabili queste classifiche, si capisce. Ma nei primissimi posti vedo Kurosawa, Chaplin, Billy Wilder, De Sica, Scorsese, Coppola, Hitchcock e Bergman. Se vai sul classico, non puoi sbagliare.

Noto (e mi fa molto piacere) che nei primi 28 posti ci sono 21 film in BN

  • I sette samurai
  • Tempi moderni
  • Luci della città
  • Viale del tramonto
  • Quarto potere
  • L’appartamento (1960)
  • Ladri di biciclette (alla faccia di Andreotti, a cui non piaceva)
  • La febbre dell’oro
  • Il posto delle fragole
  • L’infernale Quinlan
  • La dolce vita

e così via. Quelli a colori sono solo 7 e li metto in fondo.

Tornerò sull’argomento.

Anche perché voglio dare il mio apporto, proponendo i migliori del periodo successivo (2011-2013)

Cambiamo discorso.

La forma d’arte tipica del XIX secolo è stata L’OPERA LIRICA

Nel XX secolo è stato il CINEMA

Quale sarà la forma d’arte del XXI?

Credo che non sarà il blog, almeno nelle sue forme attuali. La blogsfera si è espansa negli anni zero (2000-2010) e adesso sta lentamente afflosciandosi.

Molti hanno smesso, altri hanno ridotto notevolmente la loro attività.

Ora va di moda TUITTARE. Non nego il fascino dei tweet: 140 caratteri costringono all’essenzialità, alla battuta fulminante…

Però ti costringono a stare sempre attaccato al pc. Perché se ti replicano in molti (se non ti fila nessuno il problema non si pone) devi stare in campana.

Non fa per me. Sono troppo pigro… e in questa stagione più che mai. Accendo il pc solo la sera tardi e mi viene sonno subito. Qualche volta però mi scappa di postare e scrivo qualcosa (mai più di 500 parole).

Oggi mi fermo qui e rinvio a data da destinarsi la risposta all’amletico dubbio: TWITTARE O NON TWITTARE?

Sarà il tweet la forma d’arte del secolo? O sarà il sacchetto di plastica del supermercato?

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Due enigmi: perché nessun oscar a Di Caprio e, soprattutto, PERCHE’ L’ ORDINE DEL FELDMARESCIALLO VON GROCK NON FU ESEGUITO?

Prima di parlare di LDC, per rispettare l’ordine alfabetico, mi occuperò di GKC.

gilbert Questa volta Padre Brown non c’entra. I TRE CAVALIERI DELL’APOCALISSE, però, può essere considerato un Mistery story (un “giallo”). Oppure  una “grottesca tragedia militare” con le parole di Alfredo Giuliani.

Ascoltate, gente, ascoltate.

Primi anni del Novecento. L’impero tedesco domina la Polonia occidentale. Un poeta dissidente, chiamato Pavel, è stato condannato a morte.

Ma il feldmaresciallo Von Grock (temendo -a ragione- che dalla capitale arrivi la grazia per Pavel) invia il tenente Von Hocheimer con un  cavallo velocissimo perché l’esecuzione abbia luogo subito. Certo che con un telefonino avrebbe fatto prima, ma l’economia del racconto esclude l’uso di telefonini.

Dopo pochi minuti parte (con un cavallo ancora più veloce) il tenente Von Schacht con l’ordine opposto (liberate Pavel con tante scuse!!!). Von Grock ordina segretamente al tiratore scelto Schwarz di inseguire Von Schacht, di ucciderlo e farne sparire il cadavere.

Cosa succede poi nelle nebbie della Poznania NON VE LO DIRO’ (chissà, magari nel prossimo post…).

Voglio solo aggiungere che in queste 20 pagine (che J. L. Bòrges considerava GENIALI) si descrivono con un certo sarcasmo le caratteristiche degli ufficiali tedeschi, “coraggiosi come bulldogs e fedeli fino alla morte”. Virtù canine, più che umane.

CAMBIAMO LEGGERMENTE DISCORSOleonard

The question is: COME MAI DI CAPRIO, pur avendo lavorato con grandi registi (da Scorsese a W. Allen, da Spielberg a Tarantino) NON HA MAI BECCATO UN OSCAR?

