ANONYMOUS, un po’ tragedia e un po’ Dallas

I costumi sono bellissimi. Meritano almeno una nomination all’Oscar.

Quanto al resto… i casi sono quattro:

  1. siete appassionati del teatro elisabettiano e sarà UNA VERA GODURIA vedere sulla scena i teatri The Rose e The Globe, Ch. Marlowe, Ben Jonson (non quello che correva i 100 metri…),  Edward de Vere e i più famosi brani dell’Enrico V, Romeo and Juliet, Amleto ecc
  2. vi piacciono le riprese dall’alto (Emmerich è uno specialista) e sarete deliziati dalle inquadrature dei grattacieli di Manhattan (stiamo andando a vedere Derek Jacobi che apre l’ombrello sul palcoscenico) e dei funerali di Elisabetta I (molto nero sulla neve)
  3. siete fan di Vanessa Redgrave (e di sua figlia Joely Richardson) e vi piacerà tanto ma tanto ma tanto vedere la prima nelle vesti della Regina 70enne e la seconda nel ruolo della stessa regina che (da giovane) aveva una vita sessuale movimentata assai assai
  4. non appartenendo alle categorie precedenti vi sembrerà un film molto complicato e molto lungo, che ha toni di tragedia ma anche di soap opera (pensate a Dallas, con gli intrighi di Geiar, Bobby, Cliff Barnes… solo che qui non c’è il petrolio)

CONSIDERAZIONE FINALE. M’importa una cippa sapere se Will Shakespeare era un prestanome o davvero era davvero capace di scrivere “nessun filosofo è mai stato capace di sopportare il maldidenti” (perché un provinciale di Stradford non potrebbe essere capace di conquistare il pubblico di tutta Londra?). Mi basta ammirare drammi come Otello e Re Lear, senza pormi troppi problemi.

MA NEL MONDO ANGLOSASSONE Shakespeare è considerato un semidio e quindi per loro il problema dell’attribuzione è AFFASCINANTE.

Provano brividi ed emozioni per noi poco comprensibili. Per fare un’analogia, provate a immaginare che Lucrezia Borgia, ricattando N. Machiavelli, gli abbia imposto di pubblicare con il suo nome IL PRINCIPE che lei aveva scritto per lanciare messaggi cifrati al re di Francia…anonimo

Published in: on novembre 22, 2011 at 1:41 am  Comments (5)  
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MARLOWE INDAGA….

Ieri sera la 7 ha trasmesso MARLOWE INDAGA… Nessuno è perfetto.

Potete tranquillamente voltare pagina. Ma se siete ancora qui (che gentili!) aggiungo che ho tirato fuori il DVD di un vero capolavoro, IL GRANDE SONNO e mi sono divertito a fare confronti.

Perchè il filmetto (a colori) del 1978 è il remake del memorabile BIANCO E NERO del 1946.

Aperta parentesi. Non sono uno di quegli snob che il vero cinema è in bianco e nero, da Ninotchka a Otto-e-mezzo… il fatto è che IN QUESTO CASO non c’è partita, a prescindere. Chiusa parentesi.

Cominciamo dall’ambientazione. Non si capisce cosa ci faccia un detective americano a Londra: fa un po’ ridere. Non tanto ridere, per la verità. Se volete divertirvi rivolgetevi a W. Allen, detective in SCOOP. Marlowe sta bene in California, nel sottobosco criminale di Los Angeles o San Francisco.

Gli attori. Humphrey Bogart non è attingibile a Robert Mitchum (un bravo professionista, non di più), lo stesso vale per Lauren Bacall (con il dovuto rispetto per Joan Collins). Humphrey e Lauren erano una coppia formidabile, sullo schermo e nella vita: quindici anni insieme, senza mai steccare, è quasi un miracolo a Hollywood.

Quanto al sesso, nel film del ’46 (quello vero) era solo accennato. Usava così.

Nel remake la ninfomania della sorella minore è adeguatamente illustrata (nel ’78 si poteva fare), ma non c’è partita neanche su questo piano: Sarah Miles nuda non suscita neanche la metà delle emozioni di Martha Vickers vestita.

In conclusione, per il remake concordo con Morandini e Kezich: “sonnolento, noioso… assai adatto ad essere interrotto dalla pubblicità”

Published in: on dicembre 15, 2008 at 11:49 am  Comments (3)  
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