Luci della città, Quarto potere e Zabriskie point (qualcuno li ha criticati: ma pensa te…)

A conferma di quanto detto nei post precedenti, verifico che nessun film vede i critici totalmente unanimi. C’è sempre qualcuno che storce il naso.

Cominciamo da Zabriskie point (Antonioni, 1970).

Tullio Kezich (ancora lui!) disse che “la saldatura tra l’osservazione sociologica e la trasfigurazione fantastica non avviene: il film si sviluppa su 2 piani, imbarazzanti l’uno per l’altro… banalità priva d’immediata pregnanza… approssimativo…”

Alberto Moravia: “trama esile e inverosimile, scarsa indagine psicologica…”

Morando Morandini: “è il film di un provinciale che punta al grandioso…”

Gian Luigi Rondi: “delusione…aperta perplessità…”

D’altra parte Grazzini (sul Corriere della sera) parlò di “un film bellissimo, affascinante… Antonioni rinnova il suo linguaggio, rinfresca la sua ispirazione… riaccende l’entusiasmo…”

Punto e a capo. Citizen Kane (Welles 1941).

Se da una parte J. L. Borges scrisse che Welles “non è intelligente, è geniale!”, J. P. Sartre stroncò questo film che è QUASI unanimemente considerato il capolavoro tra i capolavori.

Ma bisogna capirlo, il povero Sartre: si era messo in testa (ahilui!) che l’URSS fosse il paradiso sulla terra e quindi un film americano DOVEVA a priori essere “barocco, irreale, ridondante…”

Infine, City lights (Chaplin, 1931) che, secondo me, è il più riuscito dei film di Charlie Chaplin.

Anche qui non sono mancate le critiche nella blogsfera.

Uno che si firma “mm40” scrive che “è inevitabile ridere della semplicità con cui si snoda la trama e di quanto siano grossolani personaggi e situazioni…”

Una che si firma “mariuccia” ha scritto “che pena!!!!”

Ma il mondo è bello perchè è vario. Ogni blogger cinefilo (lo ripeto per l’ultima volta, poi prometto di non annoiarvi più) ha i suoi idoli e i suoi tic.

P.S. elenco alcuni blog interessanti

http://laboratorionapoletano.blogspot.com/

http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/

http://cinemaleo.wordpress.com/

http://cinemelma.blogspot.com/

E altri ne citerò. Hasta luego!

 

Published in: on aprile 2, 2010 at 10:34 PM  Comments (7)  
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IL CARROZZONE VA AVANTI……

Breve ma intensissima lirica, scritta sul finire del secondo millennio.

L’autore (che si cela sotto lo pseudonimo di Renato Zero) è senza alcun dubbio un filosofo gallico molto famoso a quell’epoca: J. P. Sartre.

Sartre (1905-1980) in quegli anni inquieti e disillusi, considerando la caducità dell’esistenza umana scriveva che “la vita è una passione inutile”, che “il mondo è assurdo, è senza ragione, senza fondamento” , “l’inferno sono gli altri” ecc. Ne risulta una perfetta sintonia con versi come

il carrozzone va avanti da sé

con le regine, i suoi fanti e i suoi re…

ridi buffone per scaramanzia,

così la morte va via…

I computer, cui spetta la soluzione dei problemi di esegesi letteraria, NON HANNO DUBBI A RIGUARDO.

Risulta incerta, invece, l’interpretazione di quel “doppio petto blu” che una mattina scende anche lui dal carrozzone. L’opinione, sostenuta da molti, che si tratti di un’allusione a Milvio Berlusconi (demagogo allora molto conosciuto) è stata esaminata ripetutamente dai computer addetti alle analisi storiche, ma resta tuttora “fumosa“: quando il computer cerca di tirare le somme va in tilt, emettendo scintille e fumo.

Published in: on aprile 18, 2009 at 6:47 am  Comments (10)  
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