quando la morte (degli altri) FA RIDERE

Si chiama COMMEDIA il contesto “leggero” in cui tutto viene sdrammatizzato.

Anche la morte.

Qualche esempio:

  • ho già citato RADIO AMERICA (nel post precedente): la Donna Pericolosa (quella che “conduce le anime a Dio”) avverte iettatoriamente il Cacciatore di teste “stia attento a quella curva: è molto pericolosa!”; è di fatto una condanna a morte; il pubblico lo sa e ride (posso testimoniarlo anche in tribunale, avendo visto il film due volte)

ancora più fragorose le risate che accompagnano la morte del mago Splendini (Woody Allen) in SCOOP; Splendini aveva profetizzato che sarebbe morto per via del “modo sbagliato” di guidare nel Regno Unito… e infatti esce di campo con la sua Smart e BOOOM!!! gli spettatori ridono di gusto

  • in SUA MAESTA’ VIENE DA LAS VEGAS (King Ralph, di cui allego il trailer) l’intera famiglia reale britannica (compresi i rami collaterali) è annientata da un corto circuito; il pubblico in sala ride
  • in HAPPY FAMILY la moglie di uno dei protagonisti scende dall’auto e viene spazzata via da un camion; il pubblico ride; una scena quasi identica nel film IL RICCIO (Renée, la portiera letterata, viene uccisa da un furgone mentre attraversa la strada) provoca negli spettatori ben altra emozione

Ripeto, è una questione di contesto. Nel RICCIO, storia realistica di un amore troppo bello per durare, la morte della protagonista ci rattrista (e come ci rattrista!) perchè spezza una poetica illusione. Poteva essere felice e invece…

Al contrario, tutto si sdrammatizza in una comedy in cui la voce narrante ci informa che “il mio nome è Noir, Guy Noir… ho accettato 6 anni fa un lavoro provvisorio a causa di un problema di liquidità dovuto alla eccezionale penuria di ereditiere svanite nel nulla e di magnati trovati morti in un solarium con tracce di rossetto sullo smoking…”

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Published in: on aprile 12, 2018 at 12:36 am  Comments (5)  
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Drammi e commedie di Meryl

Ho visto IL MATRIMONIO CHE VORREI, un film così così… e ho ripensato alla carriera plurioscarizzata della Streep.

Sono quasi 40 anni che la vedo sullo schermo. Solo Andreott solo K. Hepburn ha fatto di più.

streep
Ecco i film che ho visto.

  • IL CACCIATORE (1978; interpreta Linda; nomination all’Oscar)
  • MANHATTAN (1979; interpreta Jill)
  • KRAMER CONTRO KRAMER (1979; interpreta Joanna; premio Oscar)
  • LA SCELTA DI SOPHIE (1982; interpreta Sophie; premio Oscar)
  • SILKWOOD (1983; interpreta Karen Silkwood; nomination all’Oscar)
  • LA MIA AFRICA (1985; interpreta Karen Blixen; nomination all’Oscar)
  • I PONTI DI MADISON COUNTY (1995; interpreta Francesca; nomination all’Oscar)
  • THE HOURS (2002; interpreta Clarissa)
  • PRIME (2005; interpreta Lisa)
  • RADIO AMERICA (2006; interpreta Yolanda; nomination all’Oscar)
  • IL DIAVOLO VESTE PRADA (2006; interpreta Miranda; nomination all’Oscar)
  • MAMMA MIA! (2008; interpreta Donna)
  • IL DUBBIO (2008; interpreta sorella Aloysius; nomination all’Oscar)
  • JULIE&JULIA (2009; interpreta Julia Child; nomination all’Oscar)
  • E’ COMPLICATO (2009; interpreta Jane)
  • THE IRON LADY (2011; interpreta Margaret Tatcher; premio Oscar)
  • IL MATRIMONIO CHE VORREI (2012; interpreta Kay)

mammamia

I love radio rock vs. Radio America

Stavolta è davvero dura. Scegliere tra un bellissimo film inglese (THE BOAT THAT ROCKED, 2009) e un capolavoro di Altman (A PRAIRE HOME COMPANION, 2006). In entrambi i casi

  • si parla di radio private (nel primo caso, addirittura illegali)
  • c’è tanta musica
  • c’è aria di catastrofe


Cominciamo con il film inglese.

