sorprendenti analogie tra LA FRODE e un altro film americano che provvisoriamente chiamerò X

LA FRODE (2012) – Robert, il protagonista, è un uomo d’affari diversamente giovane (diciamo sulla 60ina); in passato sembrava onnipotente, ma adesso c’è la crisi…

X (2014) – Anche qui il protagonista è sulla sessantina e ha un passato importante nello showbiz; ma adesso è in crisi (fateci caso, i protagonisti a Ollivud NON sono mai dei piccolo-borghesi o dei marginali; quella è roba da teatro o da cinema europeo)

LA FRODE – Robert ha un rapporto difficile con la figlia

X – Riggan ha un rapporto difficile con la figlia

LA FRODE – Robert è sul filo del rasoio; si gioca tutto nel giro di poche ore

X – Riggan è sul filo del rasoio; si gioca tutto in pochi giorni

LA FRODE – Robert ha un nemico particolarmente incarognito: un detective del New York Police Departement (interpretato da Tim Roth)

X – Riggan si deve difendere da una vera carogna: una giornalista del New York Times (interpretata da Lindsay Duncan)

LA FRODE – Finale poco chiaro; la moglie di Robert divorzierà? Robert manterrà qualche potere decisionale o sarà completamente esautorato?

X – Finale poco chiaro; Riggan si getta davvero dalla finestra dell’ospedale (volando via tra i grattacieli) o tutto avviene solo nella sua mente sconvolta?

Per oggi è tutto, gente. Nel prossimo post annuncerò ufficialmente chi NON vincerà la statuetta dorata (miglior film, miglior regista, miglior attrice…)

Published in: on febbraio 16, 2015 at 11:33 am  Comments (3)  
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il meglio e il peggio di RICHARD GERE (se trovate demenziale il contenuto di questo post, cosa direte del prossimo?)

Qualche tempo fa ho sfiorato l’argomento. Ma non ero ancora pronto a esaminare l’opera omnia di Riccardo Ghiro (d’ora in poi indicato come RG) che quando viene in Italia si fa chiamare Maximo Ghini.

Adesso, archiviato il Torneo Bookland, elenco una ventina di film con RG proto e agonista.

Tu che leggi queste righe hai il discutibile piacere di giudicare se queste interpretazioni appartengono alle categorie:

  • al di sotto del BAH
  • BAH
  • al di sopra del BAH

Se hai qualcosa di meglio da fare sèntiti esentata/o da tale fardello.

