Un anno fa vinceva SPOTLIGHT (e chi se lo aspettava?) – Ci sarà una sorpresa anche quest’anno?

Alzi la mano chi si aspettava la statuetta a SPOTLIGHT.

Non vedo molte mani alzate.
mani
Fu, effettivamente, una sorpresa. Quasi tutti si aspettavano REVENANT (qualcuno puntò su LA GRANDE SCOMMESSA, qualcuno su THE MARTIAN).

E se anche la notte di domenica 26 ci lasciasse a bocca aperta? Tutti i bookmakers danno LA LA LAND come sicuramente vincente… e se vincesse ARRIVAL?

Ripeto quanto già detto. Ora tutta Hollywood è schierata contro Trump, la sua xenofobia e la grande muraglia al confine messicano. E la storia di ARRIVAL può essere letta come “accogliamo gli stranieri e non spariamo… almeno prima cerchiamo di capirli!”

Published in: on febbraio 24, 2017 at 11:09 am  Comments (4)  
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Quando Hollywood parla di Hollywood

Premessa. Qui non ci sono TUTTI i film ambientati a Bosco degli Agrifogli (l’elenco comprenderebbe centinaia di titoli), ma solo quelli in cui al centro c’è quel mondo litigioso e nevrotico di produttori, registi, attrici ecc che produttori, registi, attrici conoscono benissimo.

Sono stati realizzati dei film veramente ben fatti. E adeguatamente premiati: ci vuole un Tir per trasportare tutte le statuette vinte.

Naturalmente cito solo quelli che ho visto. Mi hanno detto che E’ NATA UNA STELLA è bellissimo. Quando l’avrò visto lo recensirò.

Inoltre nell’elenco non troverete ARGO, un film bellissimo, dove parte dell’intreccio riguarda il mondo del cinema, ma il nocciolo è altrove. Fine della premessa.

argo

SUNSET BOULEVARD (Viale del tramonto, 1950; regia di B. Wilder) – La grande ex-Diva (Gloria Swanson) si innamora  si aggrappa a uno sceneggiatore spiantato e molto più giovane (William Holden); lo uccide e impazzisce del tutto. Nel film appaiono nel ruolo di se stessi C. B. DeMille e Buster Keaton. 3 statuette + un baule di nominations

SINGIN’ IN THE RAIN (Cantando sotto la pioggia, 1951; regia di S. Donen e G. Kelly) – Addio al cinema muto, evviva il sonoro! Un grande divo (Gene Kelly), racconta dei suoi inizi (ha fatto la controfigura per anni) impara a scandire bene le battute e trova l’amore. 2 nominations, ma nessuna statuetta

THE BAD AND THE BEAUTIFUL (Il bruto e la bella, 1952; regia di V. Minnelli) – Un produttore particolarmente son-of-mignott (Kirk Douglas, che ha costruito il personaggio ispirandosi a D.O. Selznick) si arrampica sulle scivolose scale del successo e poi ruzzola giù. La “bella” del titolo è Lana Turner. 5 statuette + una nomination per Kirk

THE LAST TYCOON (Gli ultimi fuochi, 1976; regia di E. Kazan) – Robert De Niro è un produttore geniale (personaggio ispirato da I. Thalberg), ma va in crisi e gli tolgono subito la poltrona da sotto il culo. Un sindacalista (Jack Nicholson) lo prende a sberle. una sola nomination

S.O.B. (Son of bitch, 1981; regia di B. Edwards) – Dopo un clamoroso flop un celebre regista (R. Mulligan) medita il suicidio; decide di trasformare il suo musical in un pornosoft e induce la moglie (Julie Andrews) a recitare a seno nudo; alla fine viene ucciso dagli agenti della security e muore felice: una tragedia simile è una manna per gli incassi!

THE PLAYER (I protagonisti, 1992; regia di R. Altman) – Non credo esistano film come questo, che riunisce decine di camei (Julia Roberts, Jack Lemmon, Susan Sarandon, Rod Steiger, Peter Falk, James Coburn, Bruce Willis, ecc) mentre si progettano film e il Produttore (Tim Robbins) uccide uno sceneggiatore, ma la fa franca e ne sposa la vedova (Greta Scacchi) 3 nominations

THE AVIATOR (2004; regia di M. Scorsese) – Howard Hughes (L. Di Caprio) ha due passioni: gli aeroplani e le attrici. Nella sua camera da letto vita sono passate Jean Harlow (G. Stefani), Katherine Hepburn (C. Blanchett), Ava Gardner (K. Beckinsale) eccetera eccetera. 5 statuette + una carrettata di nominations

THE ARTIST (2011; regia di M. Hazanavicius) – Omaggio pluripremiato al cinema muto americano da parte dei francesi. Il Grande Divo (J. Dujardin, che si è ispirato a Douglas Fairbanks) si oppone al sonoro: produrrà un film muto con la sua pecunia. Disastro. Ma l’amore lo salverà! 5 statuette + un fagottone di nominations

