Ogni mattina a Roma sorge il sole…

romaOgni mattina a Roma sorge il sole. Mattarella si sveglia e sa che se non si muove bene la crisi peggiorerà (al peggio non c’è mai fine).

Ogni mattina a Roma sorge il sole. Mentana si sveglia e sa che se non sceglie bene chi invitare al suo maratonashow il pubblico si annoierà e cambierà canale.

Ogni mattina a Roma sorge il sole. Luca Telese si sveglia e sa che se non sceglie bene chi invitare a In Onda… (vedi sopra)
mattmentluca

Ogni mattina a Roma sorge il sole. Non importa se ti chiami Mattarella, Mentana o Telese.

L’importante è che ti concentri e scegli bene.

Published in: on agosto 22, 2019 at 7:57 am  Lascia un commento  
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Ma davvero volete le Olimpiadi a Roma?

Io ne ho viste cose… che voi umani non potreste immaginare… pinete in fiamme a Fiumicino, capaci di paralizzare l’aeroporto… e ho visto immensi ammassi di spazzatura davanti alle porte di Roma (e anche dentro)… e in mezzo a ‘sto casino voi pensate ai Giochi Olimpici?

Comunque, dopo l’immagine, vi suggerisco un posto più adatto per le Olimpiadi del ’24.
cose
Che ne dite della Val di Susa?

Tra 9 anni la TAV sarà completata e permetterà ai turisti di arrivare comodamente. Almeno servirà a qualcosa.

Certo la valle sarà totalmente cementificata: perché fare le cose a metà? E comunque oggi (come sempre) i soldi sono tutto…

E si potrà introdurre nel programma una nuova forma di Triathlon. Lancio di molotov, Inseguimento e Manganellamento (individuale o a squadre)
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Published in: on luglio 31, 2015 at 10:52 am  Lascia un commento  
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da 1 a 10, che voto date all’interpretazione di LDC nel GRANDE GATSBY (d’ora in poi, GG)? seguirà un divertente cartone animato

Prima della consueta rassegna dei FILM VISTI A MAGGIO, vi chiedo un voto per il Di Caprio in GG.

Vi dico subito che a me non è sembrato il miglior LDC. Forse mi aspettavo troppo: ho sempre negli occhi il cattivissimo Calvin Candie e il pazzoide Howard Hughes. Stavolta mi è sembrato poco convinto di quello che faceva. Segnalo (a chiunque voglia saperlo) che in un precedente post le interpretazioni leonardiane più votate sono state

  • Frank Abagnale (PROVA A PRENDERMI) punti 47,5
  • Dom Cobb (INCEPTION) 42
  • Teddy (SHUTTER ISLAND) 38
  • Amsterdam (GANGS OF NEW YORK) 37,5

Premesso ciò, ecco le minirecensioni dei film visti in sala questo mese.

Cominciando, ovviamente, da GG.

Mi dispiace non condividere l’entusiasmo di molti. Film da vedere e da ricordare, ma non capolavoro. La storia del superuomo innamorato e infelice acchiappa sempre (il merito, però, è di F. S. FITZGERALD). I costumi sono da Oscar e anche le musiche. MIGLIOR ATTORE: Tobey Maguire (nel ruolo di Nick), sempre convincente, nello studio dello psichiatra o nello speakeasy dove lo trascina Gatsby.

Mia moglie, che sta già pensando a cosa mettere sotto l’albero di Natale, mi ha chiesto se il DVD mi piacerebbe. GRAZIE, NO: il pregio del film è proprio nella spettacolarità e nel piccolo schermo si perderebbe il meglio. ENIGMA IRRESOLVIBILE: come fa il Nick di cui sopra a essere perfettamente rasato svegliandosi all’alba in mutande dopo una sbronza omerica iniziata il pomeriggio precedente? Io (e vi assicuro che mi rado con cura) alle 9 di sera ho già un filo di barba…

Scendiamo di qualche gradino: LA GRANDE BELLEZZA

Forse questo film è stato prodotto dalla Leganord. La fauna romana descritta pensa solo a divertirsi. Nessuno che lavori davvero. Ma i soldi da dove arrivano? Dalla coltivazione dei peperoni?