  1. LA STRADA CHIAMATA DOMANI (R. Mulligan, 1978) – Stony, giovane di origine operaia, fonda un partito politico (PD, Partito del Domani) utilizzando il kit “fatti un partito tutto tuo” comprato all’IKEA. Vince le primarie, le secondarie, le terziarie…
  2. AMERICAN GIGOLO’ (P. Schrader, 1980) – La first lady va a letto con il sosia del presidente. Il quale fa finta di niente, poi chiama il sosia e gli dice “Devi sostituirmi a Dallas”. Poi gli spara dal tetto del Book Depository, scappa in Italia e, con una parrucca e una plastica facciale, assume l’identità di Lando Buzzanca.
  3. UFFICIALE E GENTILUOMO (T. Hackford, 1981) – Zack Mayo è chiamato ad allenare l’Inter al posto di Mazzarri. Ke Kasino!!! Era meglio (believe me) il corso della U. S. Navy: il sergentaccio Foley era difficile da digerire, ma c’era Debra Winger…
  4. COTTON CLUB (F. Ford Coppola, 1984) – Dixie suona la cornetta (è proprio RG a soffiarci dentro, mica palle); nel locale si vede anche Chaplin che mima una scena da LA FEBBRE DELL’ORO, mentre in un angolo Tony Curtis suona il sax e Jack Lemmon il contrabbasso.
  5. KING DAVID (B. Beresford, 1985) – David, mentre si fa la barba sul tetto della reggia, vede quel gran pezzo dell’Ubalda che prende il sole. Provvede a renderla vedova (che gusto c’è a essere Re se non puoi far morire qualcuno?); alla fine si pente e compone il suo più famoso successo, il De profundis Blues.
  6. PRETTY WOMAN (G. Marshall, 1990) – Nell’happy end Edward sale sulla scaletta antincendio con un mazzo di fiori. Se il film l’avesse diretto Lars Fontrier, Vivian gli avrebbe sparato mentre saliva sul primo scalino. Per non parlare della partita di polo, vietata ai cavalli minorenni.
  7. ANALISI FINALE (Ph. Joanou, 1992) – Isaac inventa la psicanalisi, il materasso ad acqua, il gavettone e il triangolo; infatti ne costruisce uno con Kim Basinger e Uma Thurman (non ho capito chi dei 3 fungesse da ipotenusa).
  8. TRAPPOLA D’AMORE (M. Rydell, 1994) – Vincent ha una bella moglie (avete presente Sharon Stone a 32 anni?); ma non gli basta (è proprio vero che chi ha i denti non ha il pane e chi ha l’ananas non ha il maraschino…) per cui si divide in due; non ci vuol niente, basta una cannonata (chiedere a Medardo di Terralba per conferma)
  9. IL PRIMO CAVALIERE (J. Zucker, 1995) – Lancelot ama Guinevere (lo sanno tutti a Camelot, tranne il cornut Re); come ogni storia d’amore finisce a tarallucci, lacrime e vino.
  10. SE SCAPPI TI SPOSO (G. Marshall, 1999) – Laggiù nel Montana, tra vacche e montoni, c’è sempre qualcuno che… Scusate l’imprecisione: qui siamo nel Maryland (e non mi viene la rima) e comunque qualcuno che rompe i coglioni c’è (c’è sempre, c’è sempre e dappertutto…)
  11. AUTUMN IN NEW YORK (J. Chen, 2000) – Will Keane gioca come guardia titolare nei New York Knicks; una sera gli tocca di marcare Manuel Ginobili, che gli dice “Hai la scarpa slacciata!” (sono trucchetti da principiante, Will!!! Come fai a cascarci ancora?)
  12. IL DOTTOR T E LE DONNE (R. Altman, 2000) – Sullivan Travis è il più migliore ginelocogo del Texico; ci sono più casini nella sua vita che nella Commissione Europea; però, alla fine del film, gli spettatori hanno mangiato il popcorn e non il proprio fegato…
  13. CHICAGO (R. Marshall, 2002) – L’avv. Billy Flynn compra una Macchina del tempo all’IKEA; arriva a Gerusalemme ai tempi di Ponzio Pelato e fa assolvere Barabba che, a differenza di Gesù Cristo, aveva i 5mila dollari della parcella.
  14. THE MOTHMAN PROPHECIES (M. Pellington, 2002) – John Klein è un giornalista famoso per menar gramo; quando arriva lui come minimo crolla un ponte; sapendolo, i cittadini di Point Pleasant (West Virginia) sono felicissimi di vederlo…
  15. SHALL WE DANCE? (P. Chelsom, 2004) – John, marito annoiato, impara a ballare la rumba da Paulina (Jennifer Lopez). Moglie in allarme; ma lo perdona (è Susan Sarandon, a cui càpita spesso di interpretare la moglie di RG, forse per qualche misfatto compiuto in una vita precedente)
  16. PAROLE D’AMORE (S. McGehee, 2005) – La figlia del prof Saul partecipa al Campionato americano di Complicazione delle Cose semplici; sa fare anche lo spelling della parola Ahgfanistan… Aghastifan… Astighanfan… insomma, quella parola lì.
  17. COME UN URAGANO (G. Wolfe, 2008) – La sapete quella dei Carabinieri che vanno in vacanza a cavallo tra luglio e agosto, mentre il maresciallo ci va in treno? Questo non c’entra niente col film (che ha un finale trrrriste, tra uragani, cavalli e slavine di fango).
  18. HACHIKO – IL TUO MIGLIORE AMICO (L. Hallstrom, 2009) – Se, quando arrivi col treno, trovi sulla pensilina il tuo cane vuol dire che hai un vero amico; se ti aspetta l’amico, forse gli hai prestato dei soldi e lui li rivuole indietro.
  19. AMELIA (M. Nair, 2009) – Marion Crane Amelia ha rubato 400mila dollari in un ufficio di Phoenix (Arizona) e, invece di fermarsi nel motel di Norman Bates  (mica è scema), parte con l’aereo per il girodelmondo. George è stato visto, durante la notte, svitare i giunti del timone…
  20. LA FRODE (N. Jarecki, 2012) – Robert specula, truffa, bluffa, mente e tradisce la moglie. Non è presidente del consiglio, ma dategli tempo e ci arriverà… Ah, non è l’Italia? Beh, allora no.
Published in: on Mag 30, 2014 at 6:23 pm  Comments (4)  
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I PEGGIORI DEL MILLENNIO (dal 2001 a l’altroieri, una carrellata horror)

Elenco qui 13 brutte interpretazioni. Una per anno.

A te che, per libera scelta o per puro caso, sei capitato qui chiedo di indicare quale di esse sia la peggiore.

