questo post ha un andamento particolarmente tortuoso; per arrivare alla conclusione (le mutande di GOLLUM e il detersivo usato per lavarle) dobbiamo partire dalla graduatoria preparata da GEGIO, passando per Susan Sarandon, Stefania Sandrelli, Marco Ferreri, Morando Morandini eccetera eccetera eccetera

Andiamo con ordine. Anzitutto mi complimento con Gegio per il suo lavoro: ha elencato migliaia di film, riportando i voti che hanno raccolto da Mereghetti, Filmtv, IMDB e chi più ne ha più ne metta

La conseguente classifica mi ha procurato molto piacere, confermando certi miei pallini

  • il colore al biancoenero iefaunapippa (vedansi I7SAMURAI, TEMPI MODERNI, VIALE DEL TRAMONTO, QUARTO POTERE, IL POSTO DELLE FRAGOLE e il recente THE ARTIST)
  • APOCALYPSE NOW e CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA sono, nel genere bellico e musicale, capolavori insuperabili
  • il cinema italiano degli ultimi 30 anni ha perso quota: i migliori sono IL DIVO e VINCERE rispettivamente al 308° e al 546° posto.

Contemporaneamente viene confermata la nota discutibilità dei giudizi di M. Morandini.

Esemplifico. BARRY LYNDON è 165° in classifica (MM gli dà 3,5) INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO è 355° (voto di MM: 2,5) C’ERA UNA VOLTA IL WEST è 497° (2,5 da parte di MM). Li precede di parecchio LA GRANDE ABBUFFATA (56°), per via che MM gli dà 5, il voto massimo, accanto ai capolavori di Chaplin, Fellini, Kurosawa e Wilder.

Oltretutto anche il voto Morandini-pubblico (cioè l’incasso) è fasullo.

Io l’ho visto a Verona quel film di Ferreri (ero incuriosito, avendone sentito parlare in bene e in male, e poi a quell’epoca entravo gratis) e la sala era quasi totalmente vuota. Controllate i dati cinetel: nell’anno 1973/74 LA GRANDE ABBUFFATA è al 23° posto del boxoffice, dietro a TONY ARZENTA e poco avanti a LA SCHIAVA IO CE L’HO E TU NO. Ciò nonostante MM dà un surreale 4 su 5 in fatto di affluenza nelle sale…

Ciò è dovuto, secondo me, all’ossessione di MM per la RIVOLUZIONE. Come tanti altri a quell’epoca (Kezich, Grazzini ecc) pensava che un film, più che essere bello, doveva essere RIVOLUZIONARIO. LA GRANDE ABBUFFATA era rivoluzionario, secondo lui. BLADE RUNNER, Kubrick, Fellini, Hitchcock non lo erano (o non lo erano abbastanza).

Tornerò a parlarne.

Ma adesso volto pagina e vado a parlare dello HOBBIT, campione di incassi di queste feste natalizie.

Come spiegare tanto successo se nel film non ci sono mostrispaziali invasori, battute dialettali e vampiri innamorati?

Intanto che cercate una risposta APRO UNA PARENTESI.

A gennaio riprenderò il Torneo delle attrici contemporanee più famose. Per mettere un po’ di pepe nella zuppa affiancherò nello stesso post un’italiana a una straniera. Nella prima puntata di queste VITE PARALLELE parlerò di due attrici che hanno in comune l’anno di nascita (che è anche il mio) e le iniziali di nome e cognome. CHIUSA PARENTESI.

Dunque, cosa stavo dicendo?

Ah, sì: lo HOBBIT. 

Un mix perfetto di fiaba per 4-12enni (l’irruzione di nani affamati in casa di zio Paperin Bilbo, Radagast che va in slitta con le renne con i coniglioni, il match di pugilato tra le montagne) e di guerra contro gli alieni per gli over 12.

Due categorie (bambini e adolescenti) senza le quali non si fanno i milioni (prevedo almeno 16.000.000 di incasso e 2milioni di biglietti staccati).

E qui le domande sarebbero molte, ma mi limito (per stavolta) a 4.

  1. Perché lo sono andato a vedere DUE VOLTE (una in 2D e una in 3D)Anche se non sono un tolkienmaniaco NON POTEVO FARE A MENO DI CONFRONTARE le immagini che il romanzo aveva suscitato nella mia mente con quelle di messer Jackson. Un po’ come immaginare Giulio Andr un’anima dannata che arriva all’infer in una località molto calda e poi organizzare una diretta SKY dell’evento. (post scriptum: il 3D non aggiunge alcunché)
  2. L’uscita del film influirà sul gioco BOOKLAND? NEGATIVO. Le domande che ho predisposto negli anni scorsi per LO HOBBIT (codice 226) riguardano episodi che nel film non compaiono.
  3. Quale attore candiderei per l’oscar? Serkisssss..
  4. Era proprio necessario mettere a Gollum un paio di mutande legate con una corda? Pare di sì: gli anglosassoni sono rimasti gli ultimi puritani e non avrebbero tollerato un Gollum nudo. Ma qui mi pongo un altro interrogativo: come le lava? Dopo qualche secolo bisogna pur lavarle (mi sembra improbabile che le vendano nuove all’outlet degli orchi) e dunque bisognerà usare un detersivo che cancelli le macchie anche in acqua fredda… Ariel liquido? Oppure l’Anello ha anche questo potere? Ash Nazg durbatuluk, a mano e in lavatrice, contro le macchie impossibili!

radagastkurosawawilderabbuffata

Published in: on dicembre 28, 2012 at 7:01 pm  Comments (3)  
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N – io e Napoleone

Film di Paolo Virzì (2006).

Non è l’opera migliore di Virzì. Daniel Auteuil fa di Napoleone all’Elba una macchietta e certe battute tipo “questo è un miracolo elbano!” non fanno ridere nessuno. Però l’ho inserito nella mia raccolta di DVD e ogni tanto lo rivedo. Ammiro l’ottima interpretazione di Sabrina Impacciatore e Elio Germano, che hanno dovuto imparare il dialetto locale, e anche Ceccherini e la Bellucci sono bravi.

E apprezzo molto lo sforzo organizzativo. Realizzare un film storico richiede mezzi economici notevolissimi e grande precisione nei dettagli. Le armi, le imbarcazioni e i costumi sono perfetti (per la nave inglese si è utilizzata l’Amerigo Vespucci, opportunamente “truccata”) e Portoferraio è stata ricostruita in un paesino toscano, con l’aiuto del computer.

Purtroppo l’incasso è stato modestissimo (è andato meglio in Francia, dove Napoleone “tira” sempre) e temo che questo sconsiglierà i futuri produttori da rischiare i loro soldacci in questo genere.

Per De Laurentiis, Medusa e Raicinema il film ideale è sempre in ambiente contemporaneo, possibilmente usando gli ultimi modelli della Lancia, Bmw, Mercedes, Toyota ecc che strapagano per queste marchette pubblicitarie.

Ah, dimenticavo di raccontare la TRAMA. Per chi non la conoscesse, la riassumo dopo il video.

Cerca ripetutamente di uccidere Napoleone (“tiranno sanguinario che ha tradito gli ideali della rivoluzione”) l’intellettuale foscoliano Martino, ma senza riuscirci. Anzi, frequentandolo come bibliotecario e scrivano personale, subisce il fascino della sua personalità. Alla fine Napoleone fugge di notte, nella sua illusoria riconquista del potere, e il tirannicida mancato si consola sposando la sua servetta (non s’era mai accorto, da vero intellettuale, di quanto lei lo amasse) e lavorando nell’impresa commerciale dei fratelli.