chi va con i mostri impara a mostreggiare (antico proverbio austroburgundese)

Ve l’avevo già detto: ho iniziato la mia carriera recitando insieme a veri mostri

Non solo perché accanto a me c’erano mostri di bravura(Woody Allen, Uma Thurman, Charlize Theron, Liam Neeson, Cate Blanchett, Johnny Depp, Sigourney Weaver, Anjelica Huston, Winona Ryder, Bob Hoskins…), ma anche perché nei miei film ho trovato mostri, fantasmi, fantasmini, cavalieri senza testa, serial killer e banchieri.

Mi chiedo quali parti mi proporranno in futuro:

  • la succhiasangue pedofila
  • la bella cannibale nel bosco
  • paura e delirio all’Expo di Milano
  • tre civette ninfomani violentate sul comò da sette nani
  • come diventare serial killer in 6 lezioni, da un’idea di Niccolò Ammaniti
  • il mostro di Loch Ness gioca a briscola con Godzilla
  • cara donna Letizia, mi hanno presentato Jack lo squartatore; ha chiesto la mia mano, ma aveva uno strano sguardo…

Voi cosa ne dite? Sperate che non mi offrano parti dark?

Comunque, quel pigrone dell’autore di questo bloggaccio ha messo qui alcune foto del mio passato. Quale vi piace di più? sirena SIRENE (R. Benjamin, 1990) – Sono una giovane atleta in una famiglia scombinata. mercol LA FAMIGLIA ADDAMS (B. Sonnenfeld, 1991) – Famiglia ancora più sbirolata. Mi chiamavo Mercoledì (vi ricordate?) rus CASPER (B. Silberling, 1995) – Sei stato il vero, trasparente, primo amore… hollow SLEEPY HOLLOW (Tim Burton, 1999) – Diventata maggiorenne, mi butto sull’horror. Mi chiamavo Katrina Van Tassel. monter MONSTER (P. Jenkins, 2003) – Vorrei precisare: io e Charlize siamo solo buone amiche. york NEW YORK, I LOVE YOU (S. Iwai, 2009) – Lo stesso vale per Orlando Bloom. E’ buono come il pane, ma non è abbastanza mostruoso per me. bel BEL AMI – STORIA DI UN SEDUTTORE (D. Donnellan 2012) – Senza i vestiti sono ancora meglio. Patticoso invece è ridicolo quando è nudo. Abbiamo dovuto ripetere la scena 6 volte perché mi veniva da ridere.

Risultato del derby virzisesco, parentesi letteraria e nuova sfida

Visti e ponderati i commenti, il derby si conclude così

  • TUTTA LA VITA DAVANTI resta nello scaffale dei preferiti
  • CATERINA VA IN CITTA‘ sarà ben custodito nell’armadio (comunque a portata di mano)
 Apro parentesi letteraria a proposito di un romanzo breve di N. Ammaniti
IO E TE (2010) è una storia cupa.
Lorenzo, il protagonista, è un 14enne pieno di problemi. Figlio unico di una coppia molto ricca, non lega con i coetanei e si nasconde in un mondo di sogni.
In seguito a una balla raccontata a sua madre è costretto a convivere qualche giorno con una sorellastra tossicodipendente che non vedeva da anni.
(non vanno a letto, ve lo dico subito e così Giovanardi non si allarma)
Dopo aver assistito a una crisi di astinenza e aver ricostruito uno sgradevolissimo episodio della sua infanzia, Lorenzo si sblocca: prova una sincera compassione per la prima volta nella sua vita.
“Dentro di me qualcosa si è spezzato: il gigante che mi teneva contro il suo petto di pietra mi aveva lasciato libero”
Poi lei sparisce e lui la vedrà solo dieci anni dopo. Non aspettatevi il lieto fine.

Forse è proprio lo scarno finale la parte migliore del romanzo.

