A UNITED KINGDOM, by Amma Asante

L’ultima volta che avevo visto Rosamund Pike ricevere una proposta di matrimonio era il 2005. Lei interpretava Jane Bennet e quello che si inginocchiava era Bingley (personaggio non molto intelligente, ma pieno di sentimento).
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Qui, in A UNITED ecc, si inginocchia un quasi re: Seretse Khama (molto sentimento e anche molto cervello) erediterà il ruolo di sovrano del Botswana.
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Oggi, nel 2017, questo matrimonio interrazziale non sarebbe uno scandalo.

Ma allora (1947) sì.

Tutti contrari: il padre di lei (“non farti mai più vedere”), lo zio di lui (Reggente del regno), il governo del confinante SudAfrica e, di conseguenza, il governo di Londra. “Senza l’oro del SudAfrica quanto credete che reggerà la sterlina?” borbotta il premier laburista Atlee.

Insomma, una storia d’amore contrastatissima. Se volete (ma proprio se volete) sapere come va a finire, lo racconterò dopo l’ultima immagine.

Prima, però, qualche considerazione tecnica sul film.

    • molto ben recitato, soprattutto nei ruoli secondari; deliziosa Terry Pheto (la sorella di Seretse) e praticamente perfetto Jack Davenport (il pomposo funzionario dell’Impero Britannico); tra i “cattivi” compare brevemente Tom Felton, già noto tra i Serpeverde di Hogwarts
    • magnifica la fotografia: albe africane, tramonti africani, deserti, giraffe, aironi ecc; a Londra c’è tanta nebbia (ma lo sapevamo già)
    • un po’ troppo lungo (quasi 2 ore; almeno 15′ si potevano tagliare in sede di montaggio); c’è della retorica, ma non se ne poteva fare a meno dato il soggetto; complessivamente lo giudico AL DI SOPRA DEL BAH

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Cosa succede nel finale? L’AMORE TRIONFA (evviva San Valentino!) e la solidarietà femminile aiuta la coraggiosa protagonista a vincere e convincere.

Aggiungo però che se non avessero trovato tutti quei diamanti l’indipendenza del Botswana sarebbe stata molto più difficile da raggiungere (nel 1966).

tre film in febbraio

An education è un bel film inglese, candidato a 3 Oscar (miglior film, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura).

LEI è una 17enne che sogna di potersi iscrivere a Oxford. Incontra un fascinoso affarista con una coupé rossa, perde la testa, non vuole più andare a Oxford. Preparate i fazzoletti per il finale.

Tra le attrici non protagoniste ho notato la grande EMMA THOMPSON (è la preside) e Rosamund Pike (in Orgoglio e pregiudizio era Jane, la bellissima sorella di Lizzie Bennet).

IL CONCERTO è una coproduzione franco-romena, diretta da Radu Mihaileanu, quello di Train de vie. Con il quale Trainecc ha in comune l’umorismo e l’ottimismo: anche le imprese più impossibili possono riuscire, l’importante è non rassegnarsi alla sconfitta.

LUI è un poveraccio. Era stato “direttore di grande orchestra di Bolshoi”, ma lo avevano retrocesso a uomo delle pulizie ai tempi di Bresnev.

Per un puro caso (intercetta un fax che era diretto alla “vera” orchestra) finisce con l’esibirsi con i suoi vecchi amici concertisti in un grande teatro di Parigi. Nonostante siano un po’ arrugginiti, il mestiere e la magia della musica funzionano. Applausoni e lacrime (si viene a sapere di chi è figlia la solista).

Infine, un film italiano. Dieci anni fa mi era piaciuto molto L’ULTIMO BACIO, ma questo sequel mi ha un po’ deluso. E’ un dramma, più che una commedia. Anzi un MELODRAMMA: ci sono tutti gli ingredienti classici, tradimenti gelosia uno si spara gravidanze a go-go (niente precauzioni?) un probabile cancro al cervello…

Diciamola tutta. Sembra una soap opera, tipo SENTIERI o BIUTIFUL. Primi piani in eccesso, sequenze brevissime, dialoghi scontati: ti devo parlare, dimmi, sono incinta, ah!, non mi chiedi di chi?…

Per non parlare delle marchette pubblicitarie. Tutti vanno in giro con auto nuove e lucide (Italia del benessere…): ho notato una BMW, una Mercedes, una Lancia Ypsilon (e non sono un buon osservatore), nessuna delle quali aveva un’ammaccatura o uno schizzo di fango. Per non parlare di Actimel (che rinforza le difese naturali dell’organismo…) su cui si diffonde il pubblicitario Stefano Accorsi.

Gli attori, però, sono bravi e professionali. Soprattutto la Impacciatore e Piefrancesco Favino. 

Concludendo. Muccino, ti vogliamo bene. La volta prossima puoi fare di meglio. Stacce (voce del verbo “starci”).