qui si parla di SEVEN e de I SOLITI SOSPETTI – seguirà una noiosissima considerazione su quale sia il peggior di tutti i vizi

In una città imprecisata (dove piove sempre; ricorda la Los Angeles di BLADE RUNNER) un ferocissimo serial killer contribuisce a riempire l’obitorio. In confronto a lui Hannibal è un pacioccone.

Si chiama J. Doe.

Attenzione: QUESTO NON E’ SPOILER (in America John Doe è sinonimo di “uno qualunque”, come da noi Pinco Pallino).

Lo inseguono due detective della sezione omicidi: il vecchio e amareggiato Morgan Freeman e il giovane e incazzoso Brad Pitt.

Lo spettatore aspetta più di un’ora per intravvedere Doe (di spalle), poi ne sente la voce (nella versione italiana è quella di Francesco Pannofino) al telefono.

Infine, dopo 91 minuti, Doe si presenta alla Centrale della polizia “State cercando me?” (e finalmente lo vediamo in faccia)

Quello che succede alla fine NON VE LO DICO

  • se conoscete il film non ne avete bisogno
  • in caso contrario non voglio scoprire le carte (vi dico solo che è un colpo allo stomaco)

Se volete giocare a fare il detective, vi darò un indizio dopo le immagini
se7en
Prima di darvi l’aiutino, DEVO FARE UNA CONFESSIONE.

La prima volta che l’ho visto (al cinema Arlecchino) avevo ipotizzato che Doe fosse una donna.

A quell’epoca leggevo troppi romanzi di Agatha Christie (quelli con la sorpresona finale, tipo TESTIMONE D’ACCUSA) e, man mano che i cadaveri si ammucchiavano, fantasticavo che il serial killer potesse essere proprio Tracy, la bellissima moglie di David.

FINE DELLA CONFESSIONE
tracy
Sarò scemo?

Ah, dimenticavo! L’aiutino… All’attore che interpreta il sanguinario Doe è stato dedicato un rap di Caparezza.

Adesso qualcuno potrebbe chiedermi: “Perché hai preferito SEVEN a I SOLITI SOSPETTI come miglior film del 1995?

A domanda rispondo: il terribile finale di SEVEN era davvero imprevedibile, mentre persino io sospettavo che Roger Kint non la raccontasse giusta (non ci sono arrivato ragionando, mi suonava fasullo…). E senza sorpresa non mi diverto.

Seconda domanda. Che differenza c’è tra vizi e peccati?

Rispondo. Un peccato è un singolo atto della volontà. Un vizio è una cattiva abitudine, una cattiva compagna di viaggio, una strega di cui è sempre più difficile liberarsi.

Da un vizio possono derivare molti peccati: dal vizio di obbedire agli ordini senza discutere derivano le infinite atrocità che si commettono in guerra.

Comunque questa distinzione è troppo europea per Hollywood: in SEVEN si usa sempre il termine SINS che letteralmente significa peccati.

Terza domanda. Tra i 7 tradizionali vizi quale è il peggiore? 

Rispondo: l’INVIDIA. Per usare un francesismo, tutti i viziosi sono stronzi, ma il più stronzo è l’Invidioso.

Infatti J. Doe è INVIDIOSISSIMO. Invidia la gioia degli altri, dovunque essa sia (nella felicità coniugale di David o nella bellezza di una donna). In sintesi, l’invidioso ti odia perché tu vivi bene, perché ami qualcuno, perché qualcuno ti ama, perché hai avuto fortuna, perché mangi le melanzane alla parmigiana, perché bevi un buon vino…

Ultimissima domanda. Perché Doe non ha ucciso l’iracondo David pur potendo farlo?

Risposta. Per farlo soffrire di più.

Ci sono cose molto peggiori della morte.

John Doe lo sa.

