poesia di RILKE (a proposito delle donne del futuro)

Più di un anno fa recensivo un film di Enzo Monteleone

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/04/20/due-partite-film-di-enzo-monteleone/

Promettevo di citare la poesia di Rilke che una delle protagoniste portava sempre con sé.

A distanza di 19 mesi, grazie a Rachele, posso mantenere la promessa.

“Un giorno esisterà la fanciulla e la donna,

il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile,

ma qualcosa per sé,

qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine

ma solo a vita reale:

l’umanità femminile.

Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore,

che ora è piena d’errore,

la muterà dal fondo

la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano,

non più da maschio a femmina.

E questo più umano amore

somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo,

all’amore che in questo consiste:

che due solitudini si custodiscano,

delimitino e salutino a vicenda.”

Published in: on novembre 28, 2010 at 11:58 am  Comments (2)  
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BRIGHT STAR

Un bel film, diretto da Jane Campion (oscar con Lezioni di piano) e dedicato agli ultimi 3 anni di John Keats.

Un po’ lento (poteva durare mezz’ora di meno) e con un personaggio alquanto inutile: l’amico di lui (Ch. Brown, ingravidatore di servette).

Però è bello, veramente bello e poetico. Curatissimi i costumi (nomination all’Oscar, ma l’ha spuntata The young Victoria) e la fotografia.

L’infelice poeta è interpretato da Ben Whishaw (già protagonista in Profumo), la sua casta amante è Abbie Cornish.

A lei, nei prati di Hampstead, Keats declama la romantica Ode su un’urna greca: “Beauty is truth, truth beauty… il Bello è vero, il Vero è bello; questo è tutto quello che sappiamo sulla terra, tutto quello che importa sapere”

P.S. A proposito del Bello e del Vero, ho appena ascoltato una canzoncina tedesca in cui si dileggia il calcio italiano e, in generale, l’Italia. Vabbé… rispetto la libertà di espressione e la dotta e romantica Germania. Ma preferisco Keats.

Published in: on giugno 22, 2010 at 1:05 pm  Comments (5)  
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piccole poetesse

Come dicevo il mese scorso, in questo periodo sono preso da Bookland (accludo in calce i risultati delle ultime gare) e da altre iniziative didattiche.

Ad esempio, esistono molti concorsi letterari riservati alle alunne o alunni della scuola dell’obbligo. Negli ultimi dieci anni della mia vita scolastica (e anche adesso, da pensionato) ho segnalato a molte classi delle scuole Rolandino de’ Passaggeri e Carlo Pepoli alcuni di questi concorsi.

Apro parentesi. Molte tra le mie ex-colleghe non amano questi concorsi, come ho riportato in

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/09/o4/la-riunione-dei-letterati/

Secondo esse colleghe i premi letterari inducono all’individualismo, a una visione competitiva della cultura, e le nostre alunne se vincono SE LA TIRANO in modo indecente ecc.

Io rispondo che l’ambizione sarà anche una passione pericolosa (lo dice anche Shakespeare) ma è di fatto ineliminabile. Almeno cerchiamo di indirizzare detta ambizione verso mete più nobili che partecipare al grandefratello. E posso testimoniare che le nostre letterate in erba, anche quando hanno ottenuto il primo premio, non si sono insuperbite quanto si temeva. Chiusa parentesi.

Per la cronaca, ecco come si sono comportate oggi 4 nostre poetesse, finaliste nella Sesta edizione del PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “COLUCCIO SALUTATI”. 

Mia moglie ed io eravamo al teatro Gambrinus, a prendere appunti e a osservare il loro comportamento.

  •  Francesca Tamba (I F Rolandino) si è classificata venticinquesima con la poesia “VENTO”
  • Lavinia Corazzari (III F Pepoli) si è classificata ventunesima con la poesia “MENTRE MORIVA”
  • Eugenia Santandrea (II F Pepoli) si è classificata sedicesima con la poesia “LA MIA MAMMA HA UN CUORE DI LAVANDA”
  • Sara Fantuzzi (III F Rolandino) si è classificata decima con la poesia “OROLOGI” e ha ricevuto, come premio speciale, la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Nessuna delle menzionate poetesse ha manifestato fastidiosi effetti collaterali, quali Superbia, Invidia, Atteggiamenti divistici, Desiderio di rilasciare interviste, Crisi mistiche, Tentativo di avvelenare la prima classificata et similia.

