4 film nell’uovo di pasqua

cenerllsuitecevoli

Domenica pioveva. Siamo entrati all’UCI di Casalecchio e abbiamo giocato a nascondino nelle diverse sale.

Ragion per cui quando ci siamo ritrovati (a tarda sera) davanti al Jamaica Coffee Shop avevamo visto brandelli di 4 diversi film e, tentando di raccontarceli a vicenda, abbiamo fatto un po’ di confusione…

Comunque ecco cosa ricordo io:

nel primo film ci sono lui e lei che ballano; lui chiede “ma perché vai via così presto? c’è la spaghettata di mezzanotte…” ; lei risponde “è per via dell’incantesimo… quando batte l’ultimo tocco la carrozza ridiventa zucca, i valletti topi e io divento una lupa mannara...”; “ma dai! figurati se io, laureato al MIT, posso credere a questa sciocchezzaaaaaaarghhh!!!!!

nel secondo film c’è una cittadina in festa; si celebrano 10 anni dalla morte di un famoso divo (evidenti allusioni a V. Gassman) e si riuniscono le ex-mogli, le figlie, un genero, diversi amici, un vescovo, un generale ecc; alla fine, dopo tanti discorsi e qualche sbronza, salgono tutti sul volo Germanwings da San Vito dei Normanni a Dusseldorf

nel terzo film lei si innamora di un ufficiale crucco (ma quanto era meglio se tutti i tedeschi avessero fatto l’amore e non la guerra!) dallo sguardo magnetico; come tutte le grandi storie (Tristano&Isotta, Romeo&Juliet ecc) non c’è lieto fine; ma subito si reincarnano, lui col frak nero di Fred Astaire e lei col vestito bianco di Ginger Rogers (“while there’s moonlight and music and love and romaaance let’s face the music and daaance!”)

nel quarto un maestro elementare romagnolo si ritrova tra le tragedie e le meschinità della WW1; dopo aver conosciuto un austriaco (che caga leggendo il DE BELLO GALLICO) si decide a fare la rivoluzione e marcia su Roma (padroni, borghesi, ancora pochi mesi! fucile, piadina, la fine si avvicina!) dove trova re Vittorio, al quale non sembra vero di trovare uno più basso di lui e perciò lo incarica di formare il nuovo governo.

Published in: on aprile 7, 2015 at 3:08 pm  Lascia un commento  
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Giacobazzi, Pizzocchi e Mister X (ovvero, quello che avvenne al teatro di via Libia…)

Prima di raccontare quello che è successo sabato sera al Dehon, un’anticipazione.

Nel prossimo postaccio riassumerò le vite parallele di 2 famosi attori, nati l’uno il 10 aprile del 1932 in una grande città all’estremità meridionale del Mediterraneo, l’altro il 30 dicembre dello stesso anno in una grande città all’estremità settentrionale dello stesso.

Detto ciò, ecco i fatti nudi e crudi.

Nome dello spettacolo: DUPLEX.

In scena il noto duo Giacobazzi&Pizzocchi.
duplex
Auncertopunto Pizzocchi Duilio (al secolo, Maurizio Pagliari) sta raccontando la storiella dell’allevatore che faceva mangiare bottiglie rotte alle pecore…

E’ VECCHIA!!! esclama qualcuno in platea.

(effettivamente è vecchia; la raccontò Noè sull’Arca e già allora gli dissero che la battuta su come ottenere la lana di vetro era vecchia; secondo alcuni biblisti l’avrebbe raccontata Abele a Caino, il che spiegherebbe quel che seguì…)

Comunque il Pizzocchi accusa il colpo. Balbetta che è troppo facile mettere in difficoltà l’attore nascondendosi nel buio della sala…

HO DETTO CHE E’ VECCHIA!! replica il disturbatore (la E di vecchia è molto romagnola) e un faretto lo illumina.

Risata generale. E’ Paolo Cevoli.
cevoli
Viene avanti col suo cranio lucente e stringe le mani delle signore.

Festa sul palco.

Poi il motivo della sua presenza viene svelato. Ha appena finito di girare un film, come protagonista e regista. Uscirà in primavera col titolo di SOLDATO SEMPLICE, ambientato nel 1917 sui ghiacciai alpini.

Tutto qui. E adesso mi rimetto a ridere, pensando alla storiella dei 2 bevitori che avevano trovato il modo di non pagare…

 

Published in: on ottobre 20, 2014 at 11:54 am  Comments (3)  
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Mussolini visto da Cevoli (e con questo cosa voglio dire?)

Ci hai fatto ridere per 90 minuti, caro Paolo, e ci hai fatto anche pensare…

Apertaparentesi. Sabato sera siamo andati al Teatro delle Celebrazioni, vicino al Meloncello. Hitchcock è rinviato a data da destinarsi. Chiusaparentesi.

Si parte dalla fine. Nullo Vivadio, ritornato a Riccione dopo una lunga parentesi sudamericana, racconta di come fu costretto dall’OVRA a sostituire Mussolini in molte cerimonie estive, di come approfittò della sua somiglianza per intortare una donna bellissima e di come se la squagliò nel caos generale che seguì il 25 luglio 1943.

Si ride. Molto. Battute sull’Italia di allora (piena di bordelli e di suore) e su quella di adesso: “Lui era fatto così, se non spurgava ogni 3 ore gli colava il sangue dal naso; non ce l’avremo più un capo del governo così assatanato…”

Ma tra una battuta salace e una barzelletta su Starace, ogni tanto il discorso prende un altro tono.

“All’inizio il Tiranno ha degli amici intorno. Anche gente seria, che si permette di criticarlo. Ma presto intorno a lui ci sono solo cortigiani. Gli amici non ci sono più, o perché si sono disgustati o perché il Tiranno li ha fatti fuori…”
sosia

Published in: on aprile 8, 2013 at 12:12 am  Comments (2)  
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