Mentre scrivevo questo post il telefono ha squillato: era…

Un mese fa Blabla scriveva “bisognerebbe fare film pensando anche al resto del mondo, ma i nostri produttori si sono dimostrati fino ad oggi degli emeriti incapaci”

Giusto. Più che giusto. I nostri film al massimo arrivano a Malta. Non si può sperare un grande incasso (e quindi la possibilità di reinvestire in grandi progetti) se non si realizza qualcosa di veramente internazionale.

Ci vuole un soggetto che affascini il pubblico di NYC, di Tokyo e di Rio.

E ci vogliono attori di grido.

Per la verità nel 2011 la Sacher ha prodotto un bel film, che aveva buone possibilità di sfondare.

Un grande attore (M. Piccoli, e non voglio tralasciare J. Stuhr, che all’estero è molto noto). E una storia capace di piacere un po’ dappertutto. Me ne rendo conto rivedendolo ancora una volta (SKY lo manda in onda di continuo, ci sarà una ragione).

In Italia siamo abituati alla bianca veste papale, al rosso dei cardinali, ai multicolorati svizzeri, alla Cappella Sistina ecc.

Ma allo spettatore internazionale questi scenari fanno impressione. In più c’è la psicanalisi, il teatro, la satira del giornalismo televisivo…

INFATTI il film è stato proposto negli USA col titolo WE HAVE A POPE.

Ma non è piaciuto molto.

Immagino sia stato il finale a deludere. Gli ammmmericani (non li conosco tutti, ma insomma un’idea me la sono fatta) vogliono il LIETO FINE.

  • gli Alieni invasori devono essere sterminati
  • lo Squalo deve esplodere
  • John Wayne deve uccidere i fratelli Plummer e fuggire in Messico

Si sarebbe potuto girare un finale alternativo, con il Papa al balcone che benedice e accetta l’incarico. “So di essere chiamato a un compito difficile, perché la Chiesa deve rinnovarsi in modo radicale. Sarà una grande impresa e, con l’aiuto di Dio, la compiremo!”

Scusate. Mi chiamano al telefono.

-Pronto. Ah, sei tu… No, non mi fraintendere! Mi è piaciuto moltissimo il tuo film, te l’assicuro… E’ solo che… NON MI PERMETTEREI MAI DI DISCUTERE… Guarda che anche Ridley Scott ha girato un finale alternat… NO! Non voglio dire che la tua libertà deve adeguarsi alle logiche del merc… E anche LA MOGLIE DELL’ASTRONAUTA, e anche IO SONO LEGGEND…”

HA RIATTACCATO.

Nanni è una persona per bene, credetemi. Autore colto, sensibile, profondo e capace di rinnovarsi. Ma ha un caratterino…

nanni

Published in: on dicembre 4, 2012 at 5:31 pm  Comments (9)  
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cosa diceva Woody Allen della Regina cattiva di Bancaneve?

Ci sono 2 considerazioni da fare sulla favola di Biancaneve.

La prima l’ho accennata nel titolo. Nel film ANNIE HALL (in Italia, IO E ANNIE) Woody confessa di essere sempre stato attizzato dalla cattivissima Grimilde più che dalla pallida Snow White.

E non aveva visto MIRROR MIRROR, dove tra Julia Roberts e tale Lily Collins (già vista in una fetecchia incredibile, intitolata PRIEST) il fascino sta tutto dalla parte di Julia.

L’ho visto a Malta (multisala Empire): v. o. senza sottotitoli (qui tutti understand english) e confesso che qualche battuta l’ho capita a metà, anche perché coperta dalle risate del pubblico.

Sì, è sostanzialmente un film comico. Pregevoli le gags della Regina che sbava per il “peloso torace” del principeazzurro e si sottomette a terrificanti cure di bellezza.

Adesso, comunque, vi dico quelle 3 o 4 cose che ho capito. La SECONDA CONSIDERAZIONE la metto in fondo.

  • la regina vanitosa spende e spande in un lusso che neanche Maria Antonietta; il terzo stato geme sotto la pressione fiscale; sa molto di NO TAXATION WITHOUT RAPPRESENTATION o di rivoluzione francese (anche se alla fine la monarchia è più forte di prima)
  • non è il principe a sciogliere l’incantesimo baciando Biancaneve; è l’esatto contrario!
  • i 7nani sono “bandits”, fuorilegge paciocconi (alla fine, dopo il balletto INDIA-STYLE, vedremo come si sono reinseriti nella società, ciascuno a modo suo)
  • non riconoscete l’attore che interpreta il cortigiano Brighton, quello che porta il cuore di Biancaneve alla Regina (in realtà sono salsicce comprate dal macellaio)? Tranquilli. Dopo vi dico chi è.

SECONDA CONSIDERAZIONE. Non occorre chiamarsi Sigmund Freud per sapere che la “matrigna” che odia la “figliastra” è solo un eufemismo.

In realtà questo mito (parallelo a quello di Edipo e Laio) risale al primordiale conflitto MADRE-FIGLIA.

Fatevi portare dalla macchina del tempo nel Neolitico (o anche prima) e osservate l’odio che la femmina adulta prova per la di lei figlia che ancora giovanissima attira le attenzioni dei maschi. E pensare che da poco tempo ha smesso di nutrirla e di pulirle il culo!

Alla fine, come insegna la favola, vince la figlia… (oggi naturalmente TUTTO E’ CAMBIATO: conosco cinquantenni che, grazie alla chirurgia estetica, sembrano -o credono di sembrare- adolescenti).

roberts
SIETE ANCORA QUI? E allora vi svelo il mistero: l’attore si chiama Nathan Lane, ottimo caratterista americano (era Bialystock, il furfantesco produttore, in THE PRODUCERS)

Published in: on aprile 8, 2012 at 2:55 pm  Comments (4)  
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