Buchi nel deserto

Romanzo di Louis Sachar del 1998. Titolo originale “Holes”. Nel 2003 ne fecero un film con Sigourney Weaver, Patricia Arquette, John Voight e Shia LaBeouf (allora 17enne). Grande successo in America, qui passò quasi inosservato.

Con “Holes” Sachar ha vinto numerosi premi, negli USA e in Europa, tra cui il Premio Andersen 2000. Altri suoi romanzi non hanno avuto lo stesso successo.

In Italia è considerato un libro per ragazzi. A mio sommesso parere, questa etichetta non è appropriata. Da noi si classifica “per ragazzi” tutta la letteratura in cui il sesso non è centrale: Moby Dick, l’Iliade e i Viaggi di Gulliver, ad esempio.

In realtà è un romanzo complesso, che miscela dramma e umorismo. Tipo Le avventure di Huckleberry Finn. E lo consiglio vivamente a tutti gli adulti che amano il dramma e l’umorismo.

TRAMA ESSENZIALE. Stanley, 15enne texano, è accusato ingiustamente di furto. Può evitare il carcere solo lavorando per una lunga, assolata estate in un campo di lavoro nel deserto. La direttrice costringe i giovani detenuti a scavare continuamente profonde buche nel terreno, che anticamente era il fondo di un lago. Solo alla fine si scoprirà il perché di questi buchi, apparentemente assurdi. C’entrano molte cose, tra cui una leggendaria fuorilegge dell’800 (Kate Barlow, la Baciatrice) e il bis-bis-nonno del protagonista (emigrato per una strana ragione dalla Lituania) che proprio da Kate la Baciatrice era stato rapinato tanti anni prima.

Meglio il romanzo del film, secondo me. Ma siamo nell’opinabile, certamente.
buchi