  1. Invidia verso un attore TROPPO fortunato (a soli 23 anni, dopo il successo titanesco, era la star più pagata di Hollywood)
  2. Puro caso. Ogni anno per assegnare il Premio al miglior attore GIRA LA RUOTA come ai tempi di Mike. Perciò l’Oscar può andare a mezze calzette (Benigni lo meritava davvero? e l’interpretazione di Nicolas Cage in VIA DA LAS VEGAS vi sembra davvero un capolavoro?) o a grandissimi attori (Jack Nicholson, Daniel Day-Levis, Sean Penn…). Se le cose stanno così, dear Mr. Di Caprio, devi solo provarci ancora: prima o poi la Ruota ti premierà.
  3. I giurati dell’Academy sono (notoriamente) alieni e sanno che se un attore che si chiama Leonardo (o Donatello o Raffaello o Michelangelo) toccherà una Statuetta acquisterà SUPERPOTERI (un po’ come le noccioline per SuperPippo) che gli permetteranno di rintracciare l’Arca dell’Alleanza (attualmente si trova nel retrobottega di una farmacia di Casalpusterlengo, ma non fatelo sapere in giro) e, con la kriptonite in essa contenuta, di ritrovare le Sfere del Drago della Stella nera…

 

mi piace quando muori, LEONARDO DI CAPRIO

Come anticipato, elenco i film (quelli che conosco) di Leonardo

Votate per la sua miglior… ah, volete capire il titolo?

INVIDIA, nient’altro che invidia maschile. Per troppi anni le ragazzine di mezzo mondo hanno sospirato per lui…

Vabbé, cominciamo:

  • Romeo+Giulietta (1996) – La prima volta che l’ho visto morire. Di veleno. Succede a Verona Beach, USA (gli esterni li hanno girati a Miami). Romeo Montague è un tamarro che più tamarro non si può, ma quando attacca con “le mie labbra come due pellegrini ripareranno l’offesa con un dolce bacio…” NON CE N’E’ PER NESSUNO
  • TITANIC (1997) – Jack è fortunato. Vince a poker un biglietto (di terzaclasse) per New York. Era meglio vincere una tessera gratis al multisala di Vimercate? Forse sì forse no: morire di ipodermia nell’Oceano non è uno spasso, ma vivere cento anni guardando UN MEDICO IN FAMIGLIA è peggio!
  • LA MASCHERA DI FERRO (1998) – Luigi XIV (detto il Bischero) aveva un gemello, nascosto dentro la Maschera di ferro. Ci pensano i Moschettieri a mettere ordine. Dal punto di vista storico è una bischerata al cubo, come film ha trovato qualche estimatore. POCHI, PER LA VERITA’. Razzie award per Di Caprio, in entrambi i ruoli.
  • GANGS OF NEW YORK (2002) – Amsterdam vendica la morte del padre uccidendo Bill “il macellaio” (Daniel Day-Lewis). La New York del 1860 è stata ricreata a Cinecittà; infatti se state attenti scoprirete tra le comparse molte facce italiane. E il modo in cui si imbrogliano le elezioni è molto attuale.
  • PROVA A PRENDERMI (2002) – Frank Abagnale è un giovane infelice (genitori divisi, banche che non aiutano ecc) e deve sopravvivere in un mondo di lupi. Un po’ per celia un po’ per non morir comincia a falsificare assegni; poi falsifica se stesso e diventa pilota d’aereo, insegnante universitario, medico, avvocato… finché l’FBI (dopo averlo inseguito per mezzo mondo) lo incastra.
  • THE AVIATOR (2004) – Vita romanzata di Howard Hughes, tra film, aerei e nevrosi compulsive. Berlusconi avrebbe voluto essere come Hughes? Altra stoffa, altre attrici, altro coraggio… Nomination all’Oscar.
  • THE DEPARTED (2006) – Billy è un poliziotto infiltrato della banda del boss Costello, mentre Colin è un uomo di Costello infiltrato negli alti gradi della polizia e lo stesso Costello, a sua volta, non la racconta giusta. Insomma, più che Scorsese sembra Pirandello. Leonardo muore.
  • REVOLUTIONARY ROAD (2008) – Frank conduce una vita piatta e senza sussulti. Quando però la moglie dice “Piantiamo tutto e andiamo a vivere a Parigi” sembra risorgere. Finale tristissimo (ma che ve lo dico a fare?). Di nuovo Kate Winslet accanto a Di Caprio, ma stavolta non è lui a morire.
  • SHUTTER ISLAND (2010) – Un detective indaga in un manicomio criminale. Lo spettatore comincia ad avere qualche dubbio a metà film (sia Teddy che il collega Chuck non la raccontano giusta). Alla fine a Di Caprio succede come a J. Nicholson in QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO dellecc. Diciamo che non muore.
  • INCEPTION (2010) – Dom Cobb si dà molto da fare (volando da Sidney a Los Angeles). Entra nei sogni di un businessman e cerca di influire sulle sue idee. Ma c’è Mal (dal latino MALUS MALA MALUM) che mette i bastoni tra le idee. In confronto il Labirinto di Creta era roba da asilo infantile.
  • J. EDGAR (2011) – Dopo Hughes, un altro personaggio entrato nella leggenda. Davvero J. E. Hoover era così potente? Ricattava la signora Roosevelt? Ricattava John Kennedy? Aveva però una valida attenuante: una madre che definire castrante è un eufemismo. Comunque Hoover troverà uno più bastardo di lui. Infarto finale.
  • DJANGO UNCHAINED (2012) – Concludo la gallery con un’altra morte (povero Di Caprio, quasi quasi mi diventi simpatico…) in quanto Calvin Candie, superschiavista e detentore del record mondiale di bastardaggine, viene ucciso da un’arma piccola ma letale (a distanza ravvicinata).

