In una città c’è un parco, nel parco c’è una capanna, nella capanna c’è un tavolo and the book is on the table

La città è Londra, il parco è Hampstead Heath (il più bello che abbia mai visto e legato a un momento significativo della mia vita… ma questo col film APPUNTAMENTO AL PARCO non c’entra niente)
heath
LUI è un irlandese bizzarro (lo sono tutti, ma questo è molto bizzarro) interpretato da Brendan Gleeson. Si è costruita una capanna nel parco e ci vive da eremita da 17 anni.
brendan
LEI è una ex-ricca, diversamente giovane ma battagliera come poche (l’adorabile Diane Keaton)
keato
Lui sta per essere essere sfrattato. Vive da 17 anni (l’avevo già detto?) in un terreno concupito da una megazienda.meg
Lei lo incita a difendere i suoi diritti.

“Lo sai che cos’è l’usucapione? Lasciamo perdere… Qui ci vuole un avvocato!” 

Si va in tribunale e, dopo una serie di colpi di scena, vince Lui.

Non è finita. Lui e Lei si sono innamorati, ma ecco un dilemma mica da poco.

“Vieni a vivere con me?”

“Neanche per sogno! Vieni tu da me, piuttosto!”

Prima di approfondire l’argomento attribuisco la qualifica di al di sopra del bah a questa brillante commedia (ispirata a una storia vera). Andatela a vedere e mi direte.

E adesso oltrepassate l’immagine se ne avete il coraggio.
kea
Pensate che Lui andrà da Lei, in un cottage moderno ma piccolo sulla riva di un fiume? Digitate 1

Pensate che Lei andrà da Lui, nella capanna del parco? Digitate 2

Pensate che Lei e Lui si incontreranno ancora in un modo molto originale? Digitate X

Annunci
Published in: on settembre 26, 2017 at 6:50 am  Comments (6)  
Tags: , , ,

MISTER GWYN, romanzo diversamente bello

L’ho letto due volte (è corto) e mi sa che lo rileggerò. Per il momento noto che Alessandro Baricco (d’ora in poi, AB) non riesce più a scrivere bene come agli inizi (ad es. Castelli di rabbia e Novecento).

Già EMMAUS mi aveva deluso. Adesso non so decidermi se considerare questo Mr. Gwyn una sublime sciocchezza o un lavoro-dignitoso-che-magari-con-più-calma-poteva-essere-bellissimo.

Intanto elenco i principali pregi e i principali difetti del romanzo:

  • segnala a pag. 69 una bellissima storia di Paperino disegnata da Carl Barks e letta dal protagonista; si tratta di Paperino e il paese dei Totem (Land of the totem poles), pubblicata in Italia nel 1950; come faccio a non volerti bene, AB, quando mi citi storie così?
  • il protagonista, oltre a leggere fumetti d’annata, vive a Londra, tra Camden e una “enorme libreria” presso Charing Cross (penso che la libreria sia Foyles): a pag. 145 AB sembra infastidito dalle dimensioni degli “odiosi supermercati del libro” (ce ne fossero da noi, librerie come Foyles…)
  • AB ha creato nomi originali: John Septimus Hill, Tom Bruce Shepperd, Jasper Gwyn (il protagonista), Akash Narayan, Klarisa Rode… (può bastare a farmi piacere questo romanzo? mah…)
  • la trama è più strampalata dei delitti su cui indaga Don Matteo a Gubbio; dopo ve la riassumo, se proprio ci tenete… per ora mi limito a una domanda: perché tanti personaggi devono mostrarsi completamente nudi allo sguardo del protagonista? è una allegoria della verità? o serve per dare un po’ di pepe a una storia tuttosommato noiosa?
  • i dialoghi sono una frana; è vero che i dialoghi sono la difficoltà maggiore per un narratore (attribuire a ciascun personaggio un diverso codice linguistico e diverse capacità espressive: è questo che ha fatto grandissimi Cervantes, Hemingway, Somerset Maugham, Maupassant, Tomasi di Lampedusa…)
  • a pag 36 c’è un’affermazione perentoria: “tutti i veri scrittori odiano quel che c’è attorno al loro mestiere” cioè i soldi, i contratti con le caseditrici, gli agenti; non so chi siano i “veri” scrittori per AB, ma (a quanto ne so) Camilleri, Follet, Grisham, King, lo stesso Hemingway la pensano (pensavano) diversamente
  • avevo digerito a fatica il “sorriso ben fatto” di EMMAUS; sono disposto a sorvolare sul “dignitoso calore” con cui Jasper e un diversamente giovane si salutano a pag 67 (gli inglesi conoscono bene la dignità, non il calore…); quello che non posso sopportare è “un’eternità minuscola”: what the fuck does it mean eternità minuscola?
  • altra domanda: il diversamente giovane di cui sopra trasporta la sue lampadine con un vecchio scatolone di pasta italiana sigillato con un largo scotch verde… era necessario per l’economia della storia che lo scatolone fosse vecchio, la pasta fosse italiana e lo scotch fosse verde?