Roma, naturalmente, è bellissima. E fotografata magnificamente da Luca Bigazzi. Ma questo è l’unico pregio.

BATTUTA MIGLIORE? “Sull’orlo della disperazione non ci resta che farci compagnia, prenderci un po’ in giro…” Infatti disperazione è la parola giusta: qua nessuno (a parte la suora, caricatura di Madre Teresa) sembra sperare in qualcosa. Fellini mio, quanto ci manchi…

ATTRICE PEGGIORE? Sabrina Ferilli, che contende a Sandra Milo il titolo di “cagna maledetta” del cinema italiano (si potrebbe inserire anche Valeriamarini in questa gara, ma definirla ATTRICE mi sembra troppo).

Risaliamo di un gradino. NELLA CASA (recensito il 6 maggio)

A quanto già detto aggiungo la lode a Fabrice Luchini (nel ruolo del prof Germain); è un attore notevole: nonostante la faccia un po’ tonta che si ritrova, mi ha impressionato.

Scendendo di molti gradini, MI RIFACCIO VIVO (recensito il 22 maggio)

La storia era buona, ma è stata sfruttata male. ATTORE MIGLIORE? Neri Marcorè, che interpreta un personaggio molto complesso (a tratti lo vorresti uccidere con le tue mani, a tratti suscita compassione).

ISSO, ISSA e ‘O MALAMENTE nell’ultimo film di Paolo Virzì (TUTTI I SANTI GIORNI)

ISSA è siciliana, di Cefalù (almeno stando alle inquadrature del finale).

Ha un notevole talento musicale. Ancora più notevole è il suo talento nel mettersi nei guai. Vuole un figlio a tutti i costi (forse per competere con una vicina che ne ha anche troppi) e si incazz si adombra quando il ginecologo la definisce primipara attempata (scientificamente è così, bellezza: a 33 anni sei attempata). Si autodefinisce SCEMA INCOSCIENTE.

ISSO è toscano (dall’accento, direi maremmano)

E’ (a parere unanime della ballotta) UN SANTO. Non tanto perché sa tutto sui martiri dell’età di Diocleziano (gli hanno offerto una cattedra di storia a Princeton) ma perché sopporta ISSA. La quale lo lascia. Lui la cerca e si becca un cazzottone (ISSA frequenta gente borderline). Inoltre le è sorprendentemente fedele nonostante la vicina di cui sopra e bellissime hostess tedesche gli facciano l’occhiolino. Sarà premiata questa commovente fedeltà?

‘O MALAMENTE non è una persona specifica. Diciamo che è l’agglomerato urbano, l’immensa periferia di Roma (città a cui Virzì dedica un intenso odio-amore). Meglio ancora, è l’intera società italiana, spesso violenta, ignorante e trucida, in cui anche ai giovani più promettenti (ISSA e ISSO sono, ciascuno nel suo genere, dei fuoriclasse) si offrono impieghi precari e poco remunerati.

Comunque, a me il film è piaciuto.

E ammiro il coraggio di Virzì che questa volta non ha voluto star famose.

Niente Sandrelli, Bellucci, Ferilli, Buy, Castellitto, Santandrea, Amendola, Germano, Auteuil ecc Conoscevo soltanto Luca Marinelli (ISSO), molto bravo.paolofuoriserie

Published in: on ottobre 22, 2012 at 1:50 pm  Lascia un commento  
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DUE DOMANDE FONDAMENTALI (in allegato, profonde considerazioni sulla parola AMORE)

PRIMA DOMANDA FONDAMENTALE: Benigni è messo talmente male finanziariamente da dover accettare una parte così loffia?

SECONDA DOMANDA FONDAMENTALE: Possiamo fin d’ora candidare TOROMEWITHLOVE per il Premio CHIAVICA D’ORO 2013?

Alla domanda numero 1 rispondo negativamente. A quanto mi risulta Roberto sta bene a soldi.

