Sopra il pianoforte la capra campa, sotto il pianoforte la capra crepa

Che differenza c’è tra IL CONCERTO (R. Mihaileanu, 2009) e IL RICATTO (E. Mira, 2013)?

A domanda rispondo:

IL CONCERTO è un bel film, interpretato da bravi attori (A. Guskov, M. Laurent), in cui succedono cose assurde.

IL RICATTO è un film, interpretato da E. Wood, in cui succedono cose assurde.

Come recensione è un po’ scarna? Vabbé… aggiungo qualche particolare.

La cosa più assurda nel CONCERTO è che un’orchestra, sciolta 30 anni prima per ordini superiori, si ritrova a eseguire un concerto magistrale SENZA AVER PROVATO neanche una volta.

La cosa più assurda nel RICATTO è che tutti continuano a ripetere al nervosissimo protagonista (d’ora in poi indicato dalla sigla GP, Grande Pianista) “non ti emozionare, stai calmo, non farti prendere dal panico, non fare come quella volta…” Se lo dicessero a me, farei IO una strage.

Per non essere accusato di spoileraggio, concludo con una serie di elementi… UNO SOLO DEI QUALI (dopo l’immagine dirò quale) ha a che fare col film

  1. GP è un alieno e trasmette col suo pianoforte-laser il seguente messaggio: “alla TABERNA ESPAGNOLA di via Andrea Costa 208 si mangia bene; aperta anche alla domenica”
  2. La moglie di GP, innamoratasi della sua truccatrice, fa uccidere il marito da un killer; poi va sul palco a cantare Romagna miaa, Romagna in fioreee accompagnata da Giuseppe Giacobazzi
  3. A 18 secondi dalla sirena Danilovic tira da 3, insacca e va in lunetta per un tiro libero aggiuntivo (fallo di Wilkins); si va ai supplementari… (credo di essere andato fuori tema)
  4. Finito il concerto (pubblico annoiatissimo) arrivano i Blues Brothers e cantano Everybody needs somebody; grande successo (siamo a Chicago, no?)
  5. La musica sveglia un plotone di nazi zombies che si mangiano tutti gli spettatori
  6. All’onicofago GP (per scacciare la jella) ripetono BREAK A LEG (= in bocca al lupo!) e infatti lui alla fine si rompe una gamba
  7. Eddie Valiant indaga a Cartoonia sulla morte del fratello, schiacciato da un pianoforte gettato dal tetto da… (sappiamo tutti chi è stato, no?)
  8. Ludwig van Beethoven sale sul palco ed esegue una cagata dodecafonica; tutti fischiano, ma tanto lui non ci sente
  9. Nel pianoforte è nascosta la chiave del cesso; ogni tanto GP la prende e va in bagno; il killer invece se la fa addosso (ecco perché è così incazzato)
  10. Nel pianoforte è nascosta anche una copia madeinchina dell’Anello del Potere “tle anelli ai le degli elfi sotto il sole che lisplende… nella tella di Moldol dove l’ombla cupa scende”
  11. Vladimir Putin accetta di restituire la Crimea; in cambio vuole Lupatelli e la comproprietà di M. Gòmez
  12. Tornate nella zona con l’incisione bianca, giusto nei pressi del piccolo anfratto dove abbiamo raccolto la seconda reliquia del livello
  13. Paperino (vedi sotto) non sa che l’altezza del seggiolino è regolabile; non occorre che si metta tutti quei libri sotto il culo

piano
ATTENZIONE!!!! ATTENZIONE!!! SPOILER!!!!!

L’AFFERMAZIONE N° 6 è esatta

Published in: on marzo 25, 2014 at 10:45 am  Comments (10)  
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No, Radu

Non tutte le ciambelle vengono col buco (proverbio arabo-romeno)

Hai diretto film bellissimi, Radu: TRAI DE VIE e IL CONCERTO.

Ma stavolta hai toppato (voce del verbo TOPPARE, intransitivo).

Forse perché hai voluto confrontarti con una cultura troppo lontana dall’Europa orientale: il villaggio sperduto nell’Atlante magrebino è troppo diverso dallo Shtetl.

Ci sono molte cose che non capisco in LA SORGENTE DELL’AMORE (forse qualcuno me le spiegherà?)

  • Nel villaggio c’è la miseria nera oppure c’è un certo benessere? Le donne si riuniscono in una specie di sauna (c’è acqua calda) oppure davanti a un televisore per vedere una telenovela messicana (abbastanza spinta); i bambini vanno a scuola con zainetti variopinti; e i vestiti e gli ornamenti del balletto finale li avete guardati bene? FANNO INVIDIA.
  • Perché cantano sempre? Soggetto pronto per farne una commedia musicale? Certamente il film piacerà moltissimo agli spettatori arabofrancesi, ma non al nostro pubblico (al cinema Rialto, ieri sera, sentivo commenti tipo “cantano ancora? che palle…”)
  • Possibile che basti un piccolo acquedotto per trasformare completamente la valle? All’inizio i fianchi della montagna sono coperti di sterpaglie, alla fine (sono passati mesi o anni?) tutto è verde: sembrano gli aranceti della California.
  • Cosa aspettiamo a beatificare subito SAMI, il marito della protagonista? Non solo subisce lo “sciopero” della moglie (prova tu a dormire per settimane insieme a una così bella senza trombarla), non solo va di notte a riempire i secchi alla sorgente, non solo viene a sapere di uno spiacevole episodio passato senza vendicarsi dell’Altro… ma (insieme all’Altro) organizza una campagna di stampa che sbloccherà la pratica dell’acquedotto.

