ancora su IL MAGO

Molte sono le somiglianze tra la saga di Harry Potter e quella di Earthsea (le feste e il modo di mangiare alla Scuola dei Maghi, le rivalità e le invidie, il crudele Lord Benderesk che prefigura Voldemort, ecc) ma QUESTA VOLTA voglio soffermarmi sulla PRINCIPALE DIFFERENZA.

GED, il protagonista, combatte per centinaia di pagine con un oscuro demone. Viene chiamato SHADOW (l’Ombra) per comodità, ma secondo gli altri maghi non ha un nome. “Viene dal non-luogo dove non esistono i nomi” dice l’Arcimago Gensher.

Ma alla fine GED e L’OMBRA si affrontano nello scontro decisivo. E si fondono.

Perchè l’Ombra è solo la proiezione di Ged, della sua arroganza e del suo orgoglio di mago adolescente.

Secondo me questo lato oscuro del protagonista (che però troverà il suo equilibrio, come IL VISCONTE DIMEZZATO di Italo Calvino) merita molta attenzione. Chi possiede capacità non comuni (e quindi detiene un grande potere) rischia di montarsi la testa, di insuperbirsi. Questa è la regola, non l’eccezione.

Al contrario Harry Potter rimane sempre buono e altruista. Meglio per lui, naturalmente: ma non è realistico. Nella realtà un ragazzo, orfano e maltrattato per dieci lunghi anni da un’orribile coppia di zii, diventa quasi sempre uno psicopatico, collerico e incapace di controllarsi.

Published in: on dicembre 8, 2008 at 4:38 PM  Comments (4)  
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IL MAGO di Ursula K. Le Guin

Un ragazzino (non ha ancora 12 anni) scopre di avere capacità veramente insolite. A un certo punto arriva un uomo alto, appoggiandosi a un bastone, che gli dice: “Tu sei un giovane promettente. Vieni con me e diventerai un grande mago!”

E gli insegna come raggiungere la SCUOLA DEI MAGHI, dove il ragazzino incontrerà molti altri giovani che imparano, anno dopo anno, a perfezionare incantesimi…

Film già visto, dirà qualcuno. Qui si parla di Harry Potter, romanzo di Joanne K. Rowling, la quale riuscì a pubblicare il primo episodio nel lontano 1997…

NIENTE AFFATTO.

Nel 1968 (millenovecentosessantotto) l’americana Ursula Le Guin (credo ancora vivente) pubblicava A WIZARD OF EARTHSEA (trad. italiana IL MAGO, nel 1989) in cui l’apprendista mago si chiama GED, LO SPARVIERO, quello che lo manda a Roke (la scuola dei maghi) si chiama OGION IL TACITURNO e il rettore della scuola si chiama Arcimago NEMMERLE.

Siamo al limite del plagio. Ma naturalmente ci sono notevoli differenze.

I romanzi della Le Guin sono ambientati in Earthsea, un arcipelago immaginario, una specie di TERRA DI MEZZO dove c’è più mare che terra. Ambientazione tipo vichinghi (le navi vanno prevalentemente a remi), alla Tolkien insomma.

AL CONTRARIO la caratteristica delle storie potteresche (che spiega buona parte del suo enorme successo) è che sono ambientate nel presente, NEL MONDO CHE TUTTI NOI BABBANI CONOSCIAMO.

C’è il primo ministro britannico, informato ogni tanto dal suo omologo Ministro della Magia, c’è la stazione di King’s Cross, c’è la NOSTRA TELEVISIONE, c’è il BULLISMO (il cuginastro di Harry è a capo di una banda di bulli nell’episodio HP E L’ORDINE DELLA FENICE), c’è il divieto municipale di sprecare l’acqua durante la siccità estiva…

E c’è il mondo (ricco di fascino soprattutto per noi del continente) delle scuole inglesi d’elite, con le loro uniformi e i loro rituali pieni di sussiego.

C’è la rivalità tra i collegi (con il torneo sportivo), il prof. incazzato perchè deve fare una supplenza, l’intromissione del ministero (il personaggio Dolores Umbridge non vi fa venire in mente nessuno?) e la vita quotidiana nelle camerate dei collegiali.

Mi accorgo che sto andando fuori tema. Bisognerà tornare sulle altre incredibili coincidenze (?) tra IL MAGO e il maghetto.  Me ne occuperò la prossima volta.

Published in: on dicembre 5, 2008 at 1:49 PM  Comments (4)  
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