TEMA DELLA MATURITA’: TIPOLOGIA D

Come il mazzo (della briscola) ha 40 carte ci sono 40 luoghi comuni che in un tema sono sempre utili.

Li ho elencati qui evidenziandoli: se non vi sembrano usati bene poco male. Rimescolate il mazzo.

Usateli e sfangherete la sufficienza, qualsiasi argomento (storico-artistico-letterario-socioeconomico-scientifico-tecnologico-ecc) i cervelloni del ministero avranno scelto.
ministero
Noi giovani abbiamo ereditato una situazione difficile: “il mondo è fuori dei cardini ed è un dannato scherzo della sorte ch’io sia nato per rimetterlo in sesto..” (Shakespeare funziona sempre; la commissione apprezzerà).

E’ così in tutto il mondo, ma sopratutto in Italia, un meraviglioso paese che non riusciamo a non amare. Pur disponendo di un patrimonio artistico impressionante, di ricchezze ambientali affascinanti, di una gloriosa tradizione, siamo in braghe di tela.

Colpa del malcostume politico? Della millenaria collusione tra malavita organizzata e istituzioni? Della mancanza di senso morale dell’itala stirpe? (anche citare Mazzini non guasta)

Aperta parentesi. Pare che l’uccisione di Remo da parte di Romolo sia stata commissionata dal clan dei Casalesi. Le indagini seguono una nuova pista. Chiusa parentesi.

Occorre dunque ritrovare e consolidare il senso del dovere. Dobbiamo sentire l’esigenza di un profondo rinnovamento della società.

Una società più giusta, fondata sull’onestà, sul reciproco rispetto, sulla solidarietà, sulla tolleranza.

Perché proprio dall’anarchia morale a tutti i livelli derivano i problemi economici del mondo globalizzato. A partire dalla crisi delle banche del 2008, a sua volta provocata dall’eccessiva cartolarizzazione dei mutui subprime (non preoccupatevi se non è chiaro: chi correggerà il vostro tema ne sa meno di zero), si è attuata una perversa spirale recessiva che ha causato ondate di licenziamenti, di delocalizzazione di industrie nel terzo mondo, di truffe e di colossali evasioni fiscali.

Per non parlare dei problemi ambientali, causati dal fatto che in molti paesi (mancando la democrazia e quindi l’opinione pubblica) non esistono efficaci controlli sull’inquinamento e sulla iperproduzione di CO2, con conseguente vertiginoso aumento dell’effetto serra.

Interi continenti sono ridotti alla fame. Milioni di profughi lasciano le loro terre in una disperata, inarrestabile migrazione biblica verso l’opulento occidente. (un po’ di retorica ci vuole sempre)

Questi sono solo alcuni problemi causati dalla ingiusta distribuzione delle ricchezze. Si calcola che il 79% dei capitali mondiali sia nelle mani del 4% della popolazione (i dati statistici fanno sempre colpo… e poi chi controllerà?)

E in gran parte le conseguenze ricadono sulle nuove generazioni. La mancanza di sicurezza e la crisi dei valori spingono molti sulla via della depressione e della droga.

Nonostante tutto ciò, io non perdo il mio ottimismo. 

Per quanto gravi siano le difficoltà che dovrò affrontare, non dimentico che in questo momento storico i giovani comunicano tra loro come mai prima d’ora. Internet e i social networks ci permettono di conoscerci tra noi e conoscere il mondo.

Possiamo accedere a un’enorme massa di informazioni e questo ci aiuterà a migliorare la società. Saremo liberi dalle paure e dai pregiudizi che hanno causato tante sciagure nel passato.

E concludo con le parole di un profeta del nostro tempo: “Stay hungry, stay foolish”. Dobbiamo essere sempre coraggiosi, sereni e ottimisticamente folli.
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Non ho inserito nell’elenco la pace nel mondo, il razzismo, il neo femminismo, il disagio giovanile, il trionfo dei San Antonio Spurs e la precessione degli equinozi.

Metteteceli voi se vi sembra il caso.

Albertazzi al Duse

Mercoledì sera al teatro Duse. Filosofi sulla scena, nel senso che Albertazzi interpreta F. Nietzsche e Protagora (nelle serate precedenti si era calato nei panni di Platone e di Ratzinger, ma io non c’ero).

Alla fine il pubblico ha applaudito lungamente. L’applausometro ha misurato la sonorità degli applausi a Protagora (52) e a Nietzsche (35): la vittoria di Protagora è comprensibile, in quanto Albertazzi lo ha descritto come campione dell’Ottimismo, mentre Nietzsche era il Pessimista.

