(tra orecchini e mutande) il mistero di PERFETTI SCONOSCIUTI

L’avevamo visto a febbraio, insieme alla ballotta.

Già allora discutevamo sul finale pirandelliano del film. Ieri l’ha trasmesso SKY, per cui Paola e io abbiamo esaminato con cura i dettagli del finale.
perg
Gli orecchini di Eva, ad esempio, e l’anello di Bianca e le mutande di Carlotta…

Ma l’avete visto tutti? Sì, vero?

Perché non voglio spoilerare. Mai più. E’ uno dei buoni propositi per il 2017. Anche se non so quanto reggerà.

Beh, se tu non l’hai visto e non vuoi sapere come finisce stacca adesso e non leggere dopo l’immagine.
sconosc
Come dicevo, il film l’avevo visto con mia moglie e con gli amici di sempre.

Loro non avevano dubbi:

  • il gioco al massacro di leggere i telemessaggi degli altri commensali NON è mai avvenuto; è solo un ammonimento a liberarsi dalla schiavitù delle telediavolerie (e comunque a non dimenticare che le bugie hanno le gambe corte)
  • il film lo rivela chiaramente negli ultimi 2 minuti con numerosi e inequivocabili indizi

Io non sono un buon osservatore. Nel finale non mi ero accorto degli orecchini di Eva (la padrona di casa): se erano un regalo del suo amante e lei glieli aveva platealmente restituiti perché lei li porta ancora nel finale?

Quanto a Carlotta, che ha dimostrato coram populo di non portare le mutande, perché nel finale apre un cassetto, ne prende un paio senza farsi vedere dal marito e se le mette? Diciamo che forse ha un amante (forse solo a livello di chat) ma non è così scema da farlo sapere a tutti.

CONCLUSIONE. E’ davvero un bel film, molto ben recitato. E c’è la sorpresona finale, che nessuno aveva previsto.

Bene. Bravi.

Ha avuto anche un notevolissimo incasso (quasi 28 milioni di euro, minchia!). Ci pensino i produttori italieschi, quando progettano i soliti filmazzi natalizi.

Ma del tonfo dei cinepanettoni di quest’anno parlerò un’altra volta

Published in: on gennaio 4, 2017 at 1:21 pm  Comments (3)  
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Cosa resterà della stagione 2015/16? (elenco di 7 film made in USA, uno francese e uno italiano, tra i quali sceglierò a tempo debito the best of the season)

Ho visto CRIMINAL (recensito qui; mi è piaciuto il giusto) e HARDCORE! (ne ho parlato qui; bleah…)

Se questi film vengono distribuiti vuol dire che sulla stagione sta calando il sipario.

Da oggi al 31 luglio potrebbero uscire dei capolavori, ma ci spero poco.

PROVVISORIAMENTE elenco qui 9 titoli, in ordine alfabetico. A luglio deciderò chi incoronare come mejor pelicula de la estaciòn.

  1. AVE, CESARE – Un atto d’amore. Amore per il cinema hollywoodiano. Al protagonista (Agente K Brolin) offrono mari e monti per lasciare il suo ufficio di factotum della Capitol Pictures. “Cosa devo fare, Padre? I soldi sono soldi…” “Resta nel cinema, figliolo! I film aiutano a sognare!”
  2. CAROL – Lei ama lei. E come si fa a non amare Galadriel Blanchett? Un po’ di dramma, ma soprattutto molta sophisticated comedy nella Manhattan del 1952
  3. HATEFUL 8 – Otto piccoli indiani in una baracca del Uaiomin. Tanta neve intorno. Alla fine lo sceriffo e il maggiore (pieni di buchi più di uno scolapasta) impiccano Mrs. Parker Leigh. E non ne rimase nessuno.
  4. INSIDE OUT – 5 personaggi nella testa di Riley. Joy sembra destinata a morire (in un mondaccio come questo non ci sarebbe niente di strano), ma il sacrificio di Bing Bong fa virare verso la commedia. Tutto finisce bene. Peccato per il nome: il Bingbonganesimo suona male
  5. LA CORTE (L’HERMINE) – Anche i presidenti della Corte d’Assise hanno un cuore. Alceste Luchini riconosce tra i giurati colei per cui si prese una folgorante cotta. Come invidio i francesi! Sanno mischiare il dramma e la commedia come nessuno!
  6. MR. HOLMES – Dove impariamo che le vespe non sono api, che anche a 90 anni suonati la memoria funziona ancora e che il più famoso detective della storia non fuma la pipa. Interpretazione con la I maiuscola di Gandalf McKellen.
  7. PERFETTI SCONOSCIUTI – Inganni e amori al tempo dello smartphone. Che, come lamenta il protagonista (Marco Giallini), “è diventato la nostra scatola nera!” Un po’ Pirandello, un po’ SLIDING DOORS. A voi non è piaciuto? Comunque è il meglio che passa il convento italiesco.
  8. REVENANT – Stefano Disegni l’ha sfrugugliato su CIAK di febbraio, ma io l’ho trovato fantastico. E’ vero che ci sono molte più immagini che parole (Titanic Di Caprio più che parlare ansima); ma il cinema è questo: gli spettatori escono dal loro mondo abituale e rabbrividiscono nella neve del Dakota
  9. SICARIO – Se in questo breve elenco (che forse verrà aggiornato, spero) prevalgono le commedie questo film è dramma allo stato puro. Anzi, più che dramma è tragedia. Sangue, odio, depravazione, pallottole come se piovesse… e la protagonista (Queen Victoria Blunt) non sa più a cosa credere, poareta.

