Attori giovani… (bisognerebbe riflettere su cosa significhi essere GIOVANI in Italia) Vabbé, parliamo di attori giovani…

Nel post precedente ho elencato una ventina di attori italiani, invitando lettrici e lettori a scegliere i migliori.

Finora (ma c’è ancora un mese di tempo) TONI SERVILLO è in testa alla classifica.

Oggi tocca ai giovani, nel senso di nati negli anni ’70, ’80 e ’90.

Qualcuno potrebbe obiettare che un quarantenne non è proprio tanto giovane…

Ma, dico io, non è facile per un giovane farsi strada in una società come la nostra.

Dove chi ha conquistato una poltrona non si schioda tanto facilmente…

Qualche esempio?

  • il presidente dell’Ente David di Donatello (nonché Commissario straordinario della SIAE) è nato il 10/12/1921 (92 anni suonati!!!)
  • lo batte il presidente del ROMAEUROPA FESTIVAL, nato il 25/11/1918; vabbé che gli hanno affiancato Monique Veaute…
  • già che parliamo di presidenti, lunga vita all’inquilino del Quirinale, nato il 29/6/1925; in confronto a lui il 75enne Romano Prodi, suo probabile successore, sembra un ragazzino

Siamo messi talmente male che uno nato il 21/7/1948 (circa 66 anni fa) passa per una grande novità.

Ne consegue che un attore (e lo stesso vale per altre categorie) se non è aiutato dal cognome che porta deve mettersi in fila e aspettare.

E la fila è lunga, molto lunga…

Premesso ciò, elenco alfabeticamente una dozzina di attori nati dopo il 1970. Max 3 preferenze.

Volete aggiungere qualche altro nome? Ringrazio fin d’ora, perché mi fate un grande piacere

  • S. ACCORSI (1971)
  • L. ARGENTERO (1978)
  • P. BRIGUGLIA (1974)
  • E. GERMANO (1980)
  • A. PREZIOSI (1973)
  • C. SANTAMARIA (1974)
  • R. SCAMARCIO (1979)
  • F. SCIANNA (1982)
  • F. SCICCHITANO (1993)
  • P. SERMONTI (1973)
  • A. SIANI (1975)
  • F. TIMI (1974)

Elogio dei brutti

La popolazione italiana si divide in 2 categorie antropologiche: i belli e i brutti.

I belli sono quelli che vediamo negli spot pubblicitari. Impeccabili, inamidati, con i capelli (preferibilmente biondastri) sempre in ordine, ugualmente inespressivi se sorridono, fingono di litigare o prendono un aperitivo.

Qualche volta recitano (beh, insomma…) in film o fiction televisive.

I brutti sono quelli che incontro quotidianamente per strada, in autobus, al supermercato ecc. Sono (anzi, siamo) grassottelli, calvi o pettinati alla carlona, pieni di rughe e di brufoli, con le borse sotto gli occhi…

Nel cinema del passato hanno spesso riempito la scena. Era un cinema migliore (che ve lo dico a ‘fa…) e qui voglio citare 3 (forse 4) esempi di quella meravigliosa stagione.

Se non conoscete i film in questione, affrettatevi a colmare la lacuna. Poi mi ringrazierete.

  • Carlo Pisacane – E’ famoso per il ruolo di Capannelle in I SOLITI IGNOTI; ma ha lavorato in decine di film, da GLI ONOREVOLI a C’ERA UNA VOLTA… (dove interpreta una strega), fino al capolavoro assoluto della commedia italiana: L’ARMATA BRANCALEONE
  •  Tiberio Murgia – Nei SOLITI IGNOTI c’era anche lui (era “Ferribotte”, il fratello di Claudia Cardinale); tra i tanti filmuzzi in cui è comparso voglio ricordare LA GRANDE GUERRA e LA RAGAZZA CON LA VALIGIA
  • Annunziata Pica (in arte Tina Pica) – Grandissima attrice, cresciuta nella scuola di Edoardo De Filippo; per me, il suo ruolo migliore è stato quello di aiutante del capostazione Totò in DESTINAZIONE PIOVAROLO, ma molti la ricordano come “Caramella” al servizio del maresciallo Vittorio De Sica; lo stesso De Sica che, dirigendo IERI, OGGI, DOMANI, le diede la parte della nonna del seminarista sconvolto da Sophia Loren.

Dopo le immagini ritornerò sul tema, riferendomi a due attori del presente. Uno piacione, l’altro rappresentante della categoria BRUTTONI DI CLASSE.

gemmamurgiatin
Ho già parlato di BIANCA COME IL LATTEecc. La storia non è male, ma il personaggio del prof sognatore (interpretato da Luca Argentero) fa semplicemente cagare.

