STAR WARS vs STAR WARS

PUNTEGGIO PROVVISORIO (finora solo Blabla ha votato): TRILOGIA CLASSICA 7 – TRILOGIA MODERNA 6

In questo caso più che sottolineare le analogie devo dedicarmi alle differenze.

Negli episodi “classici” prevale il gusto ROMANTICO, direi il misticismo alla Tolkien.

Molti elementi del Signore degli Anelli riecheggiano nei personaggi di Obi-Wan Kenobi (è il Gandalf della situazione), Ian Solo (somiglia a Granpasso, non vi pare?), Palpatine (il suo voltafaccia fa pensare a quello di Saruman) ecc.

Al contrario, nella serie moderna (la minaccia fantasma, l’attacco dei cloni, la vendetta dei sith) il romanticismo è sostituito dagli effetti speciali (la tecnica non è rimasta ferma al 1977) e dallo psicologismo. Nel video che ho inserito il Maestro Yoda disserta sui rischi che il piccolo Anakin può incontrare: “La paura conduce all’ira, l’ira conduce all’odio…”

E c’è la politica.

Direi che la differenza maggiore tra le due trilogie riguarda proprio la politica. Negli anni 1977-1983 c’era la guerra fredda, l’URSS era l’Impero del Male (le uniformi sulla Morte Nera hanno un tono sovietico) e l’America Reaganiana invocava la propria superiorità morale sui “materialisti”. Ecco quindi i “buoni” (che potremmo definire Repubblicani) trionfare dopo infinite tribolazioni con l’aiuto “spirituale” dei cavalieri Jedi.

Negli anni 1999-2005 l’ottimismo reaganiano è tramontato da un pezzo. La Repubblica a stelle e strisce rischia di diventare l’Impero di Bush.

E si racconta il percorso opposto: il Male trionfa, Anakin (inizialmente innocente) si lascia sedurre dal Lato Oscuro; l’andreottesco Palpatine si rivela essere un demonio di perfidia e dispone lo sterminio dei mistici cavalieri.

Cosa preferire dunque? La triste fine della Repubblica e Anikin che diventa il terribile Darth Vader?

O il lieto fine della trilogia classica (Darth Vader morendo si riscatta e ritorna a essere un Jedi?).

Ai miei lettori l’ardua sentenza.

Adesso mi prenderò un po’ di tempo. La prossima sfida vedrà di fronte due tipi tosti: INDIANA JONES contro MAD MAX.

P.S. Ho già spiegato perché il ciclo di Indy per me si ferma all’ULTIMA CROCIATA?

I GUARDIANI DEL DESTINO

Film non eccelso, diretto (male) da G. Nolfi.

TRAMA ESSENZIALE. Lui (Matt Damon) è un uomo politico. Nonostante ciò è una persona per bene. Si innamora di Lei (Emily Blunt) ma saltano fuori i bravi di Don Rodrigo: “Questo matrimonio non s’ha da fare!”  (Scusate, mi sono confuso…)

Diciamo che saltano fuori dei simpaticoni (l’Ufficio Aggiustamenti), simpatici come quelli che ti portano via la macchina col carro attrezzi. “Tu sei destinato a diventare Presidente, ma quella lì non va bene. Devi mollarla!”

Lui invece no. Dice il saggio Confucio: “Tira più un pelo di Emily Blunt che cento impiegati dell’Ufficio Aggiustamenti” E tutto finisce bene.

Insomma, come film non vale un granché. Però stimola molte domande.

  • se questi GdD sono così bravi a prevedere e determinare la storia del mondo, perché hanno permesso che George Dabbliù Bush venisse eletto? e l’11 settembre 2001 erano impegnati in un torneo di briscola?
  • non potevano evitare che Lincoln venisse ucciso? che Moccia scrivesse TRE METRI SOPRA IL CIELO? che Povia vincesse a Sanremo?
  • Bisignani lavora per loro?
  • hanno avuto a che fare con Moggi?
  • non potevano scambiare le carte tra Mozart e Salieri, in modo che Mozart vivesse 75 anni e Salieri 35?
  • i GdD hanno qualcosa a che fare con l’estinzione dei dinosauri? con la caduta dell’Impero romano? con la fuga di Napoleone dall’isola d’Elba? con l’attentato di Sarajevo? con il crollo di Wall Street del ’29? con la separazione di George “no-martini-no-party” Clooney e di Elisabetta “headless” Canalis?


Published in: on giugno 23, 2011 at 2:33 pm  Comments (3)  
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