il Gabibbo

Perché quella faccia schifata? E’ cultura anche il Gabibbo, eccome se è cultura!

E’ un personaggio televisivo conosciutissimo: non fate finta di non conoscerlo, se non siete vissuti sulla Luna negli ultimi 18 anni (sarebbe come fingere di non aver mai sentito dei Simpson, di cui mi occuperò tra breve) o non vi hanno praticato la lobotomia.

Ha una sua storia e un suo significato simbolico, entrambi importanti.

Riguardo alla storia, mi limito a citare Wikipedia. La voce “il Gabibbo” è impeccabile, sia per l’origine del nome (dal genovese “gabibbu”, meridionale) sia per le controversie legali con la Western Kentucky University.

Voglio ricordare che, all’inizio, il Gabibbo non era il pacioccone buonista che è oggi, più o meno seriamente impegnato a segnalare sprechi e malefatte.

ERA UN VIOLENTO: la sua frase abituale (nei primi anni ’90) era “TI SPACCO LA FACCIA” e in una occasione si mangiò topo Gigio.

In sintesi era una proiezione del carattere anarchico di ANTONIO RICCI, il Ricci di Lupo Solitario, Matrioska e L’araba fenice.

Poi (si sa com’è la vita…) Ricci si è rassegnato a un ruolo impiegatizio.

Le sue trasmissioni come Striscialanotizia sono diventate conformiste e perfettamente omologate allo stile Mediaset: un perpetuo carnevale dove si finge di contestare goliardicamente il sistema.

In conclusione, caro Gabibbo, ti sei imborghesito anche tu: non spacchi più la faccia a nessuno.

Mi piacevi più all’inizio; ma ti capisco. Anche tu devi mangiare.

 

Published in: on maggio 2, 2009 at 4:04 pm  Comments (6)  
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un reality show chiamato LAGER

Giustamente Allemanda mi fa notare che l’idea di un Grandefratello in cui i partecipanti siano ELIMINATI FISICAMENTE uno ad uno non è originale.

L’ha usata Amélie Nothomb in un breve ma densissimo romanzo: ACIDO SOLFORICO.

Aperta parentesi. Tutti i romanzi della Nothomb sono brevi. Embè? Anche IL VECCHIO E IL MARE, uno dei migliori che abbia mai letto, è brevissimo. Ma hanno subito dato il NOBEL al suo autore. Magari lo daranno anche ad Amélie, tra qualche decennio. Hai visto mai? Chiusa parentesi.

Trama essenziale. C’era un vecchio che pescava da solo nel Golfo del Messico… Scusate, mi sono distratto. Daccapo.

Trama essenziale. In un paese dell’Europo centrale si organizza un reality chiamato CONCENTRAMENTO. Un numero imprecisato di donne e uomini sono COSTRETTI a entrare in un lager: chi sopravviverà un anno a stenti e bastonate? Le quali bastonate sono inflitte da una decina di Kapò.

I Kapò (tutti giovani) sono stati scelti dagli Organizzatori tra gli ospiti del Lager; i requisiti sono: mancanza di scrupoli, energia fisica e cinismo. La più cinica è Kapò Zdena, brutale e arrogante ventenne che diventa famosissima (i telespettatori la odiano, ma non riescono a staccare gli occhi da lei) e rimane a sua volta affascinata dalla bellezza (esteriore, ma soprattutto interiore) della detenuta Pannonique.

Quando Pannonique sta per essere uccisa, Zdena si ribella clamorosamente davanti alle telecamere, provocando la fine dello show.                                                      

Ripeto: nel romanzo i partecipanti a CONCENTRAMENTO sono costretti con la forza. Nella nostra TV non c’è bisogno di costringere  nessuno: bisogna anzi selezionare (con un notevole sforzo organizzativo) tra le centinaia di migliaia di aspiranti.

Non escludo che un giorno si arrivi a un grandefratello con spargimento di sangue. Magari con “prove” di coraggio e di resistenza fisica al limite della sopravvivenza. Tutto è possibile, quando i dirigenti delle TV sono ossessionati dai dati Auditel e quando i concorrenti sono ansiosi di vendere l’anima al diavolo per un briciolo di notorietà.                   

Published in: on gennaio 17, 2009 at 5:39 pm  Comments (5)  
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