ciao, grande Ray

Voglio onorare la memoria di Ray Douglas Bradbury, scrittore che ho amato fin dai tempi del liceo.

Mi capitò di leggere allora FAHRENHEIT 451, un romanzo indimenticabile (tanto è vero che tutti gli anni lo ripropongo ai lettori di Bookland).

Ma non è di Fahrenheit che voglio parlare qui: lo conoscono tutti (meglio, lo dovrebbero conoscere) anche per la fortunata versione di F. Truffaut.

Dirò qualcosa di un altro suo romanzo, intitolato in italiano IL POPOLO DELL’AUTUNNO.

Titolo originale: SOMETHING WICKED THIS WAY COMES (Qualcosa di malefico viene da questa parte). E’ un verso di Shakespeare (Macbeth, atto IV scena I). Bradbury era uno scrittore colto e ha citato più volte il Bardo.

TRAMA: In una cittadina dell’Illinois arriva la “Compagnia teatrale Pandemonio” con annesso luna park. Due ragazzi, Jim e Will, si accorgono subito che si tratta di qualcosa di demoniaco. Dark e Cooger, i due titolari, sono esseri malvagi “che si nutrono di anime, delle loro passioni e delle loro sofferenze”. Con i loro straordinari poteri hanno trasformato decine di uomini e donne in schiavi che ora devono lavorare in eterno come “fenomeni da baraccone”.

Alla fine Dark e Cooger sono annientati e tutte le loro vittime liberate.

Questo romanzo (pubblicato nel 1962) rientra nel genere fantasy. Non scorre il sangue, ma vi sono situazioni di grande tensione, come quando la Strega della Polvere tenta di uccidere Charles, il padre di Will, o quando l’anziana miss Foley (che spera di ringiovanire grazie a una giostra magica) viene trasformata in una spaurita bambina di 4 anni.

Ha avuto una versione cinematografica, nel 1983. Sceneggiatura dello stesso Bradbury. Jason Robards era Charles, Jonathan Pryce il malvagio mr. Dark.

Così Bradbury descrive se stesso a 13 anni nel protagonista Jim Nightshade: “Certe persone sono come le zampe delle cavallette, tutte antenne vibranti e continuano eternamente ad annodarsi e riannodarsi; ardono in una fornace per tutta la vita, sudano le proprie labbra e fanno risplendere i propri occhi divorando le tenebre…”

bradbury

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A. Christie batte M. Bradley 5 a 0

Premessa. Quando mi viene proposto un “testo jolly” lo leggo con attenzione (devo predisporre le domande) ma non approfondisco al massimo la mia analisi (non ho molto tempo a disposizione: le proposte avvengono tutte insieme, tra ottobre e novembre, e spesso si tratta di romanzi di oltre 600 pagine).

Poi arriva l’estate. Ho tempo di rileggerli con maggior cura. E decidere se inserirli nelle liste di BOOKLAND per il prossimo anno. Fine della premessa.

Dopo averli riletti, ecco il mio parere su

  • SIPARIO, L’ULTIMA AVVENTURA  DI POIROT (pubblicato da A. Christie nel 1975)
  • LE NEBBIE DI AVALON (pubb da Marion Bradley nel 1982)

SIPARIO. Raccontato dal cap. Hastings (che sta a Poirot come Watson sta a Holmes), è un giallo veramente ben scritto e assolutamente originale. Non voglio anticipare troppo a chi vorrà leggerlo. Dico solo che Poirot, vecchio e molto malato, conclude la sua lunga carriera di detective UCCIDENDO CON LE SUE MANI uno spietato pluriomicida. Non lo affida alla giustizia perché…  se proprio volete saperlo, rivelerò il perché e il percome (e anche il nome del plurifetentone, perché no?) nei tags dell’altro blog

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/07/22/odio-le-cicche/

 Voglio solo aggiungere che tutto avviene a Styles Court, nello stesso edificio in cui (mezzo secolo prima) erano iniziate la carriera letteraria di Agatha Mary Clarissa Miller (in arte Christie) e contemporaneamente il mito di Hercule Poirot… il quale Poirot (ci informa Hastings) poco dopo aver concluso la sua indagine è passato a miglior vita.

THE MISTS OF AVALON. Rivisitazione del ciclo arturiano (Lancillotto Merlino Morgana ecc) con forti influenze tolkieniane. Ma Tolkien è un’altra cosa.

Più di 700 pagine (Oscar Mondadori) piene di amori, tradimenti, altri amori, matrimoni, paternità più che dubbie, altri tradimenti, riconciliazioni, altri amori… sembra BEAUTIFUL.

Oppure, in certi momenti, sembra I LOVE SHOPPING: “poi acquistò le spezie e un taglio di bellissima lana delle isole per farne un mantello per Gorlois, per sé comprò graziose matasse di seta tinta… sarebbe stato piacevole tessere con quei colori splendenti… un bel pettine d’argento e fibbie d’argento per l’abito di Morgana”

L’acquirente (che si aggira “nei grandi mercati Harrods di Londinium”) è Igraine, personaggio importante (figlia del mago Merlino, madre di Morgana e Artù), ma era davvero necessario farci sapere che la lana era bellissima, i colori splendenti e le matasse graziose?

