il capolavoro dei capolavori?

Questa sera parte la stagione dell’Arena Granreno. Se non pioverà vedremo sul grandissimo schermo LUCI DELLA CITTA’ (Charlie Chaplin, 1931)
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Perché mi piace tanto?

  • è una perfetta fusione di sentimento e di comicità (ve la ricordate l’inaugurazione della statua? e il match di boxe?)
  • è un esempio per tutti registi: CC impiegò quasi tre anni per girare, montare e sonorizzare; la scena in cui il Vagabondo scende dall’auto e viene scambiato per un milionario è stata ripetuta più di 300 volte!
  • è legato a momenti bellissimi della mia adolescenza

Può bastare, no?
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Published in: on giugno 20, 2016 at 12:19 pm  Comments (1)  
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IL BLOGGER, UNA SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE? (ma prima espongo qualche dato sui migliori film della storia)

Sono molto riconoscente a Gegio per il suo lavoro. Combinando autorevoli punteggi (IMDB, Filmtv, Mereghetti, Morandini) dei film da Buster Keaton al 2010, ha ottenuto una classifica veramente condivisibile sui film migliori della storia.

Sono sempre opinabili queste classifiche, si capisce. Ma nei primissimi posti vedo Kurosawa, Chaplin, Billy Wilder, De Sica, Scorsese, Coppola, Hitchcock e Bergman. Se vai sul classico, non puoi sbagliare.

Noto (e mi fa molto piacere) che nei primi 28 posti ci sono 21 film in BN

  • I sette samurai
  • Tempi moderni
  • Luci della città
  • Viale del tramonto
  • Quarto potere
  • L’appartamento (1960)
  • Ladri di biciclette (alla faccia di Andreotti, a cui non piaceva)
  • La febbre dell’oro
  • Il posto delle fragole
  • L’infernale Quinlan
  • La dolce vita

e così via. Quelli a colori sono solo 7 e li metto in fondo.

Tornerò sull’argomento.

Anche perché voglio dare il mio apporto, proponendo i migliori del periodo successivo (2011-2013)

Cambiamo discorso.

La forma d’arte tipica del XIX secolo è stata L’OPERA LIRICA

Nel XX secolo è stato il CINEMA

Quale sarà la forma d’arte del XXI?

Credo che non sarà il blog, almeno nelle sue forme attuali. La blogsfera si è espansa negli anni zero (2000-2010) e adesso sta lentamente afflosciandosi.

Molti hanno smesso, altri hanno ridotto notevolmente la loro attività.

Ora va di moda TUITTARE. Non nego il fascino dei tweet: 140 caratteri costringono all’essenzialità, alla battuta fulminante…

Però ti costringono a stare sempre attaccato al pc. Perché se ti replicano in molti (se non ti fila nessuno il problema non si pone) devi stare in campana.

Non fa per me. Sono troppo pigro… e in questa stagione più che mai. Accendo il pc solo la sera tardi e mi viene sonno subito. Qualche volta però mi scappa di postare e scrivo qualcosa (mai più di 500 parole).

Oggi mi fermo qui e rinvio a data da destinarsi la risposta all’amletico dubbio: TWITTARE O NON TWITTARE?

Sarà il tweet la forma d’arte del secolo? O sarà il sacchetto di plastica del supermercato?

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Luci della città (1931)

Perfetta commistione di comicità e di sentimento, alterna in 89 minuti gag nella miglior tradizione dello slapstick e momenti di intensa commozione.

TRAMA ESSENZIALE. Un vagabondo senza-un-soldo si invaghisce di una povera fioraia cieca. Riesce (a prezzo del carcere) a procurarsi i bigliettoni per mandarla in Europa a ritrovare la vista. Lei torna guarita e lo riconosce toccandogli la mano.

Per dare un’idea della comicità allego video di un incontro di boxe (uno dei tentativi di far soldi). Chaplin era un perfezionista e girò all’infinito questo match, chiedendo consigli a molti veri pugili.

Quanto al sentimento, rivedetevi il toccante finale del film, accompagnato da “La violetera” un celebre tango spagnolo.

Aggiungo un paio di particolari.

  • la fioraia fu interpretata da Virginia Cherrill, che non era un’attrice; era una giovane aristocratica di Chicago e dopo City Lights non fece più nulla nel cinema
  • nel 1931 tutto il mondo aveva adottato il sonoro, ma Chaplin si ostinò a realizzare un film muto (dopo questo venne Tempi moderni, quasi totalmente muto) e il pubblico lo premiò: LUCI DELLA CITTA’ fu un successone al botteghino, anche se non ebbe alcun oscar (sui difficili rapporti tra Chaplin e l’establishment di Hollywood posterò in futuro).
Published in: on febbraio 4, 2011 at 7:11 pm  Comments (5)  
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comico e sentimentale insieme…

Ieri sera ho rivisto CHE BELLA GIORNATA (il mercoledì si paga meno) e mi sono chiesto ancora: perché tanto successo (si prevedono 40milioni di incasso totale) per una storia mediocre come questa?

TEMA: perché questo film piace tanto?

SVOLGIMENTO: si ride (bisogna riconoscerlo: in sala si ride) degli strafalcioni e delle gag (ad esempio, il quadro rimesso al suo posto davanti a una folla attonita e alla squadra della polizia scientifica) e ci si commuove un po’ quando l’ignorantissimo protagonista si innamora della coltissima Farah.

E’ una commedia, in sintesi, che miscela comicità e love story, nella tradizione di POVERI MA BELLI, PANE AMORE E FANTASIA… E non dimentichiamo TOTO’ PEPPINO E LA MALAFEMMINA, con il castissimo e improbabile amore tra Teddy Reno e la sciantosa.

Ma c’è stato un film (pensavo tornando a casa) che ha unito la comicità e il sentimento in modo pressoché perfetto… e quando sono arrivato ho messo su il DVD di LUCI DELLA CITTA’

Non è proprio la stessa cosa… come sa chi conosce questo capolavoro.

Per chi non l’ha presente, invece, prometto un post a breve termine.

Voglio solo anticipare che Chaplin (che era un perfezionista come attore e come regista) impiegò 179 giorni per le riprese! Credete che i dirigenti della Medusa (o di Raicinema) spenderebbero tanto tempo?

i blogger cinefili – parte seconda

Dunque non esiste un giudizio concorde tra i bloggers.

Un esempio. Di un film (di cui vi dirò poi il titolo) è stato scritto:

  • sporcare un capolavoro… un accozzaglia di lussuria di bassa lega… un maquillage sbavato… ma perchè fanno queste cose? Pessimo cinema… il peggior film dell’anno! Si dovrebbe vietare alle major hollywoodiane di fare film del genere… un’americazzata… sconsolante… involontariamente comico… Colin Firth fuori ruolo…
  • geniale e brillante… film godibile… ben costruito, buone le ambientazioni! L’interpretazione di Colin Firth è notevole… a dir poco stupefacente… sono rimasto positivamente sorpreso… il film mi è piaciuto: colori stupendi, montaggi semantici bellissimi, è veramente bello… ottima trasposizione cinematografica… eccellente interpretazione di Ben Barnes… ne consiglio la visione…

Per la cronaca, i giudizi si riferiscono a IL RITRATTO DI DORIAN GRAY (accludo immagine). E per oggi mi fermo qui. Proprio per documentare quante diverse siano le opinioni dei critici, la prossima volta parlerò di QUARTO POTERE, ZABRISKIE POINT e LUCI DELLA CITTA’ (CITY LIGHTS).