TORNO DA MIA MADRE (Eric Lavaine, 2016)

Avete presente Josiane Balaskò? Se avete visto IL RICCIO (Mona Achache, 2009) non potete aver dimenticato l’incredibile protagonista.

Se non l’avete visto affrettatevi a colmare la lacuna e poi mi ringrazierete.

Beh, in questo bel film (ritmo perfetto, ottima fotografia, dialoghi brillanti) J. Balaskò è la madre, la vera protagonista. Una over 60 apparentemente svitata ma piena di risorse.

Vi racconterò la storia dopo l’immagine. Prima però l’inevitabile domanda.

Perché in Italia non sappiamo fare commedie come questa, con doveroso lieto fine ma senza ignorare che la vita (in particolare la vita in famiglia) è piena di amarezze e di momenti veramente disgustosi?

Da noi, salvo rare eccezioni (PERFETTI SCONOSCIUTI, ad esempio) passano per “commedie” delle farse, spesso basate su accenti regionali. (questo film è ambientato in Provenza, a poca distanza dal confine italiano; forse l’accento regionale si sente ma non conosco tanto bene il francese da poterlo notare)
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TRAMA ESSENZIALE. La figlia è titolare di uno studio di architettura. Lo studio fallisce e il marito la lascia. Lei non ha altro posto dove andare della casa di mamma. Convivenza difficilissima; peggio ancora quando il fratello, la sorella e il cognato vengono a cena. Tutto sembra concludersi nel modo peggiore possibile. Ma non dimenticate che questa è una commedia!

Published in: on settembre 6, 2016 at 11:35 am  Lascia un commento  
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Come si fa a essere razzisti dopo aver visto questo film?

Nella mia vita precedente insegnavo. In tante occasioni ho indirizzato a classi alquanto annoiate discorsetti retorici sul razzismo, la xenofobia, il mondialismo, il melting pot ecc 

Se potessi tornare indietro con la DeLorean sprecherei meno parole e farei vedere ai pupilli LES INTOUCHABLES (nella versione italiana, QUASI AMICI).

E’ più convincente di qualsiasi ragionamento.

TRAMA ESSENZIALE. Riccone tetraplegico ritrova la gioia di vivere grazie a badante senegalese.

E’ una storia VERA. Philippe Pozzo di Borgo, di antica nobiltà corsa (il suo bis-bis-bis-bisnonno fece vedere i sorci verdi a Napoleone) è sulla sedia a rotelle dal 1993 (incidente col parapendio). Rimasto vedovo e caduto in una profonda depressione, ne è venuto fuori grazie ad Abdel, che lo ha accudito e soprattutto confortato per 10 anni. Adesso Philippe si è risposato e ha due figli.

Inserisco il  Dopo di che, se non avete fatto in tempo a mettervi in salvo, aggiungo una considerazione finale.

COMMEDIA? Posso definire commedia questo film?

Sì, penso proprio di sì.

QUASI AMICI non fa ridere, fa pensare. In Italia affolliamo le sale per vedere FARSE, piene di battute dialettali, di corna, di immature/i e di lucchettidipontemilvio. Oppure mettiamo in scena le differenze tra meridionali e settentrionali e concludiamo con tarallucci e vino.

Qui non si raccontano favole. Si racconta la realtà drammatica del dolore e della tristezza mortale. Ma c’è il LIETO FINE, c’è sempre la speranza di migliorare la propria vita e quella degli altri.

Andatelo a vedere. Poi mi direte.

Published in: on marzo 13, 2012 at 12:50 pm  Comments (7)  
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PRINCIPESSA, film di Giorgio Arcelli

Se tu sei di Piacenza (o bàzzichi la zona collinare tra i fiumi Trebbia e Tidone) questo film ti interesserà. Altrimenti no.

Trama. Una giovane dalla vita sentimentale incasinata (per non parlare dei genitori che si ritrova) è assai poco entusiasta di ritrovarsi incinta. Infatti vuole abortire. Ma nel frattempo (per un curioso scherzo del destino) la corteggia un blasonato archeologo trentenne, figlio di un’arcigna marchesa facile alle arrabbiature (difatti le verrà un infarto, ossia coccolone). Non aspettatevi il lieto fine: non è una favola.

Attori:

  • Piera degli Esposti (la marchesa): sempre molto brava.
  • Morena Salvino (la protagonista): dà il meglio di sè quando è nuda; quando deve pronunciare le battute l’incanto svanisce.
  • Michele Riondino (un tipaccio): bravino; ha la faccia giusta (vedi foto).
  • Vanessa Gravina (pittrice amica della prot): brava; peccato che compaia per poco più di un minuto.
  • Riccardo Lupo (l’archeologo): peccato che compaia per moltissimi minuti.

riondino
Giorgio Arcelli, regista, è alla sua opera prima. Perciò va incoraggiato. PUOI SOLO MIGLIORARE, GIORGIO; peggiorare sarebbe impossibile.

Comunque, per mia moglie e per me, è stato divertente vederlo. ERAVAMO SOLO NOI DUE NELLA SALA e commentavamo ad alta voce: “Che boiata di film… Guarda, c’è il castello di Rivalta… il campanile di Verdeto… il castello della Boffalora… la rocca di Agazzano…”

Ultima osservazione: il film è stato girato (presumo in pochissimi giorni) nella primavera del 2007. Hanno avuto il coraggio di distribuirlo solo due anni dopo.

Se ti capiterà di vederlo, capirai il perchè.