CONCLUSIONE. Non è tanto una contesa tra donne e uomini: le donne sono divise tra loro (suocere contro nuore) e lo stesso gli uomini (giovani contro vecchi, clan contro clan).

Meglio usare le categorie marxiane. E’ una lotta tra progresso e immobilismo: il preside contro il maestrino, il cinico burocrate contro il giornalista, il giovane integralista (che vorrebbe tornare al medioevo) contro l’imam (vecchio ma comprensivo).

Published in: on marzo 10, 2012 at 12:09 pm  Comments (5)  
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Train de vie vs. Le Concert

Stesso regista:  Radu Mihaileanu. Stessa co-produzione franco-belga-romena. Stesso tipo di umorismo intrecciato alle tragedie della storia.

TRAIN DE VIE è del 1998. Una comunità di ebrei abbandona il suo villaggio e si autodeporta in URSS per evitare Auschwitz.

Un bellissimo film, ben recitato e con una splendida colonna sonora. Non sono mancate le critiche, soprattutto all’irrealtà della trama: come fanno a comprare un treno, uniformi naziste e armi in quelle circostanze? come può il treno attraversare la linea del fronte, quando i binari e i ponti sono i primi a essere distrutti?

OK, è una storia irreale. Ma se cancelliamo le storie irreali impoveriamo il mondo: l’Odissea, L’Orlando Furioso, Faust, E. A. Poe, quasi tutto Chaplin, quasi tutto Fellini, quasi tutto Kubrick…

Un po’ più realistico il film del 2009. Un ex direttore del Bolscioi, retrocesso a uomo delle pulizie, ritrova i suoi vecchi orchestrali e li trascina a un trionfale concerto a Parigi.

Superhappyend: non solo passerà il resto della sua vita girando il mondo con la SUA orchestra, ma (è ancora più importante per lui) potrà svelare a una solista di fama galattica come morirono i suoi veri genitori.

Film che andrebbe visto in v.o. (il doppiaggio fa parlare i russi con un accento da barzelletta), ma chi di noi sa afferrare certe sfumature linguistiche, come quando l’impresario Gavrilov parla un francese maccheronico?

N.B. Qualcuno ha biasimato il regista per aver descritto alcuni personaggi ebrei SMANIOSI DI FAR SOLDI. Ma lui (100%ebreo) può.

Published in: on luglio 20, 2011 at 11:06 am  Comments (15)  
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Risultato del derby virzisesco, parentesi letteraria e nuova sfida

Visti e ponderati i commenti, il derby si conclude così

  • TUTTA LA VITA DAVANTI resta nello scaffale dei preferiti
  • CATERINA VA IN CITTA‘ sarà ben custodito nell’armadio (comunque a portata di mano)
 Apro parentesi letteraria a proposito di un romanzo breve di N. Ammaniti
IO E TE (2010) è una storia cupa.
Lorenzo, il protagonista, è un 14enne pieno di problemi. Figlio unico di una coppia molto ricca, non lega con i coetanei e si nasconde in un mondo di sogni.
In seguito a una balla raccontata a sua madre è costretto a convivere qualche giorno con una sorellastra tossicodipendente che non vedeva da anni.
(non vanno a letto, ve lo dico subito e così Giovanardi non si allarma)
Dopo aver assistito a una crisi di astinenza e aver ricostruito uno sgradevolissimo episodio della sua infanzia, Lorenzo si sblocca: prova una sincera compassione per la prima volta nella sua vita.
“Dentro di me qualcosa si è spezzato: il gigante che mi teneva contro il suo petto di pietra mi aveva lasciato libero”
Poi lei sparisce e lui la vedrà solo dieci anni dopo. Non aspettatevi il lieto fine.

Forse è proprio lo scarno finale la parte migliore del romanzo.

E pensare che a pag. 96 si legge: “Io le odiavo le fini. Nelle fini le cose si devono sempre, nel bene e nel male, mettere a posto. A me piaceva raccontare di scontri tra alieni e terrestri senza una ragione. Di viaggi spaziali alla ricerca del nulla…”

FINE DELLA PARENTESI LETTERARIA.

Nel prossimo post disquisirò su due film dello stesso regista franco-romeno.

I dvd in competizione riguarderanno

  • TRAIN DE VIE (1998)
  • LE CONCERT (2009)
Published in: on luglio 19, 2011 at 7:45 am  Comments (5)  
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