Abraham Lincoln a caccia di vampiri

Domanda: perché ho voluto vederlo? lincolnA domanda rispondo.

  • sono affascinato dal personaggio; Lincoln è una sintesi di Garibaldi, Cavour e Falcone (tornerò a fine post sui motivi per cui mi piace il vecchio Abe)
  • voglio aggiungere una candidatura importante per il premio CHIAVICA D’ORO 2013; a tal proposito segnalo il post di Sailor Moon a proposito di Biancaneve-e-il-cacciatore

Se proprio ci tenete a conoscere la TRAMA

  1. Ha ottimi motivi per odiare i vamp il piccolo Abraham. Con l’aiuto di un vampirobuono (preso a prestito da TWILIGHT) comincia l’addestramento con precisi riferimenti a THE KARATE KID
  2. Di giorno fa l’avvocato e corteggia la giovane Mary Todd (che sembra un tipo loffio, ma vedrete nel finale cosa è capace di fare); di notte decapita; un consiglio: se volete far colpo sulla vostra lei, provate a dirle “oggi sono stanco perché ho passato la notte a staccare la testa a un banchiere…”
  3. Perché perdere tempo a ucciderli uno alla volta? Abe scende in politica e fonda il Movimento 5 stelle (scusate, mi sono distratto un momento…) e diventa Presidente. Ha scoperto che la metà meridionale degli U.S.A. è totalmente nelle mani della mafia (scusate ancora…) dei vampiri.
  4. Battaglia di Gettysburg. Copiando clamorosamente il finale di PRIEST (battaglia su un treno pieno di vampiri) Abe e il Vampirobuono sterminano i Volturi (oggi proprio non è giornata…) i Vampsudisti.
  5. Vampirobuono è immortale e si aggira ancora oggi per i bar di Washington D.C.; se lo incontrate e lui vi ripete la solita solfa (“quando uno beve tanto o deve baciare una ragazza o deve uccidere un uomo”) NON esortatelo a farsi i cazzi suoi: potrebbe aversene a male.

Candidando ufficialmente questo film al Premio di cui sopra, non voglio sminuire i suoi clamorosi pregi.

  • Nel campo della storia militare, io ero erroneamente convinto che gli iniziali successi sudisti a Gettysburg fossero dovuti all’abilità tattica del generale Lee. Oggi so che tutto ciò era dovuto all’impiego di battaglioni d’assalto composti da vampiri.
  • Nel campo dell’esegesi biblica, ignoravo che i 30 denari di cui beneficiò Giuda in seguito a una nota transazione fossero d’argento. Ciò spiega perché i proiettili d’argento abbiano tanta efficacia.
  • E voi lo sapevate che i leoni che sbranavano i cristiani al Colosseo erano vampiri travestiti?
  • Dovremmo riscriverla anche noi la storia del Risorgimento. Pensate ai Mille che sbarcano a Marsala e annientano un esercito di vampiri borbonici con baionette d’argento…

Tra i tanti motivi per cui ammiro il VERO presidente Lincoln c’è la CONCISIONE. Il discorso di Gettysburg (19 novembre 1863) fu talmente breve che i fotografi non fecero in tempo a scattare una foto.

Apprezzo la concisione e mi fermo qui.

IL GATTOPARDO, il romanzo e il film

Citavo ieri IL GATTOPARDO come esempio di versione cinematografica migliore del romanzo.

Questo giudizio, espresso in presenza del mio prof. di italiano al liceo Righi, Vincenzo Amoroso, mi avrebbe procurato un brutto voto. Adesso lui non c’è più, ma devo comunque argomentare.

Bellissimo il romanzo, tra i più degni di memoria del Novecento italiano. Ma migliore il film, capolavoro di L. Visconti.

Nel romanzo, Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa esprime il suo radicale pessimismo sulla storia umana (e in particolare sulla storia dei siciliani): non c’è speranza di progresso o di miglioramento, tutto andrà sempre male e semmai peggiorerà, i grandi ideali patriottici e sociali sono ridicolizzati con l’analogia del formicaio n°2 sotto il sughero n°4 della cima di Monte Morco (capitolo III). L’unica cosa sensata che un siciliano può fare è FUGGIRE, come Giovanni (il secondogenito del Principe) che un giorno parte per Londra e non torna più.

Mi immagino il povero Vittorini che salta sulla sedia leggendo (nel capitolo I) che “la teppa cittadina aspettava il primo segno di affievolimento del potere, voleva buttarsi al saccheggio e allo stupro”… o “i gran signori erano riservati e incomprensibili, i contadini espliciti e chiari; ma il demonio se li rigirava intorno al mignolo, egualmente”(capitolo quinto).

Nel film di Visconti la raffinata disperazione del romanzo è sfumata. Viene anzi inserita un’epica battaglia per le vie di Palermo per significare che il Risorgimento non fu solo machiavellismo, congiura massonica, ipocrisia, “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, SACCHEGGI E STUPRI, ma anche il sogno romantico di tanti giovani generosi che andarono incontro alla morte in nome della libertà.