Siete ancora qui? Peggio per voi. Eccovi la TRAMA ESSENZIALE.

Jasper, il protagonista, è stato un romanziere di un certo successo. Ma si è stancato di scrivere (autobiografico?) e decide di cambiare genere. Con l’aiuto di una giovane diversamente magra si mette a “scrivere ritratti” di gente nuda. All’inizio va tutto bene, poi una giovane ricca e stronza rovina tutto.

(Noto che da un po’ di tempo nei romanzi di AB compare una riccaestronza che rovina tutto. Altro spunto autobiografico?)

Infine Jasper scompare. Ma nel mondo appaiono altri suoi romanzi, tra cui uno incompiuto: contiene i capitoli finali (terzo e quarto), mancano il primo e il secondo.

Magari nel suo prossimo romanzo AB scriverà quei due capitoli mancanti.

Così tutti noi potremo andare a letto contenti e rilassati.
bariccototem

Published in: on dicembre 26, 2011 at 5:27 pm  Comments (7)  
Tags: , , , , , , ,

Harry Potter, ti odio! (eppure mi toccherà vedere il film…)

In questo momento un fottio di fan sta intasando Trafalgar Square e dintorni, in attesa della prima. I gusti sono gusti…

Ho già spiegato perché l’occhialuto Henricus Figulus mi sta sulle palle.

In sintesi, perché VINCE SEMPRE (e tu sai che vincerà sempre).

Come Topolino, come James Bond. Troppo prevedibile.

Mi è toccato, per motivi professionali, leggere tutti i 7 romanzi della serie e sono contento che sia finita. Mi è piaciuto il personaggio di Severus (lui sì, veramente imprevedibile) e gli ho già indirizzato il mio plauso.

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2008/12/10/lode-a-te-severus/

La pagina in cui Harry si accorge che Severus lo ha sempre protetto (gli occhi di Henricus, gli occhi di Lily…) è tra le poche che meritano di essere ricordate. Perciò andrò a vedere come viene sullo schermo.

Ma a Bologna non tornerò tanto presto. Intanto preannuncio che domani si affronteranno due TRILOGIE (per la serie “quali dvd restano nello scaffale e quali vengono stivati nell’armadio?”): IL SIGNORE DEGLI ANELLI e RITORNO AL FUTURO.

Commedie nere a Londra, da THE LADYKILLERS a FOUR LIONS

Agli inglesi piacciono molte queste storie, dove TUTTI (o quasi) i protagonisti muoiono. Tipo TEN LITTLE NIGGERS (dieci piccoli indiani) di A. Christie.

E ci ridono anche sopra. Come in quella parodia dell’AMLETO, dove tutti muoiono a torte in faccia. Sono fatti così: gli piacciono le storie di fantasmi e quella cretinata di Halloween. Forse dipende dal clima.