Mare del Nord 1967. Una vecchia nave sta affondando (la chiglia si è squarciata su un fondale) e i dj di una famosa radio pirata aspettano la morte (ma alla fine i fans arrivano a salvarli con una vera flotta di barche).

L’intreccio è molto romanzato (un figlio trova il padre, un matrimonio si risolve in una beffa boccaccesca, ecc) ma è solo un PRETESTO per celebrare l’età d’oro del rock. Notevolissima l’interpretazione di Philip S. Hoffman che, mentre l’acqua gli arriva già alle ginocchia, trasmette il suo testamento spirituale: “i politici non faranno mai un cazzo per rendere il mondo migliore, ma in tutto il mondo ragazzi e ragazze avranno sempre i loro sogni e tradurranno quei sogni in canzoni… tante fantastiche canzoni… che non sarà nostro privilegio trasmettere!”

Giriamo pagina.

MINNESOTA, epoca presente. Una radio, specializzata in musica country, sta per chiudere. Si trasmette in diretta uno show dal teatro F. S. Fitzgerald. E’ l’ultimo spettacolo, ma tutti fanno finta di non saperlo.

Metaforicamente cammina tra le quinte l’Angelo della morte, una biondona in trench bianco che cerca di farsi spiegare il doppiosenso di una barzelletta sui pinguini. Impareggiabile Kevin Kline, detective pasticcione che ci prova anche con l’Angelo.

Ai microfoni della WLT cantano (professionalmente perfette) Meryl Streep e Lily Tomlin. Ma anche Woody Harrelson, John C. Reilly, Lindsay Lohan e tanti altri se la cavano molto bene.

Per fortuna quella radio (“gli Amici della Prateria”) esiste ancora e ha un pubblico affezionatissimo. Ma il fatto che (solo in America?) i teatri vengano abbattuti per costruire parcheggi NON E’ FANTASCIENZA.

E’ il mercato, bellezza…

In sintesi, tra Rock e Country chi sceglierò? Mumble mumble….

Published in: on luglio 12, 2011 at 11:38 am  Comments (8)  
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Due o tre cose che so su Marty McFly (e anticipo il prossimo match)

Deciso. Nell’armadio ci vanno i 3 episodi del SIGNORE DEGLI ANELLI, per le ragioni sopra esposte. Nello scaffale restano i dvd della trilogia RITORNO AL FUTURO.

Sui motivi per cui le avventure nel tempo di Marty piacquero e piacciono tanto ci sarebbe moltissimo da dire. Ma non ho voglia di dilungarmi.

Posso solo accennare ad alcuni aspetti psicoanalitici. Marty è un Edipo alla rovescia: non vuole uccidere il padre e sedurre la madre; al contrario vuole SALVARLI.

E infatti salva il padre dalla mediocrità. RIEDUCANDOLO, nel 1955, e rendendolo abbastanza VIRILE da sfidare e sconfiggere il rivale. Grazie al paradosso dei viaggi nel tempo, SALVA la madre nel 1985 “alternativo” e le impedisce di diventare l’amante di Tannen.

A forza di salvare gli altri, impara a salvare se stesso. Nel finale del film Marty si sottrae a una sfida di velocità lanciata dal bullo Needles e (evitando l’incidente che lo avrebbe menomato) si assicura una vita migliore nel 2015.

Ecco, il 2015

Spero proprio che il Dio dei bloggers mi faccia vedere il 2015 (alla faccia dei Maya) e controllare quali profezie della trilogia si siano avverate.

Per il momento è chiaro che le auto volanti sono fuori discussione (bisogna risparmiare energia, invece…) e che le porte che si aprono leggendo la tua impronta digitale le vedremo col binocolo.

