UNA STORIA SENZA NOME (al di sopra del BAH)

Riprendo il discorso iniziato 10 giorni fa.

Nella mezzastagione compresa tra settembre e i cinepanettoni appaiono spesso film di qualità.

Persino italiani.

In questo UNA STORIA SENZA NOME (distribuito da RaiCinema il 20/9) lavorano bene il regista Roberto Andò e una schiera di attori di prima qualità: Renato Carpentieri (ve lo ricordate in LA TENEREZZA?), Micaela Ramazzotti, Laura Morante, Antonio Catania, Gaetano Bruno…

Eppure il pubblico non riempie le sale. A malapena l’incasso raggiungerà il milione di euro (limite simbolico che separa il FLOP dal successo, sia pure modesto)
senz

Ripeto quanto già detto. Gli italieschi adorano la televisione e si aspettano storie rassicuranti, col lieto fine garantito: misteri svelati, giustizia trionfante, malfattori puniti, Montalbano, Cordier, Maigret, il capitano Maria, don Matteo, Bruno Palmieri ecc

Nella realtà, come tutti sappiamo, la maggior parte dei delitti resta impunita, dal furto dei motorini ai crimini della mafia…

In questo film si parla proprio di mafia. Una tela di Caravaggio fu asportata da una chiesa di Palermo nell’ottobre del 1969. E la sorveglianza?

tres

Ovviamente della tela in questione si sono perse le tracce.

TRAMA DEL FILM

Valeria è una ghost-writer. Scrive le sceneggiature che il suo fidanzato firmerà. Vi ricordate BORIS, dove gli “sceneggiatori democratici” sfruttavano il lavoro di tre schiavetti?
boris

Un misterioso personaggio offre a Valeria un rapporto dettagliato sul furto del Caravaggio. Se ne farà un film.

E come finirà la storia?

  • la sceneggiatura sarà sciolta nell’acido?
  • Valeria sarà sciolta nell’acido?
  • è Valeria il vero capo di Cosa Nostra?
  • la tela caravaggiesca era nelle mani di Andreotti che la affidò a Dell’Utri che la donò a Putin che la consegnò ai Rettiliani che al mercato mio padre comprò?
  • la mafia sarà sconfitta dagli Avengers (Iron man, Spider Man, Hulk, capitan Mutanda e Leoluca Orlando)?
  • mafia? che minchia è la Mafia? l’ultimo modello della Fiat?
  • ci sarà un remake intitolato NATALE A PALERMO, diretto da Neri Parenti e interpretato da Christian De Sica, Massimo Boldi, Vincenzo Salemme e Belen Rodriguez?
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Published in: on settembre 24, 2018 at 3:46 pm  Lascia un commento  
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O tu che leggi questo post, sappi che non l’ho scritto di mia spontanea volontà, ma per ottemperare a una direttiva della Commissione delle Pari Opportunità

Com’è noto, ho predisposto in passato dei minisondaggi per stabilire chi sia

  • la miglior attrice italiana in attività (il responso è stato LAURA MORANTE)
  • la peggior attrice italiana in attività (ha vinto, dopo un appassionante ballottaggio, MANUELA ARCURI)
  • il peggior attore italiano ecc (l’ambito titolo è andato a EZIO GREGGIO)

C’era una casella da riempire e, in seguito a un retroscena ben noto in quel di Cesano Boscone, ora proveremo a riempirla.

The question is: quale tra gli attori in attività (escludendo quindi il grande ALVARO VITALI) è da ritenersi il migliore?

  • ho escluso dalla lista quelli che hanno interpretato meno di 10 film (quindi escludo anche BEPPE GRILLO) e quelli che erano stati presi in considerazione per la categoria opposta (i peggiori, da JERRY CALA’ a MASSIMO BOLDI)
  • la lista dei candidati era molto lunga; perciò l’ho divisa in 2; oggi elenco in ordine alfabetico i diversamente giovani, nati prima del 1970
  • tu che, per libera scelta o per puro caso, leggi queste righe PUOI INDICARE UN MASSIMO DI 3 PREFERENZE

D. ABATANTUONO (nato nel 1955)

A. ALBANESE (1964)

C. AMENDOLA (1963)

G. BATTISTON (1968)

F. BENTIVOGLIO (1957)

S. CASTELLITTO (1953)

P. FAVINO (1969)

A. GASSMAN (1965)

R. HERLITZKA (1937)

L. LO CASCIO (1967)

N. MARCORE’ (1966)

N. MORETTI (1953)

S. ORLANDO (1957)

F. PANNOFINO (1958)

M. PAOLINI (1956)

R. PAPALEO (1958)

L. PIERACCIONI (1965)

M. PLACIDO (1946)

P. ROSSI (1953)

K. ROSSI STUART (1969)

S. RUBINI (1959)

V. SALEMME (1957)

T. SERVILLO (1959)

C. VERDONE (1950)

L. ZINGARETTI (1961)

Ho dimenticato qualcuno? Certamente sì… aggiungete se volete.

