ARSENIC AND OLD LACE vs SERIAL MOM

Due film americani (F. Capra 1944, J. Waters 1994) hanno in comune delle protagoniste SERIAL KILLERS (in entrambi i casi ci vuole il pallottoliere per contare i cadaveri), inserendo i loro omicidi in atmosfere comiche.

Naturalmente i motivi per cui rispettabili signore abbassano drasticamente il numero degli abitanti della loro città sono diversi (sono passati 50 anni e si nota…)
Nel caso di ARSENICO E VECCHI MERLETTI le sorelle Brewster uccidono vecchi homeless con motivazioni “umanitarie”.

La grottesca signora Sutphin (peraltro perfetta moglie, madre e cuoca, nonché campionessa di raccolta differenziata di rifiuti) uccide a destra e sinistra PERCHE’ NON SOPPORTA I DIFETTI DEL PROSSIMO.

Ad esempio chi indossa scarpe bianche fuori stagione o non riavvolge la VHS presa a noleggio DEVE MORIRE (e morirà).

ALTRA ANALOGIA. Nel finale le protagoniste NON SONO PUNITE.

Nel primo caso il nipote (ve la ricordate la faccia stralunata di Cary Grant?) si accontenta di farle internare in una “casa di riposo”.

Nel secondo caso la sig.a Ammazzatutti affronta spavaldamente il processo difendendosi da sola e convince la giuria di non essere colpevole (è una farsa di processo, ma il regista voleva proprio fare del sarcasmo sul cinismo della nostra società); il fratello di una delle vittime vuole vendetta, ma si calma subito quando gli spiegano che avrà una parte degli enormi profitti che si annunciano (diritti televisivi, si sta già scrivendo un istant book, si farà il film, ecc)

Beh, ho già un’idea su quale dvd rimarrà nello scaffale-dei-preferiti. Però vorrei tanto conoscere l’opinione dei miei eventuali lettori.

Published in: on agosto 20, 2011 at 12:55 pm  Comments (9)  
Tags: , , ,

Psycho all’italiana

Sto preparando un post sul film di Hitchcock.

Secondo me (ma siamo in molti a pensarlo) Psycho (1960) è il più appassionante e il più riuscito thriller della storia del cinema.

Mi piacciono molto anche Vertigo (1958) e L’uomo che sapeva troppo (1956), ma non c’è gara con Psycho.

Ne riparlerò. Oggi, però, ho letto di un furbacchione a Catania che conservava il cadavere della zia in un grande frigorifero. Lo faceva per godersi la sua ricca pensione (aveva la delega all’incasso). La polizia ha scoperto tutto in seguito alla “soffiata” dei vicini.

Interessante versione italiana del tema. Non c’è omicidio, ma c’è l’occultamento di un cadavere e la truffa ai danni dell’INPS.

L’omicidio è più appassionante, più romantico direi. Siamo abituati da sempre a casi di omicidio (da Montalbano a Derrick, da Maigret a CSI tutti si occupano di omicidi, almeno tentati)

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/09/25/perche-ce-tanta-polizia-nelle-fiction-televisive/ 

In Italia però siamo sommersi da delitti meno spettacolari, ma comunque gravissimi: corruzione, evasione fiscale, abuso di potere, truffa, peculato, estorsione (avete presenti quei simpaticoni che chiedono il pizzo? che di fatto paralizzano l’economia di intere regioni?) malversazione, bancarotta fraudolenta e così via.

Ecco, vorrei tanto che i cervelloni della lotta-al-crimine televisiva e cinematografica (siano giudici, commissari, carabinieri, signore ingiallo… e mettiamoci anche Don Matteo e il commissario Rex) si dedicassero anche a questi delitti. E arrivassero a smascherare i tanti farabutti che allietano il Belpaese (ivi compresi quelli che occultano il cadavere della zia) magari senza bisogno di aspettare la “soffiata”.

Published in: on settembre 2, 2010 at 2:03 pm  Comments (5)  
Tags: , , ,