Quale caffè si beve in paradiso? (inquietante indagine, che coinvolge grandi attori come Renzo Arbore, John Malkovich, George Clooney, Enrico Brignano…)

In principio era Riccardo Garrone (nelle vesti di S.Pietro) che accoglieva in cielo Tullio Solenghi. Poi arrivarono Bonolis e Laurenti. Passò anche Julia Roberts (impersonando la Primavera del Botticelli).
julia

Poi Garrone è andato in pensione: al suo posto c’è proprio Solenghi e (non te la prendere, Tullio) si nota la differenza: indovinate chi ha recitato con Gassman e Paolo Stoppa e chi con Pippobaudo?

Ormai sono decenni che vediamo bere caffè nel paradiso della Lavazza. Un paradiso fatto di nuvolette bianche, tipi bislacchi e fanciulle bellissime (diventano belle arrivando lì? oppure le chiattone non le fanno entrare?). Ci siamo abituati al pensiero che caffè faccia rima con paradiso invece che con coccodè…

Ci fu, adesso che ci penso, un tentativo di ambientare all’inferno una serie di spot della concorrenza (Segafredo), ma non ebbe alcun successo. Avanzo qualche ipotesi sulle cause di questo fiasco?

Magari dopo, alla fine di questo postaccio.

Prima permettetemi di illustrare la versione ammmmericana del concetto (italianissimo) di “come si sta bene nell’aldilà, purché il caffè sia buono”
nespress
Per chi non l’avesse visto riassumo la storia.

Atto I. Un negozio che vende la macchinetta e le cialde. George compra, esce in strada e viene schiacciato da un pianoforte che scende dal cielo.

Atto II. Sulla porta del paradiso. John (acting as S. Pietro) propone un accordo a George. La macchinetta e le cialde in cambio di ritornare nel nostro mondo. George rifiuta ed entra nel paradiso.

Atto III. Su un sofà bianco, con vista paradiso, George John e due biondazze sorseggiano il caffé. George è beato: lì non si girano film, non ci sono produttori né managers… “It’s heaven! I like it!”

Ciò riporta al quesito di cui sopra.

Renzo Arbore all’inferno non aiuta a comprare; il pensiero, anche scherzoso, dell’inferno spaventa le masse dei clienti; noi italiani (mica solo noi) accettiamo le allusioni alla morte soltanto se sono accompagnate da rassicuranti immagini di belle donne e di tazzine di caffè

Published in: on dicembre 6, 2015 at 1:29 pm  Lascia un commento  
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gentile navigatrice/navigatore…

…che questa mattina hai visitato il mio bloggaccio, GRAZIE DELLA VISITA e SALUTE A TE.

Non so e non saprò mai (credo) come ti chiami, che faccia hai e se sei capitata/o qui per un puro caso o per un motivo preciso.

So che sei il numero 10.000: stamattina ho dato un’occhiata alla posta e ho annotato il numero 9997; ora ho riacceso il PC e il numero delle visite è 10002.

Mi dispiace: NON VINCI NIENTE.

Però ti ringrazio di cuore e con te tutti gli altri. Fa sempre piacere ricevere visite.

Già che sono in argomento, elenco i post che (sempre secondo Worpress) hanno ricevuto più visite dal settembre scorso.

  1. Marcovaldo al supermarket (postato il 15/9/2008); 563 visitecommenti zero: credo che SUPERMARKET sia la parola magica che ha attirato tanta gente. Boh.
  2. IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE, il libro e il film (21/1/2009) 345 visite – commenti sette. Tra i miei post “cinematografici” è di gran lunga il più visitato.
  3. il computer è una macchina stupida o sono stupido io? (19/1/2009) 300 visite – commenti otto: forse, ripensandoci bene, sono vere entrambe le cose…
  4. il Gabibbo (2/5/2009) 275 visite – commenti quattro. Personaggio televisivo, notorietà assicurata…
  5. THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST (7/1/2009) 198 visite – commenti tre; chissà come sarà contento il vecchio Wilde…
  6. Eulalia Torricelli di Forlì (11/2/2009) 145 visite – commenti tredici; un post che ha avuto più successo di quanto pensassi…
  7. AUSTRALIA, il film (27/1/2009) 131 visite – commenti quattro. Due film in uno.
  8. TWILIGHT, il (brutto) film (22/11/2008) 127 visite – commenti dieci. Film meno che mediocre, commenti più che polemici.
  9. Cos’è mai la vita? Da G. Carducci a R. Arbore (2/4/2009) 124 visite – commenti quattro. Argomento da riprendere.
  10. PRINCIPESSA, film di Giorgio Arcelli (16/5/2009) 117 visite – commenti dodici. Uno dei film meno visti della storia, però ha portato fortuna alla pallavolo piacentina. Aspetto con ansia il sequel.

Grazie ancora della visita e ALLA PROSSIMA.

Cos’è mai la vita? Da G. Carducci a R. Arbore

Ve la ricordate la romantica Ballata di Jaufrè Rudel?

Amore e morte: il giovane e sfortunato poeta traversa il mare per morire tra le braccia della contessa Melisenda; le prime (e ultime) parole di Jaufrè alla bella “occhi stellanti” sono queste.

“Contessa, che è mai la vita?

E’ l’ombra di un sogno fuggente.

La favola breve è finita,

il vero immortale è l’amor…”

Questo scriveva Giosuè Carducci intorno al 1889. Cento anni dopo Renzo Arbore dava alla stessa domanda la seguente risposta:

I tempi sono cambiati. NON E’ L’AMORE il “vero immortale” (è un’emozione instabilissima, si sa), MA SONO I SOLDI, soprattutto se bene investiti (si consigliano i diamanti o l’oro in lingotti) e LA VITA non è più l’ombra di un sogno, ma è un QUIZ TELEVISIVO.

Apro parentesi. La soluzione del quiz letterario era PINOCCHIO e il merito di aver trovato la soluzione per prima va alla bravissima Allemanda da Bolzano. Chiudo parentesi.

Quanto a Jaufrè Rudel, se la (s)fortuna lo facesse nascere oggi, diventerebbe una rockstar internazionale. O (alla peggio) presenterebbe un programma tipo i pacchi di Raiuno.

Published in: on aprile 2, 2009 at 9:02 am  Comments (4)  
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