Per spiegare la sua presenza nel cast ritengo si debba seguire un’altra pista. Dopo l’Oscar del 1999 il Nostro era famoso nel mondo (per non citare la parte in ASTERIX CONTRO CESARE), ma poi c’è stato il flop di PINOCCHIO…

Mettiamola così: quando si è stati sul red carpet non ci si rassegna a sparire. Ragionpercui Benigni DIREBBE SI’ A QUALSIASI PROPOSTA, magari una comparsata in MEN IN BLACK 4…

Alla domanda n° 2 preferisco non rispondere (per ora). Preferisco ascoltare il parere dei miei eventuali lettori. Perilmomento posso solo dire che ho visto in questi primi mesi del 2012 film ben più chiavicheschi, come il vanzin-obbrobrio BUONA GIORNATA.

Allegato finale. ATTENZIONE!!!!!! Leggere le seguenti righe può provocare SBALZI D’UMORE, CRISI CARDIACHE, ANSIA, ENURESI e PRURITO.

Come è stato dimostrato da Euclide, scrivendo ROMA al contrario si ottiene AMOR. Dobbiamo dedurre che ROMA sia il contrario di Amore?

Si consideri che nel titolo compare LOVE, parola ambigua che si può tradurre in molti modi, da “questo lo faccio SOLO PER TE, non lo farei per nessun altra/o” a “ti ho comprato anche i cioccolatini: me la dai o no?”

  • in un episodio, un’americanina particolarmente insulsa incontra un romano lungocrinito: non hanno ancora litigato (è lì che si vede se può funzionare) e già i genitori di lei traversano l’Oceano… QUANTA FRETTA!!!
  • poi c’è la pochade, ispirata al fellinesco SCEICCO BIANCO: mentre la mogliettina passa dalle braccia di Albanese a quelle di Scamarcio, il maritino viene sgridato da una escort (“sei arrivato vergine al matrimonio? vergogna!!!”); a parte che Penelope Cruz sta a Giulietta Masina come Berlusconi sta a De Gasperi, mi volete spiegare come tradurre LOVE in questo episodio?
  • altro episodio, altro tipo di amore; uno studente piuttosto ingenuo si infatua per un’attrice furba e capricciosa; A. Baldwin, qui nel ruolo di grillo parlante, gli ripete: “non ti accorgi che è fasulla? lasciala perdere!”; fortunatamente lei se ne va e lui torna dalla comprensiva fidanzatina.
  • infine, l’episodio di Benigni (e così il cerchio si chiude): qui l’amore NON C’ENTRA PROPRIO, c’è solo l’attrazione fatale che certe donne provano per il VIP di turno (“ti ho visto in tv, ergo voglio entrare nel tuo letto”); finita la notorietà, finita l’attrazione.

CONCLUDO dicendo che queste cose succedono a Roma, ma sarebbe lo stesso a Grosseto o a Innsbruck (però il film “venderebbe” di meno). Credo in definitiva che non sia Roma il contrario di Amore.

Se capovolgi AMORE, leggi Allen.

Invecchiando, Woody è diventato sempre più amaro e misogino. Davanti a questo Dio misterioso, di cui sappiamo così poco oltre alla sua forza irresistibile, non si inginocchia più (come in MIGHTY APHRODITE), ma si limita a sottolinearne sarcasticamente l’irrazionalità.

benigni

Tema: UN FILM CHE MI E’ PARTICOLARMENTE PIACIUTO

(altro…)

HABEMUS PAPAM, di Nanni Moretti

Roma è la città più cinematografica che io riesco a immaginare (a pari merito con Venezia, ma “girare” a Venezia presenta difficoltà notevolissime).

E cosa c’è di più cinematografico di una sfilata di rossoporporati?

Di più, di cardinali in alta uniforme che entrano silenziosamente in un teatro dove si contrappongono il bianco e il nero di Checov? Con le guardie svizzere e tutto?

E’ un gran film, credetemi. Con qualche difetto (chi non ne ha?) che elencherò oltre. Ma è c’è davvero una gran regia e attori degni di questo nome: Michel Piccolì, Jerzy Sturh, Franco Graziosi, Camillo Milli (gente che come minimo ha studiato con Strehler al Piccolo Teatro, mica còtica). Se mai (qui cominciano le critiche) si poteva fare a meno proprio di Moretti come attore: è eccellente come regista, ma come attore non è un granché…

Io (siamo nell’opinabile) avrei dato più spazio alla Buy. Magari poteva essere lei quella che convinceva il suo angosciatissimo paziente ad assumersi le sue pontificali responsabilità e a ritornare in Vaticano.

