Frodo Baggins vs I fratelli Pevensie

Derby britannico. E poi Lewis e Tolkien erano amiconi…

A raccontare la trama della Compagnia dell’Anello nella Terra di Mezzo ci metterei troppo. Quasi altrettanto a riassumere le Cronache di Narnia.

Mi limito a contrapporre Frodo ai Pevensie.

Frodo è un ANTIEROE. Parte malvolentieri per salvare la Contea (cerca di rifilare l’Anello un po’ a tutti, da Gandalf a Galadriel, che però hanno abbastanza autocontrollo e lo rifiutano), NON UCCIDE NESSUNO (in una storia in cui lo sterminio totale dei nemici è la regola), non diventa Re e alla fine muore (la partenza sull’Ultima Nave è chiaramente una metafora).
E’ il suo sacrificio, però, a salvare tutto: se non era per lui, gli incantesimi e le spade non sarebbero bastati e il demoniaco Sauron avrebbe trionfato.

Non così i 4 Pevensie. Non così. Sono finiti nell’universo di Narnia senza capirne molto, ma MENANO COLPI DI SPADA A DESTRA E SINISTRA (anche la dolce Susan usa letalmente l’arco con una precisione che neanche alle Olimpiadi).

Anche se non sono loro a uccidere la Strega Bianca (la bravissima Tilda Swinton, che presto vedremo ritornare nel prequel IL NIPOTE DEL MAGO), alla fine si mettono in testa le corone di Narnia e non le mollano più.

Finora solo Blabla si è espresso e il punteggio provvisorio è 7,5 a 0 per IL SIGNORE DEGLI ANELLI. Riuscirà la trilogia narnesca a recuperare?
frodopevensie

Published in: on agosto 8, 2012 at 3:59 PM  Comments (11)  
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IL VIAGGIO DEL VELIERO, inteso come romanzo

Questo romanzo (scritto nel 1952 da Clive S. Lewis) è popolarissimo in Inghilterra.

Me l’ha confermato R. Weatherill (da Harrogate, Yorkshire): lo hanno letto praticamente tutti gli inglesi, dagli anni ’50 in poi, e la scena iniziale in cui i protagonisti “terrestri” entrano surrealmente nel quadro che raffigura il Veliero ha fatto lavorare la fantasia di infinite ragazze e ragazzi.

Poiché la versione cinematografica sta arrivando sugli schermi italiani, me lo sono riletto.

Sintetizzo la trama. I fratelli Pevensie ogni tanto finiscono nel favoloso regno di Narnia e si mettono regolarmente nei guai (ma poi arriva Aslan e aggiusta tutto). In questo caso sono solo Edmund e Lucy (i più giovani del quartetto) a ritrovarsi sul vascello del Re narniano Caspian.

Assieme a loro c’è il cugino Eustace Scrubb. Un vero stronzo (scusate il francesismo), arrogante, vile e avido. La sua avidità lo renderà vittima di un incantesimo… e mi fermo qui, per il momento. Se ci tenete davvero a sapere come va a finire VE LO DIRO’ DOPO L’IMMAGINE.

Qui voglio aggiungere che, tra i 7 romanzi delle CRONACHE DI NARNIA, questo è il più “tolkieniano”. I protagonisti (Eustace, Lucy, Caspian ecc) sono a turno tentati dal potere assoluto. Lucy sfogliando un libro di magie si accorge che potrebbe (pronunciando una formula) acquistare una bellezza sovrumana e avere tutti gli uomini in ginocchio davanti a lei. Re Caspian, davanti a uno specchio d’acqua che trasforma in oro ogni oggetto che vi si bagni, perde la testa ecc.

Niente di strano, se si pensa che Tolkien in quegli anni lavorava alla pubblicazione de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, le cui pagine Lewis conosceva molto bene. E non è difficile scoprire analogie tra il bracciale di diamanti che Scrubb si infila al braccio (e che gli porterà un danno quasi mortale) e l’Anello di Sauron.


Come va a finire? Dopo una serie di avventure in svariate isole (tipo Odissea) il Dawn Treader, il vascello reale, arriva al Limite Orientale del Mondo di Narnia (che non è sferico come il nostro, bensì piatto).

Perchè tutti possano tornare a casa occorre che uno degli avventurieri oltrepassi volontariamente quel Limite (è una metafora della morte). Sarà Ciripì, il topo spadaccino, a farlo: camminando su una distesa di ninfee bianche uscirà da Narnia per entrare nel Regno del leone Aslan dove vivrà per sempre, felice e contento.

Re Caspian (diventato meno spaccone di come era all’inizio della storia) e il suo equipaggio torneranno al loro porto. Lucy, Edmund e il cugino Scrubb (guarito dai suoi difetti) si ritroveranno nella stanza in cui tutto era cominciato.