Aggiungete tutti i film che volete. Dopo le immagini proporrò un quesito importantissimo.leonardo

aviatorscatenato
Quesito importante: perché Di Caprio, nonostante sia stato diretto da registi come Tarantino, Spielberg, Scorsese, Nolan, Eastwood, Cameron, Allen (in ordine antialfabetico) ha…. No, scusate, non è questa la domanda…

QUESITO IMPORTANTISSIMO: 19 verticale, QUASI UGUALE. 6 lettere.

A chi l’Oscar per il miglior regista? Hazanavicius, Malick o Scorsese?

Tra qualche giorno il Certamen Hollywoodianum. Ovverossia, l’Accademy of Motion Picture eccetera omaggerà di leggiadre statuette il miglior film, il miglior cartone animato, i migliori attori ecc

NON ho visto tutti i film nominati per l’Oscar. Perciò NON mi sbilancio sull’oscar al miglior film.

Però mi chiedo: chi sarà proclamato BEST DIRECTOR?

Una fonte autorevole (l’uccellino che lavorava con Delpiero negli spot dell’acqua minerale) mi assicura che la scelta si restringe a questi 3:

  • Malick (texano di origine siriana) descrive il mistero dell’esistenza, passando per i dinosauri e gli anni ’50. I giurati dell’Academy apprezzeranno 138 minuti (nella versione originale erano 480!!!) affollati di cultura, filosofia (la contrapposizione tra Natura e Grazia) e sontuosissime immagini?
  • Scorsese (Newyorker oriundo siciliano) racconta una storia parigina, nel senso che ci sono tutti gli stereotipi possibili: la baguette, la tour Eiffel, la fisarmonica… I giurati dell’Academy apprezzeranno la bravura di Scorsese nel dirigere un cast all englishspeaking e farlo sembrare francese?
  • Hazanavicius (parigino oriundo lituano) ha girato a Los Angeles una storia molto americana: LUI dalle stelle alle stalle, LEI viceversa = happy ending. I giurati ecc apprezzeranno un film muto e in BN coraggiosamente contrapposto ai prodigi del 3D?

A occhio e croce DOVREBBE VINCERE SCORSESE…

Aggiornamento del 27/2. Invece ha vinto il lituano. LARGO AI GIOVANI: Hazanavicius non ha ancora 45 anni, Scorsese va per i 70.