PREMESSA. Non voglio dire che non ci sia stato di peggio in quegli anni. Certi film non li vedo neanche da lontano. Niente vanzinate, niente bisiate, niente panariellate. Qui si parla di attori veri, che magari IN ALTRI FILM hanno fatto bene ma che in questi casi hanno fatto pena. FINE DELLA PREMESSA

2001 – ROUL BOVA in I cavalieri che fecero l’impresa. Sì, Bova può essere annoverato tra gli attori (nella scheda del censimento ha scritto così). Qui ha gareggiato col semaforo sotto casa mia a chi è più inespressivo. Ha vinto lui.

2002 – ROBERTO BENIGNI in Pinocchio. Benigni è un grande. Proprio per questo non si può sopportare un tonfo simile. In un film malriuscito ha provato a impersonare un simpatico discoletto da prima elementare. Quando lo ha fatto aveva 50 anni. Coraggio, Roberto, ti rifarai.

2003 – BRUCE WILLIS in L’ultima alba. Come sopra. Willis ha buona stoffa e nella sua lunga carriera ha interpretato tanti ruoli (anche comici) facendosi onore. Ma non qui. Muove molti muscoli, ma non quelli della faccia.

2004 – RICHARD GERE in Shall we dance? Vi faccio una domanda. Jennifer Lopez vi si avvinghia con pochissima stoffa addosso (il tango lo richiede) e voi non tradite alcuna emozione? E’ per via del buddismo? Beh, Riccardo Ghiro sa fare di meglio; lo dimostrerà in HACHIKO e in LA FRODE.

2005 – JACK BLACK in King Kong. In un film niente male (a me è piaciuto…) Jack Nero tocca il fondo della sua traiettoria (poi riprenderà quota con Tenacious D). Molto più bravo lo scimmione Kong.

2006 – PAUL GIAMATTI in Lady in the water. Qui invece è la storia che fa acqua (era la favola che M. N. Shyalaminchia raccontava la sera alle sue bimbe; ma perché farne un film?) e in più Giamatti, che di solito mi piace, resta ingessato dalla prima all’ultima scena pur avendo tra le braccia quel gran pezzo di gnocc uno splendore come B. D. Howard.

2007 – NICOLAS VAPORIDIS in Come tu mi vuoi. Vaporetto ha dato il meglio di sé come liceale in NOTTE PRIMAecc. Qui è all’università e ha perso tutta la sua naiveté. Accetta un consiglio, Nicolas: le parti da tenebroso lasciale a chi sa recitare davvero (Stefano Accorsi, magari)

2008 – RICCARDO SCAMARCIO in Colpo d’occhio. Film orrendo, in gran parte per merito di Stramarcio; a Rubini (regista e protagonista) non riesce il miracolo di L’UOMO NERO. Anche Ozpetek e Luchetti avevano ottenuto risultati accettabili. Qui no. Siamo alla frutta. Andata a male.

2009 – TOM HANKS in Angeli e demoni. Robert Langdon nuota in piscina, corre come un forsennato per le vie di Roma, sfida la morte e salva la Chiesa cattolica da un arcivescovo stronzone. Sempre con la stessa faccia. Forrest Gump era molto più sveglio e convincente.

2010 – NICOLAS CAGE in L’apprendista stregone. Anche Cage, come Benigni e Hanks, ha una statuetta dorata in salotto (per me immeritata; io avrei premiato Sean Penn). Comunque Nicola Gabbia vanta un curriculum veramente impressionante di boiate: IL PRESCELTO, L’ULTIMO DEI TEMPLARI, GHOST RIDER, SEGNALI DAL FUTURO, DRIVE ANGRY… Qui è peggio del solito.

2011 – SHIA LA BEOUF in Transformers 3. Ancora non ho deciso se considerarlo un attore o un manichino… beh, sì: in DISTURBIA ha recitato benino. Però qui fa veramente cagar tocca il suo minimo.

2012 – ROBERT PATTINSON in The twilight saga. Breaking dawn. Occorre spiegare perché? Forse alle ragazzine piace il “bello senz’anima”. Forse è l’invidia che parla in me. Ma il solo film in cui l’ho sopportato è HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO. Perché lì lo ammazzano.

2013 – WILL SMITH in After earth. Giustamente premiato con il Razzie Award come peggior attore non protagonista. Peggior attore protagonista è il figlio Jaden. Questo aggrava la tua responsabilità. Non si fa così, Will: non si corrompe così la gioventù!

Non solo CROODS (film visti a Marzo)

Nel scorso piovoso mese ho visto 5 film di cui almeno 3 di buon livello.

