il dottor Stranamore di Stanley Kubrick (1964)

Adesso qualcuno salterà su a dire che io sono un vecchio fissato “laudator temporis acti”.

Ma ditemi voi, dopo aver visto le mediocri pellicole degli ultimi mesi (se ci tenete a saperlo, dopo vi dico quali salverei) e averle paragonate ai capolavori del passato (Blade Runner, Barry Lindon, Apocalypse now, La stangata, Amadeus, MASH, La mia Africa ecc) COME SI FA a non “laudare” quel tempo.

Erano storie ben recitate da attrici e attori che venivano dal TEATRO (in questo caso Peter Sellers) e non dagli spot televisivi. Facce espressive, non fotomodelle/i. Satire taglienti, non cinepanettoni.

TRAMA. Scoppierà la Guerra mondiale e renderà inabitabile la crosta terrestre per un secolo. Come succederà? Da una parte un generale americano impazzito scatena un attacco nucleare sull’URSS, dall’altra un leader sovietico megalomane ha predisposto (senza dirlo a nessuno) una rappresaglia automatica e inesorabilmente inarrestabile. Ma il genere umano non si estinguerà: uno scienziato ex-nazista propone di salvare nel fondo delle miniere americane e russe una piccola percentuale di esemplari (un maschio ogni 10 femmine, per aumentare il tasso di natalità), che naturalmente comprenderà le elites politiche e militari. A pensarci bene, questo particolare deve aver ispirato gli autori di 2012.

Dicevo di Peter Sellers. Interpreta 3 personaggi essenziali: il dott. Merkwurdigliebe (in italiano, Stranamore: lo scienziato tedesco), il presidente americano Muffley e il capitano inglese Mandrake. Ci sono voluti 3 attori italiani per doppiarlo: Oreste Lionello doppiava lo scienziato.

Non ci provo nemmeno ad aggiungere aggettivi a quelli che sono già stati usati. Godètevi il video che ho inserito. Dopo (ma proprio perchè insistete) elencherò, tra i film usciti negli ultimi 2 mesi, quelli che ho apprezzato di più.

Vediamo un po’.

Nessun capolavoro nei mesi di Febbraio-Marzo.

Anzi, un solo film (IL CONCERTO) mi è piaciuto davvero. Ne ho parlato nel post del 17 febbr. Voglio solo aggiungere che non mancherà nella mia collezione di DVD e mi dispiace moltissimo di non capire bene il francese, perchè il modo in cui i russi storpiano il francese è (mi dicono) irresistibile.

Elenco infine altri sette nani opere che (anche se non mi hanno entusiasmato) meritano senz’altro la sufficienza

  • IL PROFETA – dramma a forti tinte; la brutalità del carcere è sottolineata un po’ troppo; se fosse durato 50′ in meno lo avrei apprezzato molto di più
  • INVICTUS – celebrazione (un po’ troppo retorica) di Nelson Mandela e della nascita del Sudafrica interrazziale; rende simpatico anche Matt Damon;  adattissimo a un pubblico scolastico
  • ALICE IN WONDERLAND – vedi il post dell’11 marzo; alcuni lo hanno massacrato; a me non è dispiaciuto (forse lo rivedrò)
  • AN EDUCATION – ne ho parlato il 17 febbr; una storia amara (una ragazzina si illude di aver trovato il grande amore e la disillusione è dolorosa) in cui un’insegnante fa una bellissima figura
  • GENITORI E FIGLI, AGITARE BENE PRIMA DELL’USO – ne ho parlato il 1° marzo; si può vedere, ma non comprerò il DVD
  • E’ COMPLICATO – ne ho parlato il 21 marzo; Meryl Streep regge sulle sue poderose spalle una commedia riuscita solo a metà
  • HAPPY FAMILY – l’ho visto ieri sera; non è male: descrive con vivacità un insieme di tipi bizzarri (ne riparlerò)

Cara ti amo, by ELIO E LE STORIE TESE

Alcuni commentatori (di sesso maschile) hanno notato alquante somiglianze tra MI PIACI di Alex Britti e CARA TI AMO (by Elio e la sua simpatica banda di anarchici) dove le donne sono descritte come VENALI, LAGNOSE, SCONCLUSIONATE e INCONTENTABILI.

Premesso che Elio ecc non è mai da prendere troppo sul serio (ma ne riparleremo), il suo amaro sfogo di misoginia non è originalissimo.

Chiunque sia mai stato mollato da moglie, fidanzata, convivente, ecc ha detto queste e peggiori cose.

Aggiungo che la misoginia si accentua nei periodi storici in cui la condizione femminile migliora e il tradizionale ruolo dominante dei maschi traballa.

Vedasi Giovenale, sesta Satira. Pare che l’inizio del secondo secolo, a Roma, assomigliasse in molti aspetti alla nostra situazione postfemminista: ma io non posso confermare, non c’ero.

E vedasi Giuseppe Giacobazzi da Cervia: magari la prossima volta inserisco uno dei suoi monologhi; per adesso aggiungo un filmato (leggermente purgato) di CARA TI AMO.

Published in: on marzo 3, 2009 at 8:23 am  Comments (9)  
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