Quanto alle partite di pallavolo, molti hanno notato la loro improbabilità (nessun 70enne può giocare così senza rischiare fratture multiple alle dita e alle caviglie), ma non dimentichiamo che siamo al cinema. Se volessimo cancellare le scene irreali, gran parte del cinema di Charlie Chaplin sparirebbe.

A proposito, quando ho sentito il discorso di papa Piccolì alla folla di piazza S. Pietro mi è tornato in mente il discorso finale del DITTATORE. Vi ricordate? “Mi dispiace, ma non voglio fare l’imperatore. No, non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno…”

Ahò, Nanni, ti ho accostato a Chaplin! Non ti basta?

Dopo il video riassumerò la TRAMA, per i pochi che non la conoscono (attenzione però che rivelerò come VA A FINIRE). Prima trascrivo il Salmo 102 che Moretti recita ai cardinali.

La “preghiera del depresso”:

Svaniscono in fumo i miei giorni e come brace ardono le mie ossa,

falciato come erba inaridisce il mio cuore, dimentico di mangiare il mio pane…

…non posso dormire e sono come il passero solitario sul tetto…

…i miei giorni sono come ombra che si allunga e io come erba inaridisco…

TRAMA ESSENZIALE. Eletto inaspettatamente, il nuovo Papa è preso dal panico. In preda a violente crisi di nervi, gli servono a poco le cure del celebre psicanalista. Anzi, riesce a scappare e per qualche giorno si nasconde in un alberghetto di Roma. Alla fine ritorna e si affaccia alla Loggia delle Benedizioni annunciando le proprie dimissioni con un bel discorso: “La Chiesa ha bisogno di una nuova guida, ha bisogno di ascoltare tutti, di capire e perdonare tutti.. ma io non sono in grado di fare ciò che aspettate da me…”

Published in: on aprile 22, 2011 at 7:58 am  Comments (6)  
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Giovanna la papessa: tra Ipazia e Hermione Granger

Vi meraviglia che una bambina, nata tra le foreste e i pregiudizi della Germania medioevale e cresciuta nella miseria e tra le botte di un padre zoticone, padroneggi il latino (a 5 anni) e sappia sbalordire preti e vescovi con la sua esegesi biblica? MA NO, che c’è di strano? A Hogwarts, Hermione faceva anche di più, per non parlare della Matilde di R. Dahl.

Vi stupisce che, qualche anno dopo, detta bambina trovi in una bancarella una pergamena scritta in greco e seguendo le istruzioni costruisca un complicato sistema di pulegge? Beh, che c’è di strano? Chi ama i fumetti di Superman e di Wonderwoman c’è abituato…

Perciò, accetterà senza problemi un personaggio come Esculapio, prof del IX secolo, che a un certo punto dice “Me ne vado a Bisanzio”

Con un volo Rayan Air o con un tappeto volante?

Per non parlare di Papa Sergio che, dopo una settimana tra la vita e la morte, si alza da letto (lenzuola pulitissime, da spot televisivo) PERFETTAMENTE RASATO. Vabbè…. questo è un film per il mercato USA e là i “buoni” devono essere sempre benrasati. Avete mai visto Gary Cooper con un pelo fuori posto?

E del Conte Comesichiama, comandante della Guardia papale nonché amante del Papa, che insegue DA SOLO nel labirinto della vecchia Roma una banda di sicari e naturalmente ci lascia le penne? Ma come: un tedesco, espertissimo nell’arte militare, fa errori di questo genere?

Lascia i suoi uomini inutilmente a guardia di una processione e rischia altrettanto inutilmente la pelle? Che comandante è?

Veramente questo finale ha un suo perché: in questo interminabile fumettone BISOGNAVA FAR MORIRE I DUE PROTAGONISTI in contemporanea.

P.S. il Papa è interpretato da John Goodman, già Fred Flintstone (accludo immagine), e ci si aspetta che anche in questo film gridi “Wilma, dammi la clava!”