  • AMICHE DA MORIRE – Più che commedia, la definirei una pochade. Qualcuno muore ammazzato, qualcuna diventa ricca, qualcuna/o vede troppi telefilm polizieschi. Se siete deboli di stomaco NON MANGERETE PIU’ TONNO IN SCATOLA dopo aver visto cosa ci può finire dentro. La Capotondi e la Impacciatore si sforzano di parlare con accento siciliano.
  • IL LATO POSITIVO – Già recensito il 13 ultimoscorso. Un gran bel film, mi accatterò il divvuddì. Aggiungo qui che mi ha particolarmente divertito il personaggio dello psichiatra (il Dott. Patel, interpretato da Anupam Kher): è bravo, dà buoni consigli al protagonista… e poi lo vediamo tra gli ultras degli Eagles, con la faccia dipinta di verde.
  • LA FRODE – Niente male. R. Gere squalo della finanza rischia il tutto per tutto (20 anni di galera, tra falso in bilancio e omicidio colposo) in un mondo in cui tutti bluffano. All’inizio sembra WALL STREET, poi la tensione aumenta. Alla fine le prove del poliziotto risultano fasulle, ma qui in Italia sarebbe bastato accusare la magistratura di “comunismo” e chiamare Verdini.
  • LA CUOCA DEL PRESIDENTE – Partiamo dalla fine. La protagonista cucina (benissimo) per gli scienziati in Antartide (le scene sono state girate in Islanda, per risparmiare). Flashback a Parigi, Palais de l’Elysée. Lei (interpretata da Catherine Frot) cucinava per il Presidente e per i suoi ospiti. Contro di lei si scatenò la cagnara dei colleghi (la chiamavano “la Du Barry”) e alla fine lei mollò. Non vedetelo se dovete seguire una dieta.
  • I CROODS – Scordatevi i Flintstones. Questo è un gran film. Piace ai bambini per i magnifici colori e le buffe invenzioni (dal popcorn alle scarpe). Piace agli adulti per la contrappposizione (molto americana) tra il “vecchio” ultraconservatore Grug (“tutto ciò che è nuovo è pericoloso… solo la paura ci salverà”) e il paleoadolescente Guy, che conduce tutto il clan verso il paese di Tomorrow, dove le idee sono più importanti dei muscoli.

Dopo le immagini vi farò sapere (se proprio vi interessa sapere) cosa ne è stato di Leonardo Dicaprio.

latofrodecroodsQuale interpretazione di LDC ha finora (si può votare ancora) avuto più consensi?

FRANK ABAGNALE (Prova a prendermi, Spielberg) punti 57,5

COBB (Inception, Nolan) punti 52

TEDDY (Shutter Island, Scorsese) punti 48

AMSTERDAM (Gangs of New York, Scorsese) punti 47,5

DIALOGO SOCRATICO, in cui si discetta sull’incontro ITALIA-BRASILE e si rivela il motivo per cui l’autore di questo bloggaccio ha FINORA evitato di parlare di attori con più di 50 anni

In un pub, presso il Teatro di Dioniso.

CALLICLE – Sono lieto di vederti, o Socrate!

SOCRATE – Se dicessi la stessa cosa, o Callicle, sarei insincero.

C – Dimmi, o Socrate, vedrai la partita Italia-Brasile? La trasmettono su Raiuno…

S – Come potrei vederla, o Callicle? La televisione non è stata ancora inventata. E, anche se lo fosse, non proverei alcun interesse per quei miliardari in mutande.

C – Eppure, o Socrate, sarà una trasmissione molto seguita. Avrà certamente un’audience di molti milioni di spettatori!

S – Su questo non ho dubbi, o Callicle. Ma ora voglio farti una domanda.
socrate

C – Dimmi, o Socrate.

S – La Rai trasmette generalmente programmi di alta cultura, come le tragedie di Eschilo e le commedie di Aristofane?

C – Generalmente no, o Socrate. Trasmette più spesso programmi alquanto banali, come VOYAGER, CHI L’HA VISTO? e I FATTI VOSTRI.

S – Secondo te, o Callicle, per quale ragione alla Rai e alle altre reti preferiscono la banalità alla cultura?

C – Tiro a indovinare, o Socrate. Forse è la pubblicità che induce i programmatori a scegliere in tal modo.

S – Per Zeus Olimpio, o Callicle, questa volta hai detto qualcosa di sensato! Senza la pubblicità la televisione non avrebbe tanta importanza nella nostra vita, né i suoi dirigenti intascherebbero stipendi così cospicui. E ora dimmi: i messaggi pubblicitari a chi sono diretti?

C – Sono rivolti a tutti, o Socrate.