E pensare che a pag. 96 si legge: “Io le odiavo le fini. Nelle fini le cose si devono sempre, nel bene e nel male, mettere a posto. A me piaceva raccontare di scontri tra alieni e terrestri senza una ragione. Di viaggi spaziali alla ricerca del nulla…”

FINE DELLA PARENTESI LETTERARIA.

Nel prossimo post disquisirò su due film dello stesso regista franco-romeno.

I dvd in competizione riguarderanno

  • TRAIN DE VIE (1998)
  • LE CONCERT (2009)
Published in: on luglio 19, 2011 at 7:45 am  Comments (5)  
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CHE LA FESTA COMINCI, romanzo

Non è il migliore tra i romanzi di Niccolò Ammaniti, ma si legge volentieri.

E’ una storia irreale, grottescamente irreale. Come in certi romanzi di Stefano Benni (Baol, La compagnia dei celestini, Spiriti) ci sono molti personaggi (troppi, secondo me) e una trama intricatissima. Ma, una volta che hai cominciato, non ti stacchi più.

Personaggi principali:

  • lo SCRITTORE FAMOSO (autobiografico, ci scommetto la bici): da anni vive di rendita sui suoi primi successi, non riesce più a scrivere perchè “gli piacciono molto le donne” (come a un Savoia di tempi migliori) e passa da un innamoramento all’altro.
  • il TRIMALCIONE (stramiliardario megalomane) che vuol sbalordire Roma con una festa-safari strampalata e affollatissima: “C’era mezza televisione, mezza serie A e c’era una densità di figa per metro quadrato che quasi stuccava… labbra tumide come totani in umido, seni tondi come cupole del Brunelleschi…”
  • il GRUPPO SATANICO: quattro burini di Oriolo Romano che si imbucano nella megafesta per uccidere ritualmente Larita, una cantante alla moda (che, essendosi convertita dal Satanismo al Cristianesimo, è considerata una traditrice da sgozzare senza pietà).

Come va a finire? Se proprio volete saperlo, andate in fondo. Dopo l’ippopotamo.

Cambio leggermente discorso (così, se volete, potete girare pagina). Nell’altro blog (quello kataweb) qualche giorno fa ho avanzato l’ipotesi che i “semi” delle carte da briscola abbiano a che fare con i Vangeli.

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/02/22/briscola-ovvero-il-mistero-dei-semi/

Mi sono documentato e ho trovato conferme.

Le carte da gioco, come le conosciamo oggi, nacquero come sintesi delle due grandi istituzioni del Medioevo: la Chiesa e l’Osteria. Niente di strano se le Coppe (il calice dell’Ultima Cena), i Denari (il compenso di Giuda) le Spade e i Bastoni (usati nella cattura di Gesù) siano diventati i protagonisti del Libro delle 40 pagine.

E adesso vi racconto come finisce il romanzo.


Nelle catacombe, sotto il grande parco di Villa Ada, vive una stranissima comunità.

Nel 1960, al termine delle Olimpiadi di Roma, decine di atlete e atleti dell’URSS scelsero la libertà. Temendo di essere rimpatriati a forza dalle autorità italiane (e questa è solo una delle tante illogicità di questo romanzo) si nascosero nelle catacombe di Santa Priscilla… per 50 anni. La tribù degli ex-sovietici aumentò (prolificando gli atleti) e tirò a campare, nutrendosi dei rifiuti (soprattutto avanzi di merendine e pizze) dei frequentatori del parco.

In seguito si convinsero che Roma era stata invasa dai comunisti e che STAVANO CERCANDO PROPRIO LORO. Con la forza della disperazione decidono un contrattacco, uscendo allo scoperto proprio durante la festa. Ciò provoca una strage, aggravata dal collasso delle dighe che impedivano all’acqua del Laghetto di invadere il sottosuolo.

Molti partecipanti della festa trimalcionesca muoiono (uccisi dagli uomini venuti da sottoterra o annegati). Muore anche il padrone di casa; muore il capo dei satanisti (paradossalmente sacrifica la sua vita per salvare proprio Larita, la vittima designata) e il famoso scrittore sopravvive… così adesso avrà qualcosa di originale da raccontare.