Mi è apparso Socrate, figlio di Sofronisco… (mi ha parlato di SOPRAVVALUTATI)

Sto andando a giocare un terno secco sulla ruota di Atene.

Ho sognato Socrate (mi dettava 3 numeri)
socrateCome vedete dalla foto qui accanto, scattata da Platone (che poi me l’ha mandata via mail), stava per provare un cocktail alla cicuta. Faccio notare che il dito puntato verso il cielo è l’indice, non il medio.

-O Saggio tra i Saggi- dissi -mòstrati all’altezza della tua fama e illùminami con la tua luce, possibilmente senza rompermi le pall  senza appesantire il tuo eloquio con un numero infinito di parole (che poi mi tocca di tradurre); possa tu dimezzare quel numero infinito…-

-O stolto tra gli stolti- rispòsemi -non sai che la metà di un numero infinito è sempre un numero infinito? E comunque sono entrato nella tua mente per una questione molto importante. Voglio dare il mio voto a Manuela Arcuri, nel senso che la ritengo degna del titolo di Massima tra le cagne del cinema italiano!-

-O Maestro degli ignoranti, consentimi una domanda. Perché mai giudichi Manarcuri più cagna di Valmarini?-

-Che palle! Sappi, o petulante pòstero, che Valeria è mia lontanissima discendente per via di una bis-nipote di Santippe che emigrò nella Magnagrecia al séguito di re Pirro. Una gran troia, detto tra noi…-

-Non occorre aggiungere altro, o Sublime Vetta di Sapienza. Mi rendo conto che, in passato come oggi, l’importante è essere parente di Qualcuno!-

-Vedi che ci arrivi anche tu, zucca vuota? Non è mai stata una questione di merito ma di agganci! Ora dimmi, sprovveduto bloggatore: perché non hai ancora dedicato un post a Matt Damon? Non ti sembra degno di attenzione?-

-Al contrario, Splendido Faro della Maieutica: Matthew Damon è uno dei miei attori preferiti! Lo considero superiore a tanti altri, al momento più pagati di lui. Sto raccogliendo le idee per istituire un’Accademia dei Sopravvalutati…

-Non farti il nido con le paglie altrui, come dicono al Pireo! L’idea dell’Accademia dei Sopravvalutati è già venuta a Woody Allen: in MANHATTAN è Mary che ne parla a Isaac. Personalmente ci metterei Harrison Ford, James Cameron, Mel Gibson, Silvester Stallone, Liam Neeson, Pierce Brosnan, Arnold Schwarzenegger, Matteo Renzi…-

A quel punto l’ho piantato lì e sono andato di corsa a giocare il terno. Socrate è un buon ragazzo, ma quando comincia non la finisce più…
ryan

Published in: on dicembre 6, 2013 at 8:42 am  Comments (8)  
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in questo POSTACCIO (post riuscito particolarmente male) si discorre di “grandi attrici” italiane (Arcuri, Capotondi, Ferilli, Gerini, Marini…) e straniere (Veronica Ciccone, in arte Madonna, Kristen Stewart, Monicà Belluccì e Jessica Alba), si sfiora l’increscioso argomento di AFTER EARTH (fin d’ora candidato al premio CHIAVICA) e si presenta al rispettabile pubblico la SCALA DI CAGNAGGINE, da me brevettata per l’occasione

NOTIZIONA: Sono state selezionate le 5 finaliste per il premio CHIAVICA ALLA CARRIERA.

Prima domanda: perché CINQUE?

A domanda rispondo: in questo genere di premi (avete presenti gli Academy Awards? e i Razzie?) il numero 5 e i suoi multipli vanno di moda.

Seconda domanda: era proprio necessario questo premio?

Risposta: siamo in estate, fa caldo, ci si annoia e, piuttosto che vedere l’ennesima replica del commissario Cordier…

Terza domanda: e chi sono le chiavichesche finaliste?

  1. VALERIA MARINI (era contrapposta a una “attrice” di cui praticamente nessuno sapeva nulla)
  2. CRISTIANA CAPOTONDI (buttata giù dalla torre per salvare Ambra Angiolini)
  3. SABRINA FERILLI (classificata ex-aequo con la Gerini; nel dubbio le ho mandate in finale tutteddue)
  4. CLAUDIA GERINI (come sopra)
  5. MANUELA ARCURI (giù dalla torre a beneficio di Maria Grazia Cucinotta)

ATTENZIONE!!!!!! Per evitare disdicevoli parità (a pari demerito) vi invito d’ora in poi a usare la seguente SCALA DI CAGNAGGINE

5 – Aaaaaaaaaaargh, aaaaaaaaarghhhhhh, nooooooooo, aaaaaaaaaaaaaarghhhhh!!!!