S – In questo ti sbagli. Sono diretti a gente particolarmente scema, che viene persuasa dagli spot a comprare questo detersivo invece di quello. Chi sa usare il proprio cervello, o Callicle, decide da solo se comprare un’auto o andare in crociera, se pagare in contanti o usare una carta di credito. Perciò i messaggi pubblicitari farciscono i programmi da encefalogramma piatto, puntando a un target di donne e uomini che, invece di ragionare su cose concrete (come lo sviluppo sostenibile, la lotta agli sprechi, lo strapotere della malavita organizzata), vivono in una caverna piena di ombre e di sogni.

C – Tu parli come un mitingaio, o Socrate, e io non ti capisco.

S – Su questo mito della caverna, o Callicle, devo ancora lavorare. Ma ora ti faccio una domanda più facile: per quale motivo il bibliofilo autore di questo blog ha finora dedicato tanto spazio agli attori e alle attrici under 50?

C – Boh, o Socrate? Forse egli ritiene che siano migliori.

S – Questa volta, o Callicle, l’hai proprio fatta fuori del vaso! Hugh Jackman e Joseph Fiennes migliori di Jack Nicholson, Morgan Freeman e Anthony Hopkins (nati tutti nel 1937)? In realtà il bibliofilo è (come ben sappiamo) un pigrone e preferisce postare su star che abbiano interpretato un numero assai limitato di ruoli!

C – Vedo che stai andando via, o Socrate.

S – Infatti ho da fare, o Callicle. Ma rispondi a quest’ultima domanda. Se un filosofo e un cretino stanno parlando e il filosofo se ne va, chi rimane?

C – Rimane il cretino, o Socrate.

S – Ti saluto, o Callicle.

Published in: on marzo 21, 2013 at 9:29 am  Comments (5)  
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To Gere or not to Gere? Questo dubbio amletico turberà per molte notti il mio sonno… e intanto vi racconto qualcosa sul film LA FRODE

Finora nella GALLERY DEGLI ATTORI mi sono occupato solo di UNDER 50 (Gosling, Di Caprio, Smith e Pitt). I “grandi vecchi” possono aspettare.

Quindi può aspettare Riccardo Ghiro (64 anni ad Agosto). Tuttalpiù posso dedicare questo post al suo ultimo film, visto dalla combriccola al cinema Jolly sabato sera.

LA FRODE non è una commedia brillante. I sorrisi e il perfetto smoking sono solo la maschera che nasconde un SON OF A BITCH (=filius mignottae) di proporzioni epiche.

In confronto, il Gordon Ghekko di WALL STREET era un sentimentale.

E la PRETTY WOMAN (in questo caso è Letitia Casta) non solo non lo sposa, ma muore dopo pochi minuti.

Come va a finire il film lo potrete leggere dopo le immagini.

Qui voglio solo riassumere il dibattito che si è acceso tra noi mentre sullo schermo scorrevano i credits (e proseguito in pizzeria). La parte femminile della ballotta definiva il protagonista un SIMPATICO furfante (negli affari bisogna essere spietati, gli altri sono anche peggio, ha fatto anche della beneficenza… e poi è così cariiiino!!!).

Io, spalleggiato tiepidamente da Mario, trovo il suddetto protagonista un FURFANTE (per cui si può al limite provare simpatia, ma sempre furfante resta).

IN SINTESI: dopo aver causato un buco di più di 400 milioni di dollari con un’incauta speculazione sul rame russo, cerca di vendere tutta la baracca a una mega banca con un BLUFF spericolato (se va male lui va in galera e gli azionisti perdono praticamente tutto). Inoltre, avendo provocato l’incidente di 16 righe fa, dà fuoco al corpo del reato e sparisce nella notte (se si scopre che guidava lui e lei era strafatta di cocaina l’affarone va in vacca, la compagnia fallisce, gli azionisti ecc).

Per cui, quanto il S.O.B. si gioca tutto in una scena da brivido con il superbanchiere, tifiamo per S.O.B.

Ma quando (nel finale) la moglie passa al contrattacco io e Mario tifiamo per lei.

VI HO DETTO L’ESSENZIALE. Se volete saperne di più oltrepassate le immagini. Se non amate Mr. Spoiler GIRATE PAGINA e arrivederci alla prossima.miller

Come finisce il film?
LEI – So cosa hai fatto e sono disposta a perdonare la tua infedeltà (non è la prima…). Ma ora tutto il tuo capitale sia trasferito a una fondazione benefica, di cui NON avrai il controllo. Questo non solo per impedirti di perdere tutto ancora una volta, ma soprattutto per dare un senso ETICO al tuo continuo arraffare. Sennò dico tutto alla polizia e poi non ti porto neanche le arance a Sing Sing.

LUI – Vile ricatto! Non oserai…

LEI – Ah, no?