Nel prossimo post, per la gioia di grandi e piccini, scenderanno in campo i gggiovani, dalla A (Accorsi) alla T (Timi).

 

 

 

Published in: on maggio 20, 2014 at 10:48 am  Comments (18)  
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Mi chiamo Laura. Laura Morante.

Con questo post il Bibliofilo inizia a proporre le interpretazioni di attrici italiane.

(la prossima sarà Giovanna Mezzogiorno)

  • BIANCA (1984; mi chiamo Bianca e sono una prof di Francese; si innamora di me un collega di matematica che, credete a me, è meglio perdere che trovare)
  • FERIE D’AGOSTO (1995; mi chiamo Cecilia e trascorro movimentate vacanze a Ventotene insieme a mia figlia e al mio compagno, interpretato da Silvio Orlando)
  • LIBERATE I PESCI (1999; mi chiamo Mara e sono la ex-moglie di un giornalista; mia figlia torna incinta dagli USA e mi ritrovo consuocera di un boss, interpretato da Michele Placido)
  • LA STANZA DEL FIGLIO (2001; mi chiamo Paola e sono sposata a uno psichiatra -interpretato da Nanni Moretti, che era il prof di matematica di cui sopra-; un lutto terribile mi sconvolge)
  • UN VIAGGIO CHIAMATO AMORE (2001; mi chiamo Sibilla Aleramo e sono affascinata dalle poesie di Dino Campana, interpretato da Stefano Accorsi; non aspettatevi il lieto fine)
  • L’AMORE E’ ETERNO FINCHE’ DURA (2004; mi chiamo Tiziana e sono bravissima in cucina; mio marito -interpretato da Carlo Verdone- non è un modello di fedeltà e lo caccio)
  • LA BELLEZZA DEL SOMARO (2010; mi chiamo Marina e sono psicologa; io e mio marito -interpretato da Sergio Castellitto- abbiamo una figlia, innamorata di Enzo Iannacci, che ci crea molti problemi)
  • CILIEGINE (2012; mi chiamo Amanda e vivo a Parigi -lo sapete che questo film l’ho anche diretto? ah, lo sapete già…-; sono spaventata dall’egoismo e dalla stupidità degli uomini, ma forse ho trovato la persona giusta)

Dopo le immagini, se proprio volete, sarete edotti dei risultati provvisori del TORNEO DELLE ATTRICI.

laurasibillasomaroSia noto a tutti (guelfi e ghibellini, crociati e saracini, bersaniani e renziani) che, per quanto riguarda JUDI DENCH, la miglior interpretazione è la regina ELISABETH I (Shakespeare in love) con punti 40. Molto distanziata l’ARMANDE di Chocolat (punti 32).

Per quanto riguarda RENEE ZELLWEGER la sua miglior interpretazione è la RUBY di Ritorno a Cold Mountain (40 punti contro i 38 di Bridget Jones).

Infine, HELENA BONHAM-CARTER. La sua interpretazione di ELISABETH (il discorso del Re) ha ottenuto finora 24 punti dai commentatori di questo blog. 23 punti sono andati a MARLA (Fight club).

Smaschero criminali, scrivo romanzi, trovo tesori. Ho suscitato l’interesse del re del Siam, di Robert De Niro, Anthony Hopkins, Denzel Washington, Mel Gibson e di tanti altri. Fatemi gli auguri: ho appena compiuto 50 anni

Tipo tosto, Jodie Foster.

Ha cominciato come bambina prodigio, lavorando in TV e in numerosi filmetti disneyani. Poi sono venute parti ben più impegnative.

Come al solito, elenco solo i film che ho visto. Chi vuole proporre (e votare) altre interpretazioni SI SENTA LIBERA/O DI FARLO.

