PRINCIPESSA, film di Giorgio Arcelli (maggio 2010)

Se tu sei di Piacenza (o bàzzichi la zona collinare tra i fiumi Trebbia e Tidone) questo film ti interesserà. Altrimenti no.

Trama. Una giovane dalla vita sentimentale incasinata (per non parlare dei genitori che si ritrova) è assai poco entusiasta di ritrovarsi incinta. Infatti vuole abortire. Ma nel frattempo (per un curioso scherzo del destino) la corteggia un blasonato archeologo trentenne, figlio di un’arcigna marchesa facile alle arrabbiature (difatti le verrà un infarto, ossia coccolone). Non aspettatevi il lieto fine: non è una favola.

Attori:

  • Piera degli Esposti (la marchesa): sempre molto brava.
  • Morena Salvino (la protagonista): dà il meglio di sè quando è nuda; quando deve pronunciare le battute l’incanto svanisce.
  • Michele Riondino (un tipaccio): bravino; ha la faccia giusta (vedi foto).
  • Vanessa Gravina (pittrice amica della prot): brava; peccato che compaia per poco più di un minuto.
  • Riccardo Lupo (l’archeologo): peccato che compaia per moltissimi minuti.

riondino
Giorgio Arcelli, regista, è alla sua opera prima. Perciò va incoraggiato. Puoi solo migliorare, Giorgio: peggiorare sarebbe impossibile.

Comunque, per mia moglie e per me, è stato divertente vederlo. ERAVAMO SOLO NOI DUE NELLA SALA e commentavamo ad alta voce: “Che boiata di film… Guarda, c’è il castello di Rivalta… il campanile di Verdeto… il castello della Boffalora… la rocca di Agazzano…”

Ultima osservazione: il film è stato girato (presumo in pochissimi giorni) nella primavera del 2007. Hanno avuto il coraggio di distribuirlo solo due anni dopo.

Se ti capiterà di vederlo, capirai il perchè.

 

I BACI MAI DATI, di Roberta Torre

Mi chiedevo, il 26 ultimoscorso, perché i nostri produttori non puntano su attrici/attori giovanissimi.

Per la verità qualche eccezione a questa regola c’è.

Nel 2003 Virzì ha potuto scegliere come protagonista di Caterina va in città la giovane Alice Teghil (all’inizio delle riprese non aveva ancora 14 anni) e il botteghino ha risposto bene. Poi la Teghil non ha avuto altrettanta fortuna.

Ecco, mi sono tornati in mente quel film e quella attrice vedendo I BACI MAI DATI.

Una storia un po’ esile ma interessante, interpretata da Carla Marchese con Donatella Finocchiaro (la madre della protagonista), Giuseppe Fiorello (il padre), Piera Degli Esposti (un’inquietante parrucchiera-cartomante) e Pino Micol (il parroco).

TRAMA. Vita grama, quella della giovane Manuela: famiglia disastrata, madre e sorella che gareggiano in zoccolaggine… Ma si sparge la voce che Manuela ha sentito la voce della Madonna. Tutto il quartiere si mette in fila per chiedere grazie grandi e piccole (“fa’ morire mio marito, tesoro…”), arrivano notorietà e soldi. Manuela si stanca presto di essere un fenomeno da baraccone, litiga di brutto con la mamma, poi fanno pace… e il botto finale (se proprio volete conoscerlo) ve lo racconto dopo il video.

Intanto lodo alcune trovate della regista. Nella sequenza iniziale un velo sull’obbiettivo ci fa intravedere una piccola folla (con tanto di sindaco) in una piazza. Solo dopo un po’ lo spettatore capisce che il velo copriva gli occhi dell’inauguranda statua della Madonna. E poi viene descritto il quartiere di Catania dove tutto si svolge: colori vivaci, sguardi tristi, droga.

Azzeccate le figure di contorno. Soprattutto il parroco, scettico sulle “rivelazioni” ma utile nel consigliare il look giusto alla protagonista (non si può andare in televisione con la minigonna..) e le clienti della bottega della Degli Esposti, siliconate dalle tette ai piedi. Non manca l’onorevole sporcaccione, ma non si dice di che partito è.

Conclusione. Proprio quando Manuela ha deciso di troncare tutto, una cieca ritrova la vista (grazie a chi? boh, vai a sapere…) e mi sa che stavolta andranno tutti a PORTA A PORTA.

Auguri comunque all’esordiente Carla Marchese, che nel frattempo ha compiuto 15 anni (il film è stato girato un anno fa). Le auguro altre parti, magari con battute più significative di “un conto è sperare, un conto è essere presi per il culo…”