4 – Non vedrei un suo film neanche per 20mila euro in biglietti di piccolo taglio!!!!

3 – E pensare che in Italia abbiamo avuto ANNA MAGNANI…. (l’offerta di 20mila euro è ancora valida?)

2 – Beh, insomma… per 500 euro sono disposto a vederla ancora…

1 – Se il biglietto è gratis magari posso dare un’occhiata in sala

0 – La voglio presentare a Tarantino: forse le trova una parte adatta

SONO STATO SPIEGATO? Date un voto (da 0 a 5) a ciascuna finalista e mi farete felice.

Ora dovrei recensire il peggior film visto nel mese scorso. Ma non ho lo sbattimento di soffermarmi su questa “storiella penosa” per usare le parole di Stefano Disegni (in questo concorde con R. Nepoti -Repubblica-, P. Mereghetti -Corriere-, M. Acerbi -Giornale-, G. Carbone –Libero-, S. Danese -QN- ecc; l’unico che gli dà la sufficienza è Gian Luigi Rondi… a testimoniare di quanto si sia rincoglionito)

Magari a dicembre, quando preparerò la lista dei peggiori film dell’anno, gli dedicherò una recensione. Dopo l’immagine spiegherò (se proprio volete saperlo) perché nella lista di cui sopra non compare Monica Bellucci.

chiavica

Dicevamo?

Ah, sì… la Bellucci…

E’ italiana nel senso che ha conservato il passaporto e che le piace molto recitare con l’accento di Città di Castello (ad esempio, in IO E NAPOLEONE).

Però non vedo come paragonarla alle attrici italiane. E’ una star internazionale e accludo come prova un (incompleto) elenco degli attori con cui è andata a lett ha lavorato in decine di film

  • H. Ledger
  • M. Damon
  • M. Freeman
  • G. Hackman
  • K. Reeves
  • P. Giamatti
  • J. Turturro
  • G. Depardieu
  • C. Deneuve
  • D. Auteuil
  • W. Harrelson
  • A. Molina
  • E. Cantonà (noto anche come calciatore)
  • N. Cage
  • R. De Niro
  • B. Willis

A chi la paragono? A Sophia Loren? (NO, MAI!!! Sono matto, ma non fino a questo punto)

Le metterò accanto (magari in autunno), in un apposito TORNEO DELLE CAGNE INTERNAZIONALI, star di oltre oceano quali

  • Veronica Ciccone (nota anche come Madonna)
  • Jessica Alba
  • Kristen Stewart
  • Lindsay Lohan
  • Rihanna (sì, è anche attrice)
  • e chi più ne ha più ne metta

Benjamin Géza Affleck-Boldt (per gli amici, BEN)

Più bravo come sceneggiatore e regista (2 OSCAR) che come attore.

Come al solito, elencherò solo i film che ho visto, lasciando agli eventuali commentatori la libertà di aggiungerne altri

  • WILL HUNTING – GENIO RIBELLE (1997) – Chukie vive nel quartiere operaio di South Boston. Vita grama, ma è amico di un vero genio (Teomondo Scròfalo non c’entra). Dopo molte traversie spunterà il sole per tutti. Oscar a BA e a Matt Damon per miglior sceneggiatura originale (BA e MT sono amiconi anche nella vita)
  • ARMAGEDDON (1998) – A.J. fa parte della squadra dei “trivellatori”, guidata da Harry (Bruce Willis). Hanno il compito di raggiungere un asteroide, ficcargli dentro una supposta nucleare e sbriciolarlo. A.J. torna a casa trionfante, mentre Harry sacrifica la sua vita salvando il pianeta Terra. Non chiedetemi i particolari tecnici. Io faccio fatica a sostituire una lampadina fulminata.
  • SHAKESPEARE IN LOVE (1998) – Ned Alleyn è una famosissima star del teatro elisabettiano. Quel furbastro di Will Shakespeare gli propone la parte di Mercuzio, facendogli credere che è il protagonista. Ned si accorge di essere stato ingannato, ma la prende bene: sarà lui a decidere il titolo di Romeo and Juliet.
  • PEARL HARBOR (2001) – Rafe era un giovanissimo pilota. Era molto popolare a Honolulu e lo chiamavano il PILOTA PIO (questa è proprio orrenda). Poi arrivarono i giapponesi; avrebbero fatto più danni se Rafe non si fosse alzato in volo. Infine Rafe andò a bombardare Tokyo; al ritorno ebbe una medagliona e l’amore di Evelyn (K. Beckinsale).
  • LA VERITA’ E’ CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA (2009) – Neil ama Beth (Jennifer Aniston), ma non la vuol sposare. Come andrà a finire? C’è un girotondo tale di mogli, amanti, seduzioni e corna che sembra di essere a Beautiful. Comunque Berlusconi insiste con la storia delle cene eleganti e che lui non sapeva che la NipotediMubarak fosse minorenne.
  • ARGO (2012) – Uno dei misteri che la scienza non è ancora riuscita a svelare (ma se ne occuperà la prossima edizione di Voyager) è la mancata nomination di Affleck come miglior regista; in compenso ha ricevuto il Golden Globe e il premio BAFTA. Mi sembra logico che il miglior film abbia la miglior regia, perché è il regista che fa il film. Ne riparlerò. Come interprete BA non è il massimo: Tony Mendez ha sempre la faccia di pietra del giocatore di poker, ma il personaggio (che deve mantenere la calma anche in situazioni estreme) non poteva essere diverso.