Ve la ricordate LA SIGNORA OMICIDI (sfiorò l’Oscar nel 1956) dove una banda di rapinatori si autodistruggeva? Alec Guinness, Peter Sellers, Herbert Lom, ecc morivano uno dopo l’altro. Alla fine restava viva solo una vecchietta totalmente suonata, di cui non ricordo il nome.

Beh, in questo FOUR LIONS (visto l’altro giorno al cinema Chaplin) i protagonisti non vogliono rapinare un furgone blindato.

Sono dei terroristi fai-da-te che, addestrati in Pakistan nel nome di Al Qaida, vogliono provocare una strage durante la maratona di Londra. Alla fine l’unica superstite è una vicina di casa (una ragazzona totalmente suonata, ma guarda te che analogia) che equivoca su quei giovani maschi che vivono da soli e li chiama “i porcellini gay”.

Ah, non volevate sapere come va a finire?

Ma io invece ci tenevo a dirlo. Per evitare equivoci sul termine COMMEDIA.

C’è ben poco da ridere, tirando le somme. A meno che non vi piacciano situazioni come la seguente.

Uno degli aspiranti kamikaze chiede perplesso ai compagni: “Siete sicuri che andrò subito in paradiso?”

Risposta: “Ma certo! Sarai in paradiso prima che la tua testa tocchi il soffitto!”


Published in: on giugno 13, 2011 at 9:20 am  Comments (1)  
Tags: , , , , , , ,

Amleto? un eroe dark

Per la serie “eroi shakespeariani, buoni e cattivi” oggi si parla di Amleto.

Difficile parlare di Amleto senza ripetere cose dette e ridette. Ad esempio che

  • è affetto da un “Edipo non risolto” verso la madre (Freud, Lacan e compagnia bella): odierebbe lo zio Claudio anche non ci fosse stato alcun omicidio
  • sarebbe un pessimo re, se lo diventasse (Binswanger): nevrotico, morbosamente sospettoso e sostanzialmente sadico; condivido: chi lo vorrebbe come capo di stato uno che, quando non va di notte a parlare con i fantasmi, frequenta cimiteri e si diverte a interrogare un teschio?
  • è un militarista: ammira le imprese belliche del principe Fortebraccio (e lo designa come erede), dispiacendogli molto di non essere come lui
  • comunque anche papà (re Amleto primo) non era un granché: quando parla al figlio delle “fiamme lancinanti” che lo tormentano, si capisce che al Country Club Paradiso non lo hanno ammesso

Aggiungo perciò solo un paio di considerazioni.

Atto terzo, scena terza.

Re Claudio è inginocchiato, in un momento di rimorso (anche i re hanno un briciolo di coscienza). Amleto potrebbe scannarlo senza problemi, ma non lo fa. “Lo manderei in paradiso…”

Molti hanno sostenuto che Amleto non ha le palle di uccidere lo zio e che queste disquisizioni sull’altra vita sono solo una scusa per autogiustificare la sua indecisione.

Dissento. Nella Londra elisabettiana all’Inferno ci credevano davvero (ancora oggi la parola “Hell” è considerata pochissimo elegante, figurati allora…) e il ragionamento di Amleto era perfettamente plausibile: non basta uccidere un uomo per considerare vendicata la morte delle sue vittime, BISOGNA CHE LA SUA ANIMA BRUCI PER L’ETERNITA’.

Sennò che vendetta è?

Atto quinto, scena seconda.

Per vendicarsi bene, Amleto uccide Claudio DUE VOLTE. Prima con la spada (e basterebbe: c’è un veleno potentissimo sulla lama) e poi gli fa bere il resto del veleno dalla coppa. Niente male per un “irresoluto”.

E così va all’inferno anche lui (ma vuoi mettere la soddisfazione, Amleto…?). Salutaci papà.

Per oggi basta così. Buon giovedì a tutti. Ci risentiamo domenica.

Published in: on settembre 17, 2009 at 11:09 am  Comments (4)  
Tags: , , , , , , ,