Per non parlare della prolissità dei dialoghi. Quando si deve decidere se Uter Pendragon sarà Re di Britannia sembra di sentire le polemiche in casa PD quando si dimise Veltroni: “facciamo le primarie (con o senza Grillo?) o va bene Franceschini in via provvisoria?”

Morale della favola. Ho deciso di inserire SIPARIO nell’elenco di Bookland. Mentre LE NEBBIE DI AVALON no. Se qualcuno vorrà leggerlo, potrà usarlo come Jolly.

Nel prossimo post mi dedicherò a CANALE MUSSOLINI, romanzo di A. Pennacchi. Temevo fosse un’apologia del fascismo. Non lo è. Meglio così.

LA BIBLIOTECA DEI MORTI, romanzo di G. Cooper

Se vi capitasse di conoscere con assoluta certezza la data esatta della vostra morte QUALE SAREBBE IL VOSTRO COMPORTAMENTO?

Mentre ci pensate, vi dico qualcosa di questo romanzo.

Un detective americano (già anzianotto, pensa a quando potrà andare in pensione) insieme a una giovane collega (andranno a letto insieme, questo s’era capito) indagano su una serie di morti.

Forse c’è un serial killer all’opera?

I lettori sanno subito (grazie ai numerosi flash-back) che la storia parte da molto lontano.

E che si trovano nell’ambito del GRANDE-SEGRETO-CHE-I-POTENTI-TENGONO-ACCURATAMENTE-NASCOSTO.

Tanto nascosto che molte vite umane vengono sacrificate a tale scopo (tipo Codicedavinci).

Per tenere all’oscuro l’umanità del GRANDE-SEGRETO-ecc si sono dati da fare W. Churchill, E. Bevin (ministro degli Esteri di Sua Maestà), il presidente americano H. Truman e alcuni alti papaveri delle forze armate USA. Per custodire meglio il GRANDE-SEGRETO è stata costruita una base sotterranea nota come Area 51.

C’entrano gli extra-terrestri?

No, non c’entrano una cippa. I servizi segreti lo lasciano credere. Per nascondere la verità.

A questo punto inserisco la copertina del libro. Se proprio ci tenete a conoscere il grande segreto, leggete pure oltre l’immagine. In caso contrario, per oggi basta così. Hasta luego.morti

Se siete ancora qui, vi racconto cos’era successo.

Nei sotterranei di un’abbazia inglese, tra l’VIII e il XIII secolo, una singolare stirpe di amanuensi ha riempito 700.000 volumi rilegati in cuoio.

I volumi contengono i nomi di tutti gli umani da quell’epoca al 2027. Di TUTTI, ripeto; compresi gli indios amazzonici, gli esquimesi, i papua della Nuova Guinea, ecc; ogni nome scritto coi caratteri della lingua locale (i cinesi in cinese, gli arabi in arabo, i russi in cirillico) e a questo punto sorge il sospetto che questo romanzo sia una CAZZATA.

Accanto a ogni nome c’è la data di nascita e quella di morte. Sappiamo infine che gli ultimi umani moriranno tutti insieme il 9-2-2027 e che quando gli amanuensi della morte sono arrivati a scrivere questa data (accompagnandola con le parole finis dierum) si sono tolti la vita in massa, piantandosi la penna in un occhio.

Prima domanda: quali conseguenze avrebbe rendere pubbliche le date di morte di tuttiquanti?

Lo spiega il protagonista (Will Piper): i disonesti si scatenerebbero oltre ogni immaginazione e molti onesti diventerebbero disonesti (chi te lo fa fare a rigare dritto, quando sai che stai per morire?); in pratica un’ANARCHIA INGOVERNABILE.

Seconda domanda: perché i superiori di quell’Abbazia non temevano quell’Anarchia? Azzardo io una spiegazione. Nel medioevo ragionavano molto diversamente da noi, per loro la vita era solo una preparazione all’aldilà e il loro motto era MEMENTO MORI. Perciò non era un dramma sapere che la fine era prossima (anzi, ci sono rimasti male a scoprire che il Giorno-del-Giudizio-Finale era così lontano).

Terza domanda: perché Churchill e Truman non hanno fatto semplicemente un falò di tutta quella pergamena e delle sue jettatorie previsioni? PER MOTIVI STRATEGICI. Sapere quando moriranno (ad esempio) Stalin, Mao Tsetung o Saddam Hussein è utilissimo alla CIA.

Quarta e ultima domanda: questa stronz…  questo romanzo ha avuto successo? SI’, eccome. Tanto è vero che è uscito il seguito: IL LIBRO DELLE ANIME.

Però ve lo leggete voi. Io preferisco storie più sensate.

Se volete, ne parlerò la prossima volta.

Published in: on maggio 30, 2010 at 4:51 pm  Comments (9)  
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