benaffleckargo

I GUARDIANI DEL DESTINO

Film non eccelso, diretto (male) da G. Nolfi.

TRAMA ESSENZIALE. Lui (Matt Damon) è un uomo politico. Nonostante ciò è una persona per bene. Si innamora di Lei (Emily Blunt) ma saltano fuori i bravi di Don Rodrigo: “Questo matrimonio non s’ha da fare!”  (Scusate, mi sono confuso…)

Diciamo che saltano fuori dei simpaticoni (l’Ufficio Aggiustamenti), simpatici come quelli che ti portano via la macchina col carro attrezzi. “Tu sei destinato a diventare Presidente, ma quella lì non va bene. Devi mollarla!”

Lui invece no. Dice il saggio Confucio: “Tira più un pelo di Emily Blunt che cento impiegati dell’Ufficio Aggiustamenti” E tutto finisce bene.

Insomma, come film non vale un granché. Però stimola molte domande.

  • se questi GdD sono così bravi a prevedere e determinare la storia del mondo, perché hanno permesso che George Dabbliù Bush venisse eletto? e l’11 settembre 2001 erano impegnati in un torneo di briscola?
  • non potevano evitare che Lincoln venisse ucciso? che Moccia scrivesse TRE METRI SOPRA IL CIELO? che Povia vincesse a Sanremo?
  • Bisignani lavora per loro?
  • hanno avuto a che fare con Moggi?
  • non potevano scambiare le carte tra Mozart e Salieri, in modo che Mozart vivesse 75 anni e Salieri 35?
  • i GdD hanno qualcosa a che fare con l’estinzione dei dinosauri? con la caduta dell’Impero romano? con la fuga di Napoleone dall’isola d’Elba? con l’attentato di Sarajevo? con il crollo di Wall Street del ’29? con la separazione di George “no-martini-no-party” Clooney e di Elisabetta “headless” Canalis?


Published in: on giugno 23, 2011 at 2:33 pm  Comments (3)  
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Cosa c’è dopo la morte?

Non aspettatevi che ve lo dica io. Né che ve lo dica il film HEREAFTER diretto da Clint Eastwood. Clint non lo sa e non pretende di saperlo. E’ solo un film, come gli spot del caffè Lavazza (ambientati in un paradiso surreale) sono solo spot.

Un bel film. Ottimamente diretto e ottimamente fotografato (non mi meraviglierebbe un Oscar a Tom Stern) con colori che a volte si nascondono nel grigio e nel nero. Tinte adatte alla morte, appunto.

All’inizio una scena spettacolare (lo tsunami, ricreato digitalmente alle Hawaii), poi il montaggio alterna le storie dei tre protagonisti con un buon ritmo. Lo spettatore capisce che le trame confluiranno e resta incollato alla poltrona in attesa del finale.

TRAMA ESSENZIALE. George (Matt Damon) ha poteri medianici. Tocca le mani di una donna o di un uomo e sente la presenza di persone morte, a lei/lui care. Potrebbe farci una barca di soldi, ma non vuole. Posso capirlo: che razza di vita diventerebbe la sua?

Va a Londra (ha una lodevole passione per Dickens e le sue opere) e la sua storia si intreccia con quella di Marie (che ha visto la morte in faccia) e di Marcus, che ha visto morire il gemello e non si rassegna a non vederlo più.

Apprezzabile la delicatezza con cui viene trattato un argomento simile. Apprezzabilissimo il fatto che NON si voglia descrivere l’aldilà: le immagini sfocate che appaiono sullo schermo sono nella mente di George, non necessariamente nella realtà.

