SHAKESPEARE IN LOVE (ovvero, quanto valeva una sterlina nel 1593?)

Questo è il film che ho visto più volte. Lo conosco a memoria e vi spiego il perché.

Dall’anno 2000 al 2008 io mi occupavo delle biblioteche delle scuole PEPOLI e ROLANDINO DE’PASSAGGERI (Bologna). Mi ero accordato col collega di inglese: la classe entrava, volente o nolente, nella biblioteca (un’ex sala da musica con acustica perfetta) e il dvd partiva.

Poi la classe tornava in aula e ciascun alunno riempiva il rituale foglio protocollo con un tema-questionario che serviva a valutarne sia la competenza linguistica che il livello di conoscenza storica.

  • what does it mean “in love”?
  • come erano considerati gli attori a quel tempo?
  • perché le donne non potevano recitare e quali conseguenze derivavano da questo divieto?
  • quanto valevano le 50 sterline che Will Shakespeare scommette (e vince) con Lord Wessex?
  • and so on

Dopo l’immagine elencherò le attrici e gli attori che affollano il cast.
love
Gwyneth Paltrow – è Viola, la protagonista; oscar per la miglior attrice; quale altra interpretazione vi viene in mente? EMMA del 1996? o AMORE A PRIMA SVISTA del 2001?

Judy Dench – la regina Elisabetta; oscar per la miglior attrice non protagonista; Judy vi è piaciuta più in IRIS del 2001, L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNEST del 2002 o in PHILOMENA del 2013?

Geoffrey Rush – l’impresario Henslowe; quale film lo ha visto più brillare (oltre a questo, dove ha sfiorato l’oscar): SHINE del 1996, IL DISCORSO DEL RE del 2010 o GENIUS del 2017 (dove interpreta Einstein)?

Colin Firth – è l’orgoglioso Lord Wessex; dove vi è piaciuto di più: nell’oscarizzato DISCORSO DEL RE (2010), nella trilogia su Bridget Jones (2001, 2004 e 2016) o in A SINGLE MAN (Coppa Volpi nel 2009)?

Ben Affleck – qui è Ned Alleyn; nella sua vetrinetta ci sono 2 oscar: uno per WILL HUNTING (1998) e uno per ARGO (2012); per non parlare di una Coppa Volpi come miglior attore in HOLLYWOODLAND nel 2006.

Imelda Staunton – è la nutrice di Juliet; a mio giudizio una grande interpretazione, come lo è stata quella di Alma Reville, la moglie di Alfred Hitchcock, in THE GIRL – LA DIVA (2013).

Tom Wilkinson – è uno spietato affarista, ma la possibilità di recitare in un’opera di Shakespeare lo affascina; ve lo ricordate in MICHAEL CLAYTON (2007) dove sfiorò l’oscar? o in SE MI LASCI TI CANCELLO (2004)?

E mi fermo qui. Tra questi attori e queste attrici si sommano 6 oscar, undici nomination e numerosissimi altri riconoscimenti. Non male.

 

Published in: on gennaio 13, 2023 at 12:05 am  Comments (4)  
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5 film sulle lezioni americane – HEAD OF STATE (2003)

Concludo questo breve ciclo con un film meno che mediocre, ma non privo di trovate interessanti.

La storia (già raccontata) è questa. A poche settimane dal voto di novembre un incidente aereo elimina contemporaneamente i candidati alla presidenza e alla vicepresidenza di un imprecisato partito (sui muri del quartier generale si vedono i ritratti di Reagan e di Lincoln; fate voi…). Nell’indecisione generale uno dei leader del partito propone di candidare un giovane afroamericano; il suo piano è quello di mandarlo allo sbaraglio (tra 4 anni si candiderà lui), mostrando intanto l’interesse per le minoranze etniche.

Si arriva all’attesissimo “faccia a faccia” che ha un incredibile risultato. Se volete sapere come va a finire leggete il post del 12/8.

Considerazione finale. I “faccia a faccia” qui da noi non usano; e quando hanno luogo fanno morire di noia (vi ricordate nel 2006 il match Berlusconi-Prodi, arbitrato da Clemente Mimun? io no, perché mi sono assopito…). In America invece sono la pagina più pepata di tutta la campagna. E io aspetto di vedere Hillary e Donald a due metri di distanza, pronti a rispondere a domande vere di giornalisti veri.

head

Published in: on agosto 28, 2016 at 10:33 am  Comments (1)  
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BAH… provo a definire i film BAH

Ci sono i capolavori, i migliori di ogni tempo, gli indimenticabili, quelli da non perdere.