Ben altra figura di prof ha impersonato Roberto Herlitzka in IL ROSSO E IL BLU. Alla sua bruttezza, in conclusione, dedico un applauso.
brutto

in questo post PAOLA pone un quesito assai delicato e, in attesa che arrivino le pizze, ad esso quesito si cerca di rispondere

Avevo promesso di recensire BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE (d’ora in poi BLRS). Ora, al tavolo di Gaetano, Paolina mi dà occasione di tornare sull’argomento.

-La storia è buona (vedasi post). C’è un amore realistico ma non banale; c’è la tragedia; c’è un finale molto commovente. Ma il film è venuto male…

Avanzo un’ipotesi. Sono stati scelti male gli interpreti. Cominciando da

  • LUCA ARGENTERO. Come è stato osservato, il vero protagonista del romanzo non è Leo: è il prof (detto il sognatore) che orienta, educa e fa ragionare. Argentero (che, più che un attore, è un fotomodello) non è credibile come prof (a parte che veste come un fighetto, non ha lo stile né l’autorevolezza necessarie; ve lo ricordate Robin Williams in L’ATTIMO FUGGENTE?)
  • FILIPPO SCICCHITANO. Ha quasi vent’anni e ne dovrebbe dimostrare 16. Prova a rifare SCIALLA, ma qui il personaggio è diverso: Leo è interessato più al calcetto che a Dante, però qualcosa sa dire (“sono un naufrago al centro di un oceano di solitudine…”); non è il semianalfabeta che in BLRS tira di boxe (nel romanzo non c’è boxe, ma Scicchitano ci teneva a mostrare i muscoli).
  • Non voglio infierire, ma ve la immaginate Saoirse Ronan (19enne) al posto di GAIA WEISS , la Rossochiomata? E Dakota Fanning al posto di AURORA RUFFINO (Silvia, la Gattamorta)? Entrambe hanno un’esperienza che le nostre dilettanti si sognano, a parte che la Weiss ha 22 anni e la Ruffino quasi 24. La Ronan oltretutto ha già recitato una parte di oltretomba (AMABILI RESTI)
  • In fondo, quelli che se la cavano meglio sono Cecilia Dazzi e Fabio Insinna (mamma e papà di Leo). Non sono da Oscar, ma almeno conoscono il mestiere.

Pasqualina obietta che anche con attori scrausi BLRS ha un certo successo. Più di 300.000 biglietti staccati.

Io potrei controbiettare che 300mila spettatori non sono molti… ma stanno arrivando le pizze.

Ne riparliamo nel prossimo post. Magari spiegando perché agli adolescenti italiani piaccia un film (e attrici/attori) che stanno alla concorrenza anglosassone come Ryanair sta alla business class della BA.

bianca

IL GRANDE SOGNO

Premessa. LA VITA E’ SOGNO, capolavoro di Calderon de la Barca, ci ha insegnato che tutto finisce (la vita, l’amore, ecc), ma che sognare è indispensabile per vivere: dunque il ’68 era necessario, sognare che il mondo potesse cambiare fu un bene.

Premesso ciò parliamo del film di Michele Placido. Che ha raccontato di se medesimo, prima poliziotto della Celere e poi attore.

E delle vicende, tra loro intrecciate, dei tre protagonisti: Laura, studentessa modello (arriva alla contestazione globale passando per don Milani), Libero, il leader di estrazione operaia, (interpretato da Luca Argentero, un po’ troppo fighetto per la parte) e Nicola, il poliziotto-attore di cui sopra, interpretato da Riccardo Scamarcio (non male).

Molto ben scelti i comprimari. Laura Morante insegna all’Accademia di Arte Drammatica (intuisce subito il talento di Nicola e -prevedibilmente- se lo porta a letto), Silvio Orlando è un capitano dei celerini che recita trombonescamente S’ode a destra uno squillo di tromba e Massimo Popolizio è uno dei leader della rivolta studentesca.

Buona la ricostruzione storica, con largo uso di filmati d’epoca. Naturalmente c’è qualche piccola inesattezza (provate voi a cercare mobili, vestiti, libri, poster ecc del biennio 1968/69): qualcuno ha notato che le auto sono troppo pulite e ben verniciate (il che si spiega facilmente: appartengono a collezionisti!) e che i maglioni, i jeans e gli eskimo sono sempre lavati e stirati, ecc. Ma sono difetti perdonabili.

In sintesi, un film accettabile. Fa riflettere sui tanti errori commessi (uno degli studenti si accorge che si sta passando dalla non violenza alla lotta armata e disapprova con un sessantottesco “mavaffanculo!”) ma anche sulla generosità di quei momenti irripetibili.

Aggiungo una breve considerazione personale sul ’68.

Io c’ero (mi sono laureato nel febbr 1970) e conoscevo un dirigente della F.G.C.I che criticava aspramente le occupazioni. “Questo è avventurismo: -diceva- così si spaventa inutilmente il ceto medio e si fa il gioco della reazione…”

Guardando le cose col senno di poi (chi comanda adesso in Italia?) forse aveva ragione lui.