E molte cose restano non dette (meglio così, non vi pare?): ad esempio

  • il berretto che Jason fa volar via dalla testa del fratello ha un significato simbolico o è una mossa tattica per impedirgli di salire sulla metropolitana a Charing Cross?
  • cosa aveva da farsi perdonare il padre della brunetta, interpretata da Bryce Dallas Howard?
  • la medium svizzera è “fasulla” come tanti altri imbroglioni che attraversano questa storia o davvero comunica con i morti?

Comunque è  giusto che lo spettatore resti nel dubbio. Questo film non pretende di dare certezze. E’ solo un bel film.

Published in: on gennaio 15, 2011 at 8:15 pm  Comments (6)  
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Woody divertente, “Parnassus” stravagante “informant” interessante, “cosmonauta” deludente

L’ultimo film di W. Allen mi è veramente piaciuto.

Anche se la trama non è molto originale. Un vecchio cervellone (ha sfiorato il Nobel, per la fisica) impreca contro la vita, l’umanità, Dio, ecc (insomma, Woody mette ancora in scena se stesso), ma arriva una bella oca (“ignorante come una cozza morta” direbbe Giacobazzi) che comincia a intenerirlo… finché arriva la madre di lei a rovinare tutto.

Come trama (dicevo) assomiglia a tanti film alleniani (Manhattan, La dea dell’amore, Celebrity, Anything else, ecc) e serve come pretesto per una serie di battute sarcastiche (tipo “se siete uno di quegli idioti che “devono” star bene, fatevi fare un massaggio ai piedi”).

La morale è, tutto sommato, rasserenante: “qualsiasi tipo di amore riuscite a dare e a ricevere è un bene; basta che funzioni…”

Giriamo pagina.

Parnassus è un bel film di Terry Gilliam (americano, ex Monty Python). Un mago ha osato sfidare il Diavolo, che per divertirsi alle sue spalle lo fa vivere migliaia di anni. Siamo nell’ambito del FANTASY, ovviamente, e questa sensazione è rafforzata dal doppiaggio: Christopher Plummer (il protagonista) ha la bella voce di Gianni Musy, per cui sembra di sentir parlare Gandalf o Albus Silente.

“Informant” è un termine legale che equivale all’italiano “Collaboratore di giustizia“, uno che collabora con le indagini (per ottenere uno sconto di pena o per altri motivi) e che spesso rischia di brutto.

Qui un brillante biochimico (Matt Damon) vuole incastrare i capi della sua megazienda, che calpestano allegramente le leggi americane contro i trust. Collabora con l’FBI, registra, filma, arriva a colpire in pieno il bersaglio, ma…

Ma se non volete “guastare la sorpresa”, vi consiglio di saltare le prossime dieci righe. Quelle dopo la foto.
 

 

 

Alla fine salta fuori che il protagonista, che avevamo considerato un eroe e per cui facevamo il tifo, è un bugiardo, ladro e truffatore, e finisce in galera. E’ una storia vera: nei titoli di coda siamo informati che “l’eroe buono” ha scontato una pena di nove anni (in America non ci sono indulti) e che comunque è tornato a occupare un ruolo di dirigente informatico.

Film molto lento, soprattutto nella parte centrale. Non credo proprio che comprerò il DVD, ma è interessante nel descrivere le procedure giudiziarie americane. Conforta vedere che lì non guardano in faccia a nessuno: vi immaginate, in Italia, la polizia che arresta in massa i vertici di una grande azienda durante un banchetto di gala?

Altro giro, altro film. Nel 1963 l’Unione Sovietica mostrava al mondo il suo volto migliore, col faccione bonario di Nikita Krusciov e le imprese spaziali di Gagarin e Valentina Tereshkova.

La 15enne Luciana è infatuata di tutto ciò, il che provoca non pochi problemi. Alla passione politica si intrecciano passioni più terraterra: crisi adolescenziale, amori, gelosie, ecc.

Poteva venirne fuori un bel film (tra Caterina va in città e Notte prima degli esami) ricostruendo un periodo a me particolarmente caro (avevo 17 anni nel 1963 e mi commovevo a vedere Ballata di un soldato e Quando volano le cicogne), ma l’occasione è stata sprecata. Mariana Raschillà è bravina, ma gli altri giovani attori sono più volenterosi che capaci.

Le star? Claudia Pandolfi (la madre) è più inespressiva che mai e Sergio Rubini (il padrigno) è una macchietta svogliata.

Verrà meglio il prossimo film. Almeno lo spero.