Possiamo testimoniarlo.

Riguardo al gioco didattico Bookland, ecco i risultati delle ultime gare di Aprile:

  • III B pepoli – III A pepoli: 9-4
  • III C pepoli – III F pepoli: 9-6
  • II A pepoli – II B pepoli: 11-7
  • II A pepoli – II P pepoli: 10-7
  • II F zanotti – II D zanotti: 8-5
  • II B zanotti – II C zanotti: 10-6
  • II F zanotti – II B zanotti: 10- 6
  • II A rolandino – II A cerreta: 9-6
  • I A cerreta – I B rolandino: 11-8
  • I A pepoli – I B zanotti: 11-8

POESIA

Su richiesta di una persona a me molto cara, pubblico una sua poesia.

il Rischiatutto di Mike Bongiorno
Caro amico Mike,
re della TV,
tu fin dall’America
venisti qui tra noi.
Con gli indovinelli

ci hai fatto compagnia:
“Arrivi e partenze”,
“Lascia e raddoppia”
e il Rischiatutto, con la Signora Longari
Fabbricatore e il dottor Inardi.
Mi sembra ieri quando al tuo regista
per far partir la sigla dicevi…
“Fiato alle trombe, Turchetti! Allegria!”
Caro amico Mike,
dopo tanti anni
il tuo Rischiatutto
è andato in pensione,
ma anche nella vita
bisogna pur rischiare:
la nostra vita intera
è un grande rischiatutto…
Rischiamo tutto su Gesù Cristo:
la grande scommessa della vita!
Puntiamo tutto su Gesù Cristo:
la grande scommessa della…
nostra vita!

Frase’

Published in: on novembre 11, 2009 at 9:10 am  Comments (3)  
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EMILY DICKINSON

Breve, ma piena di mistero fu la vita di questa affascinante poetessa americana.

1830-1886 e tutta l’età matura la volle passare rinchiusa in casa, ricevendo solo pochissimi fidati amici.

Sui motivi di questa autoreclusione ci sono molte opinioni: si era innamorata di un uomo sposato, non sopportava la volgarità della gente, il suo unico amore era morto in guerra, era incredibilmente timida ecc

Io preferisco non pronunciarmi. Voglio solo rendere onore alle sue meravigliose poesie.

Difficilissime da tradurre in italiano, perchè si basano su sonorità e allitterazioni che il traduttore (e ci hanno provato artisti come Luzi e Montale, mica còtica) non riesce quasi mai a rendere in pieno.

Perciò trascrivo qui 3 brevi poesie nell’originale (con una trad alla buona) e mi inchino senza aggiungere altro.

To make a prairie it takes a clover and one bee

one clover, and a bee,

and revery.

The revery alone will do,

if bees are few.

Per fare una prateria ci vuole un trifoglio e un’ape

un trifoglio e un’ape

e la fantasia.

La fantasia è sufficiente

se le api sono poche.

I’m Nobody! Who are you?

Are you -Nobody- too?

Then there’s a pair of us!

Dont tell! they’d advertise -you know!

How dreary – to be – Somebody!

How public – like a frog

to tell your name -the livelong June-

to an admiring Bog!

Mi chiam0 Nessuno. Tu chi sei?

Sei Nessuno anche tu?

Allora siamo in due!

Non raccontarlo in giro: si potrebbere spargere la voce!

Che peso essere Qualcuno!

Che volgarità! Come una rana

che gracida il tuo nome -per tutto il mese di Giugno-

a un pantano di ammiratori.

If I can stop one Heart from breaking

I shall not live in vain

if I can ease one Life the Aching

or cool one pain

or help one fainting Robin

unto his Nest again

I shall not live in Vain.

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi

non sarò vissuta invano

se potrò alleviare il dolore di una vita

o addolcire una pena

o aiutare un pettirosso caduto a ritornare al suo nido

non sarò vissuta invano.

Published in: on gennaio 31, 2009 at 9:12 am  Comments (4)  
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