LUI – (censura)

IO – (tra me e me) Che bello pensare che esistono paesi in cui il falso in bilancio è punito con 20 anni di carcere senza guardare in faccia a nessuno. Qui da noi il S.O.B. corrompe, imbroglia, inquina le prove, ricusa i giudici, fonda un partito politico, fa votare una legge che depenalizza, invoca il legittimo impedimento, ricorrompe, ri-imbroglia, ri-ricusa, ri-fonda un partito…

Published in: on marzo 18, 2013 at 6:39 pm  Comments (4)  
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S.S. vs S.S.

Ecco due leonesse che non hanno bisogno dei miei elogi. Lascio agli eventuali lettori di questo post il compito di dare un voto alle loro interpretazioni.

Elenco qui i film più importanti di due carriere strepitosesusansandrelli Cominciando, per dovere di ospitalità, con Susan Sarandon

  • PRIMA PAGINA (1974; è Peggy, promessa sposa a un famoso giornalista; nella sua scena iniziale, cantando al cinema, dimostra di avere anche una bella voce)
  • THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW (1975; è Janet che, in una cornice molto pulp, ne fa e ne vede di tutti i colori)
  • PRETTY BABY (1978; è Hattie, prostituta di New Orleans che insegna il mestiere alla figlia 12enne; scabrosità del tema e nudità dell’attrice fanno pensare a certi film della Sandrelli, solo che Louis Malle non è Tinto Brass)
  • ATLANTIC CITY, USA (1980; è Sally, cameriera aspirante croupier; si massaggia il corpo con un mezzo limone mentre ascolta la Callas in Casta Diva; nomination all’Oscar)
  • TEMPESTA (1982; è Aretha, una cantante greca; il film si ispira a Shakespeare, per cui è facile identificare Aretha con Ariel)
  • MIRIAM SI SVEGLIA A MEZZANOTTE (1983; è Sarah, sedotta e vampirizzata da Miriam -Catherine Deneuve-)
  • IO E IL DUCE (1985; è Edda Ciano in una versione un po’ melodrammatica del declino e la fine del fascismo)
  • THELMA & LOUISE (1991; è Louise, casalinga cameriera disperata che troverà la libertà nel Grand Canyon del Colorado in una scena giustamente famosa; nomination all’Oscar)
  • DEAD MAN WALKING (1995; è suor Helen Prejean; l’educazione cattolica di Susan le ha permesso di calarsi perfettamente in un ruolo difficilissimo -è una storia vera- confortando un giovane assassino nei suoi ultimi giorni; premio Oscar)
  • SHALL WE DANCE? (2004; è Beverly, moglie molto comprensiva di un 55enne -Richard Gere- in preda a scalmane senili)
  • AMABILI RESTI (2009; è nonna Lynn, in un ruolo che alleggerisce un po’ la tensione di un dramma da paura; beve come una spugna, lascia bruciare la frittata sul fuoco ecc… insomma un disastro; ma le circostanze sono tali che le perdoniamo tutto)
  • e adesso aspetto di vederla (sia pure in ruoli secondari) in CLOUD ATLAS, film di cui mi hanno parlato…

Abbiamo ascoltato Star spangled banner per la SS di NY. Adesso tocca a Fratelli d’Italia per Stefania Sandrelli.

    • IL FEDERALE (1961; è Lisa, una giovanissima ladra commerciante che, rubando e imbrogliando nel caos del 1944, addita la via alle future generazioni)
    • DIVORZIO ALL’ITALIANA (1961; è Angela, bellissima siciliana che fa girare la testa al cugino e non solo a lui)
    • IO LA CONOSCEVO BENE (1965; è Adriana, vittima del cinismo e della brutalità dello showbiz; tra i bastards che approfittano di lei spiccano U. Tognazzi, F. Fabrizi e E. M. Salerno)
    • BRANCALEONE ALLE CROCIATE (1970; è Tiburzia, strega dalle molte risorse; per salvare Brancaleone si offre volentieri alla Morte)
    • C’ERAVAMO TANTO AMATI (1974; è Luciana; si innamorano in tre di lei; chi la sposerà? per V. Gassman digitate 1, per N. Manfredi digitate 2, per S. Satta Flores digitate 3)
    • QUELLE STRANE OCCASIONI (1976; Donatella resta chiusa in un ascensore il giorno di Ferragosto con un prete ipocrita -A. Sordi-; devo aggiungere altro?)
    • NOVECENTO (1976; è Anita, moglie di Olmo -G. Depardieu-)
    • LA CHIAVE (1983; è Teresa; come dicevo a proposito di PRETTY BABY, Tinto Brass non è Louis Malle, che avrebbe trattato l’argomento con più finezza)
    • SPERIAMO CHE SIA FEMMINA (1986; è Lori, amante del conte -Philippe Noiret- ma capace di amicizia per la di lui moglie)
    • LA FAMIGLIA (1987; è Beatrice, comprensiva moglie di un prof presuntuoso -V. Gassman- a sua volta innamorato della di lei sorella)
    • PROSCIUTTO, PROSCIUTTO (1992; è Conchita; ha una fabbrica di biancheria intima e soggiace al rude fascino di Raul -Javier Bardem-)
    • L’ULTIMO BACIO (2001; è Anna, moglie infelice si getta tra le braccia di una vecchia fiamma -S. Castellitto- che a sua volta la delude)
    • LA PRIMA COSA BELLA (2011; il nome è sempre Anna e muore in scena, dopo aver sposato in extremis il suo caro Loriano; il film non è un granché, secondo me, ma quale voto date a Stefania?

