Ha ragione Andreoli? (a proposito dell’omicidio di Vasto)

Vittorino Andreoli, psichiatra e criminologo, sostiene che tutti siamo potenzialmente assassini e che NON E’ NORMALE chi non ha provato mai l’impulso di risolvere i suoi problemi con un ammazzicidio.
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Mi tornano in mente queste teorie di fronte a recenti fatti di cronaca.

A Vasto qualche mese fa un tale aveva causato la morte di Roberta Di Lello investendola con la sua auto. L’altro giorno il marito della vittima carica la sua pistola (una Beretta 98FS) e va a “fare vendetta”.

Giuridicamente parlando non ci sono dubbi: omicidio premeditato. Ma non vorrei essere al posto di chi dovrà giudicare questo caso.

Qualche centinaio di kilometri più a nord di Vasto c’è Pontelancomesichiama (Ferrara). Qui un simpaticone di nome Riccardo ha compiuto un matricidio-parricidio per interposta persona.

Dimostrando una notevole imprenditorialità, il Riccardo di cui sopra ha incaricato il suo amichetto Manuel di fare a pezzi (con apposita ascia) mamma e papà.

Anch’io ho avuto un rapporto difficile con mio padre.

E’ solo un caso che quelle accese discussioni non siano trascese?

E se una crisi di follia mi avesse travolto non mi sarei pentito subito? Non avrei passato il resto della mia vita a chiedere perdono, come l’assassino di Maria Goretti?

Nel caso di Manuel e Riccardo mi sgomenta proprio la mancanza di un vero pentimento.

Non so voi, a me l’espressione ho fatto una cazzata (usata da Riccardo dopo l’arresto) non sembra indicare pentimento, ma solo il rammarico di essere stato scoperto.

 

Published in: on febbraio 4, 2017 at 10:08 am  Comments (1)  
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