“Tu, amico Protagora, ci parli della Democrazia e del Progresso… io, che per ventura vivo 2400 anni più tardi, ho constatato che la democrazia non è servita ad altro che a trasformare gli uomini in pecore…”

Giorgio Albertazzi è un abilissimo, impareggiabile animale da palcoscenico.

Potrebbe recitare l’orario ferroviario o il regolamento dell’Azienda del gas, il pubblico ne sarebbe ugualmente deliziato.

C’è da aggiungere che non c’erano solo i filosofi in scena. Nel suo monologare Albertazzi ha divagato in lungo e in largo, ha parlato della vecchiezza, di Dante e Beatrice e di Giulietta…

e quando ha iniziato con “se sia cosa più nobile sopportare pazientemente gli strali e i colpi di balestra…” ho provato un brivido. Ricordando che, in quello stesso teatro, 45 anni prima (alla vigilia degli esami di maturità) ero spettatore dell’Amleto con Giorgio Albertazzi.

Published in: on gennaio 21, 2010 at 10:22 pm  Comments (6)  
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I’m singin’ in the rain!

Un film che era impresso nella mia memoria e che adesso (grazie al DVD) rivedo sempre con immenso piacere.

Andavo alle elementari, ricordo la gag della torta (con molta panna) in faccia: Lei tira la torta a Lui, che si china appena in tempo, e la torta finisce in faccia all’altra, la Cattiva. Esperienza memorabile: prima Risata Collettiva in Sala.

Naturalmente non c’è solo questo in CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA.

Non è solo un film musicale, non è solo un film comico: è un vero film, molto ben recitato, sui drammi che provocò il passaggio dal muto al sonoro.

Star famose in tutto il mondo sparirono perchè avevano solo un bell’aspetto, ma una voce stridula. Altrettanto per i registi che non riuscivano a padroneggiare le nuove tecniche. Sul set (dove prima si rideva e scherzava in continuazione) l’obbligo del silenzio totale.

E le polemiche tra attori di teatro (quelli con la voce “impostata”) e i “mimi” del cinema muto. E la parodia dello star system: Lui (Gene Kelly) e la Cattiva (Jean Hagen) si detestano con tutta l’anima, ma fingono di essere perennemente alla vigilia delle nozze…

Insomma, non mi stanco di rivederlo. Soprattutto, non mi stanco di “Good morning, good morning!” che è un vero Inno dell’ottimismo: tutto è andato male fino a stanotte, ma si sta facendo giorno e la vita sorride ancora…

Published in: on febbraio 7, 2009 at 9:47 am  Comments (2)  
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CE L’HA FATTA!!!!!!! An american dream

Un anno fa, in questi giorni, manco lo sapevo chi fosse. Pensavo a Hillary Clinton come possibile presidente.

Fu mio figlio a parlarmene. Era tutto preso della sua tesi di laurea, ma una sera mi concesse udienza: “Spero che vinca Obama… è giovane, è intelligentissimo, può cambiare davvero l’America! Hillary è antipatica, con quella sua aria da prima della classe, è stata ambigua con la guerra in Iraq… e poi gli americani sono parecchio misogini,  oppressi dalle loro mogli… non la voteranno!”

Io non ero convinto. Ma adesso devo riconoscere che aveva ragione lui. Hanno eletto un dirty nigger, tanto per essere espliciti. Sarebbe a dire, come se a Treviso eleggessero sindaco un rom.

Mi chiedo: perchè gli americani hanno il coraggio di cambiare e noi no?

Perchè là amano il cambiamento, la modernità, sperano accanitamente in un futuro migliore? E noi ce ne stiamo qui, a lamentarci sterilmente…

Da noi, se non cadeva il muro di Berlino, c’era ancora il pentapartito! Andreotti o Forlani al Quirinale, De Mita o Casini o Mastella al governo… E tutti a rimpiangere il passato! A dire: “Se ci fosse ancora Berlinguer, De Gasperi, Mussolini, ecc…”

Forse la differenza è che là leggono spesso i profeti dell’Antico Testamento, che annunciano un futuro di giustizia e di pace…

OPPURE, più laicamente, dal Vecchio Mondo sono emigrati là i più ottimisti, i più coraggiosi.

Mentre i rassegnati, i pessimisti, gli uccelli del malaugurio sono rimasti qua.

Published in: on novembre 5, 2008 at 3:02 am  Comments (3)  
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