stefisarandon

CHICAGO, film del 2002

Si può definire “commedia grottesca” CHICAGO, un film dove una storia realistica (un processo per omicidio) si intreccia con la sua trasfigurazione come commedia musicale.

Se lo avete visto (e vorrei lo aveste visto tutti) avete capito già tutto e sapete che alcuni critici hanno citato Brecht e la sua OPERA DA TRE SOLDI.

Se non lo avete mai visto, accludo un video (non è il massimo, ma non ho trovato di meglio) in cui la conferenza stampa di Rosie e del suo volpesco avvocato (R. Zellweger e R. Gere) si trasforma in uno show di marionette.

Altri “numeri” trasfigurano il venale avvocato (“se Gesù Cristo avesse avuto 5.000 dollari e fosse venuto da me, le cose sarebbero andate diversamente”) in un romanticone che “fa tutto per amore, solo per amore” e l’impiccagione di “Hunyak” Halenski in uno spettacolo di illusionismo. Lo stesso avviene per la carceriera “Mama” Morton, per “Cellophane man” ecc.

Moralmente parlando, è il trionfo del cinismo. La giustizia (solo nello stato dell’Illinois?) è un’illusione, tu puoi compiere ogni crimine MA LA FARAI FRANCA se hai un buon avvocato.

Al contrario, l’unica ad essere impiccata è (forse) innocente, ma ha due gravi difetti

  • non ha soldi e amicizie per assoldare Billy Flynn
  • non sa una parola d’inglese (a parte un disperato “no guilty”) e non può farsi capire

Ma questo non è un post moralista. Voglio solo sostenere che CHICAGO è un film affascinante, veramente affascinante, e lo propongo per il torneo

http://torneodeifilm.blogspot.com/

Published in: on agosto 24, 2010 at 7:57 am  Comments (2)  
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i film più visti di gennaio

Fonte: TELEVIDEO RAI (pag.546), che giustamente non calcola gli incassi ma il numero di biglietti venduti (nelle classifiche degli incassi pesano gli euri in più per il 3D).

  1. AVATAR4milioni471mila presenze – mi sono divertito a parodiare questo bel giocattolone in http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/01/24/avatar-ovvero-balla-coi-pterodattili/
  2. IO, LORO E LARA2milioni417mila presenze – recensito in https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/01/11/verdone/
  3. SHERLOCK HOLMES1milione851mila presenze – ne ho parlato in https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/12/31/fine-anno-al-cinema/
  4. HACHIKO775mila presenze – non l’ho visto (non perchè non mi piacciano i cani: è Richard Gere che mi sta sullo stomaco)
  5. LA PRIMA COSA BELLA733milapresenze – recensito in https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/01/21/virzi/  
  6. NATALE A BEVERLY HILLS680mila presenze – non l’ho visto e non lo voglio vedere: sono tutti uguali (fatti per chi -e sono tanti- apprezza un weekend in un albergo di lusso più di tutti i Caravaggio e i Tiziano di questo mondo; poi non meravigliamoci se Berlusconi prende tanti voti)
  7. IO & MARILYN649mila presenze – me ne sono occupato in https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/12/31/fine-anno-al-cinema/

in attesa di film migliori, Buon febbraio a tutti!!!

 

 

 

 

Published in: on febbraio 1, 2010 at 1:36 pm  Comments (4)  
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fine anno al cinema

Non è un buon periodo questo, se vuoi vedere film di qualità. Gli spettatori (in gran parte) vogliono storie digestive. Per digerire il panettone e ammazzare il tempo.

Perciò non aspettarti molto.

Adesso, partendo dal basso, comunico la mia classifica tra i 4 film che ho visto di recente.