  • TAXI DRIVER (1976; Iris è una giovanissima prostituta; Jodie non aveva ancora 14 anni quando finirono le riprese; nomination all’Oscar)
  • UNA RAGAZZA, UN MAGGIORDOMO E UNA LADY (1977; Casey viene dai bassifondi del Queens, ma se la cava alla grande in un maniero del Warwickshire, che nasconde più di un mistero)
  • SOTTO ACCUSA (1988; Sarah viene violentata su un flipper da un trio di balordi, mentre i clienti del bar se la ridono; la pagheranno cara; premio Oscar)
  • IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI (1991; Clarice guadagna i gradi di detective FBI, facendosi aiutare da un serialkiller cannibale per inchiodarne un altro; premio Oscar; per me è la miglior interpretazione di Jodie, ma insomma fate voi)
  • OMBRE E NEBBIA (1992; in questo bel film di W. Allen Jodie è una prostituta mitteleuropea e dice poche parole; ma comunque merita l’applauso)
  • MAVERICK (1994; Annabelle è un’avventuriera del Vecchio West; sfida al tavolo del poker Mel Gibson e Alfred Molina: chi sarà spennato alla fine?)
  • NELL (1994; Nell è una giovane donna vissuta nei boschi e affetta da una grave forma di autismo; nel suo silenzio nasconde una tragedia familiare; nomination all’Oscar)
  • ANNA AND THE KING (1999; Anna insegna inglese ai 68 figli del re Rama IV; il quale Re, tra una congiura e una battaglia, non è insensibile agli occhi cerulei della prof)
  • INSIDE MAN (2006; Madeline è una funzionaria di un Istituto internazionale; scopre dentro una cassetta di sicurezza documenti molto imbarazzanti)
  • ALLA RICERCA DELL’ISOLA DI NIM (2008; Alex scrive romanzi d’avventura, ma ha paura di tutto -anche di uscire di casa-; il caso vuole che sia scaraventata oltre oceano in una vera avventura)
  • MR. BEAVER (2011; Meredith è la mogliera di un marito che più scombinato non si può; dovrebbero darle una medaglia per la sua pazienza)
  • CARNAGE (2011; Penelope è colta, tollerante e capace di ascoltare; ma quando deve affrontare una strega come Nancy le saltano i nervi)

Se volete sapere quale ATTRICE ITALIANA ha avuto più voti (e quindi rischia un mio post) oltrepassate le immagini di Jodie

jodieannacarnage
A TUTT’ORA le attrici che hanno raccolto maggiori suffragi sono:

  • LAURA MORANTE (7 voti)
  • GIOVANNA MEZZOGIORNO (6 voti)
  • MARGHERITA BUY e MARIANGELA MELATO (4 voti)

e le italiane?

Che differenza c’è tra l’italiesco Paese dei Cachi e gli Stati Uniti? Forse che loro hanno Obama e noi Grillo?

Forse perché loro producono SCHINDLER’S LIST e noi, quando va bene, MASCHI CONTRO FEMMINE?

Forse è anche questione di attrici?

Ogni ragazzina americana studia recitazione a scuola e il sonetto 75 di Shakespeare non la mette in difficoltà, mentre se ci si mette una di qui… (guardate Ambra Angiolini in “VIVA L’ITALIA”, io non dico niente).

Forse io sono prevenuto. Comunque interrompo la gallery delle star anglosassoni (penso a Jodie Foster, a Judi Dench ecc) e colmo la lacuna.

Io elenco alfabeticamente una tredicina di nomi.

CIASCUN COMMENTATORE PUO’ INDICARE FINO A 3 PREFERENZE

  • Barbora Bobulova
  • Margherita Buy
  • Giuliana de Sio
  • Angela Finocchiaro
  • Valeria Golino
  • Sabrina Impacciatore
  • Marina Massironi
  • Mariangela Melato (è vero, appartiene alla generazione di Claudia Cardinale e di Monica Vitti… ma non me la sento di mandarla in pensione)
  • Giovanna Mezzogiorno
  • Laura Morante
  • Elena Sofia Ricci
  • Alba Rohrwacher
  • Stefania Sandrelli (vedi sopra… MI PIACE TROPPO)

HO SCORDATO QUALCUNA? Monica Bellucci o Nancy Brilli non ce le vogliamo mettere? Aggiungetele voi, silvùplé.

Questo è un blog molto democratico.listmaschi

BEL AMI vs. CILIEGINE

Volevo massacrare il film Bel amì (regia quadrumane degli inglesi D. Donnellan e  N. Ormerod).

Ma non c’è gusto: lo hanno già fatto in troppi. Tra le tante sferzate cito quella di Maurizio Acerbi: “Pattinson? è impossibile trovare uno migliore di lui per la parte del bello senza minimo talento”

Effettivamente mr. Pattinson (ex Diggory, ex Cullen, ex veterinario Jankowsky) ha una gamma espressiva molto ridotta. Un fotomodello senzanima.

