BLADE RUNNER all’italiana, in 2D e mezzo (doveva essere in 3D, ma i mezzi sono quello che sono)

I protagonisti

Kapicchioni Clemente (in arte, K; interpretato da Paolo Ruffini) è un replicante. Dirige un’agenzia di pompe funebri (la famosa “meglio attè che ammè”) e si premura di seppellire i replicanti di vecchia generazione.

Rick Deckard (interpretato da Giorgio Panariello) è un replicante, riluttante all’idea di essere imballato nelle casse da morto di K; si nasconde nelle macerie di Forte dei Marmi.

Trama essenziale

K scopre, abbandonata in fondo a un vecchio magazzino, una bara su cui una mano infantile ha inciso la frase

Supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra come se fosse antani
ber

K –“Ma questo l’ho scritto io, quand’ero bimbino! Me lo rammento benissimo!”

Sulla base di questo e di altri indizi K capisce di non essere stato creato all’ILVA di Taranto, ma di essere uscito da una passerina. Si mette in testa anche di essere figlio di Rick e lo va a cercare. Dick non lo vuol vedere e si nasconde tra i ruderi della Capannina.

K – “Esci di costì, babbino mio! Sono il tu’ figliolo, e mi chiamo Kapicchioni…”

Dick – “Te tu m’ha’ rotto i coglioni!!!”

K – “E di nome faccio Clemente!”

Dick – “Me li hai rotti ugualmente!!!”

Finalmente Dick esce allo scoperto e per impressionare il pischello si mette a declamare

Dick -“Io non so chi tu se’ né per che modo venuto se’ qua giù, ma fiorentino mi sembri veramente quand’ io t’odo…”

K – “O bischero!!! Fiorentino a me? Io son livornese livornese! Dell’Ovosodo!”

Dick – “E tu saresti il mi’ figliolo? Ma chi lo vuole in casa un citrullo livornese, figlio di una bucaiola maremmana e di qualche soldataccio della quinta armata!!! Annusa questo, bellino!!”

E gli scorreggia in viso, lasciandolo stecchito (si fa per ridere, via!)

Quando il regista (Neri Parenti) ha visionato il materiale ha rinunciato a montarlo, gridando che una simile bischerata era buona giusto per qualche spot sulla cura delle emorroidi.

Poi è fuggito alle isole Cayman con i soldi dell’anticipo. Sull’aereo c’erano anche il Ruffini e il Panariello, intenti anch’essi a contare i loro soldacci.
ruffipanar

Published in: on ottobre 14, 2017 at 8:08 am  Comments (1)  
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