Frodo Baggins vs I fratelli Pevensie

Derby britannico. E poi Lewis e Tolkien erano amiconi…

A raccontare la trama della Compagnia dell’Anello nella Terra di Mezzo ci metterei troppo. Quasi altrettanto a riassumere le Cronache di Narnia.

Mi limito a contrapporre Frodo ai Pevensie.

Frodo è un ANTIEROE. Parte malvolentieri per salvare la Contea (cerca di rifilare l’Anello un po’ a tutti, da Gandalf a Galadriel, che però hanno abbastanza autocontrollo e lo rifiutano), NON UCCIDE NESSUNO (in una storia in cui lo sterminio totale dei nemici è la regola), non diventa Re e alla fine muore (la partenza sull’Ultima Nave è chiaramente una metafora).
E’ il suo sacrificio, però, a salvare tutto: se non era per lui, gli incantesimi e le spade non sarebbero bastati e il demoniaco Sauron avrebbe trionfato.

Non così i 4 Pevensie. Non così. Sono finiti nell’universo di Narnia senza capirne molto, ma MENANO COLPI DI SPADA A DESTRA E SINISTRA (anche la dolce Susan usa letalmente l’arco con una precisione che neanche alle Olimpiadi).

Anche se non sono loro a uccidere la Strega Bianca (la bravissima Tilda Swinton, che presto vedremo ritornare nel prequel IL NIPOTE DEL MAGO), alla fine si mettono in testa le corone di Narnia e non le mollano più.

Finora solo Blabla si è espresso e il punteggio provvisorio è 7,5 a 0 per IL SIGNORE DEGLI ANELLI. Riuscirà la trilogia narnesca a recuperare?
frodopevensie

Published in: on agosto 8, 2012 at 3:59 pm  Comments (11)  
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il viaggio del veliero, inteso come film

Tempo fa mi sono soffermato sul romanzo di C.S. Lewis THE VOYAGE OF THE DAWN TREADER

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/12/10/il-viaggio-del-veliero-inteso-come-romanzo/

Ora recensisco il film, diretto da Michael Apted.

TRAMA. Edward e Lucy Pevensie, insieme al cugino Eustace, finiscono nel regno fatato di Narnia (Lucy ed Edward c’erano già stati, due volte). Sul veliero reale sono accolti con tutti gli onori dal giovane re Caspian (che nell’episodio precedente avevano salvato dalla morte) e con lui affrontano una serie di avventure sul mare, tra incantesimi, mercanti di schiavi, mostri marini e la Strega Bianca.

La quale strega (che compare sullo schermo per poco più di un minuto e dice tre battute in tutto) è interpretata da Tilda Swinton.

Spero che l’abbiano pagata bene.

Comunque la Swinton avrà un ruolo ben più rilevante nel prossimo episodio, che si intitolerà LA SEDIA D’ARGENTO.

Ottima la fotografia. Buona la regia, che ha sfrondato alcuni episodi del romanzo e ne ha drammatizzati altri.

Per fare un esempio, Lucy (interpretata da una 15enne non particolarmente bella) scopre un incantesimo che la renderebbe affascinante come la sorella maggiore. Per rendere l’idea, il regista crea una scena “americana”, in cui i fratelli Pevensie scortano la bellissima sorella tra ammiragli e generali in uniformi estive (è l’estate del 1945).

Nel romanzo la scena non c’è, come non c’è la scena del duello tra un serpentone di mare e un drago.

Il drago è Eustace, vittima di un incantesimo (per la serie “avere un amico drago può essere utilissimo”).

Complessivamente un bel film, dedicato a chi ama le storie di mare (dall’Odissea a Moby Dick), le isole misteriose e le avventure a lieto fine.


Published in: on dicembre 26, 2010 at 10:03 pm  Comments (3)  
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IL VIAGGIO DEL VELIERO, inteso come romanzo

Questo romanzo (scritto nel 1952 da Clive S. Lewis) è popolarissimo in Inghilterra.

Me l’ha confermato R. Weatherill (da Harrogate, Yorkshire): lo hanno letto praticamente tutti gli inglesi, dagli anni ’50 in poi, e la scena iniziale in cui i protagonisti “terrestri” entrano surrealmente nel quadro che raffigura il Veliero ha fatto lavorare la fantasia di infinite ragazze e ragazzi.

Poiché la versione cinematografica sta arrivando sugli schermi italiani, me lo sono riletto.

Sintetizzo la trama. I fratelli Pevensie ogni tanto finiscono nel favoloso regno di Narnia e si mettono regolarmente nei guai (ma poi arriva Aslan e aggiusta tutto). In questo caso sono solo Edmund e Lucy (i più giovani del quartetto) a ritrovarsi sul vascello del Re narniano Caspian.

