Come fu che Auguste e Louis Lumière mi spiegarono le cause della MANCANZA DI IMMAGINAZIONE degli italieschi

Sabato siamo andati a vedere un dramma romantico in cui nessuna pecora è stata maltrattata (una recensione sintetica la potete leggere nell’altro blog) e poi a banchettare in un tempio della gastronomia bolognese, tra polpette e crescentine.

Al quarto bicchiere di lambrusco i fratelli Lumieri si sono seduti al nostro tavolo.

Ho chiesto ai quattro vegliardi (ma forse erano due, sapete com’è quando si è bevuto un po’…) di farmi capire perché il cinema italiano ha perso tanta quota rispetto a quello francese.lum
– il fatto è -dissero- che voi italieschi mancate di innovazione; non vi piacciono le novità, soltanto da voi si ripete da secoli lo stanco rito sanremese, soltanto voi sopportate 200 sere all’anno un bischero come brunovespa; soltanto in Italia Berlusconi poteva durare tanto… e anche Renzi ve lo godrete almeno per altri vent’anni…-

Ma (tentai di controbattere) abbiamo avuto anche noi delle nuovelle ondate: il neorealismo, la commedia all’italiana…

una rondine non fa primavera, un fico secco non fa un pranzo di nozze! la commedia à l’italienne si basava sulla bravura di Monicelli, Salce, Pietrangeli e Dino Risi, di Gassman e Tognazzi, di Manfredi e Monica Vitti… finiti loro è finito tutto! siete andati avanti per decenni con i cinepanettoni, ora la moda è Montalbano: il giovane Montalbano, il nonno di Moltalbano, la suocera di Montalbano, la cugina di quarto grado della zia di Montalbano, Moltalbano contro Dracula…-

A quel punto gli amici, preoccupati di vedermi colloquiare con un attaccapanni, mi hanno portato a casa.

Peccato, perché mi era venuto in mente un episodio di Italia 1990 che esemplificava bene il concetto… vabbè, lo tirerò fuori al prossimo incontro

Published in: on settembre 22, 2015 at 10:10 am  Comments (1)  
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LA NOSTRA VITA, film di G. Luchetti

Si comincia con un cadavere. Un guardiano notturno (romeno, clandestino, senza amici) è sepolto nelle fondamenta di un palazzo.

Alla fine del film (un film amaro, amarissimo, ma bello) il cadavere è sempre là. Nessuno si prenderà la briga di ritrovarlo. Nel frattempo Elio Germano (giustamente premiato a Cannes per la sua bravura) è diventato un piccolo imprenditore edile.

Tutta la storia si svolge in una giungla di cinismo, ricatti, truffe, spacciatori, lavoratori “in nero” (“arriva la polizia!!” e il cantiere si svuota) e un protagonista che, per tirare su i figli rimasti orfani di madre, diventa disonesto tra i disonesti. Ma non si riesce a biasimarlo, visto che “fanno tutti così…”.

E’ stato tirato in ballo LADRI DI BICICLETTE. Direi che l’approccio neorealistico è lo stesso (descrive i crudi fatti, senza moralismi) e stesso lo scenario, la periferia di Roma. Ma ci sono differenze, naturalmente:

  • il consumismo trionfante (ai tre orfanelli si offre un paradiso di giocattoli, saccheggiando il centro commerciale, mentre il massimo della vita in LADRIecc era mangiare una mozzarella in carrozza in trattoria)
  • i malviventi del 1948 erano degli straccioni; quelli di oggi sono eleganti e guardano dall’alto i proletari (quasi sempre stranieri) che sgobbano alle loro dipendenze
  • Roma, inquadrata dalla macchina di De Sica, era bellissima (larghe piazze inondate di sole, architettura splendida, sembra bello anche il quartiere di Porta Portese); questa Roma è a colori ma è uno squallore: le case sono una più brutta dell’altra, le strade sono invase di sporcizia… e quando piove i tetti non reggono
  • sono proprio gli stranieri a giudicare l’immoralità degli italiani: una ex-prostituta senegalese borbotta “voi non credete in Dio, non credete nei sentimenti, vi interessano solo i soldi…” e una romena, che forse sposerà il fratello del protagonista, osserva che “a voi piace ostentare le cose che comprate, preferite far credere di essere milionari che esserlo e non creare l’invidia…”

E per oggi mi fermo qui. Questa sera mi vedrò il DVD de I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE, un vecchio film con Laurence Olivier e Gregory Peck nell’insolito (per lui) ruolo del cattivo. Poi ve lo racconto.