MY WEEK WITH MARILYN (Marilyn, 2011; regia di S. Curtis) – Nel 1956 LEI (M. Williams) sbarcò in Inghilterra per girare IL PRINCIPE E LA BALLERINA con Laurence Olivier (K. Branagh). Tra gli altri personaggi Vivien Leigh (J. Ormond), Sybil Thorndike (J. Dench) e una guardarobiera (E. Watson). 2 nominations

HITCHCOCK (2012; regia di S. Gervasi) – Come il mago della suspence ideò e realizzò PSYCHO. A. Hopkins è perfetto; ma anche H. Mirren (Alma Reville), J. Biel (Vera Miles) e S. Johansson (Janet Leigh) non scherzano! una nomination

HAIL, CAESAR (Ave Cesare, 2016; regia di E&J Coen) – Riuscirà il Grande Divo (G. Clooney) a scoprire la verità sul comunismo? Si troverà un padre per il baby che la Grande Diva (S. Johansson) nasconde con sempre maggior difficoltà? Su questi e altri drammi del cinema anni ’50 si farà presto luce! una nomination

LA LA LAND 14 nominations… ma ne parliamo domenica sera.

Published in: on febbraio 22, 2017 at 7:12 pm  Comments (1)  
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3 filmoni alla vigilia degli Oscar (and the best is…)

Febbraio è sempre un bel mese per chi ama il cinema.

Tra novembre e gennaio nelle sale si son visti film che non definisco cinepernacchie perché le pernacchie si offenderebbero.

Ma adesso elenco 3 cose belle. Vederle ha migliorato la qualità della mia vita.

HACKSAW RIDGE (M. Gibson)

LA LA LAND (D. Chazelle)

ARRIVAL (D. Villeneuve)

Vi dico subito che non intendo stabilire una graduatoria. Sono generi diversissimi (guerra, musical, fantascienza) e quindi non paragonabili tra loro. E’ come chiedersi se era più precoce Mozart o più ninfomane Savita Bhabhi.

  • LA LA LAND ha le maggiori chances di acchiappare la statuetta dorata; è un film delizioso, spudoratamente sentimentale (ma non c’è il zuccheroso lietofine di CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA) e piace anche a chi (come me) non spasima per il genere Hollywood about Hollywood: VIALE DEL TRAMONTO, IL BRUTO E LA BELLA, S.O.B., THE ARTIST ecc; tornerò sull’argomento molto presto
  • HACKSAW RIDGE è la storia vera e sanguinosa di un eroe atipico: Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell’esercito americano, che fu decorato per aver salvato 75 commilitoni senza sparare un solo colpo (Okinawa 1945); non è un film militarista, la guerra viene mostrata in tutta la sua brutalità (e comunque quella guerra andava fatta: ve l’immaginate un mondo dominato dall’Asse?); Gibson sarà uno stronzo, umanamente parlando, ma come regista è un maestro
  • di ARRIVAL ho già parlato il 24 ultimoscorso; siete patiti della SF? siete fan di Amy Adams? io appartengo ad entrambe le categorie, perciò sono uno dei pochissimi a nutrire qualche speranziella che una delle 8 nomination centri il bersaglio; anche perché a Donald Trump darebbe molto fastidio il successo di una storia dove gli alieni sono buoni e una donna dimostra più intuito di tutti i militari messi insieme

la
Nel prossimo post manterrò la promessa di 18 righe fa.

i cinepanettoni non piacciono più? e perché?

Se per cinepanettoni si intendono commediole italiesche che escono a Natale e dintorni la risposta è piacciono ancora.
zalosiani
Se invece si intende un titolo in cui compaiono le parole NATALE o VACANZA (con profusione di alberghi a 5 stelle, ville hollivudiane, navi da crociera ecc), allora sì: il genere è in netta crisi!

In passato incassavano sistematicamente più di 20 milioni di euro (NATALE SUL NILO superò i 28).

Quest’anno NATALE A LONDRA ha incassato 4milioni virgola tre. E’ andato un po’ meglio POVERI MA RICCHI (6,8) ma siamo lontanissimi da quei risultati.

Perché?

  • prima ipotesi (ottimista): il pubblico italiano si è raffinato, non piacciono come in passato le battutacce in dialetto, la ricchezza ostentata, gli hotel di lusso ecc
  • seconda ipotesi (realistica?): i gusti italioti non sono cambiati; si è evoluta la tecnica; ora i film si vedono su sky o scaricandoli da internet; gli estimatori di battute come “San Giovanni Decollato come sono arrapato!!!” e gli adoratori delle tette di Belen non hanno bisogno di cercare un parcheggio e di pagare il biglietto (cose entrambe stressanti)
  • terza ipotesi (intermedia): i considerevoli incassi di SULLY e LA LA LAND fanno capire che il pubblico italiesco apprezza Ryan Gosling più di Massimo Boldi e la regia di Clint Eastwood più di quella di Neri Parenti; a ciò aggiungasi l’aumento dei prezzi (in tempi di crisi, vuoi proprio spendere 9 euri per sorbirti dialoghi come “siete vegani?” “no, semo de Torresecca!”)
Published in: on gennaio 31, 2017 at 5:39 pm  Comments (4)  
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