cateavecort

a metà di questo mese bisestile ho visto un BAH e quattro film al di sopra del BAH

Mi piace andare al cinema in questo periodo “sanremese”.

Sale semivuote (qualcuno guarda la tv, qualcuno è andato a sciare, qualcuno è andato in Spagna a cercare l’optalidon) e film come si deve.

  • IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI – Ho goduto come un maiale vedendolo sul grande schermo (l’avevo visto solo in tv, tantissimi anni fa); impossibile riassumerne la trama se non si risolve prima l’enigma: Franz è pazzo o lo fanno passare per tale? (io ho un’opinione, ma non voglio dirvela; e forse sono influenzato dalla storia di SHUTTER ISLAND)
  • REVENANT – REDIVIVO – L’avevo visto a gennaio e mi era piaciutissimo. Siamo in vista della Notte delle Statuette e ho voluto rivederlo: ce la farà? Mah… non conosco ben 5 degli 8 candidati e quindi non posso scommettere il collo (anche perché ne ho solo uno, di colli). Diciamo che è MOLTO PROBABILE: è l’epopea di un eroe solitario. Cosa c’è di più americano?
  • L’ULTIMA PAROLA – LA VERA STORIA DI DALTON TRUMBO – Un altro bel film, ben sceneggiato e ben recitato (come ho già detto, B. Cranston è il solo che possa contrastare il trionfo di Di Caprio). Magistrali anche Helen Mirren nella parte da “cattiva” e John Goodman (che si sta specializzando nelle parti di produttore). Mi piace soprattutto che il protagonista non sia descritto in termini agiografici; Trumbo non era un santo (gli piaceva la bella vita, eccome!), semplicemente non gli andava che qualcuno gli dicesse in che cosa credere.
  • C’è un po’ d’Italia nella categoria AL DI SOPRA DEL BAH. Abbiamo visto PERFETTI SCONOSCIUTI e ci è piaciuto. L’ho recensito qui e mi astengo dal rispondere al quesito “quel terribile gioco della verità si è svolto veramente o era solo nella mente di Kasia Smutniak?”. Blabla (che di cinema ne capisce) consiglia di compararlo con SLIDING DOORS. Il titolo allude al fatto che anche le persone che crediamo di conoscere sono in realtà dei PS.

Dopo questo poker d’assi (accludo le rispettive immagini) citerò un film che poteva riuscire meglio.
dottor
capri
trumbperfett
Così discesi dal cerchio primaio giù nel secondo che men luogo cinghia… (ehm, scusate; ero distratto)

Alla categoria BAH (qualche infamia e qualche lode) appartiene L’ABBIAMO FATTA GROSSA di e con Carlo Verdone (e Antonio Albanese come spalla di lusso).

Si ride, almeno in certe scene (i 2 protagonisti entrano in un solarium e chiedono un lettino per due) e le pernacchie finali sono molto liberatorie.

Però la sceneggiatura qualche buco ce l’ha e alcuni personaggi ci sono soltanto per combattere la disoccupazione.