5 film sulle lezioni americane – HEAD OF STATE (2003)

Concludo questo breve ciclo con un film meno che mediocre, ma non privo di trovate interessanti.

La storia (già raccontata) è questa. A poche settimane dal voto di novembre un incidente aereo elimina contemporaneamente i candidati alla presidenza e alla vicepresidenza di un imprecisato partito (sui muri del quartier generale si vedono i ritratti di Reagan e di Lincoln; fate voi…). Nell’indecisione generale uno dei leader del partito propone di candidare un giovane afroamericano; il suo piano è quello di mandarlo allo sbaraglio (tra 4 anni si candiderà lui), mostrando intanto l’interesse per le minoranze etniche.

Si arriva all’attesissimo “faccia a faccia” che ha un incredibile risultato. Se volete sapere come va a finire leggete il post del 12/8.

Considerazione finale. I “faccia a faccia” qui da noi non usano; e quando hanno luogo fanno morire di noia (vi ricordate nel 2006 il match Berlusconi-Prodi, arbitrato da Clemente Mimun? io no, perché mi sono assopito…). In America invece sono la pagina più pepata di tutta la campagna. E io aspetto di vedere Hillary e Donald a due metri di distanza, pronti a rispondere a domande vere di giornalisti veri.

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Published in: on agosto 28, 2016 at 10:33 am  Comments (1)  
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BAH… provo a definire i film BAH

Ci sono i capolavori, i migliori di ogni tempo, gli indimenticabili, quelli da non perdere.

Ci sono i peggiori, le inqualificabili fetecchie, i primatisti mondiali dell’obbrobrio.

E ci sono le vie di mezzo.

I FILM BAH. Quelli che hanno pregi e difetti che li fanno restare in bilico. Con qualche lode e qualche infamia. Che avrebbero potuto essere una delizia, ma hanno mancato il bersaglio. Faccio 3 esempi.

  • UPSIDE DOWN (uscito in Italia nel 2013) – Interessante l’idea di base. 2 pianeti speculari: Mondodisopra (dove dominano bellezza, eleganza, progresso scientifico e si balla il tango) e Mondodisotto (brutto, deteriorato, pieno di lavoratori fantozzianamente infelici). Un romeo del mondodigiù ama una giulietta del mondodisù. Ma il finale delude: esageratamente ottimista (non solo Romeo e Giulietta non muoiono, ma i Montecchi e i Capuleti si abbracciano festosamente).
  • THE BUTLER (UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA, uscito in Italia nel 2014) – Capisco che sia piaciuto ai liberals americani (il razzismo viene progressivamente sconfitto dalla democrazia e dai presidenti, da Eisenhower a Obama). A me un po’ meno: trovo poco convincente il rapporto tra Cecil Gaines e suo figlio Louis. E poi è lungo, troppo lungo…
  • MIRROR MIRROR (2012, uscito in Italia col titolo BIANCANEVE) – Rivisitazione della famosa favola (conflitto matrigna-figliastra con la partecipazione speciale del Principe azzurro). Bellissimi i costumi, divertente il personaggio di Lord Brighton, interessante lo scambio di ruoli tra Biancaneve e il Principe (è lei che libera lui dall’incantesimo baciandolo). Ma la bianconevosa protagonista è loffia, molto meno simpatica della regina cattiva. E quel balletto Bollywood… BAH!

Volete segnalarmi altri casi di Bahismo, lettrici/lettori miei? upsidebutlermirror

Published in: on aprile 20, 2014 at 5:47 pm  Comments (5)  
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don Abbondio contro Gheddafi

Difficile trovare un personaggio così ITALIANO: don Abbondio è italianissimo, soprattutto nel suo voler schivare le liti, nel non prendere posizione quando si manifesta una CRISI.

Nei casi in cui (scrive il Manzoni) non riusciva a restare neutrale “STAVA COL PIU’ FORTE, SEMPRE PERO’ ALLA RETROGUARDIA, e procurando di far vedere all’altro ch’egli non gli era volontariamente nemico; pareva che gli dicesse: ma perché non avete saputo esser voi il più forte? io mi sarei messo dalla vostra parte!”

Così ha fatto il governo italiano nella crisi libica. Quando Gheddafi sembrava IL PIU’ FORTE ci rivolgevamo sommessamente ai ribelli: “ma perché non avete saputo esser voi i più forti? ci saremmo messi dalla vostra parte…”

Adesso tutto è cambiato. Gheddafi SEMBRA alle corde e noi, come don Abbondio, siamo pronti a rovesciarlo (il ministro La Russa ha già pronti i piani per sbarcare a Tripoli). Ma restiamo prudentemente nell’ultima fila.

Non si sa mai.

Published in: on marzo 18, 2011 at 12:05 am  Comments (2)  
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noi mancini

Sono mancino. Non lo dico per lamentarmi o per vantarmi: è così e basta.

Secondo le statistiche, noi mancini siamo circa il 10% della popolazione mondiale, e questo dato sembra una costante nei vari gruppi etnici. Diciamo che siamo un partito trasversale.

Sembra appurato che il mancinismo sia (modo congiuntivo) un fatto genetico. In certe famiglie i casi di mancinismo sono numerosi, in altre rarissimi. Interessante.

Ancora più interessante è l’informazione che ho desunto da Wikipedia. Anche nel Paleolitico eravamo il 10% (mi chiedo come abbiano fatto a calcolarlo) e questo dimostrerebbe che, ai fini della selezione darwiniana, essere mancini non è né un bene né un male.

Infatti, se i mancini si potessero accoppiare con maggior successo e perpetuare il loro patrimonio genetico in percentuale maggiore dei nonmancini, col passare dei millenni diventerebbero la maggioranza della popolazione.

Nel caso opposto, sarebbero sempre meno. Immaginatevi la scena: gli spermatozoi che vanno in cerca dell’ovulo e intanto si chiedono l’un l’altro “ma noi, siamo portatori del carattere ereditario del mancinismo?”

Perchè è così che va. Le leggi dell’evoluzione sono ferree. SEI DEBOLE? POCHI O NIENTE FIGLI!!!

Ma, ripeto, noi mancini non ci sentiamo né più forti né più deboli degli altri. Siamo solo più mancini.

Ultima considerazione, very politically uncurrect.

Secondo la tradizione islamica la mano sinistra è impura. Viene usata per pulirsi il culo, mentre quella destra è destinata alle funzioni più nobili, a partire dalla preghiera. Non si può sfogliare il CORANO con la sinistra.

E io come farò? Quando sarò davanti ad Allah, avrò qualche problema a fargli ciaociao con la destra. In compenso avrò il culo pulito.

P.S. Tutti i personaggi qui raffigurati sono o erano mancini; avrei potuto aggiungere Charlie Chaplin, Valentino Rossi, Picasso, Paul McCartney, Napoleone, Bill Gates, Giovanna d’Arco, Sting, Mozart, Beethoven, Bill Clinton, Robert De Niro, Elisabetta II d’Inghilterra, Nicole Kidman, Bruce Willis, Raffaello e, naturalmente, Diego Armando Maradona. Ma non c’era spazio per tante immagini.

Published in: on febbraio 1, 2009 at 9:18 am  Comments (9)  
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