Ci sono i peggiori, le inqualificabili fetecchie, i primatisti mondiali dell’obbrobrio.

E ci sono le vie di mezzo.

I FILM BAH. Quelli che hanno pregi e difetti che li fanno restare in bilico. Con qualche lode e qualche infamia. Che avrebbero potuto essere una delizia, ma hanno mancato il bersaglio. Faccio 3 esempi.

  • UPSIDE DOWN (uscito in Italia nel 2013) – Interessante l’idea di base. 2 pianeti speculari: Mondodisopra (dove dominano bellezza, eleganza, progresso scientifico e si balla il tango) e Mondodisotto (brutto, deteriorato, pieno di lavoratori fantozzianamente infelici). Un romeo del mondodigiù ama una giulietta del mondodisù. Ma il finale delude: esageratamente ottimista (non solo Romeo e Giulietta non muoiono, ma i Montecchi e i Capuleti si abbracciano festosamente).
  • THE BUTLER (UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA, uscito in Italia nel 2014) – Capisco che sia piaciuto ai liberals americani (il razzismo viene progressivamente sconfitto dalla democrazia e dai presidenti, da Eisenhower a Obama). A me un po’ meno: trovo poco convincente il rapporto tra Cecil Gaines e suo figlio Louis. E poi è lungo, troppo lungo…
  • MIRROR MIRROR (2012, uscito in Italia col titolo BIANCANEVE) – Rivisitazione della famosa favola (conflitto matrigna-figliastra con la partecipazione speciale del Principe azzurro). Bellissimi i costumi, divertente il personaggio di Lord Brighton, interessante lo scambio di ruoli tra Biancaneve e il Principe (è lei che libera lui dall’incantesimo baciandolo). Ma la bianconevosa protagonista è loffia, molto meno simpatica della regina cattiva. E quel balletto Bollywood… BAH!

Volete segnalarmi altri casi di Bahismo, lettrici/lettori miei? upsidebutlermirror

Published in: on aprile 20, 2014 at 5:47 PM  Comments (5)  
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noi mancini

Sono mancino. Non lo dico per lamentarmi o per vantarmi: è così e basta.

Secondo le statistiche, noi mancini siamo circa il 10% della popolazione mondiale, e questo dato sembra una costante nei vari gruppi etnici. Diciamo che siamo un partito trasversale.

Sembra appurato che il mancinismo sia (modo congiuntivo) un fatto genetico. In certe famiglie i casi di mancinismo sono numerosi, in altre rarissimi. Interessante.

Ancora più interessante è l’informazione che ho desunto da Wikipedia. Anche nel Paleolitico eravamo il 10% (mi chiedo come abbiano fatto a calcolarlo) e questo dimostrerebbe che, ai fini della selezione darwiniana, essere mancini non è né un bene né un male.

Infatti, se i mancini si potessero accoppiare con maggior successo e perpetuare il loro patrimonio genetico in percentuale maggiore dei nonmancini, col passare dei millenni diventerebbero la maggioranza della popolazione.

Nel caso opposto, sarebbero sempre meno. Immaginatevi la scena: gli spermatozoi che vanno in cerca dell’ovulo e intanto si chiedono l’un l’altro “ma noi, siamo portatori del carattere ereditario del mancinismo?”

Perchè è così che va. Le leggi dell’evoluzione sono ferree. SEI DEBOLE? POCHI O NIENTE FIGLI!!!

Ma, ripeto, noi mancini non ci sentiamo né più forti né più deboli degli altri. Siamo solo più mancini.

Ultima considerazione, very politically uncurrect.

Secondo la tradizione islamica la mano sinistra è impura. Viene usata per pulirsi il culo, mentre quella destra è destinata alle funzioni più nobili, a partire dalla preghiera. Non si può sfogliare il CORANO con la sinistra.

E io come farò? Quando sarò davanti ad Allah, avrò qualche problema a fargli ciaociao con la destra. In compenso avrò il culo pulito.

P.S. Tutti i personaggi qui raffigurati sono o erano mancini; avrei potuto aggiungere Charlie Chaplin, Valentino Rossi, Picasso, Paul McCartney, Napoleone, Bill Gates, Giovanna d’Arco, Sting, Mozart, Beethoven, Bill Clinton, Robert De Niro, Elisabetta II d’Inghilterra, Nicole Kidman, Bruce Willis, Raffaello e, naturalmente, Diego Armando Maradona. Ma non c’era spazio per tante immagini.

Published in: on febbraio 1, 2009 at 9:18 am  Comments (9)  
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