due quadri, due romanzi

LA PRIMAVERA di Sandro Botticelli è agli Uffizi (Firenze, Italia), LAS MENINAS di Diego Velasquez è al Prado…

Scusate. Ho sbagliato incipit. Dovevo dirlo in fondo dove sono questi due quadroni. Vabbé, ricominciamo.

Ho un amico libraio. Quando vado a trovarlo mi presta qualche romanzo. Sa che non li sciupo e vado velocissimo, secondo un metodo di lettura selettiva che in America chiamano SKIMMING.

In pratica, io SORVOLO i romanzi. Me ne FACCIO UN’IDEA e decido se vale la pena leggerli nel dettaglio.

Ad esempio HO SORVOLATO a grande velocità LA LADRA DELLA PRIMAVERA (edizioni Nord) e ho deciso che non vale la pena di dedicargli altro tempo.

Non solo per gli anacronismi, soprattutto lessicali (tutti i personaggi, principi o popolani, papi o poeti, usano lo stesso linguaggio, più o meno simile a quello di Paperino e di zio Paperone).

Ma in fondo è la protagonista a non convincere: una giovane prostituta fiorentina che unisce una bellezza straordinaria (le sbavano dietro tutti, compreso Botticelli che la sceglie come modella) a un’intelligenza e un’astuzia che neanche Sherlock Holmes.

In più, in un’epoca in cui spostarsi da Pisa a Lucca era un’impresa, gira instancabilmente per la penisola (Firenze Roma Napoli Venezia Bolzano Genova ecc) come una pallina da flipper. Chissà che scarpe aveva. Insomma, sa fare tutto benissimo: “Mens Montalcini in corpore Bellucci” avrebbe detto Giovenale se l’avesse conosciuta.

Passiamo oltre. A un altro romanzo (guarda che coincidenza, riguarda anche questo un quadro famosissimo) intitolato L’INVIDIA DI VELASQUEZ (Sironi editore). Sorvolando sorvolando, ho avvistato tre cose che mi riempiono di gioia:

  • Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda
  • la sangria
  • il museo del Prado

L’ho letto per bene. Niente di che, ma si può arrivare in fondo senza provare bruciori di stomaco.

TRAMA. Un commissario frustrato (proprio come Ingravallo) non ci capisce un acca di una serie di omicidi e più ancora non si spiega come quel fetente di Alvarino Mostocotto, che prendeva sempre 18 all’Università, sia diventato questore di Roma. Scoprirà che i delitti e la carriera del fetente sono connessi, perché tutto (in Italia, in Spagna e in altri luoghi) è da secoli nelle mani di una potentissima setta (un po’ Templari, un po’ Rosacroce, un po’ Cielle). Ma chissenefrega? A pag. 83 ha conosciuto Mafalda, una madrilena todo fuego e gli interessa solo andarci a letto, cosa che avviene a pag.221.

Ripeto: poca roba, ma può piacere. Soprattutto se siete molisani.

Aggiornamento del 21 marzo. Sull’altro blog ho parlato di un altro famosissimo dipinto

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2012/03/21/un-capolavoro-che-sfida-i-secoli/ 

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