Le vite degli altri

Ieri sera il-miglior-presidente-del-consiglio-degli-ultimi-150-anni ha inveito contro le intercettazioni telefoniche che hanno provocato la sua incriminazione.

In particolare ha citato i sistemi della DDR. Probabilmente ha visto il film LE VITE DEGLI ALTRI, diretto da Von Donnersmarck nel 2007 e premiato dall’Oscar.

Forse il Casanova di Arcore l’ha visto frettolosamente (ha tante cose da fare…) e non ha notato che le intercettazioni del film riguardavano CRITICHE AL REGIME e non episodi di prostituzione minorile.

Per chiarire meglio, allego alcune scene del film.


due commedie all’inizio della primavera

Ho preannunciato la recensione di HAPPY FAMILY il 27/3 e oggi, vista l’ultima fatica (?) di Carlo Vanzina (LA VITA E’ MERAVIGLIOSA), metto insieme le due commedie. Due piccioni con un post.

Cominciamo dal pirandelliano HAPPY FAMILY.

Un milanese (Fabio de Luigi) sta scrivendo la sceneggiatura di un film. Dev’essere un film d’Autore… che però incassi!” ammicca, rivolto agli spettatori. Immagina 8 personaggi divisi in 2 famiglie, intreccia i loro destini (e loro si rivolgono a lui, protestando perchè non hanno abbastanza rilievo né battute significative) e si innamora di una di loro, giovane pianista.

Alla fine spegne il suo computer, ribadendo che tutto quello che gli spettatori hanno visto è unicamente frutto della sua fantasia.

C’è una sorpresina finale (che questa volta non vi rivelo, tanto è prevedibile).

Complessivamente gradevole il film di Salvatores, anche se qualche personaggio è decisamente inutile (la nonna, ad esempio); ma gli attori (di testro o di cinema) devono pur campare.

Nel caso di LA VITA E’ MERAVIGLIOSA è inutile lo stesso film!

Due grandi attori (Gigi Proietti e Salemme) sprecati in una storia banale.

Molte situazioni sono state straviste e strariviste: il Direttore che si finge poveraccio, il cameriere che (al contrario) ha fatto credere alla sua famiglia di essere un riccone, il famoso chirurgo che non sopporta più il clima corrotto della megaclinica e va a lavorare in Africa… (anche ‘sta cosa dell’Africa è gia vista: nell’ultimo film di Verdone).

L’idea originale (sprecata anche quella) era il poliziotto che passa le sue giornate ad ascoltare le telefonate degli altri, come in LE VITE DEGLI ALTRI. Ma Enrico Brignano non è Ulrich Muhe: damme retta Brignà, torna a Zelig che è il posto tuo!

Colpa del regista: invece di approfondire il personaggio, lo ha appesantito con un’inutilissima storia d’amore con una morettona incapace di recitare. E’ quella di “Antò, ffa caldo!”: altre due braccia rubate all’agricoltura.

Comunque qualcosa di buono c’è. Anzitutto esemplificare che le intercettazioni telefoniche sono utilissime contro i mascalzoni (altroché “violazione della privacy”) e poi com’è bello vedere i detti mascalzoni portati via in manette!

E finisco qui, con l’auspicio che, prima o poi, queste scene avvengano anche nella realtà.