Al contrario NON ERANO PREVISTI i telefonini, Internet e il piercing. I “cattivi” erano terroristi libici e qui dobbiamo ancora vedere cosa succederà in Libia. Insomma vedremo…

Last but not least, rinviando all’autunno match impegnativi come

  • Shrek contro Toy Story
  • Alien contro Terminator
  • Indiana Jones contro Star Wars
  • Tempi moderni contro Luci della città
  • Chicago contro La stangata
  • Duck Soup contro Dottor Stranamore
  • My fair lady contro The sound of music
  • Lawrence d’Arabia contro Il dottor Zivago
  • Basta che funzioni contro Provaci ancora Sam
  • La duchessa contro Orgoglio e pregiudizio
  • ecc ecc contro ecc ecc
il prossimo dilemma riguarderà (in stretto ordine alfabetico) I LOVE RADIO ROCK  (2009) e RADIO AMERICA (2006)
Published in: on luglio 10, 2011 at 7:28 am  Comments (3)  
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Cosa vedrò nelle prossime 5 sere

Quello che penso del Sanremofestival l’ho già detto

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2011/01/22/100-motivi-per-non-pagare-il-canone-rai/

Le prossime serate saranno ottime per andare al cinema (poca fila alle casse, meno casino in sala). Ci sono dei buoni film in giro: ad esempio mi hanno parlato bene de IL TRUFFACUORI. Lo vedrò, lo vedrò…

Per chi non può uscire di casa (influenza, colite, caviglie fratturate, ecc) suggerisco qualche DVD, sera per sera:

  • martedì 15, LA MIA AFRICA di Sidney Pollack o (per chi ama i film musicali) CABARET di Bob Fosse
  • mercoledì 16, PROVACI ANCORA SAM (Woody Allen) o ALL THAT JAZZ (sempre Bob Fosse)
  • giovedì 17, IL CONCERTO (Radu Mihaileanu) o CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (Stanley Dohen)
  • venerdì 18, APOCALYPSE NOW (F. F. Coppola) o RADIO AMERICA (Robert Altman)
  • sabato 19, A QUALCUNO PIACE CALDO (Billy Wilder) o MY FAIR LADY (George Cukor)

N.B. Ho citato i primi titoli che il mio sguardo ha individuato nello scaffale “internazionale” (italiani esclusi). Chiedo scusa per errori e omissioni.

JOHN C. REILLY

Certi attori americani dimostrano una versatilità straordinaria. Sanno fare tutto: dramma, commedia, western, sanno cantare, ballare, ecc.

Ecco un esempio. John Reilly, un grande professionista con la faccia un po’ da patata degli irlandesi.

Voglio ricordare tre sue recenti interpretazioni, in Chicago (nomination come attore non protagonista), the Aviator e Radio America.

In Chicago (2003) interpretava l’infelice e stracornuto marito della protagonista Roxie (Reneé Zellwegger) e cantava una canzone piena di pathos “Cellophane man” (= sono un uomo invisibile). Se la volete sentire, è nel video. Candidato al premio Oscar, fu superato da Chris Cooper.

In The Aviator (2005) è Noah Dietrich, l’amministratore del genialoide Howard Hughes (Leonardo Di Caprio). Ci vuole una pazienza infinita per sopportare un personaggio come Hughes: prima brucia tutti i suoi vestiti perchè li crede contaminati, poi telefona nel cuore della notte a Noah e gli ordina di comprarne altri appena i negozi aprono.

In Radio America (2006) interpreta Lefty (il cowboy) e canta in duo con Dusty (Woody Harrelson). Gli esperti mi assicurano che il suo a solo alla chitarra è autentico, anche se non difficilissimo. Nel corso dello show un infarto si porta via l’amico Chuck e Lefty sfoga il suo dolore al modo dei cowboy: sconvolgendo l’ordine del programma, racconta al microfono una serie di battute goliardiche (diciamo così) irridendo insieme la morte e l’ordine costituito.

Published in: on febbraio 17, 2009 at 8:50 am  Comments (2)  
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