LA DELUSIONE PIU’ COCENTE me l’ha data Pieraccioni. All’inizio della sua carriera mi era molto simpatico, ma poi… In questo film tocca il minimo storico. Farà ancora peggio nel 2011? NON ASPETTATEVI EROTISMO dalla siliconata sosia di Marilina (alla vera Marilyn bastava un sorriso e una strizzatina d’occhio per far salire la pressione) nonostante le sue ghiandole mammarie (quarta misura, credo). Ceccherini è spento, Laurenti è svogliato (del suo personaggio si poteva fare tranquillamente a meno), Biagio Izzo è bravo, ma sprecato.

Battuta migliore (l’unica decente, direi): “Siamo nelle mani di Dio!” “Speriamo che non si metta ad applaudire…”

AMELIA (siamo saliti di parecchi gradini) è la biografia di un’eroica aviatrice. Qui la conoscono in pochi, ma in America è popolarissima. Dato l’argomento era inevitabile un ricorso alla retorica, che in certi momenti appesantisce il film (come il ghiaccio sulle ali nella trasvolata atlantica). Ottima la fotografia (da Oscar), soprattutto nelle riprese aeree della savana africana. Buona H. Swank, deludente R. Gere (sembra sempre che pensi ad altro). Battuta migliore: “Abbiamo eletto il Roosevelt sbagliato” (complimento alla moglie del Presidente).

Se non vi piace la conclusione del film, leggetevi http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/06/25/le-7-vite-di-maria-sklodowska/

Salendo ancora e chiedendo scusa a sir A. C. Doyle (a cui sicuramente non è piaciuto) dirò che SHERLOCK HOLMES di mr. Ritchie è un buon film d’azione (tra Bond e Indiana Jones) con una apprezzabile ricostruzione della Londra del 1890, e recitato con anglosassone professionalità.

TRAMA. Un cattivissimo lord (somiglia a Voldemort e difatti, come Voldemort, ucciderà suo padre) sale al vertice della massoneria britannica, facendosi credere protetto da Belzebù. Holmes non crede al soprannaturale. Crede alla scienza e, grazie alla sua razionalità, sconfigge il marrano. Nell’ombra agisce un altro cattivone (servirà per il sequel) che resta innominato (ma vi do un aiutino: è un prof di matematica).

In sostanza, mi è piaciuto questo Holmes all’americana (in certe scene si ispira al prof. Langdon di Angeli e demoni ) ottimo pugile (lo era anche il VERO Holmes) e non insensibile al fascino di una femme fatale (anche il personaggio di Irene Adler è tratto dai racconti di Doyle: preannuncio che mi occuperò di lei molto presto).

Difetti non ne mancano. Chiunque prendesse tutte quelle sberle andrebbe zoppo per mesi e la faccia sarebbe piena di lividi, Watson sopravvive a un’esplosione che nella realtà ridurrebbe in briciole un carro armato, il Tower Bridge (dove avviene il duello finale) è lontano assai dalla sede del Parlamento, ecc. Ma della logica e della verosimiglianza in questi film se ne fa a meno.

Battuta migliore: “ora è svelato il mistero di come lei sia diventato ispettore!” (Holmes a Lestrade, che si è rivelato massone)

Infine, best of all, ho rivisto A SERIOUS MAN nella sala Chaplin.

Storia tristissima, ma molto ben raccontata (dai fratelli Coen). Se non l’hai visto o non hai letto la mia recensione

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/12/09/due-film-e-mezzo/

ti riassumo la TRAMA. Un onestuomo è bersaglio di una grandinata di sventure. Riuscirà la sua fede (ebraica) a confortarlo? E soprattutto rimarrà onesto?

Rivedendo A SERIOUS MAN (e in attesa di comprare il DVD), tre considerazioni.

  1. Forse questo era il film che i due del Minnesota volevano raccontare fin dall’inizio della loro carriera. Ma prima dovevano farsi un nome con capolavori più “leggeri” (Fargo, The big Lebowsky, Non è un paese per vecchi, Burn after reading, ecc).
  2. Probabilmente il ragazzino che si fa una canna prima del solennissimo rito del Bar Mitzvah (una specie di cresima) è autobiografico. I giovani Coen soffrirono una qualcerta costrizione nella loro comunità negli anni 70…
  3. L’uragano che incombe nel finale è un simbolo della morte, l’ineluttabile buio che conclude il film come conclude ogni vita. E la bandiera sbatacchiata dal vento sembra chiedersi “ci sarà un futuro per il sogno americano?”

Battuta migliore (in un film che non ha il compito di far ridere): “capisco quando non sono gradito…” (l’inquietante ospite a cui la padrona di casa ha appena piantato un coltello nel petto, nel surreale prologo polacco).