Virzì…

…è uno dei miei registi preferiti.

Ovosodo, Io e Napoleone, Tutta la vita davanti, Caterina va in città

Ecco, questo suo LA PRIMA COSA BELLA mi ricorda molto Caterina va in città.

Ci sono molte analogie: inizia in una scuola balorda con un prof sbirolato (riuscirò mai a vedere in un film italiano una scuola funzionante?), ha come protagonisti dei ragazzini (nei lunghi flashback), è centrato su matrimoni in frantumi, ci sono bare e funerali, si conclude con un bagno nel Tirreno.

Differenze: in Caterina ecc di funerali ce n’era uno solo (nel finale) e di un personaggio secondario. Qui di morti ce ne sono 3, più altri decessi accennati nei dialoghi. Non lo classificherei COMMEDIA, come fa la rubrica Trovacinema di Repubblicaonline.

Io lo definisco un dramma, (in certi momenti un melodramma): un marito geloso, troppo geloso per una moglie “moderna”, figli sbatacchiati di qua e di là che solo davanti alla madre morente si accorgono di volersi bene, una donna sterile che si procura un figlio per interposta persona, la malattia, la morte. Diciamo che la “commedia all’italiana” (in questi tempi amari) tende a diventare sempre più un dramma.

In conclusione: non si ride (una pallonata in faccia, rarissime battute vernacole: chi non è di Livorno rischia di perderle) e si piange molto, soprattutto nel finale. Portatevi i fazzoletti.

P.S. Un omaggio al rimpianto Dino Risi, che dirige La moglie del prete (1970) in una delle prime scene: è interpretato da suo figlio, Marco Risi.

Published in: on gennaio 21, 2010 at 12:01 am  Comments (5)  
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