Assieme a loro c’è il cugino Eustace Scrubb. Un vero stronzo (scusate il francesismo), arrogante, vile e avido. La sua avidità lo renderà vittima di un incantesimo… e mi fermo qui, per il momento. Se ci tenete davvero a sapere come va a finire VE LO DIRO’ DOPO L’IMMAGINE.

Qui voglio aggiungere che, tra i 7 romanzi delle CRONACHE DI NARNIA, questo è il più “tolkieniano”. I protagonisti (Eustace, Lucy, Caspian ecc) sono a turno tentati dal potere assoluto. Lucy sfogliando un libro di magie si accorge che potrebbe (pronunciando una formula) acquistare una bellezza sovrumana e avere tutti gli uomini in ginocchio davanti a lei. Re Caspian, davanti a uno specchio d’acqua che trasforma in oro ogni oggetto che vi si bagni, perde la testa ecc.

Niente di strano, se si pensa che Tolkien in quegli anni lavorava alla pubblicazione de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, le cui pagine Lewis conosceva molto bene. E non è difficile scoprire analogie tra il bracciale di diamanti che Scrubb si infila al braccio (e che gli porterà un danno quasi mortale) e l’Anello di Sauron.


Come va a finire? Dopo una serie di avventure in svariate isole (tipo Odissea) il Dawn Treader, il vascello reale, arriva al Limite Orientale del Mondo di Narnia (che non è sferico come il nostro, bensì piatto).

Perchè tutti possano tornare a casa occorre che uno degli avventurieri oltrepassi volontariamente quel Limite (è una metafora della morte). Sarà Ciripì, il topo spadaccino, a farlo: camminando su una distesa di ninfee bianche uscirà da Narnia per entrare nel Regno del leone Aslan dove vivrà per sempre, felice e contento.

Re Caspian (diventato meno spaccone di come era all’inizio della storia) e il suo equipaggio torneranno al loro porto. Lucy, Edmund e il cugino Scrubb (guarito dai suoi difetti) si ritroveranno nella stanza in cui tutto era cominciato.

THE LAST STATION

Gli ultimi giorni della lunga vita di Lev Tolstoj (1828-1910) raccontati da un bravo regista, Michael Hoffman.

Un po’ lento all’inizio, il film trova il giusto ritmo nella drammatica fuga di Tolstoj e nella riconciliazione finale con la moglie (in punto di morte) in una stazioncina della Russia meridionale. Non dimenticate il fazzoletto.

Personaggi e interpreti:

  • LUI: il conte Tolstoj, dopo un lungo e tormentato itinerario spirituale, aveva tentato una confusa sintesi di Cristianesimo, Buddismo e Anarchia (no alla proprietà privata, no alla carne, no al sesso, no alla Chiesa) e intorno a lui era nato un “movimento” i cui leaders cercarono con ogni mezzo di fargli rinunciare ai diritti d’autore per i suoi romanzi (un mucchio di milioni). Christopher Plummer interpreta molto bene il personaggio (nomination all’Oscar), che, esasperato dalle tensioni nate intorno a lui, molla tutto e fugge in cerca di pace.
  • LA MOGLIE: dopo aver partorito 13 figli e aver dedicato tutta la vita al marito (che in certi momenti era più strambo di Celentano) la contessa Sofia si aspettava una vecchiaia serena; E INVECE NO: liti continue in famiglia (che spesso contrapponevano le figlie alla madre) e quei rompiscatole dei tolstojani…; quella grande attrice che è Helen Mirren (origini russe: suo padre si chiamava Mironov) secondo me meritava anche lei una nomination (almeno), ma i giurati dell’Academy l’avevano già premiata con l’Oscar per THE QUEEN e stavolta l’hanno lasciata a bocca asciutta.
  • IL SEGRETARIO: avete presente l’imbranato Silvano di Camera Café? Ecco, immaginate Silvano assunto come segretario in un caos di idealismi, soldi, giornalisti e liti coniugali: tra l’incudine e il martello, finisce col farsi da parte, anche perchè una bella maestrina (stanca del caos di cui sopra) gli dimostra che il sesso non è poi così male e che il “movimento” sta diventando una setta dogmatica da cui è meglio uscire. Interprete: James McAvoy, un bravo scozzese già apprezzato in L’ULTIMO RE DI SCOZIA, ESPIAZIONE e nelle Cronache di Narnia (era il fauno Tumnus)
Published in: on giugno 16, 2010 at 6:51 pm  Comments (3)  
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