Published in: on gennaio 16, 2014 at 8:57 am  Comments (2)  
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Molte delle affermazioni che leggerete in questo post sono DIVERSAMENTE VERE (a volte sono delle bischerrime cazzate)

Conoscete Hugh Grant?

grant In questo caso saprete dirmi se le successive affermazioni sono vere (V) false (F) o Boh (B)

  • parlare male del film MAURICE (1987, di James Ivory) è un atto di omofobia
  • in QUEL CHE RESTA DEL GIORNO (1993, dello stesso Ivory) Hugh interpreta un nazista a cui Brad Pitt incide una svastica sulla fronte
  • in QUATTRO MATRIMONI E UN FUNERALE (1994, di Mike Newell) il secondo matrimonio (quello tra Lydia e Bernard) coinvolge tre vescovi cattolici e Rowan Atkinson (nella parte di Mr Bean)
  • nello stesso film si allude al funerale di Pribke; arriva una Valkiria, chiamata Broomhilda, e porta via l’animaccia sua; ma, per un disguido burocratico, invece che nel Valhalla lo scarica direttamente all’inferno, girone pezzidimerda
  • in SIRENE (1994, di John Duigan) Hugh interpreta la parte del paziente Odisseo
  • in RAGIONE E SENTIMENTO (1995, di Ang Lee) interpreta Edward Ferrars (che alla fine diventa prete e sposa Elinor, la maggiore delle sorelle Dashwood); nel film c’è anche Alan Rickman (interpreta il colonnello Brandon); non sarà il solo film in cui Grant e Rickman lavoreranno insieme
  • in L’INGLESE CHE SALI’ SU UNA COLLINA E SCESE DA UNA MONTAGNA (1995, di Christopher Monger) interpreta un cartografo; passa un’intera notte sulla cima del Ffynnon Garw in compagnia di una certa Betty; i motivi per cui detta collina è diventata una montagna sono ancora oggi oggetto di studio
  • in UN’AVVENTURA TERRIBILMENTE COMPLICATA (1995, ancora Newell) interpreta se stesso, beccato dalla polizia di Los Angeles (una frazione di Gallarate) nell’atto di sfruconare una battona
  • in MICKEY OCCHI BLU (1999, di Kelly Makin) viene ucciso con un punteruolo per il ghiaccio da una serial killer psicopatica
  • in NOTTING HILL (1999, di Roger Michell) interpreta William Thacker, giornalista di HORSE AND HOUND (Cavalli e Segugi)
  • in IL DIARIO DI BRIDGET JONES (2001, di Sharon Maguire) contende la protagonista (Renée Zellweger) al più compassato mr. Darcy (Colin Firth); va in gol per primo, ma poi Darcy vince in rimonta
  • in DUE SETTIMANE PER INNAMORARSI (2002, di Mark Lawrence) è George Wade, un miliardario un po’ immaturo sottomesso al fratello maggiore e incapace di scegliersi le cravatte e di parlare con la stampa; sceglie Lucy (Sandra Bullock) prima come consulente legale e poi, rimasto senza un soldo, come moglie
  • in LOVE ACTUALLY (2003, di Richard Curtis) è il Premier britannico (una specie di Tony Blair) e litiga con il Presidente americano per via della guerra in Iraq e per la manata che il Presidente ha stampato sul culo di una cameriera
  • in CHE PASTICCIO, BRIDGET JONES (2004, di Beeban Kidron); vedi sotto
  • in HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO (2005, ancora Newell) interpreta Barty Crouch Jr.; mediante la pozione Polisucco, creata dal prof Snape (Alan Rickman), si sostituisce all’auror Moody e scopre che Bridget Jones è in realtà un avatar dell’Oscuro Signore (Ralph Fiennes)
  • in TRAVAUX (2005, di Brigitte Rouan) è il vicino di casa di Carole Bouquet; la sua apparizione sullo schermo dura circa 10 secondi (si limita a sorridere) e non gli ha procurato alcuna nomination agli Academy Awards
  • in CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN? (2009, ancora Lawrence) è Paul, brillante avvocato di NYC e marito infedele; avendo visto quel che non doveva vedere, insieme alla moglie (Sarah Jessica Parker), viene nascosto nel Wyoming dall’FBI
  • in CLOUD ATLAS (2012, dei fratelli Lumiere) è il capo dei Kona e compra l’Inter, ma Massimo Moratti (Tom Hanks) uccide il toro che bevve l’acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò
  • dimenticavo di dire che è stato ospite di MA CHE FREDDO CHE FA (nel febbraio del 2010); questo onore, di poco inferiore al premio Nobel, pone un trionfale sigillo sulla sua carriera

Come al solito ho citato solo i film che ho visto. Lascio agli eventuali lettori il compito di aggiungerne altri, veri o fasulli, e di stabilire in quale ruolo H G abbia dato il meglio di sé.