Meglio così.  La delusione spingerà il vecchio leone a cercare la rivincita, dirigendo qualche grande film. Try it again, Martin!

malickartcabr

Published in: on febbraio 19, 2012 at 3:26 pm  Comments (7)  
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TOP TEN

Aggiungo alla classifica PROVVISORIA dei migliori film italiani del decennio QUELLA DEGLI STRANIERI.

Provvisoria, ripeto. Non li ho mica visti tutti, e IL DECENNIO 2000-2009 non si è ancora concluso.

  1. RADIO AMERICA (Robert Altman) -per quanto mi sforzi, non riesco a trovare un difetto in questo (ahimè ultimo) capolavoro di Altman, che ha dato l’addio al mondo con un film in cui si parla molto di morte; si alternano bellissime canzoni con situazioni sottilmente comiche, realismo (un teatro sacro alla memoria di F.S.Fitzgerald spazzato via dalla speculazione edilizia) e surrealismo (il biondissimo “angelo Asfodelo”)-
  2. SCOOP (Woody Allen) -poco apprezzato in America, Woody si è da tempo innamorato dell’Europa; qui dichiara il suo amore per Londra; la trama “poliziesca” è solo un pretesto per una serie di scintillanti battute, quasi tutte da antologia, a cominciare da quelle sul suo fallito matrimonio (è un tema classico per lui)-
  3. AVIATOR (Martin Scorsese) -biografia di un “bello e dannato”; come in citizen kane non si danno giudizi moralistici (Howard Hughes era un poveraccio da compatire, affetto da manie ossessivo-compulsive); bravissima Cate Blanchett; sarebbe perfetto se durasse un po’ meno
  4. LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (Tim Burton) -da un romanzo per ragazzi un po’ sdolcinato un film magico, che lascia tutti a bocca aperta (ad esempio, il balletto televisivo degli Umpa-Lumpa); Tim ha aggiunto il conflitto padre-figlio (nel romanzo non c’è) e il draculesco dentista Christopher Lee;
  5. CHICAGO (Rob Marshall) -anche chi non ama il genere musicale resta ammirato dalla bravura degli interpreti (Gere balla il tip-tap da professionista, la Zeta-Jones è una vera acrobata, la Zellweger sa cantare molto bene, oltre a recitare…); alternando la favola teatrale al dramma processuale-carcerario, l’impiccagione ai numeri di vaudeville, la regia dà un sapore brechtiano a un film indimenticabile;
  6. L’APPARENZA INGANNA (Francis Veber) -un delizioso capolavoro alla francese, con D.Auteuil che lotta per la vita e G.Depardieu nella parte del bischero; Veber mi piace molto perchè fa pochi film e li cura nei minimi dettagli (potrebbe guadagnare molto di più se girasse alla carlona, come tanti suoi colleghi)- 
  7. LA CONTESSA BIANCA (James Ivory) -dramma a Shangai; perfetta la recitazione di R.Fiennes e N.Richardson; suggestiva la ricostruzione di una città e di una “fine di un mondo”; a qualcuno è sembrato freddo: ma è l’opera (temo l’ultima) di un maestro che di cognome fa AVORIO…
  8. PROVA A PRENDERMI (Steven Spielberg) -guardia e ladro si rincorrono per oceani e continenti; difficile dire se è più bravo Hanks o DiCaprio: Spielberg prova più simpatia per il truffatore, diventato tale per le durezze della vita; anche in questo caso se accorciavano il finale era meglio;
  9. LA DIVA JULIA (Istvan Szabo) -la magia del palcoscenico, la malinconia di invecchiare, la perfida vendetta sulla giovane rivale; Annette Bening meritava l’Oscar, ma in quell’anno (2004) si trovò la strada sbarrata dalla magistrale interpretazione di Hilary Swank;
  10. PRIMA TI SPOSO, POI TI ROVINO (Ethan e Joel Coen) -commedia brillante, con momenti irresistibili di comicità, ma con un retrogusto amaro; la società è dominata dal cinismo, dalla meschinità e dall’inganno: solo il miracolo dell’amore (beato chi ci crede) può salvare l’avvocato Miles e l’avventuriera Marylin dal perdere la loro anima in un mondo inaridito-

Salvo errori ed omissioni. E aspettando qualche nuovo capolavoro.

Published in: on ottobre 8, 2008 at 11:29 am  Comments (2)  
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