Published in: on giugno 5, 2010 at 8:11 am  Comments (10)  
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eri forte, Raimondo…

Non sono uno specialista in elogi funebri.

Mi limito a citare il grande Raimondo con un video che mi sembra ben fatto (non perdetevi il finale) e con una preghierina “romanista”.

Se è vero, caro Raimondo, che ti piaceva sfottere la Lazio e che lo scudetto alla Roma ti darebbe ulteriore gioia… già che sei lassù… vedi un po’ che si può fare…

Published in: on aprile 16, 2010 at 11:41 am  Comments (3)  
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CHE LA FESTA COMINCI, romanzo

Non è il migliore tra i romanzi di Niccolò Ammaniti, ma si legge volentieri.

E’ una storia irreale, grottescamente irreale. Come in certi romanzi di Stefano Benni (Baol, La compagnia dei celestini, Spiriti) ci sono molti personaggi (troppi, secondo me) e una trama intricatissima. Ma, una volta che hai cominciato, non ti stacchi più.

Personaggi principali:

  • lo SCRITTORE FAMOSO (autobiografico, ci scommetto la bici): da anni vive di rendita sui suoi primi successi, non riesce più a scrivere perchè “gli piacciono molto le donne” (come a un Savoia di tempi migliori) e passa da un innamoramento all’altro.
  • il TRIMALCIONE (stramiliardario megalomane) che vuol sbalordire Roma con una festa-safari strampalata e affollatissima: “C’era mezza televisione, mezza serie A e c’era una densità di figa per metro quadrato che quasi stuccava… labbra tumide come totani in umido, seni tondi come cupole del Brunelleschi…”
  • il GRUPPO SATANICO: quattro burini di Oriolo Romano che si imbucano nella megafesta per uccidere ritualmente Larita, una cantante alla moda (che, essendosi convertita dal Satanismo al Cristianesimo, è considerata una traditrice da sgozzare senza pietà).

Come va a finire? Se proprio volete saperlo, andate in fondo. Dopo l’ippopotamo.

Cambio leggermente discorso (così, se volete, potete girare pagina). Nell’altro blog (quello kataweb) qualche giorno fa ho avanzato l’ipotesi che i “semi” delle carte da briscola abbiano a che fare con i Vangeli.

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/02/22/briscola-ovvero-il-mistero-dei-semi/

Mi sono documentato e ho trovato conferme.

Le carte da gioco, come le conosciamo oggi, nacquero come sintesi delle due grandi istituzioni del Medioevo: la Chiesa e l’Osteria. Niente di strano se le Coppe (il calice dell’Ultima Cena), i Denari (il compenso di Giuda) le Spade e i Bastoni (usati nella cattura di Gesù) siano diventati i protagonisti del Libro delle 40 pagine.

E adesso vi racconto come finisce il romanzo.


Nelle catacombe, sotto il grande parco di Villa Ada, vive una stranissima comunità.

Nel 1960, al termine delle Olimpiadi di Roma, decine di atlete e atleti dell’URSS scelsero la libertà. Temendo di essere rimpatriati a forza dalle autorità italiane (e questa è solo una delle tante illogicità di questo romanzo) si nascosero nelle catacombe di Santa Priscilla… per 50 anni. La tribù degli ex-sovietici aumentò (prolificando gli atleti) e tirò a campare, nutrendosi dei rifiuti (soprattutto avanzi di merendine e pizze) dei frequentatori del parco.

In seguito si convinsero che Roma era stata invasa dai comunisti e che STAVANO CERCANDO PROPRIO LORO. Con la forza della disperazione decidono un contrattacco, uscendo allo scoperto proprio durante la festa. Ciò provoca una strage, aggravata dal collasso delle dighe che impedivano all’acqua del Laghetto di invadere il sottosuolo.

Molti partecipanti della festa trimalcionesca muoiono (uccisi dagli uomini venuti da sottoterra o annegati). Muore anche il padrone di casa; muore il capo dei satanisti (paradossalmente sacrifica la sua vita per salvare proprio Larita, la vittima designata) e il famoso scrittore sopravvive… così adesso avrà qualcosa di originale da raccontare.