Ho chiesto a mia moglie (nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo) se le piacesse. Lei: “Perlamordiddio! Sei molto più sexy tu!”

Che cara mia moglie…

Parlerò bene solo di Christina Ricci (classe 1980) che ricordo di aver visto in

  • The Addams Family (aveva 11 anni; ne aveva 13 nel sequel)
  • Casper (aveva 15 anni e si prendeva una platonica cotta per il fantasmino)
  • Blake Snake Moan (ruolo difficile: una proletaria tossica e ninfomane del Tennessee)

Stavolta non è proletaria. Né ninfomane (anche se qualche capriola nel letto la fa): è un’annoiata altoborghese. Merita un buon voto, comunque.

Passiamo a un altro film, visto sabato sera al Rialto.

Mentre in Belamì una troupe 100% anglosassone fingeva di recitare a Parigi (gli interni li hanno girati in Inghilterra, gli esterni e la scena della chiesa a Budapest) CILIEGINE è interpretato da francesi (Laura Morante -anche regista- è bilingue) a Parigi, quella vera.

Infatti piove quasi sempre. Alzi la mano chi è andato a Parigi senza aprire l’ombrello almeno un giorno sì e uno no.

TRAMA ESSENZIALE. La protagonista è perennemente in lotta con gli uomini. Però incontra il malinconico Antoine che non le fa paura (per un malinteso crede che lui sia gay) e, con l’aiuto di un’amica e del di lei marito, tutto finirà bene.

La definirei una garbata sophisticated comedy. Tutti sono belli, eleganti e vivono in belle case; vorrei vedere se il tono sofisticato reggerebbe se fossero due disoccupati senza un euro e costretti a bere il Tavernello da un cartone.

NON ho chiesto a mia moglie se le piaccio più io o Pascal Elbé (interpreta Antoine). Uscirei dal confronto con le ossa rotte.morante

Published in: on aprile 16, 2012 at 5:20 pm  Comments (6)  
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IL GRANDE SOGNO

Premessa. LA VITA E’ SOGNO, capolavoro di Calderon de la Barca, ci ha insegnato che tutto finisce (la vita, l’amore, ecc), ma che sognare è indispensabile per vivere: dunque il ’68 era necessario, sognare che il mondo potesse cambiare fu un bene.

Premesso ciò parliamo del film di Michele Placido. Che ha raccontato di se medesimo, prima poliziotto della Celere e poi attore.

E delle vicende, tra loro intrecciate, dei tre protagonisti: Laura, studentessa modello (arriva alla contestazione globale passando per don Milani), Libero, il leader di estrazione operaia, (interpretato da Luca Argentero, un po’ troppo fighetto per la parte) e Nicola, il poliziotto-attore di cui sopra, interpretato da Riccardo Scamarcio (non male).

Molto ben scelti i comprimari. Laura Morante insegna all’Accademia di Arte Drammatica (intuisce subito il talento di Nicola e -prevedibilmente- se lo porta a letto), Silvio Orlando è un capitano dei celerini che recita trombonescamente S’ode a destra uno squillo di tromba e Massimo Popolizio è uno dei leader della rivolta studentesca.

Buona la ricostruzione storica, con largo uso di filmati d’epoca. Naturalmente c’è qualche piccola inesattezza (provate voi a cercare mobili, vestiti, libri, poster ecc del biennio 1968/69): qualcuno ha notato che le auto sono troppo pulite e ben verniciate (il che si spiega facilmente: appartengono a collezionisti!) e che i maglioni, i jeans e gli eskimo sono sempre lavati e stirati, ecc. Ma sono difetti perdonabili.

In sintesi, un film accettabile. Fa riflettere sui tanti errori commessi (uno degli studenti si accorge che si sta passando dalla non violenza alla lotta armata e disapprova con un sessantottesco “mavaffanculo!”) ma anche sulla generosità di quei momenti irripetibili.

Aggiungo una breve considerazione personale sul ’68.

Io c’ero (mi sono laureato nel febbr 1970) e conoscevo un dirigente della F.G.C.I che criticava aspramente le occupazioni. “Questo è avventurismo: -diceva- così si spaventa inutilmente il ceto medio e si fa il gioco della reazione…”

Guardando le cose col senno di poi (chi comanda adesso in Italia?) forse aveva ragione lui.