Al di qua e al di là del BAH ATTENZIONE!!! LA LETTURA DI QUESTO POST PUO’ CREARE DIPENDENZA!! LEGGETE CON MODERAZIONE!

Ho spiegato cosa intendo per film BAH. Quelli che restano in bilico tra le pernacchie e gli applausi.

Abbiamo visto un BAH, due al di sopra del BAH e uno al di sotto del BAH.

Cominciamo dal basso.

UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE

Mi dispiace parlarne male. Geppi mi è simpatica. Luca e Paolo sono bravi (più Paolo, in questo caso). Ma la storia è talmente loffia che non la recensisco nemmeno.

Voglio dire soltanto che la conclusione la indovinerebbe un bimbo di quinta elementare e che la voce fuoricampo che chiede ai protagonisti perché vogliono separarsi (e come onorario pretende 300 euro, mortacc…) è di Daria Bignardi.

Nella fascia del bah troviamo un altro film italiesco.

LA SEDIA DELLA FELICITA’

A quanto già detto aggiungo una considerazione sociopolitica. Nell’originale (scritto nell’Unione Sovietica degli anni venti) l’individualismo e l’avidità borghese erano puniti. I favolosi gioielli dell’Ultima sedia andranno alla casa di riposo dei ferrovieri.

Ma siamo nel 2014. Individualismo e avidità NON vengono puniti.

Comunque il film non è malaccio. Nei ruoli di contorno troviamo dei VERI attori: Antonio Albanese, Milena Vukotic, Silvio Orlando, Fabrizio Bentivoglio…

Un po’ fiacchi i 3 protagonisti e certi episodi (il ristorante cinese, ad esempio) sono, più che inutili, dannosi.

Al sopra del BAH due film che ho già recensito. Ma qualcosa la voglio aggiungere.

GIGOLO’ PER CASO

Commedia amarognola. O volete considerare un lieto fine l’energumeno che “avrà cura” della bella vedova?

Altra domanda. Tempo fa sentivo interviste in cui donne ricche e famose dichiaravano “voglio un uomo spiritoso, che mi faccia ridere…”

Pare che non sia più di moda far ridere e che le dame di Brooklyn chiedano qualcos’altro agli uomini. Perché sennò apprezzano John Crisantemo Turturro e la sua faccia cimiteriale?

GRAND BUDAPEST HOTEL

Direi il migliore del mese.

Una brillante commedia alla Lubitsch. Ma c’è anche molto Chaplin. Ho rivisto IL GRANDE DITTATORE e in particolare il personaggio di Schultz.

Schultz (ve lo ricordate?) ha un debito di riconoscenza verso il barbiere ebreo (che gli ha salvato la vita durante la guerra) e lo protegge. In questo caso, il protagonista viene protetto in un momento critico dall’Ispettore Henckels (Edward Norton, che oltretutto assomiglia a R. Gardiner) per sdebitarsi a sua volta dell’aiuto ricevuto nella sua infanzia.

geppigigolohotel

Milena Vukotic, una grandissima piccola attrice

Da Bunuel a Fantozzi, da Fellini a nonno Libero, da Tognazzi a Wilde.

Sono così tante le interpretazioni di questa minidiva (nel senso che è piccola di taglia) dalla classe eccelsa, che non so da che parte cominciare.

Beh, limitandomi a una brevissima sintesi, la ricorderò nei ruoli di

  • una domestica di Giulietta Masina, in Giulietta degli spiriti
  • l’isterica Camilla Tettamanzi in Venga prendere il caffè con noi
  • la sofisticata Inès, nel Fascino discreto della borghesia
  • la moglie sottomessa e rassegnata del conte Mascetti (Ugo Tognazzi) in Amici miei
  • la moglie (incredibilmente sottomessa e rassegnata) di Fantozzi rag. Ugo
  • la moglie di Lino Banfi (a cui regala un orgiastico paio di corna, diventando l’amante di Gianni Cavina) in Cornetti alla crema
  • la moglie di Lino Banfi (era destinata, evidentemente…) in Occhio, malocchio, prezzemolo e…

Ma ho elencato troppi ruoli di moglie; per cui (saltando Scola, Monicelli, Zeffirelli, Bolognini, Lizzani e Ozpetek) concludo con il personaggio della contessa Lucchino (in Le seduttrici, film tratto moooolto liberamente da una commedia di Oscar Wilde) che non è sposata, ma ha abbastanza esperienza della vita per dare il seguente consiglio a Scarlett Johansson:

“le mogli stupide, quando il marito le tradisce, fanno scenate; le mogli sagge fanno shopping”

In allegato, un saggio di recitazione. Da imparare a memoria per le aspiranti attrici/attori, soprattutto per quelle/quelli che si credono tali perchè sanno sbraitare “mavaffanculo!!!” con o senza inflessioni dialettali.